Messaggio del 13-12-2005 alle ore 10:37:15
SAN FRANCISCO (Stati Uniti) - E' stato cinque volte candidato al premio Nobel per la pace e quattro al Nobel per la Letteratura. E nel 2004 il presidente Bush lo ha premiato «per avere dimostrato, attraverso molteplici opere di bene dietro le sbarre, il carattere eccezionale dell'America». Ma questo forse non basterà per salvare la vita di Stanley «Tookie» Williams, detenuto da 24 anni nel braccio della morte del carcere di San Quintino, in California, che il 13 dicembre si presenterà all'appuntamento con il boia. Solo un intervento del governatore Arnold Shwarzenegger potrebbe
decidere un diverso destino per quest'uomo di colore di quasi 52 anni anni che si è sempre proclamato innocente per il reato che gli viene addebitato, ovvero avere ucciso quattro persone nel 1979. Anche la Corte suprema dello stato della California ha infatti responti l'appello per fermare l'esecuzione di Williams, che fu fondatore e per anni capo della gang criminale dei Crips.
SACRAMENTO (CALIFORNIA) - Dopo ventidue minuti di agonia, la fine di Stan Tookie Williams è arrivata. L'ex leader dei Crips, gang di Los Angeles tra le più feroci, è stato giustiziato a mezzanotte e 35 ora locale, le 9.35 in Italia, nella camera della morte del penitenziario di San Quintino, nella baia di San Francisco, dove gli è stata praticata in vena un'iniezione letale. Al macabro rituale hanno materialmente assistito in tutto 39 testimoni, tra cui diciassette giornalisti e cinque persone scelte direttamente dall'interessato, oltre ad alcuni parenti delle quattro vittime uccise da Tookie.
«NON SI E' PENTITO» - «Stanley Williams insiste nel dichiararsi innocente e nel dire di non dovere scuse o provare rimorso per l'uccisione delle quattro vittime del caso», ha scritto Schwarzy nelle motivazioni alla base della sua decisione (clicca qui per leggere il testo integrale del documento - in inglese). «Senza delle scuse o un pentimento per queste uccisioni senza senso e brutali non ci può essere redenzione. Sulla base di prove sempre più consistenti, non c'è ragione di mettere in discussione la decisione della giuria o del sorgere di dubbi o serie riserve sul verdetto e sulla pena di morte inflitta a Williams», è quanto si legge nel documento diffuso dal governatore californiano.
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 10:40:40
Non starò neanche a ribadire la mia ferma convinzione sulla assurdità di tali pene, questo caso però di assurdità ne ha anche un'altra. Si può giustiziare una persona candidata al nobel per la pace ? Qualcuno che vivendo avrebbe potuto produrre più bene che male ?
Forse in questo caso la società ci ha rimesso più delle altre volte
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 10:56:52
di sicuro Terminator ha fatto la scelta + facile. Graziandolo avrebbe dovuto ridiscutere tutta la questione... io sinceramente la vedo così: o lui o un altro non fa differenza, sempre di uomini stiamo parlando.
P.S.: Vedetevi il film "Redemption: The Stan Tookie Williams story", tanto per saperne un pò di +
-Taz-
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 11:25:46
Io l'ho visto il film, e il personaggio mi ha anche affascinato.Il fatto che lui si proclami innocente non dimostra che non lo sia, c'è stato un processo ed è stato condannato.Cmq la cosa allucinante per me, è che un deficente come Schawzeneger debbe avere il potere di congedere o meno la grazia .Uno può essere a favore o contrario alla pena di morte, ma che poi un solo uomo debba decidere se dare la grazia o non darla, è inconcepibile, pure perchè, spesso il tizio chiamato in causa è un autentico idiota, vedi Tereminator.
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 11:37:50
Buja, forse anche questo, anche se c'è chi non è d'accordo, non io.Ma ripeto, che un minorato come Terminator debba decidere se concedere o non concedere una grazia,è inconcepibile.Dopotuttto da un paese che si ritrova un alcolizzato come presidente, oltre che ultimo di tuttre le scuole che ha frequentato, non c'è da aspettarsi di meglio.
