La Piazza
Una triste storia
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 17:18:19
Leggete un po' qui!
Leggete un po' qui!
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 17:26:34
dope dice..pecché la da udià a quisse...
dope dice..pecché la da udià a quisse...
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 17:57:25
..dopo morte sono tutte brave persone...
..dopo morte sono tutte brave persone...
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 18:09:13
la verità non la saprà mai nessuno. certo, è proprio una storiaccia...
la verità non la saprà mai nessuno. certo, è proprio una storiaccia...
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 19:00:44
che storia cmq quoto cock ma anche se ti fai uno spino ognio tanto nn vuol dire che sei un drogato sn le solite forze dell ordine che credono di essere i rambo del quartiere
che storia cmq quoto cock ma anche se ti fai uno spino ognio tanto nn vuol dire che sei un drogato sn le solite forze dell ordine che credono di essere i rambo del quartiere
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 19:09:56
Cock ma va a vedé se tè piove ala piazz! Ho sentito il servizio a Studio Aperto sto uaglione è stato massacrato di botte e la polizia di Bologna non è nuova a questi fatti..... ti ci facesse truvà a te poi voglio vedé se te ne esci ancora con ste frasi del c***o!
Cock ma va a vedé se tè piove ala piazz! Ho sentito il servizio a Studio Aperto sto uaglione è stato massacrato di botte e la polizia di Bologna non è nuova a questi fatti..... ti ci facesse truvà a te poi voglio vedé se te ne esci ancora con ste frasi del c***o!
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 19:36:07
allucinante
allucinante
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 19:43:16
infatti sci allucinante...ma come si fa...mah...menomale che siamo nel 2006....
infatti sci allucinante...ma come si fa...mah...menomale che siamo nel 2006....
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 19:47:33
povero ragazzo...
povero ragazzo...
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 19:49:07
non ho voglia di andarmelo a leggere, qualcuno mi faccia un sunto
non ho voglia di andarmelo a leggere, qualcuno mi faccia un sunto
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 19:58:06
scandaloso
the Police!
scandaloso
the Police!
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 20:12:18
è proprio una brutta storia, già...
se la vuoi sapere te la vai a laggere come abbiamo fatto anche noi
è proprio una brutta storia, già...
se la vuoi sapere te la vai a laggere come abbiamo fatto anche noi
Messaggio del 13-01-2006 alle ore 00:04:23
mamma mia che tristezza infinita
mamma mia che tristezza infinita
Messaggio del 13-01-2006 alle ore 00:58:08
prima che oscurino questo blog lo posto io!!!!!!!
"Federico
Ferrara, 2/1/2006
Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio.
Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di soli 18 anni appena compiuti.
È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi…
Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non lo dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più respiro. Non ha più luce, futuro…
Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.
Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro…
Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora estate, faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva spesso, ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno aveva un’aura speciale.
Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto sorrisi per tutti… la gioia era lui.
Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna pizza.
Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.
Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte giocando a pallone…
È stata l’ultima volta che l’ho visto vivo.
Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi perché Stefano non avesse risposto al suo saluto.
Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che l’ha salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l’appuntamento al giorno dopo…
Non è mai esistito il giorno dopo.
Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa lì dentro.
L’hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici, e le analisi lo hanno confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una sostanza, una pasticca o simili.
Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si muore di questo…
Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico di ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande cura del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo splendido pieno di salute.
E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a costruire il futuro.
Nell’immediato c’erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni, il karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di tutti i giorni cercando di stare bene…
Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto di incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.
Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che poi non era andato a Bologna.
Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli hanno offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito. Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa…
Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici. Specialmente i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli se erano ancora fuori… sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi che conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.
E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell’ora mi sono svegliata, forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un rumore nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì…
Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.
Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla…
Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre. Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi aggrappavo all’idea che avesse solo perso il cellulare…
Poi l’ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è memorizzato col solo nome, Lino.
Una voce ha risposto.
Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di descrivere Federico.
Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti dell’ippodromo e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.
Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente un amico che ci lavora.
Nulla.
