La Piazza
THE MARIGOLD new review
Messaggio del 30-06-2004 alle ore 22:50:32
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Messaggio del 30-06-2004 alle ore 13:45:35
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Album oscuro questo "Divisional", disco d'esordio degli abruzzesi The Marigold. Le sei tracce proposte, malinconiche e alienanti in perfetto stile dark rock, vengono arricchite da elementi post-wave e sono rese più aggressive da repentine distorsioni di chitarra e da sofferti scream vocali. I Cure tornano alla mente diverse volte durante l'ascolto, ma in "Divisional" sono presenti diversi elementi di modernità, che a volte si rifanno a quelle sonorità care ai Tool (in modo particolare l'ultimo brano pare davvero inspirato alla band di Maynard e soci) e altre volte spaziano in territori elettrico - distorti. Non c'è dubbio che il colore dominante del terzetto abruzzese sia il nero (basta guardare l'artwork per capirlo), ma la band dimostra d'essere capace d'arricchire le singole tracce con spunti di colore. Ogni melodia, infatti, è sì avvolta da una patina malinconica e sofferente, ma sa infiammarsi in improvvisi passaggi rabbiosi (ancora una volta il richiamo Tool torna insistente). Il disco raggiunge apprezzabili risultati soprattutto in brani come "Tried", "Coercive Mind" e "Divisional", ma, più che un singolo brano, è l'atmosfera complessiva dell'album a colpire maggiormente. Buono anche il lavoro di produzione, anche se a mio avviso una maggiore varietà di suoni avrebbe reso tutto più personale e gradevole. La voce alterna ottimi passaggi (ad esempio in "Tried" e "Coercive Mind") a fasi meno convincenti, in cui il cantante Marco Campitelli sembra aver paura di lasciarsi troppo andare. Un po' d'originalità in più non avrebbe guastato, ma "Divisional" è comunque un debutto incoraggiante che, vista anche la giovane età dei componenti, lascia ben sperare per il futuro.
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Album oscuro questo "Divisional", disco d'esordio degli abruzzesi The Marigold. Le sei tracce proposte, malinconiche e alienanti in perfetto stile dark rock, vengono arricchite da elementi post-wave e sono rese più aggressive da repentine distorsioni di chitarra e da sofferti scream vocali. I Cure tornano alla mente diverse volte durante l'ascolto, ma in "Divisional" sono presenti diversi elementi di modernità, che a volte si rifanno a quelle sonorità care ai Tool (in modo particolare l'ultimo brano pare davvero inspirato alla band di Maynard e soci) e altre volte spaziano in territori elettrico - distorti. Non c'è dubbio che il colore dominante del terzetto abruzzese sia il nero (basta guardare l'artwork per capirlo), ma la band dimostra d'essere capace d'arricchire le singole tracce con spunti di colore. Ogni melodia, infatti, è sì avvolta da una patina malinconica e sofferente, ma sa infiammarsi in improvvisi passaggi rabbiosi (ancora una volta il richiamo Tool torna insistente). Il disco raggiunge apprezzabili risultati soprattutto in brani come "Tried", "Coercive Mind" e "Divisional", ma, più che un singolo brano, è l'atmosfera complessiva dell'album a colpire maggiormente. Buono anche il lavoro di produzione, anche se a mio avviso una maggiore varietà di suoni avrebbe reso tutto più personale e gradevole. La voce alterna ottimi passaggi (ad esempio in "Tried" e "Coercive Mind") a fasi meno convincenti, in cui il cantante Marco Campitelli sembra aver paura di lasciarsi troppo andare. Un po' d'originalità in più non avrebbe guastato, ma "Divisional" è comunque un debutto incoraggiante che, vista anche la giovane età dei componenti, lascia ben sperare per il futuro.
Messaggio del 29-06-2004 alle ore 21:01:31
bravi ragà,vi siete beccati un 8 e lo meritate in pieno!
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Editato il 21:03:05 29/06/2004 da tyler
bravi ragà,vi siete beccati un 8 e lo meritate in pieno!
