La Piazza

quanto siamo ipocriti
Messaggio del 25-09-2003 alle ore 22:53:45
già skin...ma...bo????
ormai siamo un mondo di ipocriti, tu setesso oggi hai aperto sto post ma tra 15 gg nn ci penserai più, c'est la vie....triste vero???
Messaggio del 25-09-2003 alle ore 22:36:42
DISPIACERE, DISPIACERE E DISPIACERE...
naturalmente, solo quando ci scappa il morto si pensa a uan soluzione... ma a volte mi kiedo, esiste davvero una soluzione?

Guardiamoci allo specchio, il calcio diventa sempre un pretesto per litigare... un rigore non concesso da un arbitro diventa un motivo di guerra; un attaccante ke non segna per 2 domeniche di fila viene sempre isultato dal suo pubblico e tartassato dai giornalisti; una papera di un portiere scatena dei processi ke non finiscono più...

Di chi è la colpa?

Sicuramente dei media, trasmissioni verbalmente violente come il "processo" andrebbero abolite;
dei politici, perchè vedere in tv i parlamentari che si prendono a botte è quanto mai diseducativo...
delle società, hanno mercificato tutto e ke non hanno il minimo rispetto per i tifosi...

Vogliamo parlare dei tifosi?

Io sono stato più di una volta tra gli irriducibili e gli skins degli inter, tifoserie tra l'altro di "destra"... ragazzi come tanti altri, ke vanno la domenica a divertirsi, magari a sfogare tutte le loro frustrazioni di una settimana di lavoro...
E' vero, in mezzo ci sono sempre 2-3 teste calde, ma non è possibile imputare ai soli tifosi le responsabilità di queste tragedie...

E' tutto il contesto che è sbagliato, e ke sta degenerando ancora di più, nel momento in cui il calcio non è più "sport" e nemmeno "spettacolo", ma una guerra ke i calciatori devono combattere ogni mercoledì, ogni giovedì, ogni domenica contro i giornalisti e contro gli sponsor.

Ma abbiamo davvero noi la possibilità di puntare il dito contro queste manifestazioni di violenza? Di puntare il dito contro i tifosi o contro le forze dell'ordine?

Stamane ho letto con attenzione una lettera spedita al resto del carlino: quando ero bambino e giocavo i tornei all'oratorio, dove i soli spettatori erano i genitori, apparentemente educati e sorridenti, era facile ke durante la partita gli stessi genitori si prendessero a botte.
E il commento di un tifoso partenopeo: noi tifosi delinquenti? Ci sono poche mele marce, e i camorristi entrano con la macchina fin dentro lo stadio...

Queste parole fanno riflettere... dobbiamo renderci conto che il calcio è una guerra, che le istituzioni sportive e non non fanno altro ke alimentarla, ke noi non siamo altro ke il pubblico super-affezionato e ke tutti i soggetti suddetti interagiscono in un ambiente violento già di per se.
Una soluzione non è possibile, quando tutta una CULTURA è fondamentalmente sbagliata. Solo soldi, potere e politica.
Basterà vedere Totti con la Maglia del milan per assistere ad una vera e propria guerra civile.

Tra l'altro, ricordo tantissime altre vittime, in 27 anni di visione televisiva, ma dopo 15 gg tutti avevano dimenticato, esclusi, ovviamente, i cari.
Tra 15 gg di Sergio non si parlerà più, nel frattempo tutti a chiedersi quale sarà la prossima velina di Vieri, quanti soldi caccerà Moratti per la prossima campagna acquisti, tra quante domeniche ricomincerà a segnare trezeguet.
E così si tornerà a parlare di "calcio".

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