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 12:24:07
Spero da una vita che qualcuno mette la parola fine a questo orrore!
Ma chi potrebbe farlo?Solo chi pensa che nessun essere umano è superiore ad un' altro.Esiste un grande della terra sufficentemente intelligente?
Il grande (solo nel fisico)Terminator avrebbe potuto salvare il povero Stanley Williams? Purtroppo ( come ci si doveva aspettare ) non l'ha fatto....
Il mio unico commento è che il ruolo del Terminator gli stava a pennello!
Solo l'uomo si arroga il diritto di punire l'omicidio con un altro omicidio,
d'altronde non c'è nemmeno da meravigliarsi, tutta la società va avanti cosi',
e ogni commento diventa ripetitivo e spesso,purtroppo inutile! ! ! ! !
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 12:27:37
Lui era così, il giudice che l'ha condannato a morte picchè nin ce ito lui a ucciderlo, e a mani nude Ripeto, io ho visto il film, lui mi ha affascinato
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 12:30:03
ci risiamo con il teatrino!! tutti a scandalizzarsi per l'esecuzione di una persona che ha assassinato QUATTRO uomini(e non c'entra una mazza che poi è stato candidato al nobel, questo non riporta in vita quei quattro), e si resta insensibili, nel migliore dei casi, alla uccisione di centinaia di m,igliaia di VITE INNOCENTI per mezzo dell'aborto!!
pharlap, c'è un altro imbecille americanoche decide dello sterminio di interi popoli.....
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 12:42:21
Aridajje co sto cazzo di aborto jekill! Se non approvi l'aborto non lo praticare, ma non rompere le palle a chi vuole farlo! Smettetela di imporre le vostre idee a tutti pretendendo che siano le migliori! Ripeto: se non sei d'accordo con l'aborto non lo praticare! nessuno ti sta dicendo di farlo per forza, ma non impedire a me di farlo! In nome di chi e di cosa mi vuoi imporre le tue ragioni? In nome del tuo Dio che a cui io non credo? In nome del Papa? In nome del padre, del figlio e dello sprito santo? Spiegami una buona volta perchè debba essere qualcun altro a dirmi cosa cazzo è etico e cos'altro non lo è... dato che non me ne fotte una sega dell'etica!
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 12:59:22
Jekil, infatti l'ho detto sul presidente.Cmq Stoke mi tirava di brutto, perchè è stato capace di eccellere sia nel fare il buono che il cattivo, poi se ha ucciso, ha ucciso 4 di una banda rivale, era una guerra, ne ite accidenne gli innocenti.
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 14:03:32
Uccidere una persona che ha passato 25 anni in un braccio della morte, equivale ad uccidere un innocente, una persona che forse, sottolineo forse, non era estranea al delitto, sicuramente pero' una persona diversa da quella del delitto. E' una giustizia letteralmente spietata quella che non sa cogliere la diversita', l'innocenza ritrovata dell'uomo della pena rispetto a quello del delitto..... "Sergio D'Elia Segretario di Nessuno tocchi Caino"
Eccolo com'era quando era a capo dei Crips, la gang che si contendeva con i Bloods l'intera città di L.A.
------------ Editato da Fàgnavù il 13/12/2005 alle 14:04:30
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 14:06:42
Jekil il punto è che se la pena deve essere repressiva o rieducativa. Se deve essere repressiva hai ragione tu ma se deve essere rieducativa questo ennesimo assassinio è ancora più assurdo di tutti quelli che lo hanno preceduto. Il nobel per la pace significa questo, cioè quell'uomo si era riabilitato anche se non pentito perchè affermava di essere innocente.
Farlap la caratteristica di eccellere in qualsiasi cosa ci si cimenti si chiama genialità, ed è una caratteristica che posseggono veramente in pochi, è per questo che questo delitto è ancora più delitto, magari vivendo sto tizio avrebbe potuto anche insegnarci qualcosa, persino a quel testa vuota di Shwarzenegger
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 14:49:56
home, se la pena di morte non ti piace non la preticare e non rompere le balle agli stati che vogliono praticarla. che differenza c'è tra questo ragionamento e quello che tu hai rivolto a me???
angelo, dal io punto di vista una persona che ne ha ammazzatte quattro,non me ne fotte nulla di racuperarla. puoi recuperare le vite che ha spezzato??
