Messaggio del 03-01-2005 alle ore 15:39:04
skinnaccio malefico...il mondo deve andare per forza in una direzione....si ma ci sono infiniti modi per arrivarci!
sarebbe bene che ognuno pensasse con la propria testa...che ognuno abbia le proprie idee...emozioni...necessità.....qui invece si torna indietro. Ci vogliono tutti uguali...fatti con lo stampino....tipo catena di montaggio. Tutto questo mi inorridisce!
Messaggio del 03-01-2005 alle ore 15:37:47
skinnaccio malefico...il mondo deve andare per forza in una direzione....si ma ci sono infiniti modi per arrivarci!
sarebbe bene che ognuno pensasse con la propria testa...che ognuno abbia le proprie idee...emozioni...necessità.....qui invece si torna indietro. Ci vogliono tutti uguali...fatti con lo stampino....tipo catena di montaggio. Tutto questo mi inorridisce!
Messaggio del 27-09-2004 alle ore 18:08:44
certo Ariel, fortunatamente non è ancora così "grave" la situazione ... ok mettiamoci un po' di sano ottimismo ...
Messaggio del 27-09-2004 alle ore 09:42:37
La standardizzazione viene cercata perchè CONVIENE
a me non risulta ke ovunque ci sia lo stesso odore bac...per le strade di zurigo sentivo profumo di sapone, per quelle di parigi dipendeva da dove eri, c'erano i quartieri orientali, i quartieri italiani...
per le strade di praga ricordo di aver sentito sempre odore di fritto e cipolla, per le strade di bologna odore di umidità, per le strade di napoli odore di mare e di immondizia......cercate le diversità invece di deprimervi con la forzata uguaglianza, a me piace sentirmi pate di quell'uno ci son cose ke ci accomunano, una di queste è la musica...e ringrazio qlcn lassù...
Messaggio del 27-09-2004 alle ore 00:55:31
Ma tu pensa ke gli hamburger italiani sono fatti rigorosamente con carne italiana, questo nn è 1 dato trascurabile. E naturalmente c'è ki (Cremonini, nn quello dei lunapop) ha avuto il suo monopolio... ------------------------------------------------- Editato il 00:57:06 27/09/2004 da skin
Messaggio del 27-09-2004 alle ore 00:50:46
Cmq tornando al discorso di partenza, introdotto da baccano maledetto, io spero ke le diversità rimarranno, il mondo è bello perkè è vario. Ma già il fatto ke puoi collegare contemporaneamente 1 mld di utenti tramite internet, è segno ke il mondo deve andare per forza vs 1 data direzione.
Messaggio del 27-09-2004 alle ore 00:45:17
Appunto, nn c'è nessuno ke decide, quello dicevo.
Hai detto bene sull'offerta, kiaramente la diversificazione nn la puoi concepire dissociata dal concetto di flessibiltà e intercambiabilità, ke implicano cmq la standardizzazione. Senza la standardizzazione ci sarebbero solo artigiani, quindi eliminare questo concetto è pura utopia, anke se oggi il concetto ha assunto connotati diversi: creo 1 prodotto e lo modifico a seconda del paese o del segmento di mkt.
Prendi la McDonalds, l'esempio più lampante di standardizzazione... da un po di tempo la politica si è orientata vs 1 maggiore adattamento locale, nel senso ke il menù ke trovi qui è diverso da quello ke trovi in alri paesi, proprio per andare incontro ai gusti italiani ke sono più esigenti in fatto di alimentazione.
Naturalmente questo è 1 esempio estremo, poikè la standardizzazione(in senso stretto) assume qui 1 importanza cmq notevole.
Messaggio del 27-09-2004 alle ore 00:35:20
Per molti gruppi funziona ancora bene. Se poi estendiamo il concetto di integrazione verticale a quello della filiera eccoci entrati nel mondo che descrive skin. C'è anche chi integra orizzontalmente, chi verticalmente e orrizzontalmente. La standardizzazione rimane, per alcuni aspetti è anche un bene. Fatto in proprio o no la standardizzazione è tra noi. I binari giusti ... e chi li decide? I consorzi, il WTO, le legislazioni nazionali? Staimo freschi allora...