Il centralinista rispondeva: c’è il cambio di turno… non sono informato…, appena avremo notizie chiameremo noi…
Niente per altre tre ore!!!! Passate nell’angoscia e nelle telefonate frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla questura.
Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del fratello. Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.
La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano portato via.
Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.
E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di tenere una mamma lontana da suo figlio!
E mi hanno detto che lo hanno fatto per me… perché era meglio che non vedessi.
In quel momento gli ho creduto.
La polizia ha detto che un’abitante della zona aveva chiamato perché sentiva delle urla.
Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i muri.
Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era sfigurato dalle percosse.
Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa col cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.
Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito anche in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che aveva lo scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi segni di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso, dalla tempia sinistra all’occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle manette ai polsi. L’ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo. L’hanno distrutto…
E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da solo. Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi sfortunati…
Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel che aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di comportamenti aggressivi. Semmai il contrario.
Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli stava crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla polizia, la patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva dimenticato la carta di identità.
Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno si preoccupava più di tanto…
Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com’era ridotto si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato, ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.
Chissà quando se ne sono accorti?
L’ambulanza è stata chiamata quando ormai non c’era più niente da fare. E nemmeno allora lo hanno portato all’ospedale per provare un intervento estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno portato all’obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.
Perché?
Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata chiamata subito l’ambulanza?
Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c’era nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.
Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non farcelo vedere…
Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe avuto?
Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto per un malore… tratto dal mattinale della questura.
Il giorno dopo sull’altra testata cittadina “Federico sfigurato”. Immediate controdeduzioni del Capo Procura: “non è morto per le percosse”… questa è stata la prima ammissione di quanto successo.
Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli esami medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.
Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male a nessuno. Credeva nell’amicizia che dava a piene mani. Era un semplice ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell’età si credeva grande ma dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita davanti, e una gran voglia di viverla…"
prima che oscurino questo blog lo posto io!!!!!!!
"Federico
Ferrara, 2/1/2006
Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio.
Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di soli 18 anni appena compiuti.
È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi…
Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non lo dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più respiro. Non ha più luce, futuro…
Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.
Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro…
Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora estate, faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva spesso, ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno aveva un’aura speciale.
Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto sorrisi per tutti… la gioia era lui.
Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna pizza.
Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.
Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte giocando a pallone…
È stata l’ultima volta che l’ho visto vivo.
Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi perché Stefano non avesse risposto al suo saluto.
Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che l’ha salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l’appuntamento al giorno dopo…
Non è mai esistito il giorno dopo.
Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa lì dentro.
L’hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici, e le analisi lo hanno confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una sostanza, una pasticca o simili.
Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si muore di questo…
Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico di ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande cura del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo splendido pieno di salute.
E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a costruire il futuro.
Nell’immediato c’erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni, il karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di tutti i giorni cercando di stare bene…
Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto di incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.
Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che poi non era andato a Bologna.
Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli hanno offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito. Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa…
Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici. Specialmente i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli se erano ancora fuori… sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi che conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.
E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell’ora mi sono svegliata, forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un rumore nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì…
Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.
Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla…
Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre. Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi aggrappavo all’idea che avesse solo perso il cellulare…
Poi l’ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è memorizzato col solo nome, Lino.
Una voce ha risposto.
Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di descrivere Federico.
Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti dell’ippodromo e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.
Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente un amico che ci lavora.
Nulla.
Il centralinista rispondeva: c’è il cambio di turno… non sono informato…, appena avremo notizie chiameremo noi…
Niente per altre tre ore!!!! Passate nell’angoscia e nelle telefonate frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla questura.
Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del fratello. Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.
La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano portato via.
Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.
E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di tenere una mamma lontana da suo figlio!
E mi hanno detto che lo hanno fatto per me… perché era meglio che non vedessi.
In quel momento gli ho creduto.
La polizia ha detto che un’abitante della zona aveva chiamato perché sentiva delle urla.
Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i muri.
Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era sfigurato dalle percosse.
Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa col cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.
Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito anche in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che aveva lo scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi segni di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso, dalla tempia sinistra all’occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle manette ai polsi. L’ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo. L’hanno distrutto…
E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da solo. Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi sfortunati…
Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel che aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di comportamenti aggressivi. Semmai il contrario.
Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli stava crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla polizia, la patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva dimenticato la carta di identità.
Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno si preoccupava più di tanto…
Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com’era ridotto si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato, ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.
Chissà quando se ne sono accorti?
L’ambulanza è stata chiamata quando ormai non c’era più niente da fare. E nemmeno allora lo hanno portato all’ospedale per provare un intervento estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno portato all’obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.
Perché?
Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata chiamata subito l’ambulanza?
Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c’era nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.
Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non farcelo vedere…
Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe avuto?
Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto per un malore… tratto dal mattinale della questura.
Il giorno dopo sull’altra testata cittadina “Federico sfigurato”. Immediate controdeduzioni del Capo Procura: “non è morto per le percosse”… questa è stata la prima ammissione di quanto successo.
Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli esami medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.
Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male a nessuno. Credeva nell’amicizia che dava a piene mani. Era un semplice ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell’età si credeva grande ma dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita davanti, e una gran voglia di viverla…"
Messaggio del 13-01-2006 alle ore 13:32:41
leggendo si può provare solo tristezza
leggendo si può provare solo tristezza
Messaggio del 13-01-2006 alle ore 13:47:07
Quoto Dimas. . .
Quoto Dimas. . .
Messaggio del 13-01-2006 alle ore 13:51:34
mamma mia...m credevo ke ste cose succedessero solo in america!!!
mamma mia...m credevo ke ste cose succedessero solo in america!!!
Messaggio del 13-01-2006 alle ore 14:09:52
la versione della polizia è molto diversa...provate a leggerla e ni inc....te ancora di +....
e loro dovrebbero tutelarci?
la versione della polizia è molto diversa...provate a leggerla e ni inc....te ancora di +....
e loro dovrebbero tutelarci?
Messaggio del 13-01-2006 alle ore 14:12:24
non mi esprimo sulla vicenda xche com'e'andata non lo posso sapere,e di certo lo sanno solo loro ma,confermo,brutta storia
non mi esprimo sulla vicenda xche com'e'andata non lo posso sapere,e di certo lo sanno solo loro ma,confermo,brutta storia
Messaggio del 13-01-2006 alle ore 17:17:27
Il resto della storia è qui
Il resto della storia è qui
Messaggio del 14-01-2006 alle ore 00:01:46
brutta storia...nn ho parole...
brutta storia...nn ho parole...
Messaggio del 14-01-2006 alle ore 00:13:01
Che storia...che tristezza...
Quante ne fa la disoccupazione!
Che storia...che tristezza...
Quante ne fa la disoccupazione!
Messaggio del 27-01-2006 alle ore 09:46:16
su arcoiris c'è un video su questa storia
clicca qui
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Editato da Pigro il 27/01/2006 alle 09:49:00
su arcoiris c'è un video su questa storia
clicca qui
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Editato da Pigro il 27/01/2006 alle 09:49:00
Messaggio del 27-01-2006 alle ore 21:58:14
sono felice che abbiate aperto questo post............. bisogna che si sappia, e' una soria straziante.
sono felice che abbiate aperto questo post............. bisogna che si sappia, e' una soria straziante.
Messaggio del 28-01-2006 alle ore 00:28:15
Ora su italia 1 stanno dando un film, The Experiment...
guardatelo, aldilà del film, è utile per riflettere sull'atteggiamento che gli esseri umani assumono in situazioni di potere su altre persone...
il discorso è ampliabile come concetto per questa triste storia come anche per il giorno della memoria e anche per la politica attuale in Italia...
Ora su italia 1 stanno dando un film, The Experiment...
guardatelo, aldilà del film, è utile per riflettere sull'atteggiamento che gli esseri umani assumono in situazioni di potere su altre persone...
il discorso è ampliabile come concetto per questa triste storia come anche per il giorno della memoria e anche per la politica attuale in Italia...
Messaggio del 30-01-2006 alle ore 14:58:26
raccapricciante. Tendo a balbettare dopo aver letto tutto d'un fiato il racconto della mamma....
che bestie!
raccapricciante. Tendo a balbettare dopo aver letto tutto d'un fiato il racconto della mamma....
che bestie!
