La Piazza

Quando la mediazione non serve più
Messaggio del 11-03-2006 alle ore 14:27:54


SANDI E GLI ALTRI
di Mario Adinolfi per Europa


Il salto della mediazione
Immaginate il nostro stadio più capiente, che so, lo stadio Olimpico o San Siro. Stipatelo di spettatori in ogni ordine di posti e riprendete a immaginare: suonano gli U2 o Ligabue o Vasco Rossi. Ottantamila persone a concerto, giusto? Ottantamila persone che devono cercare il biglietto, di solito attraverso agenzie di prevendita che mediano tra gli organizzatori dell’evento e il pubblico. Ogni livello di mediazione fa crescere il costo del biglietto, già alto di suo per via della produzione-monstre che di solito c’è dietro a eventi di questo tipo. Ebbene, ora cambiamo scenario. Immaginate una cantante inglese sfigata, a cui si rompe la macchina con cui andava di paese in paese a far concertini per cento o duecento persone, concertini che le davano da vivere. No macchina, no concert. E allora, con i pochi soldi che le sono rimasti compra una webcam e l’accende per riprendere la sua sala prove, cioè il garage di casa a Tooting, un borgo a sudovest di Londra. Poi la webcam la connette a internet e scopre che a seguirla on line ci sono settanta fan, il giorno dopo oltre seicento. Domenica scorsa dal garage di casa ha suonato per centottantasettemila persone che si sono collegate al suo sito. E allora salutatemi l’Olimpico, salutatemi San Siro, salutatemi pure gli U2. Questa è la storia di Sandi Thom, ventiquattro anni, cantante.

Se questa non è una rivoluzione
I concerti programmati live dal sito di Sandi (www.sandithom.com) sono ventuno, con tanto di claim del tour (“Twenty one nights from Tooting Tour”) comicamente annunciato “from Sandi’s basement”, cioè dal condominio di Sandi. Sul sito è annunciata anche l’uscita per il prossimo mese del primo album vero e proprio di Sandi Thom, il cui titolo è tutto un programma: “Smile, it confuses people”. Il sorriso confonde la gente. Vero. E di ragioni per sorridere Sandi ormai ne ha da vendere da quando in quel decisivo giorno ha rotto il motore della sua utilitaria mentre andava a tenere il suo concertino solito in un paese del Galles. Sandi ha scoperto il salto della mediazione, cioè la vera rivoluzione di internet. Tra un artista e un consumatore di musica ci sono di mezzo tanti di quei passaggi, nella cosiddetta old economy, che ormai per acquistare un cd bisogna mettere in conto una spesa oggettivamente ingiustificata, almeno da raddoppiare per acquistare il biglietto di un concerto live di media portata. Saltando la mediazione, il messaggio arriva direttamente: dunque arriva ad un costo minore e con più forza. Questa rivoluzione presto o tardi riguarderà tutto. Sì, anche la politica.

La scommessa
La scommessa di Sandi in Italia l’ha capita per primo il solito Beppe Grillo (www.beppegrillo.it). Anche lui ha dovuto fare di necessità, virtù. La differenza con Sandi Thom è che, mentre a lei si è rotta la macchina, a lui gliel’hanno spaccata altri. Quegli altri che gli hanno detto: “Tu in televisione non metterai più piede”. E lì bisogna inventarsi qualcosa, oppure andare a casa e mettersi a vendere assicurazioni. Meglio inventare. Avete idea di quanti dvd oggi venda direttamente attraverso il suo sito Beppe Grillo? Quanti dvd degli spettacoli in cui denuncia tutto intero il sistema delle mediazioni? La scommessa, anche da un punto di vista economico, direi che l’ha vinta e vinta alla grande.

Ovunque
Se voltiamo lo sguardo ovunque, a trecentosessantagradi, ci rendiamo conto della portata e del significato del salto della mediazione. Se voglio comprare azioni non passo più dal borsino della banca, ma le acquisto direttamente on line; se voglio comunicare qualcosa che mi sta a cuore non cerco tra gli spazi sempre più chiusi dei media tradizionali ma mi apro direttamente un blog (do you remember il caso del povero Federico Aldrovandi?); se voglio organizzare un viaggio all’estero, non passo più dall’agenzia e dai suoi pazzeschi ricarichi, ma approfitto delle offerte stracciate via web. La direzione è questa, la strada è tracciata, il salto della mediazione è maturo per essere tentato in molti campi che oggi con fatica riusciamo anche solo ad immaginare. Così come era inimmaginabile che per Sandi Thom ci fossero più spettatori nel garage di casa sua che allo stadio Olimpico. Ma è così che sta cambiando la nostra società e qualcuno rischia di accorgersene troppo tardi.


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