La Piazza

Situazione brutta...
Messaggio del 19-03-2004 alle ore 21:56:53
e non ci spreco neanche tempo a dirti perchè
Messaggio del 19-03-2004 alle ore 21:56:01
mat, nella tua "furia antifascista" non farti autogol. se chiami in causa un fascista sul sociale hai perso in partenza!!!!
puoi avere speranza se cominci a parlare dei soliti luoghi comuni, manganello, orbace e oglio di ricino, ma se la metti sul sociale sai che sei fatto!!!!
Messaggio del 19-03-2004 alle ore 19:55:34
E perchè non organizzare una bella LEPANTO 2 LA VENDETTA!...
Messaggio del 19-03-2004 alle ore 19:54:53
Riprendiamoci l'Istria con la forza.
Messaggio del 19-03-2004 alle ore 19:54:18
Con una buona dose di mazzate a no global e extracomunitari dopo il turno di lavoro...
Messaggio del 19-03-2004 alle ore 19:51:05
Ascoltate Hobbit, la ricetta economica di Alternativa Sociale risolleverà l'Italia, meno tasse e più olio di ricino per tutti.
Messaggio del 19-03-2004 alle ore 19:47:58
speriamo che domani mattina lo sveglia San Pietro a sto genio!
Messaggio del 19-03-2004 alle ore 19:24:37
Messaggio del 19-03-2004 alle ore 18:43:34
UDITE UDITE! C'è ki ha proposto(sul sole 24 ore) di ridurre le ferie a 1 settimana per far risalire l'economia
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 13:05:50
No stanno meglio di noi ma crescono molto più di noi, basta pensare ai paesi asiatici.
Ti voglio solo dire ke senza ricerca non ci può essere crecita, questa è 1 realzione quasi matematica.
Senza la ricerca(ke era ed è a scopo principalmente bellico), gli Usa non avrebbero mai dominato il mondo.
Anke i sovietici avevano investito parekkio, sempre a quello scopo, ma senza servire la ricerca allo sviluppo industriale, e per questo si sono ritrovati col culo per terra.
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 12:52:57
skin, il tuo discorso sulla ricerca non è certo sbagliato, ma non credo sia solo quello il problema. ci sono paesi che investono in ricerca molto più dell'italia e ti garentisco che non stanno meglio di noi, anche se noi siamo i soliti esterofili e vediamo negli altri solo il lato buono e lo esaltiamo!!
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 12:50:27
e ki ha detto ke la colpa è solo del governo berlusconi?
ma obiettivamente le cose sono peggiorate di molto negli ultimi 3 anni
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 12:50:08
Bè koms se l'industria si sta rivelando 1 danno è perkè gli imprenditori italiani sono i più ignoranti del mondo... falsi imprenditori forgiati dalla politica(guardate la nostra realtà locale) e del tutto privi di competenze, spinti solo dal profitto a breve, ke viene intascato anzikè reinvestito.
Cmq la piccola impresa ha determinato la crescita del paese, bisogna puntare su quella. Ma per fare questo occorre incentivare la ricerca e l'informatizzazione delle imprese(ke è davvero molto ma molto indietro), e soprattutto "formare" le generazioni future.
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 12:47:35
mi pesa come un macigno spendere una parola in difesa di berlusconi, ma la crisi delle aziende italiane, come la quasi totalità degli altri settori, non è certo iniziata con l'avvento di berluska. ricordiamoci che la cirio, così come l'alfa, è stata gentilmente regalata dal signor prodi romano. e poi ditemi, ma quali grosse differenze vedete tra la politica del polo e quella dell'ulivo?????
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 12:16:31
uagliò!
questo forum è meglio di un corso universitario!!