Messaggio del 30-01-2006 alle ore 15:17:13
Mi fanno sempre piu' schifo . . .
Mi fanno sempre piu' schifo . . .
Messaggio del 30-01-2006 alle ore 15:20:57
Ho visto anche il servizio a Chi l'ha visto, la ricostruzione è agghiacciante.
Ho visto anche il servizio a Chi l'ha visto, la ricostruzione è agghiacciante.
Messaggio del 30-01-2006 alle ore 15:28:35
ma su, statevi zitti, allegri e pensate ad altro.
ah, e per la sicurezza dei nostri figli...
"Uno sportello del poliziotto di quartiere dentro l'istituto professionale Pietro De Giorgio, la scuola salita alla ribalta con i fatti che hanno portato Lanciano sulle cronache nazionali. Frequentavano infatti il De Giorgio alcuni dei ragazzi accusati di violenza sessuale nei mesi scorsi.
Due i progetti promossi da ministero dell'Interno e Questura di Chieti che interessano l'istituto di via Finamore: «Educazione alla legalità» e «Sportello del poliziotto di quartiere».
Il primo prevede sei incontri tra dirigenti del commissariato e agenti che svolgono il servizio di prossimità con gli studenti, per discutere appunto il tema della legalità. Sarà presentata alla comunità scolastica la cassetta delle lettere da installare dentro l'istituto, che i ragazzi potranno utilizzare per qualsiasi comunicazione con la polizia. Verranno inoltre distribuiti biglietti da visita dei poliziotti di quartiere con i loro numeri di cellulare.
La seconda iniziativa comincerà dopo i sei incontri, e consisterà nell'apertura di un vero e proprio sportello all'interno del De Giorgio, dove due agenti resteranno a disposizione degli studenti per tre ore alla settimana".
ma su, statevi zitti, allegri e pensate ad altro.
ah, e per la sicurezza dei nostri figli...
"Uno sportello del poliziotto di quartiere dentro l'istituto professionale Pietro De Giorgio, la scuola salita alla ribalta con i fatti che hanno portato Lanciano sulle cronache nazionali. Frequentavano infatti il De Giorgio alcuni dei ragazzi accusati di violenza sessuale nei mesi scorsi.
Due i progetti promossi da ministero dell'Interno e Questura di Chieti che interessano l'istituto di via Finamore: «Educazione alla legalità» e «Sportello del poliziotto di quartiere».
Il primo prevede sei incontri tra dirigenti del commissariato e agenti che svolgono il servizio di prossimità con gli studenti, per discutere appunto il tema della legalità. Sarà presentata alla comunità scolastica la cassetta delle lettere da installare dentro l'istituto, che i ragazzi potranno utilizzare per qualsiasi comunicazione con la polizia. Verranno inoltre distribuiti biglietti da visita dei poliziotti di quartiere con i loro numeri di cellulare.
La seconda iniziativa comincerà dopo i sei incontri, e consisterà nell'apertura di un vero e proprio sportello all'interno del De Giorgio, dove due agenti resteranno a disposizione degli studenti per tre ore alla settimana".
Messaggio del 18-02-2006 alle ore 13:45:15
17 febbraio
Stamattina i miei avvocati in conferenza stampa hanno fatto il punto della situazione. Come annunciato si aspetta la consegna del referto dei medici incaricati dal giudice entro pochi giorni. Nel frattempo i nostri periti di parte, in base anche ad atti e verbali ufficiali, hanno tratto le loro conclusioni scientifiche. I legali le hanno oggi riassunte e sintetizzate unendole ai fatti raccolti con le testimonianze e le indagini. Sentire questo racconto è durissimo da sopportare. Ma viene una grandissima forza e determinazione pensando a quel che Federico ha sofferto e a tutta la paura che ha avuto. Le fotografie parlano. La verità deve uscire.