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 19:07:23
bod, FACCIO giustizia nel senso LO STATO fa giustizia, ovvio no??
comunque aspetto ancora che mi si spieghi come si fa a gridare alla sacralità della vita quando si parla di pena capitale(quindi per chi si è macchiato di crimini come l'omicidio spietato), e poi si giustifichi l'omicidio di una vita innocente.
posso capire chi è contro la pena di morte e contro l'aborto. lì ci vedo un senso. ma scandalizzarsi per la soppressione di chi ha ucciso quattro persone e poi giustificare l'aborto, veramente mi sembra fuori da ogni logica....
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 21:17:41
Jekil, mo io posso anche essere d'accordo con la pena di morte.Tipo per chi uccide un innocente, un bambino, una vecchia indifesa a casa, insomma tutti i casi che conosciamo, ma cussù alla luce di quello che aveva fatto dopo, la grazia gli si poteva concedere.Poi ripeto, il suo caso è diverso, era una guerra tra bande, o uccideva o lo uccidevano.
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 21:20:40
Jekil, uscendo un pò fuori discorso, lo sai che lui era anche stato una promessa del pugilato, abbinalo al fisico e il resto viene da se Di la verità, incontrandolo avresti girato al largo pure tu Quando finì in prigione ci fu qualcuno che provò a fare il duro, il resto è facile da immaginare ------------ Editato da Phar Lap il 13/12/2005 alle 21:22:23
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 21:35:58
pharlap, il mio intervento era in senso generale, non nello specifico di un caso che non conosco se non sommariamente. quello che mi premeva e mi preme evidenziare è, come avevo scritto in un recente post da me aperto, l'assurdità di quelle persone(sempre le stesse), che si scandalizzano e si ergono a difensori della vita quando viene applicata la pena di morte per quancuno che, se ha avuto questa condanna, si è macchiato di delitti di sangue. ma poi tollerano o addirittura sponsorizzano la "pena capitale" per creature talmente innocenti che sono ancora nel ventre della propria madre.
ma se vogliamo addentrarci nello specifico. se vogliamo parlare di grazia( e questo mi riporta anche ad un caso di casa nostra, leggi adriano sofri), condicio sine qua non per ottenere una qualsiasi agevolazione della pena, è il PENTIMENTO, che non può non passare per l'AMMISSIONE della colpa. questo oltre che da un punto di vista morale anche da quello legale(e quì chiedo l'intervento dei giuristi del forum). quindi in questo caso, come in quello "nostrano" mancano i presupposti per una decurtazione della pena!!
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 21:39:37
pharlap, sono sinceramente dispiaciuto che il pugilato abbia perso un potenziale campione, ma questo è un altro discorso.....
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 22:01:50
Qui discutiamo della pena di morte e del fatto di voler far giustizia macchiandosi dello stesso crimine... a cosa serve tirare in ballo l'aborto?
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 22:06:23
dato che i difensori dell'aborto sono gli stessi che si schierano contro la pena capitale, volevo solo cercare di capire il meccanismo mentale che li porta a giustificare l'assassinio di una vita innocente e il ripudio della soppressione della vita di un volgare assassino. tutto quì. ma vedo che questa risposta non me la da nessuno...
Messaggio del 13-12-2005 alle ore 22:37:12
Jeki, io parlavo solo di Stoke.Cmq, la pena di morte mi può anche star bene, ma che la debba avere uno stato che ha come capo il primo c'avessa murì, non mi sta bene.Poi io sono contro l'aborto, lo sai bene questo, al figlio si può benissimo rinunciare senza aborto, lo si lascia in ospedale e amen.Solo che molte donne sono zoccole di animo perciò abortiscono.
LA ESECUZIONE di Stanley Williams nel carcere di San Quintino in California, condannato nel 1981 per un quadruplice omicidio commesso nel 1979, lascia in un europeo un profondo sgomento. Un uomo mutato moralmente e intellettualmente al punto da divenire uno scrittore, più volte candidato al Nobel per la pace, non è lo stesso che fu processato allora e da allora per così lunghi anni tenuto in carcere in attesa della morte.