Messaggio del 18-03-2004 alle ore 02:25:45
Home,Io mi porrei altre domande.
Chi ha spinto l'azienda ad aprire uno stabilimento in abruzzo?,quante persone,tra assessori sindaci, segretari di partito, si sono calati le braghe(per poi rialzarle subito per contare le varie mazzette)per far arrivare qui quel colosso ?.Si sapeva del costo della manodopera in italia, e si sapeva che sarebbe sicuramente aumentato rispetto a quel "nuovo mercato asiatico....
E meno male,è durata quel che doveva durare, tutto programmato,ha compiuto il suo sporco ciclo di vita.
Si ridimensiona,si taglia,si livella l'operaio,e poi si chude, oramai tutti quelli che dovevano quadagnare nell'affare hanno guadagnato. Attualmente, in una penisola come l'italia, credere ancora alla grande industria è da idioti.La nostra regione è considerata " il polmone verde d'europa ", deve investire sulla natura e sulla naturalità del territorio,
e deve essere protetta da quella massa di denaro e cemento che ruota attorno all'idustrializzazione.
E se ci dovesse essere un futuro industriale in abruzzo dovrebbe cominciare non prima che il 20% del P.I.L. finisca nelle casse della ricerca .


Messaggio del 18-03-2004 alle ore 01:59:36
Poi volevo dire a Bakunin: non mi stupisce ke la telekom sia così indebitata, visto ke il debito costa meno del capitale(gli interessi sono deducibili, i dividendi no).
Poi nn so se l'indebitamento sia a 1 livello tale da rendere il risparmio fiscale minore del costo di 1 dissesto...
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Editato il 02:05:29 18/03/2004 da skin
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 01:55:22
Per quanto riguarda il discorso Berlusconi, credo che dal punto di vista economico, non abbia fatto altro che venderci agli americani, attendendo un rientro... nella guerra del golfo. Infatti parte della ricostruzione se non sbaglio toccherebbe proprio all'italia, cosa che se indovinata lascia molto da pensare sulle effettive cause della guerra.
Abbiamo la moneta unica da prima dell 11 settembre, e dell'inizio della guerra...
Che bel mondo.
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 01:49:48
Cmq per ki nn lo sapesse l'Italia è al 28^ posto nella classica dei paesi ke investono meno in innovazione (secondo il Global technology report)
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 01:47:41
Ho ritrovato la mia fonte d'informazione: sono stati gli imprenditori tessili biellesi a creare il corso di laurea in ingegneria tessile del politecnico di Torino, nella sede di Biella.
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 01:29:23
Bakunin ha fotografato perfettamente la situazione, nulla da aggiungere, se nn 1 esempio: il distretto tessile di Prato.
Dopo 1 lungo periodo di crisi, causato anke dalla concorrenza dei prodotti cinesi, certamente più convenienti, gli imprenditori toscani si sono decisi a dare definitivamente 1 svolta, che si sta rivelando assai produttiva: investire di più in ricerca e sviluppo, per creare prodotti più innovativi che nn vadano a sbattere il muso con quelli a basso costo.
Risultato: sta per nascere a Torino 1 nuova università di ingegneria tessile(nn ricordo la denominazione precisa) finanziata proprio dagli stessi imprenditori.

Il problema è questo: in Italia nessuno investe nella ricerca&sviluppo, e le sinergie tra università, ricerca e industria sono assenti(esiste solo quella tra industria e politica...).
Ma senza tutto ciò l'economia rimane certamente indietro, soprattutto per la piccola impresa che in Italia è la principale fonte di ricchezza.
Messaggio del 18-03-2004 alle ore 01:13:45
Troppo comodo dare la colpa sempre e solo a Berlusconi.L'italia e' piena di piccoli Berlusconi.Conosco un imprenditore di Lanciano,che tratta i suoi operai peggio degli schiavi.La domenica pero' si siede al bar a leggere Il Manifesto(per pararsi il suo grande e sformato culo)e a parlare male di Berlusconi,anche quando non governava.Non capisce che sottopagare i suoi operai si ritorce anche contro di lui.A chi vende i suoi prodotti se la maggior parte degli operai sono sottopagati?
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 23:16:28
la cosa è molto semplice da risolvere,basta togliere BERLUSCONI dal governo e vedrete ke le cose andranno sicuramente meglio

