La Piazza

Pacifismo o mero anti-americanismo?
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 21:12:05
A questo ci sono vari perchè: non va ricercato solo nell'opportunismo politico di alcuni partiti o schieramenti che cercano di "manovrare" le masse "pacifiste".

Primo esempio:
ogni giorno i media parlano dell'Irak facendo un gran favore ai terroristi, ma non parlano dei conflitti africani, asiatici, sudamericani perchè non riguardano nessun nostro connazionale o interesse politico.
Quelle poche parentesi nei media odierni che parlano di questi conflitti sono solo gocce in oceani vastissimi popolati da culi e tette.

Secondo esempio:
la guerra al terrore è una buona scusa per tenere la popolazione impaurita e controllabile nei paesi "democratici" (restrizione delle libertà personali garantite dalla costituzione, leggi speciali, giustificazione dell'aumento delle spese nella difesa, etc.) che l'economia interna ne risenta è trascurabile. I soldi tanto rientrano da qualche altra parte.

Terzo esempio:
Molte grosse manifestazioni sono snobbate dai media, mentre altre vengono sottolienate, specie se accadono incidenti (spesso vere e proprie scaramuccie da bar ingigantite a guerriglia urbana) o vengono urlati slogan deficienti da quattro scemi.

Quarto esempio:
Nei media Europei la questione africana è sottaciuta anche per il grosso coinvolgimento che hanno molte grosse aziende in vari conflitti (Sierra Leone, Ruanda, etc.).

Per ora basta, è un buono spunto di riflessione, spero sia utile.
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 20:58:16
Non nego l'importanza morale e politica di un movimento pacifista come quello nato nel corso del conflitto Vietnamita ma e' innegabile affermare che quando si trattava di protestare contro azioni occidentali,perfino contro la guerra delle Falkland,le masse pacifiste siano state molto piu' reattive e incisive di analoghe situazioni in cui gli attori non si chiamavano USA o Gran Bretagna ma piu' semplicemente Tutsi e Hutu.Come tu stesso scrivi bisogna andare a spulciare in media alternativi e cio' e' manifestazione di fallimento.
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 20:41:49
Non nego l'importanza morale e politica di un movimento pacifista come quello nato nel corso del conflitto Vietnamita ma e' innegabile affermare che quando si trattava di protestare contro azioni occidentali,perfino contro la guerra delle Falkland,le masse pacifiste siano state molto piu' reattive e incisive di analoghe situazioni in cui gli attori non si chiamavano USA o Gran Bretagna ma piu' semplicemente Tutsi e Hutu.Come tu stesso scrivi bisogna andare a spulciare in media alternativi e cio' e' manifestazione di fallimento.
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 20:32:01
Scomporrei la domanda di Mantakas in due sottodomande:
1. Le manifestazioni pacifiste contro le guerre scatenate dagli USA o quelle in cui gli USA sono intervenuti, sono mosse da un autentico sentimento di "pacifismo" o da un avversione contro gli USA e quello che rappresentano?
2. Il pacifismo che ci fanno vedere nei media è davvero il pacifismo che viene espresso a livello globale, non necessariamente in conflitti in cui gli USA sono coinvolti(manifestazioni, media, organizzazioni governative e non, organizzazioni sovranazionali e non)?

Non voglio entrare nello specifico della prima domanda perchè avete già analizzato, cogliendo alcuni aspetti importanti ma tralasciandone altri altrettanto importanti.
Lascio a voi trovarli per ora. Proseguendo nella mia esposizione capirete.

Per la seconda domanda vedete il pacifismo in chiave folcloristica e limitata. Non prendetela come offesa.
Il pacifismo a livello globale ha conosciuto molte mobilitazioni a favore dei conflitti "minori" che voi giustamente facevate notare come passati in secondo piano.
Ovviamente per rendersi conto di quello che sto dicendo non bisgona fermarsi a guardare il tg nazionale, ma bisogna spulciare media indipendenti e internazionali o locali di alcune zone.
Ricondurre il pacifismo a livello nazionale penso sia sbagliato e deviante della realtà. Visto che parliamo di eventi globali non si può guardare solo nel proprio orto.

Per quanto rigurarda poi la questione degli ostaggi di SERIE A e di SERIE B, vorrei solo fare notare che c'è differenza tra chi va in un paese in guerra per difendere, armato e pagato profumatamente, qualcuno che sulla guerra lucra e chi va in quello stesso paese, senza essere pagato profumatamente, ma per senso di solidarietà, ad aiutare le popolazioni civili, subendone gli stessi disagi.

