La Piazza
swatch
Messaggio del 26-10-2005 alle ore 17:07:23















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Messaggio del 26-10-2005 alle ore 17:05:14
ripensando ai propri quindici anni, si ha sempre l'impressione di aver lasciato qualcosa in sospeso. ci si sente quasi in colpa di essersi lasciati indietro qualche occasione, di non essercisi lasciati andare andare ad un'emozione per paura, per pigrizia, per superficialità..ripensando a quei giorni, il liceo, le ragazze, l'uscita, il pomeriggio, talvolta si è certi di essere cambiati. di non essere più gli stessi. certi stati d'animo sono ormai avvizziti, dormono nell' ovvietà e nella razionalità delle nostre giornate. e quel che peggio, ci si sente ormai estranei ed esclusi da una realtà fatta di colori, di gioie, di facilità..una realtà attraverso la quale si è passati, ma quasi senza accorgersene.
Guardo ancora l'ora sul quadrante dello Swatch
darle un altro quarto d'ora, o andare via.
Gente usciva a branchi dalle scale del metrò
ma in quei visi in fuga lui, cercava quello suo
l'unica cosa che potesse dare un senso al freddo
e al giorno, e a quell'inverno.
Bella e accesa in viso, d'improvviso lei arrivò
come fosse apparsa per magia
e radiosa spense ogni protesta e lo baciò
e abbracciati andarono, parlando tutti e due
di amici e dischi e di vacanze di Natale
io mi sentii quasi male, guardandoli andare
ed invidiai il loro incontro, quel tutto da fare
tutto quel tempo davanti, e quel loro sperare, e l'incoscienza orgogliosa della loro età.
E mi venne in mente, come un pugno quando anch'io
aspettavo appeso ad un angolo una lei
e quando arrivava mi sentivo come un Dio
e abbracciati e persi si parlava tutti e due.
Uno sull'altro, degli esami e di Natale
e di un poeta geniale, un film sperimentale, e ci sembrava che niente potesse finire
come se il tempo davanti, dovesse durare, fino alla linea incosciente della loro età
che ho perduta, che mi è scivolata
che cosa fai ora? ragazza abbracciata
a me, ai dogmi andati, e una strada bagnata
diversa è la stessa della loro età.
E mi trovai a camminare, nel freddo invernale
e mi rinchiusi alla gola, giaccone normale
e poi tirai su le spalle, e ghignai sul Natale
giocando col bene e il male, che sò in ogni età
che devi andare, ma lascia che cammini
l'età deve passare, ma lascia che sconfini
poi, tiro sù le spalle, e ghigno sul Natale
giocando col bene e il male che sò in ogni età
che devi andare, ma lascia che cammini
l'età deve passare, ma lascia che sconfini
poi, tiro sù le spalle, e ghigno sul Natale
giocando col bene e il male che sò in ogni età
L'età che deve andare, ma lascia che cammini
l'età deve passare, ma lascia che sconfini
poi, tiro sù le spalle, e ghigno sul Natale
giocando col bene e il male che sò in ogni età
ripensando ai propri quindici anni, si ha sempre l'impressione di aver lasciato qualcosa in sospeso. ci si sente quasi in colpa di essersi lasciati indietro qualche occasione, di non essercisi lasciati andare andare ad un'emozione per paura, per pigrizia, per superficialità..ripensando a quei giorni, il liceo, le ragazze, l'uscita, il pomeriggio, talvolta si è certi di essere cambiati. di non essere più gli stessi. certi stati d'animo sono ormai avvizziti, dormono nell' ovvietà e nella razionalità delle nostre giornate. e quel che peggio, ci si sente ormai estranei ed esclusi da una realtà fatta di colori, di gioie, di facilità..una realtà attraverso la quale si è passati, ma quasi senza accorgersene.
Guardo ancora l'ora sul quadrante dello Swatch
darle un altro quarto d'ora, o andare via.
Gente usciva a branchi dalle scale del metrò
ma in quei visi in fuga lui, cercava quello suo
l'unica cosa che potesse dare un senso al freddo
e al giorno, e a quell'inverno.
Bella e accesa in viso, d'improvviso lei arrivò
come fosse apparsa per magia
e radiosa spense ogni protesta e lo baciò
e abbracciati andarono, parlando tutti e due
di amici e dischi e di vacanze di Natale
io mi sentii quasi male, guardandoli andare
ed invidiai il loro incontro, quel tutto da fare
tutto quel tempo davanti, e quel loro sperare, e l'incoscienza orgogliosa della loro età.
E mi venne in mente, come un pugno quando anch'io
aspettavo appeso ad un angolo una lei
e quando arrivava mi sentivo come un Dio
e abbracciati e persi si parlava tutti e due.
Uno sull'altro, degli esami e di Natale
e di un poeta geniale, un film sperimentale, e ci sembrava che niente potesse finire
come se il tempo davanti, dovesse durare, fino alla linea incosciente della loro età
che ho perduta, che mi è scivolata
che cosa fai ora? ragazza abbracciata
a me, ai dogmi andati, e una strada bagnata
diversa è la stessa della loro età.
E mi trovai a camminare, nel freddo invernale
e mi rinchiusi alla gola, giaccone normale
e poi tirai su le spalle, e ghignai sul Natale
giocando col bene e il male, che sò in ogni età
che devi andare, ma lascia che cammini
l'età deve passare, ma lascia che sconfini
poi, tiro sù le spalle, e ghigno sul Natale
giocando col bene e il male che sò in ogni età
che devi andare, ma lascia che cammini
l'età deve passare, ma lascia che sconfini
poi, tiro sù le spalle, e ghigno sul Natale
giocando col bene e il male che sò in ogni età
L'età che deve andare, ma lascia che cammini
l'età deve passare, ma lascia che sconfini
poi, tiro sù le spalle, e ghigno sul Natale
giocando col bene e il male che sò in ogni età
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