Mi raccomando prossimamente rivotatelo così finiamo peggio dell'ARGENTINA
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 14:34:59
altra piccola considerazione. provate a fare un calcolo; del vostro stipendio quando rimane nel normale circuito economico della città(barbiere, discoteca, negoziante sotto casa ecc), e quando finisce nelle casse delle multinazionali,quelle che poi speculano in borsa o investono nei paesi più strani(telefonia, energia, iper mercati sempre più iper ecc). fatto questo rapido calcolo sarà semplice capire perchè il tessuto sociale impoverisce sempre di più!!
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 14:28:47
innanzi tutto sentire bak che mi da ragione mi ha cresto una crisi di indentità, e dopo essermi guardato allo specchi per accertarmi che ero sempre io vorrei aggiungere qualcosina ripartendo proprio da una affermazione di bak: la fiat si è data alla finanza!! questo è un'altro problema, gli investimente di borsa(ovviamente non solo per la fiat). in tale modo si crea un mercato virtuale, una economia drogata. cerco di spiegarmi. se io apro una camiceria compro le attrezzature, la stoffa, i bottoni,ecc. quindi metto in moto realmente danaro. poi produco: ho assunto mano d'opera, un paio di rappresentanti, ecc. questa è ecomomia produttiva che mette in circuito reddito e lavoro. se con la stessa somma compro azionidella lazio calcio posso arricchirmi o rovinarmi, ma non creo nulla!!
poi vorrei dire anche che la crisi investe ormai tutti i settori, gli artigiano o i commercianti non stanno meglio degli imprenditori, è quindi evidente che a monte ci siano scelte sballate, ma il problema non è solo italiano!!
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 14:27:29
home qs la dice lunga sull'incapacità di certi imnprenditori..stare col culo per terra con tutti gli aiuti ricevuti, è il massimo!
secondo Grillo Fiat e Telecom potrebbero essere i nuovi crack a cuasa dell'indebitamento ke hanno presso le banke...qualcuno mi deve spiegare come telecom possa essere così indebitato, vista ke opera in quasi monopolio
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 14:21:18
Guardate che il gruppo Fiat è uno dei nostri maggiori clienti (dell'azienda in cui lavoro...intendo), ed anche loro stanno col culo scoperto! Forse la colpa è proprio della Fiat, non so, ma è chiaro che stanno col culo scoperto...
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 14:02:56
La situazione e' quella descritta sopra,voglio solo rincarare la dose sulla fiat,che da 100 anni si sta pappando l'Italia.Quello che mi rode e' che la gente e' entusiasta della fiat e scambia gli Agnelli per benefatori e geniali imprenditori.Leggo e sento ovunque parlare male di Berlusconi,il quale in confronto agli Agnelli e' un santo.La differenza e' che Berlusconi e' in pista da molto meno tempo degli Agnelli.Il primo agisce in prima persona,quelli di Torino grazie ai parlamentari,loro servi,che gli fanno leggi ad hoc.Il tutto a danno dei piccoli imprenditori,che sono una risorsa valida per il Paese.
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 13:07:38
mi sembra ke le cose ke ha scritto hobbit siano tutte sacrosante...io sono contrarissimo al mercato globale se si tratta di mettere insieme x es. Cina (dove se scioperi minimo ti fucilano) e i paesi dove le garanzie sociali fanno alzare inevitabilmente inl costo del lavoro