Ovviamente una persona umana è una persona umana.
Non credo che la maggioranza dei "pacifisti" (quelli veri) abbia esultato per la morte di Quattrocchi o per la decapitazione di Berg (cui tra l'altro, sulla sua persona, ci sono pesanti ombre; basti pensare che la sua e-mail fu ritrovata in archivi di AL QAEDA dopo l'11 settembre 2001, con tanto di password; arrestato dall'FBI in Irak e poi rilasciato, poi catturato dai "terroristi").

Però fa comodo pensarla così, seguendo stereotipi in cui il pacifista scende in piazza solo contro gli USA. Il pacifismo non è altra cosa, ma bensì cosa più grande...

Per adesso concludo, ci sarebbe tanto altro da dire. Ma non cadiamo nelle trappole, per favore. Anzi, cadiamoci pure, ma facciamolo per bene. Il cerchio e la botte sono in agguato.
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 17:54:10
Sono perfettamente daccordo con la tua analisi sia sulla strategia pacifista, che quindi risulta alquanto ipocrita e degna di un squalo della politica, perchè da un lato cerca la monetizzazione della propria azione e dall'altro si muove in un ottica di contrapposizione startegica con ogni governo.
Infatti nel caso del Darfur o di un qualsiasi Kabila o Aidid l'azione dovrebbe essere rivolta nei confronti dei governi occidentali ed istigarli ad intervenire.
Ed invece si assiste a casi limite come le manifestazioni anti Usa per l'invasione dell'Iraq e al silenzio totale nei confronti dell'azione russa in cecenia che si prolunga da 10 anni con metodi a cui confronto Abu Graib è un circolo di caccia.
Per quanto riguarda il resto è chiaro che il confronto globale gioca un ruolo fondamentale nella gestione della crisi irakena e non solo, visto che durante la crisi afghana gli Usa hanno piazzato gigantesche basi nelle repubbliche centro asiatiche dell'ex URSS guarda caso proprio ai confini con la Cina ed è altrettanto giusto il riferimento alla guerra assimmetrica, visto che chiunque debba affrontare lo strapotere a stelle e strisce non può certo farlo con strategie convenzionali, ma il punto è: chi ha aggredito chi? non è una questione accademica per il semplice fatto che se ammettiamo che gli Stati Uniti sono stati attaccati per primi cadono le riserve sulla non legalità dell'intervento, perchè il nuovo tipo di guerra non convenzionale supera di fatto la legalità internazionale di cui è garante l'ONU e ne richiede una nuova, di cui oggi c'è una drammatica assenza, questo anche nel caso di riconoscere gli USA come aggressori
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 17:34:47
Lo spazio e' tiranno ma sostanzialmente si,il battersi per un po' di neretti in Africa o per l'autodeterminazione touareg o per chi volete voi che non sia oppresso dagli americani e/o occidentali 1)non porta pane "politico" casa 2)non da visibilita' sufficente ai vari movimenti,poiche' al 98% della gente non frega niente di niente 3)una mobilitazione delle masse pacifiste europee o nord americane non avrebbe valore per tizi come ad esempio un Aidid o in epoca piu' recente il pres.dell'ex Zaire,continuerebbero a fare il loro lavoro indipendentemente dall'azione di protesta di tizi occidentali con la panza piena.Invece in caso di una nuova Mi-Lay,anche se per me c'e' ne sono state in Irak almeno una decina,accompagnata da un ondata di sdegno magari non celabile ad opera di media sempre piu' filogoveranativi,per favore guardate la FOX e'davvero incredibile andrebbe ribattezzata tele-Casa Bianca,la rielezione di G.W.Bush sarebbe davvero problematica.
Cmq rispondendo a Mantakas,e' vero esiste una differenza palese fra democrazie e movimenti islamici,ma e' anche vero che l'occupazione e' stato un evento illegale al di fuori di ogni contesto del dir.internazionale,e' dovuta ad interessi petroliferi e interni all'attuale amministrazione americana nonche' in un ottica di contrapposizione futura alla Cina e quindi di supremazia nello Heartland,nonche' basata sulla menzogna piu' vergognosa.Credo inoltre che fra una Jdam che becca in pieno un complesso civile e un azione terroristica non esista tantissima differenza,anche perche' un gigante militare come quello USA o quello Isrealiano o l'esercito russo,se sei arabo e sfigato,lo affronti solo con tattiche di guerra assimetriche: ti faccio un esempio idiota ,se Tyson ti becca al letto con sua moglie fai l'eroe e ti batti come un pugile di inizio secolo o cerchi di colpirlo nelle palle e scappare via?
Credo che il 99% delle persone sceglierebbe l'ipotesi "B".
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 17:04:27
I due tipi ci sono sempre stati e sempre ci saranno.
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 17:02:37
Dekkard,
Anche se probabilmente di due sponde ideologiche diverse,
apprezzo molto il tuo intervento. Sicuramente si può e si deve ragionare molto sull'opportunità o menodell'intervento in Iraq, come su tantissimi altri interventi. Ciò che mi preme sottolineare è come anche un valore come la pace venga strumentalizzata dalla nostra politica. Se Bush, Blair d il Berlusa sono "Il Male", non è concepibile ritenere "gli altri" (politici) paladini di chissà quale "Bene". Domanda:
Se diamo per scontato che l'America abbia invaso l'Iraq per petrolio (tesi in parte corretta ma troppo riduttiva) allora perchè la Francia non ha partecipato? Forse perchè la Francia aveva in atto sostanziosi contratti con il regime di Saddam?
Finisco dicendo che c'è una grande distinzione tra terroristi e forze "occupanti". Loro amano la morte quanto noi amiamo la vita. Loro godono nello sgozzare mentre noi comunque ci vergogniamo. I torturatori del carcere di Abu Graib verranno processati e l'occidente intero si è scandalizzato! I teroristi festeggiano!
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 17:01:07
Dekkard bisognerebbe fare una maglietta per ogni tuo manologo
soprattuto per quanto riguarda il piccione zombatore