Il governatore dello Stato di California Arnold Schwarzenegger non ha concesso la grazia, evidentemente per non contraddire la maggioranza della popolazione californiana favorevole alla pena di morte. Ancora una volta siamo chiamati a riflettere sulla distanza tra civiltà giuridica dell’Europa e degli Stati Uniti d’America. La pena di morte, che l’evoluzione civile degli europei, sia pure gradualmente e faticosamente, è riuscita a bandire, sopravvive in almeno quaranta dei cinquanta Stati nord-americani. Sarebbe ozioso discettare ancora con gli argomenti pro o contro che hanno attraversato le tre filosofie dell’illuminismo, del positivismo e dell’idealismo. O riproporre la intangibilità della vita umana come precetto costituzionale e non più soltanto morale o religioso. La questione assume oggi un più pregnante valore politico. Non è accettabile che lo Stato più potente della terra, più avanzato nel progresso scientifico, più liberale negli ordinamenti democratici, affidatario delle istanze universali di tutela dei diritti umani, conservi questo residuo barbarico qual è la pena di morte. Non vi è dubbio che privare della vita un colpevole postula la irredimibilità della colpa, come dire che l’essere umano non ha una consistenza morale, ma soltanto biologica. Non può pentirsi, non può staccarsi dai suoi delitti. Eliminarlo dalla vita è una vendetta della società, per quanto ritualizzata dalle procedure legali, e non ottenuta nel tumulto e nel furore di una reazione immediata e violenta.
Questa idea dell’uomo e della vita umana oggi è ripugnante nelle nazioni che hanno fiducia in un essere morale e non intendono scambiarlo con un robot o con un animale. Se vi sono collettività umane che nutrono diversi sentimenti, è opportuno che i gruppi sociali in esse più colti e avanzati operino per una evoluzione della mentalità dominante. La democrazia è un regime che agevola, non ostacola, una tale emancipazione da concezioni arcaiche, che non dovrebbero avere spazio nel nostro secolo. Sono gli esponenti del ceto politico in grado di educare i loro concittadini e quindi di guidarli verso traguardi più alti di civiltà? Non si faccia confusione tra maggioranze elettorali e popolo. Innanzi tutto, nella peculiare morfologia della cultura nord-americana, i popoli degli Stati sono popolazioni, non entità etiche super-individuali. Dunque il consenso elettorale non deve giungere al punto da condizionare le rappresentanze democratiche a non contraddire la folla. Lasciò scritto Cicerone che non v’è libertà né ordine costituzionale dove governa un tiranno, ma anche che non v’è libertà né costituzione dove governa la moltitudine. Vogliamo sperare che americani ed europei si affratellino ancor più nel rispetto della vita umana, bandendo ovunque la pena di morte. E sarà merito della volontà politica dei governi, non meno che della saggezza dei migliori tra i cittadini.
Messaggio del 14-12-2005 alle ore 12:51:56
Jekil,nessuno ti risponde ,sull'aborto,perchè gia ne abbiamo parlato molte volte.A che serve tornarci sopra?La differenza tra la pena capitale e l'aborto è che nel primo caso si ammazza una persona,nel secondo caso non parliamo di una persona.Parliamo di una cellula e spetta alla madre decidere se farla continuare a vivere o meno.La differenza è abissale.
Messaggio del 14-12-2005 alle ore 14:53:55
cappellini non puoi andare contro le scienza!! quella "cellula" è VIVA!! è l'enbrione di essere umano!! quell'embrione avverte il freddo e il caldo, così come avverte il dolore!!
Messaggio del 14-12-2005 alle ore 16:43:08
Infatti ho detto che non è una persona,non ho negato che sia una cellula vivente.Sono intervenuto solo per dire che,chi non ti risponde,su pena di morte ed aborto, anche sul post da te aperto poco tempo fa, su Cultura,lo fa per non tornare su un argomento gia' trattato,piu' di una volta.