Però nn è il solo problema...la democratica India creesce a un ritmo vertiginoso, e grazie alla ricerca, sta diventando una potenza informatica oltre ke militare...
in italia si è verificato negli ultimi anni un concentrato di situazioni ke hanno prodotto la stagnazione economica...innanzitutto la totale mancanza della ricerca fa in modo ke le migliori menti vadano a lavorare all'estero...le grandi imprese come la FIAT si sono datre alla finanza trascurando il loro core-business...la piccola impresa è da sempre penalizzata come fisco e creditoi bancario...a qs si è aggiunto il dissennato aumento dei prezzi post euro ( le chiacchiere le porta via il vento: il governo nn ha controllato una cippa, kekkè ne dica berluscaz) ke ha impoverito fortemente la classe media a stipendio fisso, e il notevople apprezzamento dell'euro sul dollaro, ke ha reso meno convenienti le esportazioni verso l'estero( ke infatti sono crollate di 1/3 )
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 12:45:33
l'azienda dove lavoro è in attivo, paga tutto e il lavoro non manca. Come mai.
Mi sono fatto un'idea: L'europa va verso il declino economico e le fonti di ricchezza si stanno spostando tutte in oriente.
Ho cambiato 4 uffici e tutti cercano di puntare (o sono già leader) nell'economia cinese e indiana, dove i soldi sono veramente tanti.
Altro punto a favore è che nei periodi di crisi si tende al risparmio dei "dipendenti", mentre la ricerca è l'unica via possibile per uno scatto migliore appena finita la crisi (a metà curva dai gas per uscirne più veloce degli altri).
Infine la crisi economica aumenta il divario tra ricchi (che aumentano) e poveri. questo fa si che molte aziende investano in beni di "qualità", costosi e per pochi e un'azienda come quella dove lavoro ci va a nozze.
Il mio è un raro caso di privilegio nell'industria del vecchio continente che sta morendo.
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 12:45:27
...
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Editato il 12:46:09 17/03/2004 da andyilmatto
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 12:31:40
home, il lento ed inesorabile declino dell'impresa italiana non inizia certo con i casi parmalat e cirio, e credo, anche se non sono certo un esperto, che i motivi siano molteplici. non parlo per il tuo settore che non conosco, ma in generale il mercato globale(cioè sfuttare altrove mano d'opera a basso costo, lavoro minorile, e assenza di tutele sociali), permette alle multinazionali di produrre a costi impensabili in occidente, e ne deriva che le nostre aziende non riescono a mantenere il mercato. c'è poi la politica degli ultimi decenni rivelatasi fallimentare. voglio dire che lo stato ha sostenuto le grandissime aziende a scapito delle piccole, ma poi vediamo come hanno gestito queste risorse i tanzi e i cragnotti. ma pensiamo solo alla fiat che privatizza i guadagni e socializza le perdite(leggi cassa integrazione). altro problema spinoso è il sistema bancario, non voglio addentrarmi in discorsi tipo la proprietà della moneta altrimenti non ne usciremmo più, ma vorrei fare una considerazione sull'accesso al credito. noi sappiamo che questa forma ha fatto la fortuna del paese, pensiamo solo alla mitica cambiale che negli anni 60 ha permesso a tutti di comprare elettro domestici, la famosa 500, e così via. oggi l'accesso al credito è negato ad una larga parte di consumatori(che poi sono quelli che fanno girare l'economia). tutti i lavoratori a termine(una marea), non hanno accesso al credito, le banche non possono elargire prestiti proprio perchè il contratto di lavoro ha un termine. questa massa non può acquistare non una casa o un auto, ma neanche un motorino se non ha i contanti!!! questo credo sia il dramma maggiore per l'economia perchè determina lo stallo del flusso economico!!
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 12:15:21
Caro Me Home.. tu conosci la mia azienda e sai che è una gran bella realtà... ma purtroppo, anche lavorando in un settore che tempo fa è stato definito fondamentale per il futuro.. si soffre! il fatto che le aziende non chiedono più il nostro intervento per la manutenzione dei nostri impianti... non significa che sono macchine impeccabili e affidabilissime.. ciò significa che non si rompono perchè non lavorano!!! manca la richiesta.. e soprattutto c'è da dire che è impossibile soddisfare un'eventuale richiesta in modo competitivo, con i costi di gestione di una azienda in Italia! O in EUROPA!
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 12:08:32
LA situazione è pessima... e più è grande l'azienda peggio si trova.. I nostri impianti fino a qualche anno fa erano i più grandi del settore.. con il passare del tempo abbiamo cominciato a ridimensionarli... per renderli più commerciabili e accessibili a tutti gli imprenditori.. grandi e piccoli.. stiamo lavorando ad un nuovo impianto ora definito da noi.. "portatile" infatti abbiamo pensato addirittura di prepararne diversi, investendo, e tenerli in magazzino da vendere al dettaglio... a prezzo di costo!!! Quando prima, una commessa per un solo impianto impegnava l'azienda per otto mesi...
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 12:05:46
Che vi s'è stuccate lu fiate!?