Messaggio del 27-09-2004 alle ore 00:25:43
Cmq Mat l'integrazione verticale conveniva fino a 30 anni fa, ora si assiste alla disintegrazione verticale, alla ricerca più dei rapporti di partnership ke di vincoli strutturali. La rigidità nn va più bene al mondo d'oggi, cioè nn conviene più alle imprese.
Messaggio del 27-09-2004 alle ore 00:21:19
Il fatto è ke voi partite subito dal putno di vista delle aziende, tralasciano i fattori ambientali. E' indubbio ke il mondo è cambiato, le distanze si sono avvicinate, lo scambio culturale diventa sempre più veloce.
E' kiaro ke poi le corporations devono quanto meno adattare la loro politica a quelli ke sono i cambiamenti ambientali.
Però state attenti: globalizzazione nn vuo dire standardizzazione, ma è 1 concetto molto più ampio, implicante 1 serie di aspetti n solo economici. Il "Villagio globale" nn è omologazione, ma 1 insieme di diversità ke RIMANGONO ma ke diventano sempre meno distanti. Poi il monopolio è tutt'altra cosa. Il problema è ke manca 1 organizzazione istituzionale ke permetta di far correre la globalizzazione lungo i binari giusti, ke appunto nn siano quelli ke portano a rafforzare solo le corporations.
Messaggio del 26-09-2004 alle ore 23:59:19
La standardizzazione viene cercata perchè CONVIENE alle grandi aziende come alle piccole. Questo santo graal dell'economia si chiama integrazione verticale dove più processi della produzione (dei beni, così come dei servizi) sono fatti in proprio per risparmiare. Cosicchè standardizzare diviene uno dei fattori chiave per massimizzare il profitto. Molte aziende stanno estendendo il concetto di standardizzazione diversificando l'offerta (e così gli standard) permettendo al consumatore una sempre crescente personalizzazione del prodotto-servizio... anche se sempre standardizzato. L'inizio della fine, per le diversità, ma il capitalismo funziona così oggi! Cosa facciamo, sovvertiamo?
------------------------------------------------- Editato il 00:11:48 27/09/2004 da mat3o3
Messaggio del 26-09-2004 alle ore 18:28:03
Vuoi per la scuola, vuoi per le parentele varie o per conoscenze sparse x il globo, negli ultimi anni, ho girato un po’ di posti e nazioni varie. … ripensando alla vacanzucola dalla zia in Germania e osservando delle foto mi è venuta una sensazione … strana… Vi spiego:, mentre scroccavo una cena in un megaristorante tedesco ho pensato che potevo benissimo essere in Francia o in Belgio o a Roma o qualche altra città ma sarebbe stata la stessa identica cosa. … lo stesso cibo, gli stessi profumi, lo stesso pianobar con gli stessi pezzi anni 50. E’ questo “l’inizio del futuro”? Un albergo diventa “tutti gli alberghi”, una musica diventa “tutte le musiche”, un posto diventa “tutti i posti” e così avanti fino ad un unico standardizzato uomo medio definitivo. L’idea di girare il mondo e trovare ovunque lo stesso odore non mi piace, mi fa venire visione di gente triste, con le facce grigiastre che ascoltano tutte la stessa canzone e guardano male ogni tentativo di distoglierli da quello stato. Perché infatti basta uscire da queste grandi catene multinazionali, muoversi un po’ per le strade per scoprire che la cosa più bella che c’è è la molteplicità,la diversità, l’unicità di ogni luogo,delle musiche e degli odori. Quelli che smuovono i soldi “a palate” vorrebbero arrivare ad avere uno standard unico che vada bene per tutti: un'unica moda, un'unica città con un unico grande cibo, una lingua unica con al massimo una cinquantina di parole. Ma l’errore che fanno è che questa cosa unica che arriva nei posti e come un buldozer schiaccia tutto e costruisce alberghi, non è il frutto di un incontro di molte cose diverse, ma è l’unico modello senza anima, senza sapore, senza odore, senza come dire ……… nulla. Nella casse del mio pc c’è Bob Marley che riecheggia, c’è una canzone del grande Bob che parla di un Grande Uno. One Love. Ci si mette insieme e due cose diverse diventano una cosa nuova che finisce per arricchire anche le sue due componenti singole. Questo mi piace della molteplicità: la sua possibilità di trasformarsi continuamente in altre molteplicità. One love, one love, let’s get together and feel all-right!!!