La Piazza

post del walk post work
Messaggio del 07-09-2008 alle ore 17:27:56
Venerdì pomeriggio.
esco dal lavoro, prendo il 19. Esco dal lavoro, cribbio come l'ho aspettato quel venerdì, respiro di ogni persona che abbia deciso di farsi schiavizzare da 8 ore lavorative quotidiane, servite come un pasto alla mensa del militare, ottimo corso di...sopravvivenza.
Bè, penso che ormai sapete già cosa penso a riguardo.
Su, avanti. Licenziatevi tutti.

Dicevo prendo il solito 19, penso nel tragitto che ho del tempo per me, che forse potrei andare a comprarmi un paio di scarpe da tennis visto che quelle che avevo fino a poco prima di venerdì si sono spaccate in due, causa 12 euri di costo e nessuna qualità assicurata.
Io girerei con le mie scarpe col tacchetto sempre, ma sembra che portare un certo tipo di scarpe sempre sia come una dichiarazione di status e possa mettere in difficoltà le relazioni sociali. Ora, già io sono un tipo sull'introverso andate in questo periodo e ho difficoltà a stare nella società in modo umano e pacifico, ma che mi si debba anche imporre con che suola devo pestare la merda, bè...penso che ci sia qualcosa che non va nella società, in me, in te in tutto.

Tralasciando questi pensieri, scendo in via Rizzoli. Bologna, lavoro a Bologna, si, quindi via Rizzoli di Bologna, dove scendo di solito.
"Ah, libertà, fantastico" penso, mentre mi frugo nella tasca posteriore per cercare l'accendino; le mie tasche dei pantaloni sono organizzate fondamentalmente così:
nella tasca posteriore destra ci sono tutte le cose che riguardano la prassi da solitudine: spiccioli per il caffè e le macchinette delle sigarette, cose così;
nella tasca posteriore sinistra c'è tutto ciò che mi serve per il sociale: gomme da masticare e preservativi.
Scendo a via Rizzoli, mi accendo dunque questa sigaretta. Non ho voglia di comprare quelle scarpe da tennis. No, ci vado domani, andiamo.
Incrocio la mia coinquilina: io e lei non ci vediamo mai a casa, la vedo in giro. Piccolo il mondo.
Attraverso la strada, vado davanti a quel negozio di libri per bambini. Fantastico, sembra una favola.
"Ma che ci entro a fare, non ho bambini"
Guardo la vetrina: mi innamoro di un'illustratrice, la idealizzo: non puoi innamorarti di una persona dal tratto. Bè, mi piace quel tratto, ok? Entro dentro, chiedo informazioni.
Utopico avere il suo numero di telefono, ok, decido di comprare il libro; se è pazza come credo, avrà scritto il suo numero di cellulare da qualche parte affiancato dal prefisso "vi prego amatemi" . Sarà un'analisi che farò a casa, sfogliando il libro e le pagine contro luce.
Esco, riguardo la copertina, sfoglio il libro, attraverso la strada. Bellissimi disegni.
Mi fa venir voglia di disegnare, si. Proseguo per via S. Felice e cosa mi trovo sulla destra? Un negozio di attrezzatura per disegno. Fantastico, fantastico, mi dico di non spendere altri soldi mentre entro. Compro ecoline, chiedo consiglio sulla carta cotone: è una vita che non coloro su carta cotone con le ecoline, dai tempi del coniglio e quelle illustrazioni. Così mi fa tastare le carte. Ahhhh, come una prova di lavato con perlana.
50% cotone, era quello. Compro tutto, esco fuori con un libro di favole, dei colori e una carta cotone al 50%. Felice, decido di esplorare un nuovo bar, per me: tutto legno, grandi specchi, roba da fine '800, cameriere incazzato. Mi prendo una piccola, mi siedo.
Il tipo, il cameriere incazzato dico, mi fa: "Hei, se prendi un'altra birra entro le 8, stasera, le paghi insieme 3 euri" Erano le 8 meno 5. Non è che devo ubriacarmi per forza, ok? Erano le 8 meno 2 quando me lo ripete, ancora una volta. Avevo mezza di mezza pinta ancora da bere. Per 50 centesimi vuoi farmi bere per forza un'altra birra?
No, con calma. Bella musica di sottofondo. Sfogliavo il giornale e mi univo alla cantilena degli altri: tutti canticchiavamo. Ero felice, ero contento. Mando un messaggio al mio amico Yoshimi:
"Ah, bella la vita!"
Mi risponde dopo un pò
"Sto uscendo dal corso di psicologia, ho la testa fusa perdonami che succede."
No, non puoi rovinar tutto. Niente. Il telefono squilla. Non rispondo, la vita è bella, non rispondo, non roviniamo tutto con le parole.
Yoshi mi manda un altro messaggio
"ma è nato il bimbo di Ariel?"
Cribbio no, no, no, no. Non sapevo come dirglielo, ma ho avuto un momento di euforia per la vita destinato a terminare da lì a poco.
Esco, e dopo tutte queste scoperte fatte in giornata decido di farne un'altra:
passo davanti ad un Fitness club, penso: "e se quest'inverno mi vien voglia di far palestra?" So che non ci andrò: il più delle volte faccio abbonamenti alle palestre e mi ritrovo al bar affianco a giocare a biliardo.
Entro. Mi fanno parlare con questa bionda. Mi riempie della pappetta che ha dovuto imparare a memoria e a cui neanche lei credo più, non i suoi occhi stanchi.
Mi fa vedere la palestra: persone che corrono su tapis roulant cambiano canale sullo schermo che hanno davanti non contenti della CNN, gente balla dentro stanze oscure, poi, il trauma: "Guarda, da qui in poi ti accompagna il mio collega, io qui non posso entrare". Gli spogliatoi degli uomini sono veramente di lusso: legno, saune, luci soffuse. Apre la porta: davanti a me una fila di uomini iper muscolosi si tolgono l'accappatoio e si guardano allo specchio.
Passo in mezzo ad una fila di cazzi di fuori, drizzati come fucili puntati verso su per salutare un martire che viene portato via, martire della settimana lavorativa.
Questo mi ha rovinato la giornata.
La bionda mi dice:
"La palestra non è come il matrimonio: quest'ultimo devi farlo senza pensarci troppo. Dunque iscriviti adesso"
"Appunto, replico, se la palestra non è un matrimonio, io ci devo pensare. Ne ho bisogno. Vado"
La tipa non mi ha richiamato come promesso. Devo starle antipatico.
Chiunque mi conosce mi trova antipatico la prima volta. Poi magari è peggio.

Bene. tutto questo per dirvi che la vita è bella quando non ti fai troppe troppe domande.

Saluti
L'adorabile Kain
Messaggio del 07-09-2008 alle ore 19:56:33
Ormonauta on the road




"ma è nato il bimbo di Ariel?"

magare...a divindate pesante psicologicamente peggie dì quand jè fisicamente
Messaggio del 07-09-2008 alle ore 20:41:50

la vita è bella quando non ti fai troppe troppe domande.


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