La Piazza

quell' atmosfera fredda
Messaggio del 07-09-2006 alle ore 23:19:33
Dopo averlo letto , non potevo scrivere i miei pensieri in un post!
Cerco sempre i racconti e le testimonianze sia del nazi-fascismo che delle foibe!Schierati dalla parte opposta , uniti dalla stessa ferocia e crudeltà! L'unica cosa che non mi sta bene è che le vittime delle foibe , solo oggi , ma ancora pochi , sono riusciti raccontare una cruda verità nascosta! Non importa da che parte tu stia , perchè nessuna delle due ha mai portato la pace!
Messaggio del 07-09-2006 alle ore 23:08:18
evitiamo i copia e incolla per favore, grazie, esprimi semplicemente un pensiero
Messaggio del 07-09-2006 alle ore 22:59:31
Norma Cossetto era una ragazza di 24 anni di S. Domenico di Visinada, laureanda in lettere e filosofia presso l'università di Padova. In quel periodo girava in bicicletta per i comuni dell'Istria per preparare il materiale per la sua tesi di laurea, che aveva per titolo "L'Istria Rossa" (Terra rossa per la bauxite). Il 25 settembre 1943 un gruppo di partigiani irruppe in casa Cossetto razziando ogni cosa (espropriazione proletaria). Entrarono perfino nelle camere, sparando sopra i letti per spaventare le persone. Il giorno successivo prelevarono Norma. Venne condotta prima nella ex caserma dei Carabinieri di Visignano dove i capibanda si divertirono a tormentarla, promettendole libertà e mansioni direttive, se avesse accettato di collaborare e di aggregarsi alle loro imprese. Al netto rifiuto, la rinchiusero nella ex caserma della Guardia di Finanza a Parenzo assieme ad altri parenti, conoscenti ed amici tra i quali Eugenio Cossetto, Antonio Posar, Antonio Ferrarin, Ada Riosa vedova Mechis in Sciortino, Maria Valenti, Urnberto Zotter ed altri, tutti di San Domenico, Castellier, Ghedda, Villanova e Parenzo. Dopo una sosta di un paio di giorni, vennero tutti trasferiti durante la notte e trasportati con un camion nella scuola di Antignana, dove Norma iniziò il suo vero martirio. Fissata ad un tavolo con alcune corde, venne violentata da diciassette aguzzini, ubriachi e esaltati, quindi gettata nuda nella foiba poco distante, sulla catasta degli altri cadaveri degli istriani. Una signora di Antignana che abitava di fronte, sentendo dal primo pomeriggio gemiti e lamenti, verso sera, appena buio, osò avvicinarsi alle imposte socchiuse. Vide la ragazza legata al tavolo e la udí, distintamente, invocare la mamma e chiedere da bere per pietà...

Il 13 ottobre 1943 a S. Domenico ritornarono i tedeschi i quali, su richiesta di Licia, sorella di Norma, catturarono alcuni partigiani che raccontarono la sua tragica fine e quella di suo padre. Il 10 dicembre 1943 i Vigili del fuoco di Pola, al comando del maresciallo Harzarich, ricuperarono la sua salma: era caduta supina, nuda, con le braccia legate con il filo di ferro, su un cumulo di altri cadaveri aggrovigliati; aveva ambedue i seni pugnalati ed altre parti del corpo sfregiate. Emanuele Cossetto, che identificò la nipote Norma, riconobbe sul suo corpo varie ferite d'arme da taglio; altrettanto riscontrò sui cadaveri degli altri". Norma aveva le mani legate in avanti, mentre le altre vittime erano state legate dietro. Da prigionieri partigiani, presi in seguito da militari italiani istriani, si seppe che Norma, durante la prigionia venne violentata da molti. Un'altra deposizione aggiunge i seguenti particolari: "Cossetto Norma, rinchiusa da partigiani nella ex caserma dei Carabinieri di Antignana, fu fissata ad un tavolo con legature alle mani e ai piedi e violentata per tutta la notte da diciassette aguzzini. Venne poi gettata nella foiba".

La salma di Norma fu composta nella piccola cappella mortuaria del cimitero di Castellerier. Dei suoi diciassette torturatori, sei furono arrestati e obbligati a passare l'ultima notte della loro vita nella cappella mortuaria del locale cimitero per vegliare la salma, composta al centro, alla luce tremolante di due ceri, nel fetore acre della decomposizione di quel corpo che essi avevano seviziato sessantasette giorni prima, nell'attesa angosciosa della morte certa. Soli, con la loro vittima, con il peso enorme dei loro rimorsi, tre impazzirono e all'alba caddero con gli altri, fucilati a colpi di mitra ..."
Anche questa è storia.........!!!!!!
Messaggio del 07-09-2006 alle ore 22:52:34
quest'atmosfera fredda non mi fa sentire più quell'odore.
Purtroppo

Messaggio del 07-09-2006 alle ore 22:01:55
sai cos'è speciale e banale allo stesso tempo Bob???

che un bimbo di 5 anni capisce perfettamente la stupidità del genere umano ... poi in alcuni casi crescendo perde quel senso di maturità ... anzi forse è la parola sbagliata direi più sensibilità ... e diventa un coglione ....


meditate gente meditate
Messaggio del 07-09-2006 alle ore 17:46:51
amore tu hai un cuore nobile
Messaggio del 07-09-2006 alle ore 17:42:23
" aveva 5 anni allora,con suo zio si divertiva ,specialmente quando
si metteva li con la cucitrice e il cartone e al bambino gli costruiva
le autopiste per le sue macchinuccie...una sera lo zio usci di casa,andava ad una cena
insieme ai suoi compagni di classe e professori per festeggiare la laurea finalmente
presa.Era all' inizio degli anni 70 quanto accadde questa storia,una delle tante.
Passarono una bella serata,ridendo e scherzando,avevano lasciato tutti quella sera,fuori
dal ristorante, i loro pensieri e ideologie politiche.
Ma all'uscita,appena terminata la bella cena ecco che 2 compagni di classe e un professore,
presero lo zio con la forza per "dargli una lezione" perché lui non condivideva
la loro ideologia politica.
Ma non si limitarono solo a picchiarlo,ma parti un colpo di pistola.
Triste vero? ma ancor più triste che questi 3 "leoni" presero lo zio morto e portarono il
cadavere sotto l`abitazione della ragazza,lasciandolo li con la pistola,con la messa in scena del suidicio d' amore.
Aveva 5 anni quando il ragazzino senti un' atmosfera fredda,grigia in quella casa,il giorno seguente,
quella casa dove andava spesso per giocare
con lo zio,ma da quel giorno non si sono più costruite le autopiste di cartone,lo zio non c'era più.
E dopo tantissimi anni,questo ragazzino,quando sente notizie del genere prova quell' atmosfera fredda e si chiede
ancora... ma come si puó morire e uccidere per queste cazzate?
la gente non ha imparato un cazzo a distanza di anni?



era solo un pensiero


uguale di che colore sei...ma medita ogni tanto

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