La Piazza
Una mattina (quasi) perfetta
Messaggio del 03-10-2006 alle ore 13:17:39
Scendo in garage, schiaccio il pulsante sul telecomando che apre la basculante in legno: "lei" è lì che aspetta tranquilla.
Immagino che stia dormendo, mi avvicino piano mentre mi allaccio la cinghia del casco, sollevo la visiera e inforco gli occhiali da sole.
Accidenti è bellissima, anche se l'ho lasciata colpevolmente scoperta e un leggero starto di polvere le si è acumulato sulle sua morbide e filanti forme, evidenziando ancora di più le tracce delle gocce dell'ultima pioggia che presi circa un mesetto addietro.
Ripromettendomi di farla tornare pulita e con le cromature brillanti, balzo in sella, controllo che tutto sia in ordine e via la metto in moto.
lei borbotta un pochino, ma parte come al solito al primo colpo.
Lascio girare il motore al minimo e con lo starter ancora aperto in odo da darle il tempo necessario per "sgranchirsi" e risvegliarsi dal suo sonno. nel frattempo faccio manovra ed esco dal garage.
Accelero più a fondo: bene è pronta!
Mi avvio lungo il vialetto e mi immetto sulla strada principale: decido di andare verso il mare e godermi questa splendida mattinata di sole.
parto in modo blando senza strafare, poi dopo il dosso all'altezza dell'area fiera, decido di fare un pò più sul serio e supero agilmente in accellerazione un paio di macchine. Accellero ulteriormente il motore spinge con fluidità e rapidità ed il rombo del 4 cilindri è musica per le mie orecchie, mentre sfilo via ancora un pò di traffico fino ad arrivare al semaforo di Santa Maria Imbaro che mi impone lo stop. Poco male. Dopo una breve attesa la luce verde mi permette una partenza da fermo e mi dà la possibilità di una partenza a tutta manetta scaricando finalmente tutta la cavalleria (speriamo solo che non ci siano i vigili).
E' illegale, ne sono cosciente, ma il motociclista è un essere ibrido: metà rispettosissimo del codice della strada (per la sua sicurezza) metà pazzo scatenato e fuorilegge incallito (per il suo divertimento).
In ogni caso non c'è traccia di pattuglie e via! Sfilo via in tutta serenità godendomi la brezza derivante dalla velocità che in ogni caso non è così eccessiva (in fondo in fondo la prudenza non è mai troppa).
Il lungo rettilineo che mi porta a Fossacesia scorre via sotto la mia larga ruota posteriore quasi senza accorgermene: la giornata è stupenda e calda.
Una volta dentro l'abitato di Fossacesia decido per un pit-stop di ristoro a San Giovanni in Venere, dove potrò godermi, immagino, un "mini-cappuccio" (un caffè macchiato in realtà) nella fresca ombra offerta dagli alti pini marini nella pinetina con chiosco annesso che fronteggia la splendida abbazia del XII Sec.
Adoro San Giovanni in Venere ed il suo panorama. Ogni volta uso fantasticare e pensare alla sua storia antica di centinaia d'anni, ai suoi costruttori e a come doveva essere quello stessa luogo centinaia di anni fa...
Tuttavia giunto sul posto, un antipatico cartello mi avvisa che il chiosco riaprirà l'otto di ottobre e che quindi al momento è chiuso.
va bene lo stesso: una breve pausa in prossimità del belvedere per godermi lo splendido panorama del golfo, immerso nella brillante foschia azzurrina e nella accogliente quiete di una mattinata di inizio ottobre. Riparto: decido di prendermela comodo lungo la serie di tornanti che portano da san Giovanni alla statale una manciata di centinania di metri più in basso. Sollevo la visiera del casco per godermi i profumi dei campi e osservare le macchie di giallo dei fiori ancora presenti tra gli antichi uliveti che appartennero ai vecchi monaci benedettini (tra i pochi a mio parere ad aver realmente capito lo "spirito" della loro religione).
La brezza è piacevole e decido di non forzare per nulla lungo i piccoli tornanti. Incrocio un ciclista impegnato nella sua personalissima "scalata" con volata finale al traguardo davanti le antiche mura della augusta basilica.
dopodichè arrivo all'incorcio con la statale adriatica, dopo una veloce chicane che affronto tagliandola di netto.