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Editato il 21:03:05 29/06/2004 da tyler
Messaggio del 29-06-2004 alle ore 14:38:04
-dimas...è facile parlare
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Editato il 19:33:08 29/06/2004 da The marigold
-dimas...è facile parlare
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Editato il 19:33:08 29/06/2004 da The marigold
Messaggio del 29-06-2004 alle ore 14:35:48
-la fonte della seconda recensione è passione alternativa webzine
-suckmyass...kissmyass
-la fonte della seconda recensione è passione alternativa webzine
-suckmyass...kissmyass
Messaggio del 29-06-2004 alle ore 14:30:07
..cmq credo che in italiano sarebbe il TOP!!
..è + facile cantare in inglese!!
..cmq credo che in italiano sarebbe il TOP!!
..è + facile cantare in inglese!!
Messaggio del 29-06-2004 alle ore 14:27:57
Complimenti ai Marigold, avete recensioni molto positive.... posso sapere di chi è la seconda recensione? non c'è la fonte..
Complimenti ai Marigold, avete recensioni molto positive.... posso sapere di chi è la seconda recensione? non c'è la fonte..
Messaggio del 29-06-2004 alle ore 14:22:46
ma non c'è la sezione musica x parlare di musica, cari signori???
ma non c'è la sezione musica x parlare di musica, cari signori???
Messaggio del 29-06-2004 alle ore 13:43:10
GIO' SKOTCH FOR PRESIDENT
GIO' SKOTCH FOR PRESIDENT
Messaggio del 29-06-2004 alle ore 13:27:39
Marigold, per una volta non fare il corvo nero....
sorridi, su.....sorridi piccolo essere sotterraneo
....così.Sei perfetto!
Marigold, per una volta non fare il corvo nero....
sorridi, su.....sorridi piccolo essere sotterraneo
....così.Sei perfetto!
Messaggio del 29-06-2004 alle ore 11:58:44
solo fin quando ci sarà qualcosa da dire!!!
solo fin quando ci sarà qualcosa da dire!!!
Messaggio del 29-06-2004 alle ore 00:03:25
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Messaggio del 28-06-2004 alle ore 22:19:12


Messaggio del 28-06-2004 alle ore 21:57:26
Messaggio del 28-06-2004 alle ore 21:55:17
Messaggio del 28-06-2004 alle ore 21:39:44
ehehehe dai non mi amare Bodhi, sennò non ti sostengo più!!
Cmq serie A... ma il mio giudizio è scontato!
ehehehe dai non mi amare Bodhi, sennò non ti sostengo più!!

Cmq serie A... ma il mio giudizio è scontato!
Messaggio del 28-06-2004 alle ore 21:18:51
mmammmamia che botta............
Mondo preparati a tremare........
sentirai ancora parlare di nooooooooooiiiiiiiii!
grande raga!! complimenti pure ai miei colleghi!!!
SIETE I MIGLIORI CON CUI ABBIA MAI SUONATO IN VITA MIA !!!GRAZIE!!!!
E GRAZIE SOPRATTUTTO A CHI CI SOSTIENE!!!! VI AMO TUTTI!!!!
mmammmamia che botta............
Mondo preparati a tremare........
sentirai ancora parlare di nooooooooooiiiiiiiii!
grande raga!! complimenti pure ai miei colleghi!!!
SIETE I MIGLIORI CON CUI ABBIA MAI SUONATO IN VITA MIA !!!GRAZIE!!!!
E GRAZIE SOPRATTUTTO A CHI CI SOSTIENE!!!! VI AMO TUTTI!!!!
Messaggio del 28-06-2004 alle ore 21:13:54
... vero e proprio capolavoro, che forse, per motivi anche di logistica, non passerà alla storia, ma se ne coltiverà una propria, una personale, una forse, ancora più bella.
... vero e proprio capolavoro, che forse, per motivi anche di logistica, non passerà alla storia, ma se ne coltiverà una propria, una personale, una forse, ancora più bella.
