Messaggio del 22-09-2007 alle ore 14:21:30
Bruce,
hai ovviamente tralasciato l'aspetto dei costi di manutenzione. Una casa antica ha qualche spesa in più, ma tu che sei un proprietario di immobili nel centro storico dovresti saperlo più di noi.
Messaggio del 22-09-2007 alle ore 13:48:44
Bruce cazzo ma in che universo parallelo vivi?
Lo sai quali sono gli adempimenti per ottenere sgravi e finanziamenti? Beh una persona sana di mente vi rinuncia all'istante
Messaggio del 22-09-2007 alle ore 13:42:26
Non a caso gran parte degli immobili storici sono di famiglie ricche...
si è mai vista in questo paese una legge che posso svantaggiare la casta dominante?
E' possibile che paghiate più tasse voi sul vostro appartamento che qualcunaltro ad Arcore....
Messaggio del 22-09-2007 alle ore 13:39:32
ecco l'elenco delle agevolazioni:
ESENZIONE DALL’IMPOSTA DI SUCCESSIONE E DONAZIONE
Il valore dell’edificio, in caso di successione ereditaria, non concorre a formare l’attivo dell’eredità. In altre parole esso è esente dall’imposta di successione. Analogamente l’imposta di donazione è regolata a tassa fissa.
RIDUZIONE DELL’IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI – ICI
L’imponibile per gli edifici storici è determinato con rendite catastali ridotte. La riduzione media è del 75%.
RIDUZIONE AD UN QUARTO DELL’IMPOSTA SULLE VENDITE
In caso di vendita dell’edificio, o di una singola unità immobiliare., l’imposta sull’Incremento di Valore degli Immobili (INVIM), è ridotta del 25%. anche se ora credo che non si paghi più...
RIDUZIONE A META’ DELL’IMPOSTA DI REGISTRO
Chi compra o chi acquisisce in altro modo la proprietà di un edificio vincolato gode della riduzione del 50% delle Imposte di Registro.
RIDUZIONE DEI REDDITI CATASTALI DELLE IMPOSTE IRPEF E IRPEG
Annualmente il reddito catastale dell’edificio o di una attività immobiliare (appartamento o negozio) contribuisce alla determinazione dell’imponibile per le imposte dirette IRPEF e IRPEG con valori ridotti del 75% (mediamente), rispetto all’analogo reddito di edifici senza vincolo. In altre parole, le tasse annuali sono ridotte.
RIDUZIONE DELL’IVA
I lavori di restauro conservativo e ristrutturazione edilizia beneficiano di un’aliquota dell’Imposta sul Valore Aggiunto ridotta (variabile a seconda delle leggi finanziarie mi pare comunque al 4%).
RIDUZIONE DELLE IMPOSTE IRPEF E IRPEG IN CASO DI RESTAURO
I lavori di manutenzione, restauro e protezione dei beni vincolati e di edifici d’interesse storico – artistico determinano:
- per l’IRPEF, detrazione d’imposta pari a circa il 40% delle spese sostenute, per l’importo effettivamente rimasto a carico del proprietario, se l’immobile è destinato ad abitazione, del 22% negli altri casi (le percentuali variano di anno in anno a seconda delle leggi finanziarie).
- per l’IRPEG, la deduzione dal relativo imponibile.
CONTRIBUTO DELLO STATO
Lo Stato può concedere un contributo del 30% della spesa sostenuta per il pagamento di manutenzioni straordinarie o restauri di edifici e beni vincolati.
CONTRIBUTI DEGLI ENTI LOCALI
Ulteriori contributi, che talvolta possono coprire anche oltre il 60% delle spese di restauro, possono essere concessi dalle Regioni e dai Comuni con proprie misure.
ESENZIONEDALL’IMPOSTA SULLE ASSICURAZIONI
I premi assicurativi sui contratti contro sinistri che colpiscono direttamente l’edificio vincolato e per responsabilità civile sono esenti da imposte.
ESCLUSIONE DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE DELL’EQUO CANONE
La legge riconosce che il pregio storico artistico dell’edificio è il requisito oggettivo prevalente ai fini della determinazione del canone di locazione: Pertanto il regime di equo canone non si applica agli immobili sottoposti a notifica.
I provvedimenti sin qui riportati, sono fissati, per l’ambito fiscale, dalla Legge 2 agosto 1982, n° 512, e si applicano agli immobili riconosciuti di interesse storico artistico, a prescindere dalla loro destinazione, salvo nei casi diversamente specificati
Messaggio del 21-09-2007 alle ore 17:47:04
E ovviamente c'è chi non è daccordo....
CRONACA - Chieti
Edifici di 50 anni, il Comune li vuole salvaguardare.
An: «proposta illegitimma»
CHIETI. Un vincolo di salvaguardia monumentale ed artistica su tutti gli edifici del territorio comunale costruiti da oltre 50 anni. La proposta dell'assessore all'Urbanistica Valter De Cesare fa discutere e Mario Colantonio, capogruppo di Alleanza Nazionale, spiega le sue perplessità, le stesse che quest'oggi porterà in consiglio comunale.
Una proposta che già aveva alimentato numerosi dubbi all'interno della stessa maggioranza nel consiglio comunale tenutosi il 3 agosto. Ma l'assessore De Cesare riproporrà l'argomento al Consiglio di oggi.
Scettico il consiglieri di An Mario Colantonio che sottolinea subito:«l'assessore oltre ad andare contro la sua stessa maggioranza, non tiene conto delle reali esigenze dei cittadini e della paralisi economica che attraversa l'economia cittadina legata alla piccola imprenditoria edile» La proposta comprende anche l' istituzione di una "commissione tecnica per la tutela e valorizzazione dei beni culturali, della qualità architettonica e del paesaggio", «una commissione», spiega Colantonio, «che, così come strutturata è sovrana e assume potestà giuridica sostitutiva sine die e comunque sino a quando il Comune di Chieti non si doti di un elaborato tecnico urbanistico che consenta di conoscere tutto il patrimonio di beni culturali, paesaggisti ed ambientali che ricomprenda anche il censimento».
Fino a quel giorno, insomma, la commissione avrà pieno potere.
«I contenuti della proposta», sostiene inoltre Colantonio, «configurano un improprio utilizzo di potestà legislativa da parte del Comune di Chieti». Inoltre «per una "presunta" assenza di regolamento specifico sull'intero territorio comunale», prosegue l'esponente di An, «viene giustificata una "anomala" procedura di imposizione di vincolo e di salvaguardia generalizzato a tutti i fabbricati costruiti da oltre 50 anni di età, istituendo apposito organo di verifica (commissione tecnica) che acquisterà così potere "decisionale" che andrà a contrastare l'esito dell'iter tecnico –amministrativo. In questo modo si eluderanno i precisi e dettagliati procedimenti obbligatori dettati dalla legge».
E secondo Colantonio saranno i cittadini a farne le spese: ««la proposta impone ai fabbricati costruiti da più di 50 anni un "vincolo"che di fatto limita un imprecisato numero di cittadini in attività edilizie legittimamente consentite dalle leggi e normative vigenti, con ulteriori aggravi economici a carico degli stessi». E questo potrebbe favorire anche cause contro il Comune: «si potrebbe incorrere ad un imprecisato numero di ricorsi da parte di cittadini contro la stessa Amministrazione Comunale che, se soccombente, dovrà sborsare numerosi risarcimenti monetari ai privati, con gravi danni per l'economia dell'Ente».