Al bivio decido di andare a sinistra e costeggiare la magnifica costa dei trabocchi seguendo la statale 16 fino a San Vito. E' un vero piacere per gli occhi, con le sue colline arenacee a sinistra ricoperte di querce dalle foglie ancora verdi nonostante l'autunno avnzi a grandi passi ed il placido e limpido mare sulla destra. Decido di affondare un pò di più (e superare nuovamente ed abbondantemente il limite di velocità) per godermi la mia moto dato che il traffico è veramente scarso e di turisti rumorosi non c'è ne sono più. Mi diverto.
Supero in velocità ed agilità alcune machine,ma sono costretto a un rallentamento alquanto brusco a causa di un gatto che ha deciso di attraversare pericolosamente la strada all'altezza di Vallevò.
Evitato il gatto, riprendo la mia corsa ma decido di rallentare suvbito dopo per concederrmi una deviazione per l'eremo d'annunziano. Un altro di quei posti dove la mente può spaziare sulle ali della fantasia ispirata dalla naturale bellezza della "nostra" costa. Osservo il verde brillante del mare sottostante, poi lascio vagare il mio sguardo sul vasto orizzonte che si estende davanti ai miei occhi....
E se mi fermassi per un mini-cappuccio in quel di San Vito Marina a Copa de Dora? Aggiudicato, riparto immediatamente, affronto in maniera piuttosto decisa le curve del Turchino e in un attimo sono seduto a godermi il mio caffè macchiato ai tavoini di quella che reputo la migliore gelateria della zona. A proposito mi riprometto di tornarci per riassaggiarne finalmente uno e dimenticare così il tristissimo cibo statunitense di qualche giorno fa.
Mi risitemo il casco, avvio la moto e mi dirigo rapidamente verso lanciano, via Torre Sansone però così ho modo di sfogarmi e divertirmi ancora un pò prima di rientrare a Lanciano.
Decido quindi di tirare via decisamente e rapidamente le prime curve piuttosto veloci fino al breve viadotto. Questo è un punto abbastanza pericoloso perchè è molto veloce e termina con una curva verso sinistra decisamente "cattiva" che immette sul lungo rettilineo che inizia in prossimità del viadotto dell'autostrada e termina in un fantastico tornante tutto da guidare!
All'uscita della curva libero brutalmente tutta la potenza dei cavalli e percorro l'intero rettilineo a tutta velocità sfiorando i duecento, per poi scalare subito dopo e prepararmi ad affrontare l'impegnativo tornante.
La scarica d'adrenalina derivante dalla velocità e dalla consapevolezza del rischio mi esalta!
Poi all'altezza del tornante in prossimità del bivio per Santa Apollinare, sono costretto a rallentare e a mettermi in cosa ad una Ford ka scura guidata da una giovane donna bionda e dai vistosi occhiali da sole neri.
Mentre la supero via, fantastico un pò sul colore dei suoi occhi, ma non ho tempo di pensare alle bionde perchè in moto non ci si può distrarre specie in prossimità dei due tornati in successione alle porte di Torre Sansone...
Poi via verso lanciano, senza strafare e superando soltanto di poco, ma in tutta sicurezza, il limite di velocità, ricordando che su quella strada tanti anni fà perse la vita mio cugino, investito da un auto.
La minore velocità mi permette di godermi la tranquilla ed assoluta campagna frentana, e di gettare uno sguardo a quella che sarebe dovuta essere la casa della mia famiglia ma non lo fu mai perchè mio padre dopo averla costruita decise di venderla ad un dentista ed acquistare il terreno dove sorge la nostra attuale abitazione davanti l'Oasi.
dopo aver di nuovo tirato via in modo veloce la variante, faccio rientro a casa!
Si è proprio stata una mattinata (quasi) perfetta.
E' bello essere di nuovo a casa!
Scendo in garage, schiaccio il pulsante sul telecomando che apre la basculante in legno: "lei" è lì che aspetta tranquilla.
Immagino che stia dormendo, mi avvicino piano mentre mi allaccio la cinghia del casco, sollevo la visiera e inforco gli occhiali da sole.
Accidenti è bellissima, anche se l'ho lasciata colpevolmente scoperta e un leggero starto di polvere le si è acumulato sulle sua morbide e filanti forme, evidenziando ancora di più le tracce delle gocce dell'ultima pioggia che presi circa un mesetto addietro.
Ripromettendomi di farla tornare pulita e con le cromature brillanti, balzo in sella, controllo che tutto sia in ordine e via la metto in moto.
lei borbotta un pochino, ma parte come al solito al primo colpo.
Lascio girare il motore al minimo e con lo starter ancora aperto in odo da darle il tempo necessario per "sgranchirsi" e risvegliarsi dal suo sonno. nel frattempo faccio manovra ed esco dal garage.