Messaggio del 28-06-2004 alle ore 21:02:10
Recensione: The Marigold- Divisional:
Ombre e oscurità, forme di minimalismo isterico, cave dark, dall'odore acre e psichedelico, multi funzionali e in scarse finzioni, anche multi gestionali, tutto ciò fa parte di un solo, unico gruppo musicale, i Marigold, abruzzesi di nascita, ma americani di fatto. Il loro stile è caratterizzato da un non stile, da un non profilo tecnico, poichè riescono con gran facilità a fare un pò di tutto, senza fermarsi alle solite apparenze illuministiche, poco essenziali. Nel loro ciclo intellettivo, formano scaglie di perfezionismo acuto, scaglie di pure transizioni disumane, animalesche. Girano sul metal, sul rock, sul noise, sull'indie, sul punk, addirittura sul trash hardcore di questo periodo, girano molto, sperimentando molti suoni e altrettanti ritmi. Maniacalmente oppressi dal desiderio di vendetta, dal sapore della vittoria più ostinata, più indecisa, oppressi anche dalla loro instancabile voglia di cambiamento sonoro, portando la loro mente ad uno sfascio totale, ad una lobotomizzazione attiva. Particolari nelle loro perplessità, ostinati come i soliti gruppi da sovversione, inclinati molto verso le ignote idee pulsanti, molto, troppo spesso non amate dagli artisti della nuova generazione, la generazione X. Sound alla Tool da vendere in "Divisional", sound fresco, che prende spunto da varie icone del passato, da varie icone che nonostante l'età dettano ancora legge nei loro principali ducati, o comuni universali. Un disco apparentemente buono, ma che racchiude dentro di se, una vero e proprio capolavoro, che forse, per motivi anche di logistica, non passerà alla storia, ma se ne coltiverà una propria, una personale, una forse, ancora più bella. Sembrano attraverso quest'album, non avere una scena di riferimento, forse in qualche caso si avvicinano ostinatamente, a i vari complessi metal anno '80, ma senza farsi influenzare più di tanto. Questi Marigold, perciò hanno saputo attraverso questo loro disco, trasmetterci la vera passione delle loro brevi ma intense esperienze, delle loro stagionate ma pur sempre giovanili occasioni mancate, che non torneranno più. Fra i sei pezzi presenti in "Divisional", almeno quattro superano di gran lunga la media dell'ottimo, "Nada", "Melanie", "Coercive Mind" e "Tried".
Conclusione:frammenti incollati di giovanissimi vagiti...
Recensione: The Marigold- Divisional:
Ombre e oscurità, forme di minimalismo isterico, cave dark, dall'odore acre e psichedelico, multi funzionali e in scarse finzioni, anche multi gestionali, tutto ciò fa parte di un solo, unico gruppo musicale, i Marigold, abruzzesi di nascita, ma americani di fatto. Il loro stile è caratterizzato da un non stile, da un non profilo tecnico, poichè riescono con gran facilità a fare un pò di tutto, senza fermarsi alle solite apparenze illuministiche, poco essenziali. Nel loro ciclo intellettivo, formano scaglie di perfezionismo acuto, scaglie di pure transizioni disumane, animalesche. Girano sul metal, sul rock, sul noise, sull'indie, sul punk, addirittura sul trash hardcore di questo periodo, girano molto, sperimentando molti suoni e altrettanti ritmi. Maniacalmente oppressi dal desiderio di vendetta, dal sapore della vittoria più ostinata, più indecisa, oppressi anche dalla loro instancabile voglia di cambiamento sonoro, portando la loro mente ad uno sfascio totale, ad una lobotomizzazione attiva. Particolari nelle loro perplessità, ostinati come i soliti gruppi da sovversione, inclinati molto verso le ignote idee pulsanti, molto, troppo spesso non amate dagli artisti della nuova generazione, la generazione X. Sound alla Tool da vendere in "Divisional", sound fresco, che prende spunto da varie icone del passato, da varie icone che nonostante l'età dettano ancora legge nei loro principali ducati, o comuni universali. Un disco apparentemente buono, ma che racchiude dentro di se, una vero e proprio capolavoro, che forse, per motivi anche di logistica, non passerà alla storia, ma se ne coltiverà una propria, una personale, una forse, ancora più bella. Sembrano attraverso quest'album, non avere una scena di riferimento, forse in qualche caso si avvicinano ostinatamente, a i vari complessi metal anno '80, ma senza farsi influenzare più di tanto. Questi Marigold, perciò hanno saputo attraverso questo loro disco, trasmetterci la vera passione delle loro brevi ma intense esperienze, delle loro stagionate ma pur sempre giovanili occasioni mancate, che non torneranno più. Fra i sei pezzi presenti in "Divisional", almeno quattro superano di gran lunga la media dell'ottimo, "Nada", "Melanie", "Coercive Mind" e "Tried".
Conclusione:frammenti incollati di giovanissimi vagiti...
