La Piazza

"Un non so che di seducente in me"
Messaggio del 04-09-2005 alle ore 14:36:56
ahahah
Messaggio del 04-09-2005 alle ore 14:28:51
i like the way you move
Messaggio del 04-09-2005 alle ore 14:13:52
Messaggio del 04-09-2005 alle ore 10:54:08
"A un certo punto. ci imbattiamo in due tipi in tuta rossa"
? 892 892 ?
Messaggio del 04-09-2005 alle ore 04:05:32
Stavo guardando alla tele il programma di Ed Sullivan, una sera, e fra gli ospiti in studio c'era un famoso ipnotizzatore chiamato The Great Rinaldo. Questo Rinaldo chiama quattro giovanotti tra il pubblico in sala e, zan zan, li ipnotizza. Gli fa: "Voi adesso credete di essere un'autobotte dei pompieri".
A me, davanti al teleschermo, a casa mia, mi si appesantisce la testa. Mi addormento. Mi sveglio un'ora dopo. Spengo il televisore e, tutt'a un tratto, son preso dalla voglia, incontrollabile, di mettermi la tuta di flanella rossa. Vestito di rosso, mi guardo allo specchio. In quella, squilla il telefono. Esco di casa a precipizio e mi metto a correre a scapicollo giù per la Quinta Avenue, emettendo un lacerante fischio di sirena. All'incrocio con la 14a Strada, vado a sbattere contro un tale che, pure lui, indossa una tuta rosso fiamma.
Decidiamo di formare un'unica autobotte.
Ci dirigiamo, di corsa, verso Greenwich Village. A un certo punto. ci imbattiamo in due tipi in tuta rossa che stan correndo nella direzione opposta. Hanno tutta l'aria di saperlo, dov'è l'incendio. Allora ci accodiamo a loro.
All'incrocio con la 86a Strada, un poliziotto ci ferma e ci fa: "Siete in arresto. Salite in macchina, e poche storie". A me allora prende una ridarella isterica, perché questo pirla vorrebbe far entrare un'autobotte dentro una miserabile Chevrolet!
Messaggio del 04-09-2005 alle ore 03:52:44
Era la prima volta che andavo a Las Vegas. Intendiamoci, non, sono un giocatore. Lo dovreste sapere, questo, sul mio conto. L'unica volta in vita mia che andai alle corse scommisi su un cavallo chiamato Mitraglietta. Quando tutti i cavalli entrarono in pista, il mio, mi accorsi, aveva le rotelle.
Dovete credermi quando ve lo dico: c'è un nonsoché di seducente in me, quando lancio i dadi. Insomma, me ne sto lì, al tavolo da gioco e sto lanciando i dadi, quand'ecco che viene: avanti una donna, molto provocante, e si mette a squadrarmi dalla testa ai piedi. Allora la porto su in camera con me. Chiudo la porta, mi tolgo gli occhiali, e non intendo usarle nessuna misericordia. Mi sbottono la camicia. E lei si sbottona la camicia. Le sorrido. Mi sorride. Mi tolgo la camicia, si toghe la camicia, le strizzo l'occhio, mi strizza l'occhio. Mi tolgo i pantaloni, lei si toglie i pantaloni e, a questo punto, mi accorgo che mi sto guardando allo specchio.
Non intendo entrare nei particolari, basti dire che poi, per due settimane, seguitai a estrarmi schegge di cristallo dalle gambe.

grande woody

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