Accelero più a fondo: bene è pronta!
Mi avvio lungo il vialetto e mi immetto sulla strada principale: decido di andare verso il mare e godermi questa splendida mattinata di sole.
parto in modo blando senza strafare, poi dopo il dosso all'altezza dell'area fiera, decido di fare un pò più sul serio e supero agilmente in accellerazione un paio di macchine. Accellero ulteriormente il motore spinge con fluidità e rapidità ed il rombo del 4 cilindri è musica per le mie orecchie, mentre sfilo via ancora un pò di traffico fino ad arrivare al semaforo di Santa Maria Imbaro che mi impone lo stop. Poco male. Dopo una breve attesa la luce verde mi permette una partenza da fermo e mi dà la possibilità di una partenza a tutta manetta scaricando finalmente tutta la cavalleria (speriamo solo che non ci siano i vigili).
E' illegale, ne sono cosciente, ma il motociclista è un essere ibrido: metà rispettosissimo del codice della strada (per la sua sicurezza) metà pazzo scatenato e fuorilegge incallito (per il suo divertimento).
In ogni caso non c'è traccia di pattuglie e via! Sfilo via in tutta serenità godendomi la brezza derivante dalla velocità che in ogni caso non è così eccessiva (in fondo in fondo la prudenza non è mai troppa).
Il lungo rettilineo che mi porta a Fossacesia scorre via sotto la mia larga ruota posteriore quasi senza accorgermene: la giornata è stupenda e calda.
Una volta dentro l'abitato di Fossacesia decido per un pit-stop di ristoro a San Giovanni in Venere, dove potrò godermi, immagino, un "mini-cappuccio" (un caffè macchiato in realtà) nella fresca ombra offerta dagli alti pini marini nella pinetina con chiosco annesso che fronteggia la splendida abbazia del XII Sec.
Adoro San Giovanni in Venere ed il suo panorama. Ogni volta uso fantasticare e pensare alla sua storia antica di centinaia d'anni, ai suoi costruttori e a come doveva essere quello stessa luogo centinaia di anni fa...
Tuttavia giunto sul posto, un antipatico cartello mi avvisa che il chiosco riaprirà l'otto di ottobre e che quindi al momento è chiuso.
va bene lo stesso: una breve pausa in prossimità del belvedere per godermi lo splendido panorama del golfo, immerso nella brillante foschia azzurrina e nella accogliente quiete di una mattinata di inizio ottobre. Riparto: decido di prendermela comodo lungo la serie di tornanti che portano da san Giovanni alla statale una manciata di centinania di metri più in basso. Sollevo la visiera del casco per godermi i profumi dei campi e osservare le macchie di giallo dei fiori ancora presenti tra gli antichi uliveti che appartennero ai vecchi monaci benedettini (tra i pochi a mio parere ad aver realmente capito lo "spirito" della loro religione).
La brezza è piacevole e decido di non forzare per nulla lungo i piccoli tornanti. Incrocio un ciclista impegnato nella sua personalissima "scalata" con volata finale al traguardo davanti le antiche mura della augusta basilica.
dopodichè arrivo all'incorcio con la statale adriatica, dopo una veloce chicane che affronto tagliandola di netto.
Al bivio decido di andare a sinistra e costeggiare la magnifica costa dei trabocchi seguendo la statale 16 fino a San Vito. E' un vero piacere per gli occhi, con le sue colline arenacee a sinistra ricoperte di querce dalle foglie ancora verdi nonostante l'autunno avnzi a grandi passi ed il placido e limpido mare sulla destra. Decido di affondare un pò di più (e superare nuovamente ed abbondantemente il limite di velocità) per godermi la mia moto dato che il traffico è veramente scarso e di turisti rumorosi non c'è ne sono più. Mi diverto.
Supero in velocità ed agilità alcune machine,ma sono costretto a un rallentamento alquanto brusco a causa di un gatto che ha deciso di attraversare pericolosamente la strada all'altezza di Vallevò.
Evitato il gatto, riprendo la mia corsa ma decido di rallentare suvbito dopo per concederrmi una deviazione per l'eremo d'annunziano. Un altro di quei posti dove la mente può spaziare sulle ali della fantasia ispirata dalla naturale bellezza della "nostra" costa. Osservo il verde brillante del mare sottostante, poi lascio vagare il mio sguardo sul vasto orizzonte che si estende davanti ai miei occhi....