Messaggio del 28-06-2004 alle ore 21:01:03
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Messaggio del 28-06-2004 alle ore 13:10:08
THE MARIGOLD - "divisional"
8 Records
voto : 4/5
Grunge, indie rock, dark, noise rock... Sono queste le influenze riscontrabili in "Divisional", interessante e godibilissimo minicd degli abruzzesi "Marigold" (attenzione a non fare confusione con gli omonimi grungers campani). Il lavoro, tenendo conto della qualità della registrazione, delle capacità tecniche del gruppo e della complessità strutturale dei pezzi è davvero di ottima fattura. Chitarre dapprima graffianti e aggressive ma subito dopo capaci di attenuarsi decisamente per lasciare spazio a riff di chitarra pulita e voci sussurrate, questi in sintesi i Marigold, capaci di non fossilizzarsi su di un genere ben definito pur portandosi dietro tutte le peculiarità degli stili affrontati: in effetti, l'ascolto di "Divisional" è capace di unire idealmente molti rockers dalle inclinazioni musicali differenti. Musicalmente il gruppo presenta buone intuizioni, ho apprezzato molto lo stile delle chitarre, sobrio ma accattivante, buona la sezione ritmica così come le parti vocali, interpretate al meglio. I testi, spesso creazioni poetiche oserei dire, sono tutti rigorosamente in inglese, personalmente avrei preferito liriche in italiano, mi sembra una scelta troppo scartata da troppi gruppi nostrani, specie quando, come nel caso dei Marigold, le idee e le emozioni espresse sono tutt'altro che di facile comprensione. Fatta questa piccola polemica (e del resto qualche "difetto" bisogna sempre trovarlo o no?) c'è da dire che i sei pezzi presenti in "Divisional" lasciano davvero ben sperare per questo gruppo che a quanto pare ha già trovato un sound proprio e una propria identità, c'è solo da vedere quale strada intraprenderà il gruppo dopo questo disco e quale sarà l'evoluzione musicale dei Marigold col passare del tempo, io aspetto fiducioso
Claudio Radiazioni Positive
http://www.8records.net
[email protected]
THE MARIGOLD - "divisional"
8 Records
voto : 4/5
Grunge, indie rock, dark, noise rock... Sono queste le influenze riscontrabili in "Divisional", interessante e godibilissimo minicd degli abruzzesi "Marigold" (attenzione a non fare confusione con gli omonimi grungers campani). Il lavoro, tenendo conto della qualità della registrazione, delle capacità tecniche del gruppo e della complessità strutturale dei pezzi è davvero di ottima fattura. Chitarre dapprima graffianti e aggressive ma subito dopo capaci di attenuarsi decisamente per lasciare spazio a riff di chitarra pulita e voci sussurrate, questi in sintesi i Marigold, capaci di non fossilizzarsi su di un genere ben definito pur portandosi dietro tutte le peculiarità degli stili affrontati: in effetti, l'ascolto di "Divisional" è capace di unire idealmente molti rockers dalle inclinazioni musicali differenti. Musicalmente il gruppo presenta buone intuizioni, ho apprezzato molto lo stile delle chitarre, sobrio ma accattivante, buona la sezione ritmica così come le parti vocali, interpretate al meglio. I testi, spesso creazioni poetiche oserei dire, sono tutti rigorosamente in inglese, personalmente avrei preferito liriche in italiano, mi sembra una scelta troppo scartata da troppi gruppi nostrani, specie quando, come nel caso dei Marigold, le idee e le emozioni espresse sono tutt'altro che di facile comprensione. Fatta questa piccola polemica (e del resto qualche "difetto" bisogna sempre trovarlo o no?) c'è da dire che i sei pezzi presenti in "Divisional" lasciano davvero ben sperare per questo gruppo che a quanto pare ha già trovato un sound proprio e una propria identità, c'è solo da vedere quale strada intraprenderà il gruppo dopo questo disco e quale sarà l'evoluzione musicale dei Marigold col passare del tempo, io aspetto fiducioso
Claudio Radiazioni Positive
http://www.8records.net
[email protected]
Messaggio del 28-06-2004 alle ore 00:54:27
Messaggio del 28-06-2004 alle ore 00:51:19
grandi

grandi


Messaggio del 27-06-2004 alle ore 19:27:27
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