La Piazza
odio e amo
Messaggio del 14-07-2006 alle ore 16:36:18
odio
quelli che mentre parli ti fissano un punto tra i capelli
saltare addosso a un amico e scoprire che non è lui
il coperchio dello jogurt che viene via a pezzi
dimenticare nei jeans da lavare il fazzoletto di carta
odio
regalare un giocattolo e scoprire che non ci sono le pile
andare in bicicletta in campagna quando concimano
fare il filo della bavetta del dentista
andare in bagno e trovare solo cara patinata
odio
il manico del pennello che s'impregna subito di vernice
portare tutti nel "mio" ristorante e scoprire che ha cambiato gestione
cambiare tasca al portafoglio e pensare di averlo perso
sognare di perdere i denti
odio
gli amici d'infanzia che svelano come ti chiamavano da piccolo
due persone che ti parlano insieme e non sai a chi dare ascolto
le scarpe che tirano i calzini e li mangiano
comprare un telefonino e un'ora dopo ti dicono che il modello è vecchio
odio
scoprire d'aver pagato un souvenir il doppio di chiunque sul pullman
gli occhiali da sole che pendono da una parte
dare testate nelle vetrine calcolando male la distanza dal vetro
entrare in una stanza e gli altri cambiano discorso
odio
vedere all'aeroporto che tutti hanno il trolley dai bollini della benzina
avere paura che la sbarra del telepass non si alzi
l'acquetta nel fondo del bicchiere dello spazzolino
passare la sera con una ragazza che dell'insalata tra i denti
amo
finire qui questa poesia
lorenzo beccati.
odio
quelli che mentre parli ti fissano un punto tra i capelli
saltare addosso a un amico e scoprire che non è lui
il coperchio dello jogurt che viene via a pezzi
dimenticare nei jeans da lavare il fazzoletto di carta
odio
regalare un giocattolo e scoprire che non ci sono le pile
andare in bicicletta in campagna quando concimano
fare il filo della bavetta del dentista
andare in bagno e trovare solo cara patinata
odio
il manico del pennello che s'impregna subito di vernice
portare tutti nel "mio" ristorante e scoprire che ha cambiato gestione
cambiare tasca al portafoglio e pensare di averlo perso
sognare di perdere i denti
odio
gli amici d'infanzia che svelano come ti chiamavano da piccolo
due persone che ti parlano insieme e non sai a chi dare ascolto
le scarpe che tirano i calzini e li mangiano
comprare un telefonino e un'ora dopo ti dicono che il modello è vecchio
odio
scoprire d'aver pagato un souvenir il doppio di chiunque sul pullman
gli occhiali da sole che pendono da una parte
dare testate nelle vetrine calcolando male la distanza dal vetro
entrare in una stanza e gli altri cambiano discorso
odio
vedere all'aeroporto che tutti hanno il trolley dai bollini della benzina
avere paura che la sbarra del telepass non si alzi
l'acquetta nel fondo del bicchiere dello spazzolino
passare la sera con una ragazza che dell'insalata tra i denti
amo
finire qui questa poesia
lorenzo beccati.
Messaggio del 15-07-2006 alle ore 15:08:00
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Ti odio e ti amo. Come possa fare ciò, forse ti chiedi.
Non lo so, ma sento che così avviene e me ne tormento.
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Ti odio e ti amo. Come possa fare ciò, forse ti chiedi.
Non lo so, ma sento che così avviene e me ne tormento.
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