Io non ho alcuna competenza, oltre quella di stringere le chiappe, la cinchia ed i denti, ma vorrei capire che cos'è che potrebbe migliorare la situazione...e tendervi!
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 11:55:34
Ho sentito anche dire, in preda a un attacco di paura, "ci vorrebbe una guerra! Reset generale del sistema...e si riparte!"
Bah...che dire!? non so proprio...
Messaggio del 17-03-2004 alle ore 11:51:12
Con il lavoro che faccio, l'ambiente industriale, piccolo o grande che sia, lo respiro a pieni polmoni tutto il giorno. La situazione non è delle più rosee....anzi!

Le industrie, a partire da quelle minuscole a gestione famigliare fino ad arrivare ai grandi colossi, hanno tagliato qualsiasi forma di investimento che vada oltre l'intervento manutentivo, correttivo o, al massimo, di adeguamento. La consistenza di questi interventi è decisamente banale: piccole migliorie, pezze e toppe, azzardi tecnici in nome del risparmio tout court. "Investire sulle nuove tecnologie" è diventato una bestemmia, un qualcosa di impronunciabile!
I contratti di manutenzione, oltre ad essere limitati allo stretto necessario, hanno subito radicali trasformazioni di contenuto: ora è possibile sospenderli o annullarli in qualsiasi momento, a discrezione del committente.
La nuova parola d'ordine è "Ridimensionamento" e il rischio imprenditoriale è sostanzialemnte assimiliabile a una "forca" bella che allestita.

La situazione è ulteriormente aggravata dal sostanziale cambiamento che ha subito il sistema bancario che, dopo le varie Tanzate e Ciriate, si ritrova col fiato sul collo degli ispettori. Questo significa: da un lato, maggior chiarezza e sicurezza; dall'altro, però, una minor capacità di interagire con l'industria in modo "amichevole". Ed ecco che fidi, prestiti ecc. vengono distribuiti col contagocce in modo che anche le aziende che fino a qualche anno fa godevano di garanzie inopinabili si ritrovano a bruciare l'opzione "ricevuta bancaria" e sono costrette a pagare con assegni post-datati...quando possono.

Ragazzi, lavoro in una delle più quotate società di engineering del centro sud e vi posso dire che stiamo sull'orlo del "non abbiamo quasi un cazzo da fare! Dobbiamo cominciare a ridurre i margini... e lavorare a prezzo di costo, almeno per pagarci gli stipendi!"...come ha detto ieri il mio direttore!
Figuriamoci le piccole e meno quotate realtà di servizi industriali come stanno!!
E' indiscutibile che una realtà aziendale come quella in cui lavoro è una cartina tornasole che percepisce la minima variazione dell'andamento generale dell'economia. Forse, prima delle società di servizi industriali, il campanellino d'allarme lo hanno sentito le aziende pubblicitarie! D'altronde, i primi investimenti che si tagliano sono quelli pubblicitari!!
Piano piano cominciamo a sentirlo un po' tutti 'sto campanellino...questo merker tumorale!

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