La Piazza
SILVER KAIN com'è andata
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 11:38:55
faiiiiiiiiiiiiii pauraaaaaaaaaaaaaaaaaa...grandeeeeeeeeeeeee
faiiiiiiiiiiiiii pauraaaaaaaaaaaaaaaaaa...grandeeeeeeeeeeeee
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 11:38:17
sei brutto come la peste nera ... pero' mi fi sangh!!
sei brutto come la peste nera ... pero' mi fi sangh!!
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 10:49:37
non mi si vedono le immagini
non mi si vedono le immagini
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 10:02:33
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 08:49:36
grande mirko, mi è dispiaciuto non poter fare una corsa e venire da te. sono fiero di leggere e vedere tutto questo.
complimentissimi!
grande mirko, mi è dispiaciuto non poter fare una corsa e venire da te. sono fiero di leggere e vedere tutto questo.
complimentissimi!
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 08:44:54
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 00:14:00
Complimenti
Complimenti
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 00:08:23
Una Milano da bere.
Una Milano da bere.
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 00:02:31
ti esporti alla grande.
Mito.
ti esporti alla grande.

Mito.
Messaggio del 13-12-2007 alle ore 21:59:59
super...
super...
Messaggio del 13-12-2007 alle ore 21:57:24
Messaggio del 13-12-2007 alle ore 21:51:24
COM'è ANDATA
Bella la stazione di Milano. E adoro le metropolitane. "E' uno schifo come fai a dirlo". C'è lo sporco, capite. C'è la fretta della gente. C'è la loro routine e la loro fuga, in stazione. Andiamo o scappiamo.
Se poi è la stazione di Milano, una grande città, tutto questo è all'ennesima potenza.
Prendo la metro, i Sushiboys mi prelevano e mi portano al Codice a Barre, locale nei pressi dei Navigli. Belli i Navigli. A Natale, mi ricorda un anno fa.
Come fa a piacerti Milano. Non è che mi piace, è quello che ci trovo, a volte, che mi piace.

Scarico le mie tavole, mi rendo contro che non ho abbastanza catenelle da appendere il tutto. Ne serviva una lunga. Andiamo a trovare una ferramenta, si si, andiamo. Un'ora dopo eravamo ancora imbottigliati nel trafico, ma con una gran bella lunga catena nel sacchetto.
Entro, montiamo tutto. Proiettano il mio video sullo schermo. Mi giro attorno. Mi chiedo cosa ci facessero le mie tavole in un locale così chic. Giro con un bicchiere, riguardo le mie tavole, il mio coniglio. Un tipo riflette "ma passiamo tutta la nostra vita a pararci il culo?" su una mia tavola. Amico, ma che ci fai tu qui? E tu, coniglio, ti senti a tuo agio? Su ragazzi, adattatevi.

Arriva Silver.
Silver, il creatore e disegnatore di Lupo Alberto.
Silver, quell'uomo dalla testa argentata che stava mangiando, in quel tavolo all'angolo.
"Dai, vieni, te lo presentiamo, vieni"
"Vuoi conoscere Silver? Dai vieni"
Stiamo per fare una mostra insieme, che dite, me lo presentate?
"No, faccio a modo mio, fermatevi", rispondo, nel momento in cui mi viene un'idea; prendo un foglietto, schizzo uno dei miei conigli che hanno i baffetti da quando ce li ho io. Scrivo
"Non ci sono lupi senza conigli, e conigli senza lupi. Maestro, posso invitarla a prendersi un bicchiere al bancone?
Kain Malcovich"
Piego il foglio a mo' di aereoplanino, lo faccio consegnare.
Silver legge, si alza, viene da me.
"Maesto..."
"Piacere"
Io e Silver avremmo dovuto disegnare tutta la serata. Invece ci siamo messi in un angolo del bancone a chiacchierare, lui con della birra cubana, io con dei cuba libre.
"Penso di mollare fra un pò. Non so se c'è ancora da dire" mi fa.
"Ha dato tanto. Devi parlare di questo periodo ora." gli dico.
Poi ho cominciato a fare il moralismo;
"Non si dimentichi, non si dimentichi che lei è stato padre di una generazione. Ora i figlioletti sono cresciuti, ora siamo noi i padri. E lei..."
"Io sarei il nonno?"
Guardo i suoi capelli argento
"Si. Ah, ma senza offesa. Quello che voglio dirti è che devi ancora darci. Tutti hanno sempre bisogno dei genitori"
Mi dice che non è amareggiato, anche se un pò l'ho visto così.
Ci avviciniamo a delle mie tavole.
"Non voglio romperle le scatole, fare la parte del giovane che prova ad avere un contratto"
"No, tranquillo"
Continuiamo a chiacchierare. Ci fermiamo davanti alla prima tavola di About Life. Mi chiede come ho colorato "Muschio", si era fissato sul personaggio.
"Io non sono molto credente, ma quando disegno...è fantastico entrare in un mondo, decidere le sue sorti, se un personaggio è triste, felice..." mi fa.
"E ti capita mai, invece, in un periodo in cui sei emotivamente esplosivo, di avere paura di puntare la punta della matita sul foglio? Perchè quando la punti è come se ti trafiggi un pò al cuore, colmo, è sgorgasse tutto, ti capita?"
"Si, si anche a me succede!" mi risponde.
Lo lascio alla prassi. Firma magliette, le indossa, fa foto.