E se mi fermassi per un mini-cappuccio in quel di San Vito Marina a Copa de Dora? Aggiudicato, riparto immediatamente, affronto in maniera piuttosto decisa le curve del Turchino e in un attimo sono seduto a godermi il mio caffè macchiato ai tavoini di quella che reputo la migliore gelateria della zona. A proposito mi riprometto di tornarci per riassaggiarne finalmente uno e dimenticare così il tristissimo cibo statunitense di qualche giorno fa.
Mi risitemo il casco, avvio la moto e mi dirigo rapidamente verso lanciano, via Torre Sansone però così ho modo di sfogarmi e divertirmi ancora un pò prima di rientrare a Lanciano.
Decido quindi di tirare via decisamente e rapidamente le prime curve piuttosto veloci fino al breve viadotto. Questo è un punto abbastanza pericoloso perchè è molto veloce e termina con una curva verso sinistra decisamente "cattiva" che immette sul lungo rettilineo che inizia in prossimità del viadotto dell'autostrada e termina in un fantastico tornante tutto da guidare!
All'uscita della curva libero brutalmente tutta la potenza dei cavalli e percorro l'intero rettilineo a tutta velocità sfiorando i duecento, per poi scalare subito dopo e prepararmi ad affrontare l'impegnativo tornante.
La scarica d'adrenalina derivante dalla velocità e dalla consapevolezza del rischio mi esalta!
Poi all'altezza del tornante in prossimità del bivio per Santa Apollinare, sono costretto a rallentare e a mettermi in cosa ad una Ford ka scura guidata da una giovane donna bionda e dai vistosi occhiali da sole neri.
Mentre la supero via, fantastico un pò sul colore dei suoi occhi, ma non ho tempo di pensare alle bionde perchè in moto non ci si può distrarre specie in prossimità dei due tornati in successione alle porte di Torre Sansone...
Poi via verso lanciano, senza strafare e superando soltanto di poco, ma in tutta sicurezza, il limite di velocità, ricordando che su quella strada tanti anni fà perse la vita mio cugino, investito da un auto.
La minore velocità mi permette di godermi la tranquilla ed assoluta campagna frentana, e di gettare uno sguardo a quella che sarebe dovuta essere la casa della mia famiglia ma non lo fu mai perchè mio padre dopo averla costruita decise di venderla ad un dentista ed acquistare il terreno dove sorge la nostra attuale abitazione davanti l'Oasi.
dopo aver di nuovo tirato via in modo veloce la variante, faccio rientro a casa!
Si è proprio stata una mattinata (quasi) perfetta.
E' bello essere di nuovo a casa!
Messaggio del 03-10-2006 alle ore 13:56:54
...un racconto cosi' bello di una "semplice " mattinata nn lo avevo mai letto....bellissimo!!!
...un racconto cosi' bello di una "semplice " mattinata nn lo avevo mai letto....bellissimo!!!
Messaggio del 03-10-2006 alle ore 13:57:02
wow, mi hai fatto sentire a casa
-Taz-
wow, mi hai fatto sentire a casa
-Taz-
Messaggio del 03-10-2006 alle ore 14:08:11
dovevi essere un mio vicino Anima
dovevi essere un mio vicino Anima
Messaggio del 03-10-2006 alle ore 14:09:41
cmq ben tornato
cmq ben tornato
Messaggio del 03-10-2006 alle ore 14:13:24
si samu hai rischiato grosso
grazie a te e a Taz e bambi per i complimenti
si samu hai rischiato grosso

grazie a te e a Taz e bambi per i complimenti
Messaggio del 03-10-2006 alle ore 19:05:47
Ok quando te ne vai?
Ok quando te ne vai?
Messaggio del 03-10-2006 alle ore 19:17:50
Allora eri tu quel pazzo stamattina?
Allora eri tu quel pazzo stamattina?
Messaggio del 03-10-2006 alle ore 19:25:06
da panicoooo
da panicoooo
Messaggio del 04-10-2006 alle ore 01:48:33
sei andato pure a messa?
sei andato pure a messa?
Messaggio del 04-10-2006 alle ore 13:10:52
Messaggio del 04-10-2006 alle ore 19:29:25
bellissimo racconto!
io e te siamo vicinissimi di casa, sai?
Ma dove abiti di preciso, sulla strada per stanazzo o letteralmente davanti all'oasi, cioè nella strada secondaria?
Io sto vicino alla pasticceria La Dolcissima.
bellissimo racconto!
io e te siamo vicinissimi di casa, sai?
Ma dove abiti di preciso, sulla strada per stanazzo o letteralmente davanti all'oasi, cioè nella strada secondaria?
Io sto vicino alla pasticceria La Dolcissima.
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