Messaggio del 02-03-2008 alle ore 22:43:35
SEE non preoccuparti...ti abbiamo già detto che pensiamo all`importazione dei Micropac della Dräger salviamo il mondo cosi e facciamo soldi
Messaggio del 02-03-2008 alle ore 22:37:12
"In ogni caso ripeto, le perforazioni a fini esplorativi non costituiscono un grosso problema, mentre lo e' la costruzione degli impianti di raffinazione e trattamento."
Scusi, Anima Mundi, ma dopo che si e' trivellato, cosa ce ne facciamo del petrolio? Se non c'e' niente, rimangono un centinaio di metri quadrati inutilmente violentati. Se c'e' del petrolio, lei davvero pensa che l'ENI lo tenga li per abbellimento? La prima cosa che faranno sara' di estrarlo e di mandarlo a raffinare. Questo implica: pozzi a regime, possibilita' di blowout (googlate trecate eni 1995 - ancora oggi piangono), oleodotti, flaring ed emissioni di sostanze cancerogene. Ci sara' pure un motivo per cui la Toscana ha vietato qualsiasi opera di trivellamento nel loro territorio.
Voi davvero pensate che l'ENI vi dia dei soldi? Ma dove vivete? In Basilicata i soldi non sono ancora arrivati, dopo 10 anni di attivita' estrattiva perche' l'ENI mise nel contratto che avrebbero pagato i lucani, solo *dopo* avere ottenuto il permesso di trivellare tutta la regione. Oggi sono al 60%. Questo non lo dico io, ma i sindaci e gli amministratori delle localita' lucane interessate. Andate sul sito del comitato
(www.comitatonaturaverde.it) c'e' un film con le immagini di
Potenza, interviste e considerazioni dopo dieci anni di petrolio in Basilicata.
Io sono scioccata di alcune affermazioni che ho letto quassu', della mancanza di informazione su questo argomento cosi serio e cosi importante, e che riguarda da vicino la vostra salute e il vostro futuro.
Le leggi italiane sono delle barzellette. Il limite legale in Italia per le emissioni di idrogeno solforato e' di 10 parti per milione (decreto ministeriale 1990). In America e'
di 0.001ppm (10,000 di meno!).
Che altro aggiungere?
Messaggio del 28-02-2008 alle ore 20:06:43
Frentano ...... gia' so' ....
Comunicato Comitato Natura Verde
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Il 4 marzo manifestazione contro il centro oli di ortona presso il consiglio regionale che si terrà a L'Aquila.
Ci sono degli autobus gratuiti a disposizione presso la cantina Tollo, per prenotare telefona subito allo 087196251
Anche il comune di Francavilla ha messo a disposizione gratuitamente degli autobus, per prenotazioni e informazioni chiama i seguenti numeri:
0854920202 (segreteria sindaco)
0854920213 fax [email protected]
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Se arriviamo presto facciamo prima una capatina in cantina pe na' bicchiera di vina di buon mattina!
PS: Voie fa' la fine de la ciampan' ..... affugat dentra a la bott'!
Messaggio del 28-02-2008 alle ore 19:18:35
Martedì 4 marzo ore 10,00
tutti a L'Aquila per dire
NO AL CENTRO OLI
per far sentire al governatore LO TURCO la voce libera del popolo frentano.....
Zar poi ti chiamo
Messaggio del 28-02-2008 alle ore 18:20:15
Il solo fatto che la produzione di VINO della zona Ortonese (Tollo ad es) e' in serio pericolo fa' si che io vada a protestare insieme a loro. Cazz' me ne frega a me de la benzin .... i vaie a vin.
ma lo sapete perchè vogliono mettere il centro oli a ortona? per lo stesso motivo per cui hanno mandato a cerratina 15.000 tonnellate di monnezza napoletana: perchè la gente di qui accetta tutto senza protestare, se ne frega proprio...
finchè c'è gente come bullok cazz vu fa. Speriamo che glielo piazzano davanti la finestra della sua camera, così poi vediamo se pure quando si parla di un problema gravissimo, che gli sta per entrare in casa, fa ancora il fregno come se nulla fosse. Ed il bello che c'è anche chi ci ride sulle stronzate che dice.
Oltre ad Ortona ci sono Santa Maria Imbaro, Orsogna, Scerni, Filetto, Miglianico e Bucchianco, dove l'ENI ha gai il permesso di trivellare.
Queste zone sono state gia' oggetto di esplorazione petrolifera in passato. In particolare a cavallo tra gli anni 80 ed i 90 prorpio da parte dell'ENI.
Cosi' come l'alta Valle del Sangro. Se vi fate un giretto dalle parti di Borrello/Rosello e' tuttora possibile vedere le istallazioni di quelle "vecchie" operazioni.
I risultati non furono incoraggianti: furono ritrovati accumuli di idrocarburi (in particolare gas) ma di modeste quantita' e, soprattutto, di difficile estrazione per la tecnologia ed i prezzi del greggio dell'epoca.
Ma con le tecnologie attuali, il prezzo del barile e la "sete" di gas naturale molto probabilmente quello che prima non era economico estrarre oggi lo e' diventato.
Riguardo ai danni ambientali.
Io mi occupo solo di esplorazione. Vi assicuro che durante queste operazioni, l'impatto ambientale e' davvero limitato. Inoltre le leggi italiane sono molto restrittive in proposito e dunque una volta terminate le operazioni cio' che rimarra' sara' poco piu' di una cabina di pompaggio (molto simile per dimensioni ed impatto ambientale a quelle per il pompaggio di acqua dal sottosuolo).
Quindi niente condotte che esplodono o scenari eccessivamente pessimistici descritti da Seeitalia.