Torno al bancone, parlo con una ragazza che sa leggere molto bene lo spagnolo, le dò un depliant e la sento leggere. Le chiedo di rifarmi quella "s" spagnola. Si avvicina al mio orecchio
"Sssshhh".

Arriva Lozio e Giulia. Ci facciamo un giro del locale, guardiamo una stanza al piano di sopra che sa di puttanaio. 5 minuti dopo sono lì a parlare con una tipa che dice di avere una casa a Cuba e un'altra a Milano.
Poi vado a ballare un pò.
Adoro ballare.
Milano.
COM'è ANDATA
Bella la stazione di Milano. E adoro le metropolitane. "E' uno schifo come fai a dirlo". C'è lo sporco, capite. C'è la fretta della gente. C'è la loro routine e la loro fuga, in stazione. Andiamo o scappiamo.
Se poi è la stazione di Milano, una grande città, tutto questo è all'ennesima potenza.
Prendo la metro, i Sushiboys mi prelevano e mi portano al Codice a Barre, locale nei pressi dei Navigli. Belli i Navigli. A Natale, mi ricorda un anno fa.
Come fa a piacerti Milano. Non è che mi piace, è quello che ci trovo, a volte, che mi piace.

Scarico le mie tavole, mi rendo contro che non ho abbastanza catenelle da appendere il tutto. Ne serviva una lunga. Andiamo a trovare una ferramenta, si si, andiamo. Un'ora dopo eravamo ancora imbottigliati nel trafico, ma con una gran bella lunga catena nel sacchetto.
Entro, montiamo tutto. Proiettano il mio video sullo schermo. Mi giro attorno. Mi chiedo cosa ci facessero le mie tavole in un locale così chic. Giro con un bicchiere, riguardo le mie tavole, il mio coniglio. Un tipo riflette "ma passiamo tutta la nostra vita a pararci il culo?" su una mia tavola. Amico, ma che ci fai tu qui? E tu, coniglio, ti senti a tuo agio? Su ragazzi, adattatevi.

Arriva Silver.
Silver, il creatore e disegnatore di Lupo Alberto.
Silver, quell'uomo dalla testa argentata che stava mangiando, in quel tavolo all'angolo.
"Dai, vieni, te lo presentiamo, vieni"
"Vuoi conoscere Silver? Dai vieni"
Stiamo per fare una mostra insieme, che dite, me lo presentate?
"No, faccio a modo mio, fermatevi", rispondo, nel momento in cui mi viene un'idea; prendo un foglietto, schizzo uno dei miei conigli che hanno i baffetti da quando ce li ho io. Scrivo
"Non ci sono lupi senza conigli, e conigli senza lupi. Maestro, posso invitarla a prendersi un bicchiere al bancone?
Kain Malcovich"
Piego il foglio a mo' di aereoplanino, lo faccio consegnare.
Silver legge, si alza, viene da me.
"Maesto..."
"Piacere"
Io e Silver avremmo dovuto disegnare tutta la serata. Invece ci siamo messi in un angolo del bancone a chiacchierare, lui con della birra cubana, io con dei cuba libre.
"Penso di mollare fra un pò. Non so se c'è ancora da dire" mi fa.
"Ha dato tanto. Devi parlare di questo periodo ora." gli dico.
Poi ho cominciato a fare il moralismo;
"Non si dimentichi, non si dimentichi che lei è stato padre di una generazione. Ora i figlioletti sono cresciuti, ora siamo noi i padri. E lei..."
"Io sarei il nonno?"
Guardo i suoi capelli argento
"Si. Ah, ma senza offesa. Quello che voglio dirti è che devi ancora darci. Tutti hanno sempre bisogno dei genitori"
Mi dice che non è amareggiato, anche se un pò l'ho visto così.
Ci avviciniamo a delle mie tavole.
"Non voglio romperle le scatole, fare la parte del giovane che prova ad avere un contratto"
"No, tranquillo"
Continuiamo a chiacchierare. Ci fermiamo davanti alla prima tavola di About Life. Mi chiede come ho colorato "Muschio", si era fissato sul personaggio.
"Io non sono molto credente, ma quando disegno...è fantastico entrare in un mondo, decidere le sue sorti, se un personaggio è triste, felice..." mi fa.
"E ti capita mai, invece, in un periodo in cui sei emotivamente esplosivo, di avere paura di puntare la punta della matita sul foglio? Perchè quando la punti è come se ti trafiggi un pò al cuore, colmo, è sgorgasse tutto, ti capita?"
"Si, si anche a me succede!" mi risponde.
Lo lascio alla prassi. Firma magliette, le indossa, fa foto.

Torno al bancone, parlo con una ragazza che sa leggere molto bene lo spagnolo, le dò un depliant e la sento leggere. Le chiedo di rifarmi quella "s" spagnola. Si avvicina al mio orecchio
"Sssshhh".

Arriva Lozio e Giulia. Ci facciamo un giro del locale, guardiamo una stanza al piano di sopra che sa di puttanaio. 5 minuti dopo sono lì a parlare con una tipa che dice di avere una casa a Cuba e un'altra a Milano.
Poi vado a ballare un pò.
Adoro ballare.
Milano.
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