per quanto riguarda il polisario rispondo come risponderebbe nirvanella
IO IO IO IO
Se ho capito la tua analisi affermi che nessuno si muove per i negretti sfigati che si ammazzano tra loro perchè questa mobilitazione non avrebbe un'influenza diretta sui governi occidentali e quindi non sarebbe uno strumento di accreditamento politico per i pacifisti?
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:46:12
1)Ariel taci piz a zumba'
2)E' possibile affermare che il popolo pacifista sia prontissimo ad organizzarsi e scendere in piazza massicciamente quando si tratta di protestare contro azioni "neo-imperialiste" USA come nel caso dei conflitti nel Golfo dell'azione contro la Serbia del 1999,ma sia altrettanto in gamba a scomparire quando si tratta di far sentire la voce contro i russi in Cecenia o i genocidi etnici in Africa centrale.Il perche'?Per quanto plutocratiche le democrazie occidentali hanno bisogno di voti per la rielezione o per governare,hanno bisogno di certo consenso e quindi eventuali manifestazioni hanno un loro "peso" nel gioco politico occidentale.Anche se il controllo dei media generalisti sta divenendo davvero preoccupante.Nel terzo mondo,eventuali manifestazioni,anche massicce per esempio a favore del Dafur,oggi tanto di moda,o per il Polisario,chi ne ha sentito parlare alzi la mano come per la Sierra Leone o l'Ex Congo sono in quel contesto assolutamente neutre e ininfluenti,al max possono garantire un intervento umanitario d'emergenza,l'evacuazione di ambasciate o ,se proprio i negretti son "fortunati", l'invio di una forza di pace,magari panafricana che fara' piu' danno che beneficio.Mi spiace ma ha ragione il Mantakas esistono varie tipologie di "paci",come esistono 2 tipi di ostaggi in Irak e anche 2 tipi di morti.
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:39:27
Ariel...grazie per l'applauso!Però non credo che tu non abbia una posizione a riguardo....
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:34:19
non ce piu'?!e che fine ha fatto?!
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:34:10
Caro Dean,
Chiedo ammenda! Ho frainteso. Quì bisogna sempre stare sulla difensiva!
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:34:01

mantakas, ti ho fatto pure un applauso per la domanda
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:30:20
mantakas non ti scaldare io sono metà americano e metà israeliano
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:27:20
Caro Dean,
A quanto pare vige la legge della tolleranza zero.Sono pronto a tutte le vostre farneticazioni
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:24:01
non ci saranno + problemi, in quanto peter pan non c'è +
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:19:52
Mantakas mo sono cazzi tuoi
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:18:16

son pacifista, non me ne frega una cippa degli americani, proprio perchè nhon posso manifestare tutti i giorni non ho mai cominciato a farlo
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 16:15:22
Ciò che spinge a manifestare è puro pacifimo oppure si manifesta solo contro gli Stati Uniti? Esiste una pace di serie A e una di serie B?Se così non fosse allora dovremmo manifestare tutti giorni..anche contro noi stessi!

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