Messaggio del 12-02-2006 alle ore 14:56:45
sì samu, vero, ma l'ho ripetuto per amore di precisione.
( comunque per quello che ho letto suo, la woolf non mi piace ).
Messaggio del 12-02-2006 alle ore 14:38:29
direi proprio di no è un narratore molto presente, direi che certi interventi ironici mi ricordano vagamente Manzoni.
Messaggio del 11-02-2006 alle ore 14:00:21
Infatti, Ate...avevo detto anche io
[quote[Mentre la sperimentazione deriva dall’osservazione…perché per poter sperimentare si deve avere ben analizzato in precedenza, molto analiticamente, l’oggetto in questione….
[/quote[
a me piace sperimentare
esempio banale:
in cucina sperimento sempre e cmq
osservo quando non sono io a cucinare, osservo in tv quei programmi di cucina
l'altro giorn jun mi ha vista osservare la pubblicità della buitoni...e la sera quando è tornata a casa a cena ha visto delle tortine....e subito mi ha detto"hai provato a fare quello che hai visto alla pubblicità"
sì sì mi piace osservare, quello che mi interessa...sono una grande osservatrice
amo i diari, quelli che storpiano gli avvenimenti nella loro testa...
Virginia Woolf storpiava gli avvenimenti nella sua testa...ma non eri tu che mi avevi detto che "Gita al faro" ti faceva schifo (e concordo) o era Jane Austen che non sopportavi?
in qualche modo, bene o male, tutti noi portiamo delle piccole modifiche al mondo che viviamo
il contributo che diano noi al mondo è sempre e comunque di gran lunga inferiore a quanto il mondo "influenza" noi con le sue istituzioni, umane e naturali.
Messaggio del 11-02-2006 alle ore 12:42:22
l'esperienza personale, lo sperimentare, si basa sempre e comunque su una osservazione precedente: il mio stesso optare per una situazione pratica o personale viene direttamente da una, seppur minima e sommaria, analisi precedente. cioè, preso atto di una cosa o situazione, faccio qualcosa a tal proposito. se decido di giocare a calcetto con dei ragazzi che lo stanno già facendo in un campetto di periferia, è perchè ho osservato precedentemente la cosa e ho deciso di fare questo. non esiste sperimentazione personale, a mio avviso, senza una osservazione della cosa. sennò bisogna parlare di mero istinto.
Messaggio del 11-02-2006 alle ore 12:35:12
intanto bisogna dire che l'osservazione ottocentesca di cui parlate è praticamente inesistente oggi. e questo secondo me è un male. I ritmi frenetici a cui siamo oramai abituati non consentono più di fermarsi ad osservare. Anche per questo ci sono tante cose che non vanno nella nostra società. Già avere il solo proposito di osservare sarebbe tanto. E agire senza aver osservato è anche peggio del limitarsi ad osservare secondo me.
Dall'osservazione nasce la voglia di sperimentare. Un po' come il bambino che prima osserva, poi imita e poi agisce da solo: è un percorso assolutamente naturale.
Quindi non metterei "e/o" nel titolo, ma solo "e".
Basta droghe anche per me
Messaggio del 11-02-2006 alle ore 12:02:18
concordo ariel
anche io non sono per quelle descrizioni asettiche
senza sentimento
senza quel sale fondamentale
amo i sentimenti, le contraddizioni interiori...i cambiamenti anche repentini!!!
Messaggio del 11-02-2006 alle ore 11:54:53
zola
non sopporto il verismo...dickens, verga e company
non sopporto ki riporta dopo aver osservato sterilmente
amo ki parla di esperienze personali
sulla propria pelle
non amo i romanzi in cui si parla delle condizioni disumane in cui si viveva nella londra ottocentesca cercando di tenere il tono distaccato e il + possibile attinente al vero...amo i diari, quelli che storpiano gli avvenimenti nella loro testa...quelli che cercano approvazione per un colpo di testa, o cercano perdono e commiserazione per un errore spiegando i motivi di quell'errore, amo chi traduce in bello attraverso il ricordo, amo chi vive, chi sperimenta
Osservare qualcuno, qualcosa, il mondo, la natura…è analizzare l’oggetto in questione in tutte le sue sfaccettature…ma osservare equivale al :
Guardare e non toccare
Già perché osservare significa non portare modifiche all’oggetto che si ha in analisi
Mentre la sperimentazione deriva dall’osservazione…perché per poter sperimentare si deve avere ben analizzato in precedenza, molto analiticamente, l’oggetto in questione….
Solo quando si conosce ogni meccanismo si può andare ad apportare modifiche , cioè solo in quelle circostanze si possono attuare esperimenti
Voi…
Vi limitate ad osservare o sperimentate?
Tentate di modificare quello che incontrate nella vostra vita?
È possibile solamente osservare il mondo?
O in qualche modo, bene o male, tutti noi portiamo delle piccole modifiche al mondo che viviamo?