La Piazza
Quanto mi dispiace
Messaggio del 12-09-2006 alle ore 21:37:45
Malaguena Salerosa...
Malaguena Salerosa...
Messaggio del 12-09-2006 alle ore 21:28:03
Messaggio del 12-09-2006 alle ore 17:43:55
...ma quale cinico del pisello....
...ma quale cinico del pisello....
Messaggio del 12-09-2006 alle ore 17:33:52
è tornato il cinico del pisello
è tornato il cinico del pisello
Messaggio del 12-09-2006 alle ore 15:45:37
Adoná,ti li si lette bone la chattiata di ieri
Adoná,ti li si lette bone la chattiata di ieri
Messaggio del 12-09-2006 alle ore 15:43:11
Messaggio del 11-09-2006 alle ore 23:38:28
Se devo essere sincero, a me non importa niente. C'è un motivo se ci preoccupiamo di chi ci è vicino, e non ce n'importa niente di tutte quelle altre milioni di persone che muoiono non si sa dove.
Se uno si dispera per la morte di persone che non conosce, che non ha mai visto, che potrebbero non esistere, forse ha un problema psicologico; o forse è un egocentrico che ha bisogno dell'approvazione commossa della massa, per sentirsi orgoglioso di sé, oppure ha bisogno di colmare il suo vuoto interiore con penose manifestazioni emotive.
Mi ricordo che a suo tempo, prima di tutto, molti si compiacquero. Non era il caso di assecondare questa intima viltà; ma compersarla con una ridontante ipocrisia, mi sembra eccessivo.
Se poi facciamo come il cane ben addestrato, a cui veniva fatto sentire il rumore di un campanello prima di ogni pasto, e che s'avvezzò al punto che dopo un po' cominciò a sbavare ogni volta che sentiva quel campanello, pur non essendogli presentato nulla da mangiare; allora siamo a buon punto, possiamo compiacerci, poiché il padrone sarà ben soddisfatto.
E a chi dice che la Storia va studiata per non commettere più gli errori del passato, dico che gli uomini sanno sempre quando sbagliano, ma s'ostinano; e l'unica ragione per cui vale la pena studiare la storia è per imparare a sbagliare nel modo migliore da non perderci nulla.
Se devo essere sincero, a me non importa niente. C'è un motivo se ci preoccupiamo di chi ci è vicino, e non ce n'importa niente di tutte quelle altre milioni di persone che muoiono non si sa dove.
Se uno si dispera per la morte di persone che non conosce, che non ha mai visto, che potrebbero non esistere, forse ha un problema psicologico; o forse è un egocentrico che ha bisogno dell'approvazione commossa della massa, per sentirsi orgoglioso di sé, oppure ha bisogno di colmare il suo vuoto interiore con penose manifestazioni emotive.
Mi ricordo che a suo tempo, prima di tutto, molti si compiacquero. Non era il caso di assecondare questa intima viltà; ma compersarla con una ridontante ipocrisia, mi sembra eccessivo.
Se poi facciamo come il cane ben addestrato, a cui veniva fatto sentire il rumore di un campanello prima di ogni pasto, e che s'avvezzò al punto che dopo un po' cominciò a sbavare ogni volta che sentiva quel campanello, pur non essendogli presentato nulla da mangiare; allora siamo a buon punto, possiamo compiacerci, poiché il padrone sarà ben soddisfatto.
E a chi dice che la Storia va studiata per non commettere più gli errori del passato, dico che gli uomini sanno sempre quando sbagliano, ma s'ostinano; e l'unica ragione per cui vale la pena studiare la storia è per imparare a sbagliare nel modo migliore da non perderci nulla.
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