La sintesi scientifica, nonostante l'oggettivo contesto violento, non attribuisce la morte alle percosse ma al soffocamento. Dovuto soprattutto alla costrizione protratta a pancia in giù con almeno una persona sulla sua schiena. Questa è ritenuta la causa fisica. Quel che è successo prima durante e dopo lo indicano le indagini. Di sicuro non è stato fatto alcun tentativo di rianimazione (defibrillatore o manovre manuali) se non dal medico, chiamato quando ormai Federico giaceva inanimato. La perizia dei medici legali pubblici quindi è importantissima, ma per la valutazione del giudice è necessaria l'indagine di tutto quel che è accaduto. Sono quindi sempre importantissimi tutti i dettagli che si raccolgono.
Spero, insieme ai ragazzi del Comitato Verità per Aldro, che ogni notizia e testimonianza vengano divulgate. Anche quanto raccolto dai giornalisti può essere prezioso per chi vuole sapere la verità. I giudici e gli avvocati valuteranno ogni elemento utile. Perciò insieme al Comitato sollecitiamo tutti i mezzi di informazione locali e nazionali.
17 febbraio
Stamattina i miei avvocati in conferenza stampa hanno fatto il punto della situazione. Come annunciato si aspetta la consegna del referto dei medici incaricati dal giudice entro pochi giorni. Nel frattempo i nostri periti di parte, in base anche ad atti e verbali ufficiali, hanno tratto le loro conclusioni scientifiche. I legali le hanno oggi riassunte e sintetizzate unendole ai fatti raccolti con le testimonianze e le indagini. Sentire questo racconto è durissimo da sopportare. Ma viene una grandissima forza e determinazione pensando a quel che Federico ha sofferto e a tutta la paura che ha avuto. Le fotografie parlano. La verità deve uscire.
La sintesi scientifica, nonostante l'oggettivo contesto violento, non attribuisce la morte alle percosse ma al soffocamento. Dovuto soprattutto alla costrizione protratta a pancia in giù con almeno una persona sulla sua schiena. Questa è ritenuta la causa fisica. Quel che è successo prima durante e dopo lo indicano le indagini. Di sicuro non è stato fatto alcun tentativo di rianimazione (defibrillatore o manovre manuali) se non dal medico, chiamato quando ormai Federico giaceva inanimato. La perizia dei medici legali pubblici quindi è importantissima, ma per la valutazione del giudice è necessaria l'indagine di tutto quel che è accaduto. Sono quindi sempre importantissimi tutti i dettagli che si raccolgono.
Spero, insieme ai ragazzi del Comitato Verità per Aldro, che ogni notizia e testimonianza vengano divulgate. Anche quanto raccolto dai giornalisti può essere prezioso per chi vuole sapere la verità. I giudici e gli avvocati valuteranno ogni elemento utile. Perciò insieme al Comitato sollecitiamo tutti i mezzi di informazione locali e nazionali.
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 19:08:05
Non posto questa foto perchè non me la sento. Io non la pubblicherei mai, ma se una madre decide di pubblicare questa foto di suo figlio.... vuol dire che ha conosciuto un orrore ben peggiore
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/./photos/uncategorized/aut31801_small.jpg
Non posto questa foto perchè non me la sento. Io non la pubblicherei mai, ma se una madre decide di pubblicare questa foto di suo figlio.... vuol dire che ha conosciuto un orrore ben peggiore

http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/./photos/uncategorized/aut31801_small.jpg
Messaggio del 15-03-2006 alle ore 18:36:17
Iscritti nel registro degli indagati i 4 poliziotti intervenuti quella notte
Chiesto un supplemento di perizia dopo la denuncia della madre su Kataweb
Ferrara, indagati quattro agenti
per la morte di Federico Aldrovandi
Federico Aldrovandi
FERRARA - Nuovo colpo di scena nell'inchiesta sulla morte di Federico Aldrovandi, il diciottenne morto il 25 settembre scorso in circostanze ancora da chiarire dopo un intervento dei poliziotti denunciato della madre sul blog di Kataweb. La procura di Ferrara ha iscritto nel registro degli indagati, per il reato di omicidio preterintenzionale, i quattro agenti (tre uomini e una donna) che quella notte effettuarono l'intervento nei pressi dell'Ippodromo. Lo ha reso noto il procuratore capo Severino Messina.