I problemi per come la vedo io invece si pongono in modo evidente e drammatico per il Centro Oli di Ortona.
Questo e' il vero problema e non le operazioni di perforazione a fini esplorativi. E non necessariamente le due cose sono collegate.
Ma qui la faccenda si fa complessa e delicata.
Personalmente sono molto scettico riguardo al Centro Oli nel territorio di Ortona che dovrebbe avere vocazione principalmente agricola (in particolare produzione di vini e o turistica).
Ma ricordo che quando l'ENI decise che avrebbe chiuso la grande base che aveva proprio ad Ortona e spostato le operazioni in Basilicata e Ravenna, la popolazione locale gridava al tradimento e manifestava per ovvi motivi occupazionali, per far mantenere comunque aperto il dipartimento ortonese.
Ovviamnete la faccenda e' seria (dal punto di vista ambientale) e delicata per quel che riguarda l'economia locale.
In ogni caso ripeto, le perforazioni a fini esplorativi non costituiscono un grosso problema, mentre lo e' la costruzione degli impianti di raffinazione e trattamento.
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 16:24:57
Mo voglio vedere chi mi risponde "ma con la macchina ci uscite tutti..." e cazzate del genere.
Io ci esco solo quando non ne posso fare a meno, altrimenti esco a piedi o in bici, e se posso prendo i mezzi pubblici per muovermi.
Per fortuna fra qualche mese mi trasferisco in Germania, godetevelo voi l'acido...
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 16:11:54
a s.maria imbaro già c'è un pozzo petrolifero, ormai in disuso penso, si trovava più o meno davanti alla cantina sape, e se non mi sbaglio c'era anche uno stabilimento a valle, probabilmente serviva come stoccaggio, ma non ne sono sicuro.
mi ricordo che a fine anni 80 era ancora in funzione.
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 16:11:19
ma lo sapete perchè vogliono mettere il centro oli a ortona? per lo stesso motivo per cui hanno mandato a cerratina 15.000 tonnellate di monnezza napoletana: perchè la gente di qui accetta tutto senza protestare, se ne frega proprio...
ricordate il bordello successo in sardegna, dove mandavano meno della metà della monnezza che mandano qui?? tafferugli e proteste, blocchi stradali e quant'altro...
mentre da noi... quattro gatti a protestare... e pure in maniera civile
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 15:58:20
la gente è talmente insensibile ai problemi reali che non considera neppure un fastidio quello che sta per accadere. Però se le tocchi la squadra di calcio arriva a bloccare le autostrade, ma se i tumori arrivano al 40% niente! Quasi che la malattia sia una piaga biblica, un destino inevitabile. Si vive meglio solo se si ha sky, anche se con un polmone in meno
intanto le visite alle cliniche private partono da 200 euro...io le metterei a 2000, visto che c'è chi arriva a spendere 1500 euro l'anno solo di sigarette.
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 15:45:25
La cosa, comunque, è seria e grave. Non sono informato per quanto riguarda Santa Maria Imbaro...ma ad Ortona il progetto è ben chiaro. Una raffineria per stoccare il petrolio di bassissima qualità. In parole povere bisogna "eliminare" lo zolfo presente nel greggio.
"eliminare" sta per "immettere nell'atmosfera" tramite desolforizzazione. Cercate un pò le conseguenze provocate dallo zolfo..precisamente idrogeno solforato...sia sull'uomo..che sull'ambiente vegetale.
Voje avvedè che ci fi 'nghe le quatrine....bullok!!!
Aspetto animamundi per chiarimenti!...io sono un pivello...
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 10:57:15
con quello che costa un barile, magari ci fosse il petrolio da ste parti: andiamo a rifornirci al centro oli a prezzo scontato
Messaggio del 26-02-2008 alle ore 23:42:35
no no...io gli parlo prima dei miei poteri di seccia...poi discutiamo del prezzo...poi se gli piace è bene...altrimenti comincio a scavare da solo...
Messaggio del 26-02-2008 alle ore 23:05:04
Cari Lancianesi,
vorrei tanto che vi deste un po piu' da fare per questa storia del centro oli di Ortona. Ho gia scritto qui varie volte, e torno a ribadire che e' in atto un gravissimo tentativo di trasformare l'Abruzzo in una regione petrolifera. Ortona e' solo l'inizio.
Ho guardato le carte, pubbliche, della lista di trivellazioni gia' approvate per il chietino. Oltre ad Ortona ci sono Santa Maria Imbaro, Orsogna, Scerni, Filetto, Miglianico e Bucchianco, dove l'ENI ha gai il permesso di trivellare. Avete idea di cosa questo vuol dire?
I pozzi possono scoppiare, rilasciano gas puzzolenti e nocivi alla salute, e sono accompagnati da oleodotti che corrodono facilmente e che rilasciano inquinanti.La tendenza mondiale e' di decentralizzare queste operazioni in posti dove non vive la gente perche' fanno male. Non possiamo peremettere che questo accada sul nostro territorio senza opporre resistenza.
Ripeto non e' nimby (alla fine dei conti sono un fisico e un po' me ne intendo), ma e' solo buonsenso. Il petrolio non appartiene nel backyard di nessuno.
Sabato 1 Marzo e Venerdi 29 Febbraio ci saranno degli incontri per gli studenti del classico/scientifico, ma aperto a tutti. Spero che vogliate almeno saperne di piu'. Occorre agire prima se non vogliamo piangere dopo.
La lista delle localita' interssate e' linkata sul mio blog:
www.dorsogna.blogspot.com. In tutto l'Abruzzo ce ne sono una ventina, la maggior parte concentrate nel teramano e nel chietino.
Maria R D'Orsogna
Los Angeles, CA