Messaggio del 28-02-2006 alle ore 14:36:45
mhmhmhmh
società sa arruolare i suoi filistei...
e sa far ridere gli amici che non hai più...
mhmhmh
mhmhmh
d'accordo per l'arma...
un simile gesto probabilmente viene compiuto quando non c'è più una "certa connessione" con determinate sfere emotive/affettive, e che probabilmente allo stesso tempo sono estremizzate e portare all'esasperazione.
se questa cosa del colpo accidentale dovesse essere confermata, sarebbe l'ennesima prova del fatto che chi possiede un'arma per difesa personale ha il 22 % in più di ferire (anche mortalmente) amici e parenti.
Messaggio del 28-02-2006 alle ore 08:13:59
Domenico Minutiello aveva regolare porto d'armi. La pistola S&W
usata contro Massimiliano Sabatini è stata acquistata 3 giorni fa
Chieti, misterioso omicidio-suicidio
spara all'amico del fratello e si suicida
Forse il colpo è partito accidentalmente e l'uomo, sconvolto, si è tolto la vita
CHIETI - Due morti e, per ora, nessun movente. E' ancora avvolto nel mistero l'omicidio-suicidio che si è consumato stasera a Chieti Scalo.
A sparare è stato Domenico Minutiello, 33 anni, di Chieti. La vittima, anch'egli di Chieti, si chiamava Massimiliano Sabatini di 32 anni. I due erano amici. L'arma utilizzata dell'omicidio-suicidio è una Smith & Wesson che l'uomo, in possesso di un porto d'armi per uso sportivo, aveva acquistato lo scorso 24 febbraio in un'armeria della città.
La sparatoria è avvenuta in via Ricciardi, sotto l'abitazione del padre di Minutiello, ex maresciallo dei carabinieri oggi in pensione. Non si conosce, al momento, il motivo del gesto. Si sa solo che Sabatini era molto legato al fratello del suo assassino. Non si esclude, quindi, che il primo colpo sia stato sparato inavvertitamente e che Minutiello si sia poi ucciso per la disperazione. Sono però in corso ulteriori accertamenti.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Giuseppe Falasca, sono condotte dalla polizia.
(27 febbraio 2006)
se questa cosa del colpo accidentale dovesse essere confermata, sarebbe l'ennesima prova del fatto che chi possiede un'arma per difesa personale ha il 22 % in più di ferire (anche mortalmente) amici e parenti.