Il magistrato ha spiegato che la scelta dell'iscrizione al registro indagati è un atto tecnico deciso in questo momento, che non presuppone alcuna ipotesi di responsabilità. Ha inoltre confermato di aver disposto un supplemento di perizia sulle due consulenze depositate nelle settimane scorse dai tecnici della famiglia Aldrovandi e della procura stessa. Il nuovo esame - i cui risultati si conosceranno entro il 7 aprile prossimo - si è reso necessario a causa degli elementi divergenti emersi dalle perizie delle due parti.
La consulenza della procura parla di una asfissia dovuta ad una concausa legata all'assunzione di droghe e alcool, mentre per i tecnici della famiglia la morte sarebbe stata provocata da una "asfissia posturale", causata dalla compressione toracica ci fu sottoposto dai poliziotti. Un'asfissia "colpevole", come l'ha definita il pm Messina, mentre la procura sostiene la tesi dell'asfissia "non colpevole".
Il supplemento di perizia è stato affidato al direttore dell'Istituto di medicina legale di Ferrara, Francesco Maria Avato, "affinchè valuti anche gli aspetti tossicologici e le divergenze tra le due consulenze", ha spiegato Messina. "Non abbiamo nessun pregiudizio".
"La decisione di indagare i quattro agenti è frutto di una strategia processuale", ha proseguito il pm, "non vi sono elementi di novità nell'inchiesta dal punto di vista probatorio". Intanto il pm titolare dell'indagine, Mariaemanuela Guerra ha lasciato l'inchiesta per motivi personali e familiari e ora è nelle mani del pm Messina che dovrà valutare affidarla a un nuovo sostituto.
(15 marzo 2006) Repubblica
Iscritti nel registro degli indagati i 4 poliziotti intervenuti quella notte
Chiesto un supplemento di perizia dopo la denuncia della madre su Kataweb
Ferrara, indagati quattro agenti
per la morte di Federico Aldrovandi
Federico Aldrovandi
FERRARA - Nuovo colpo di scena nell'inchiesta sulla morte di Federico Aldrovandi, il diciottenne morto il 25 settembre scorso in circostanze ancora da chiarire dopo un intervento dei poliziotti denunciato della madre sul blog di Kataweb. La procura di Ferrara ha iscritto nel registro degli indagati, per il reato di omicidio preterintenzionale, i quattro agenti (tre uomini e una donna) che quella notte effettuarono l'intervento nei pressi dell'Ippodromo. Lo ha reso noto il procuratore capo Severino Messina.
Il magistrato ha spiegato che la scelta dell'iscrizione al registro indagati è un atto tecnico deciso in questo momento, che non presuppone alcuna ipotesi di responsabilità. Ha inoltre confermato di aver disposto un supplemento di perizia sulle due consulenze depositate nelle settimane scorse dai tecnici della famiglia Aldrovandi e della procura stessa. Il nuovo esame - i cui risultati si conosceranno entro il 7 aprile prossimo - si è reso necessario a causa degli elementi divergenti emersi dalle perizie delle due parti.
La consulenza della procura parla di una asfissia dovuta ad una concausa legata all'assunzione di droghe e alcool, mentre per i tecnici della famiglia la morte sarebbe stata provocata da una "asfissia posturale", causata dalla compressione toracica ci fu sottoposto dai poliziotti. Un'asfissia "colpevole", come l'ha definita il pm Messina, mentre la procura sostiene la tesi dell'asfissia "non colpevole".
Il supplemento di perizia è stato affidato al direttore dell'Istituto di medicina legale di Ferrara, Francesco Maria Avato, "affinchè valuti anche gli aspetti tossicologici e le divergenze tra le due consulenze", ha spiegato Messina. "Non abbiamo nessun pregiudizio".
"La decisione di indagare i quattro agenti è frutto di una strategia processuale", ha proseguito il pm, "non vi sono elementi di novità nell'inchiesta dal punto di vista probatorio". Intanto il pm titolare dell'indagine, Mariaemanuela Guerra ha lasciato l'inchiesta per motivi personali e familiari e ora è nelle mani del pm Messina che dovrà valutare affidarla a un nuovo sostituto.
(15 marzo 2006) Repubblica
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