La Piazza
Non spegnete l'Utopia
Messaggio del 05-04-2005 alle ore 14:19:26
Ho letto un articolo qualche tempo fa, di Galimberti. Parlava di utopia, che parola dolce….e parlava di ragazzi e ragazze..
Diceva che a volte i giovani sembrano saggi, ma spesso non è saggezza, è pigra disillusione.
La disillusione si sposa anche con la pigrizia, perché il disfattismo e il fatalismo non mancano di un certo fascino che induce a farsi sedurre dal canto delle sirene della disperazione, dispone all’attesa del peggio, fino a farsi avvolgere da una sorta di notte apocalittica che, come un cielo buio, sembra precludere loro il futuro e assaporare fino alla nausea l’insignificanza dell' esistenza.
Per non provare l’amarezza della delusione meglio non illudersi, per non assaporare l’angoscia della disperazione, meglio non sperare. E senza illusioni e senza speranze, che sono le prerogative dell’età giovanile, si prende dimora in quel presente disincantato che non guarda avanti né indietro, ma semplicemente si contiene in quella prudenza, che spesso i genitori scambiano per saggezza, quando invece è semplicemente paura, neppure riconosciuta come tale, perché come si affaccia, è subito ricacciata nel sottosuolo delle loro anime afasiche e prudentemente anafettive.
conosco qualcuno che è così...
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Editato da Shebab il 05/04/2005 alle 14:29:12
Ho letto un articolo qualche tempo fa, di Galimberti. Parlava di utopia, che parola dolce….e parlava di ragazzi e ragazze..
Diceva che a volte i giovani sembrano saggi, ma spesso non è saggezza, è pigra disillusione.
La disillusione si sposa anche con la pigrizia, perché il disfattismo e il fatalismo non mancano di un certo fascino che induce a farsi sedurre dal canto delle sirene della disperazione, dispone all’attesa del peggio, fino a farsi avvolgere da una sorta di notte apocalittica che, come un cielo buio, sembra precludere loro il futuro e assaporare fino alla nausea l’insignificanza dell' esistenza.
Per non provare l’amarezza della delusione meglio non illudersi, per non assaporare l’angoscia della disperazione, meglio non sperare. E senza illusioni e senza speranze, che sono le prerogative dell’età giovanile, si prende dimora in quel presente disincantato che non guarda avanti né indietro, ma semplicemente si contiene in quella prudenza, che spesso i genitori scambiano per saggezza, quando invece è semplicemente paura, neppure riconosciuta come tale, perché come si affaccia, è subito ricacciata nel sottosuolo delle loro anime afasiche e prudentemente anafettive.
conosco qualcuno che è così...
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Editato da Shebab il 05/04/2005 alle 14:29:12
Messaggio del 05-04-2005 alle ore 15:10:18
Mmmmh. l'utopia nn lo definirei così dolce. Se è di una reale utopia ke stiamo parlando. L'utopia è anke essa una fuga dalla realtà, il rifugio per....ki ha paura. La gran cazzata, per intenderci.
La paura a volte è l'inizio di una presa di coscienza. nn solo di se stessi. Bisogna rifiutare la paura? O interpretarla come "roba da deboli", rifiutando così di averne, crendosi così una visione utopica di se stessi, un se senza paura. è più debole un pauroso o uno ke si vendica? In termini di ragione, intendo.
La paura esiste, ed è leggittima. Per preservare se stessi da un qualcosa ke nn si è. A volte la paura è una scusa. Una scusa per prendere tempo, prendere aria quando ci si sente soffocati.
Una persona ke insegue e crede in un'utopia nn si ritiene in qualke modo saggia? Perkè se così nn fosse, l'utopia ke segue è solo una moda per un branco di pecore sognatrici.
Ecco, l'utopia è pigra illusione. Ma queste sono scelte, pigre e non.
Mmmmh. l'utopia nn lo definirei così dolce. Se è di una reale utopia ke stiamo parlando. L'utopia è anke essa una fuga dalla realtà, il rifugio per....ki ha paura. La gran cazzata, per intenderci.
La paura a volte è l'inizio di una presa di coscienza. nn solo di se stessi. Bisogna rifiutare la paura? O interpretarla come "roba da deboli", rifiutando così di averne, crendosi così una visione utopica di se stessi, un se senza paura. è più debole un pauroso o uno ke si vendica? In termini di ragione, intendo.
La paura esiste, ed è leggittima. Per preservare se stessi da un qualcosa ke nn si è. A volte la paura è una scusa. Una scusa per prendere tempo, prendere aria quando ci si sente soffocati.
Una persona ke insegue e crede in un'utopia nn si ritiene in qualke modo saggia? Perkè se così nn fosse, l'utopia ke segue è solo una moda per un branco di pecore sognatrici.
Ecco, l'utopia è pigra illusione. Ma queste sono scelte, pigre e non.
Messaggio del 05-04-2005 alle ore 15:35:25
certo, la paura è legittima ed esiste. Ma quando non viene riconosciuta come tale e si scambia per saggezza... allora è pericolosa, perchè impedisce di sognare. Subentra la disillusione, che non mi sembra una presa di coscenza.....ma appunto paura; paura di soffrire, paura di amare, paura di desiderare. Perchè tutto questo comporta impegno e coraggio. Perchè ci si deve mettere in gioco e dare. Dare alla vita che chiede, dare all'amore che chiede... più facile come dice Galimberti, avere un anima afasica e anafettiva, prudentemente... anafettiva.
Meglio allora nascondersi dietro al paravento di una realtà che ci viene disegnata come ineluttabile. Niente spazio ai sogni, solo concretezza! Ma così ci si spegne...e si muore dentro...
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Editato da Shebab il 05/04/2005 alle 15:46:49
certo, la paura è legittima ed esiste. Ma quando non viene riconosciuta come tale e si scambia per saggezza... allora è pericolosa, perchè impedisce di sognare. Subentra la disillusione, che non mi sembra una presa di coscenza.....ma appunto paura; paura di soffrire, paura di amare, paura di desiderare. Perchè tutto questo comporta impegno e coraggio. Perchè ci si deve mettere in gioco e dare. Dare alla vita che chiede, dare all'amore che chiede... più facile come dice Galimberti, avere un anima afasica e anafettiva, prudentemente... anafettiva.
Meglio allora nascondersi dietro al paravento di una realtà che ci viene disegnata come ineluttabile. Niente spazio ai sogni, solo concretezza! Ma così ci si spegne...e si muore dentro...
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Editato da Shebab il 05/04/2005 alle 15:46:49
Messaggio del 05-04-2005 alle ore 15:54:17
SE nn viene riconosciuta.
SE si scambia per saggezza.
Ma nn ha un minimo di saggezza ki riconosce di averla, la paura?
E nn è forse un accenno di saggezza sapere ke quell'impegno e quel coraggio ke ci vogliono per l'amare nn si può dare?
A volte si amano i sogni più delle persone stesse. A volte siamo innamorati del concetto dell'Amore. A volte crediamo di sapere, per paura ci diamo spiegazioni sulle altre persone.
E a volte dobbiamo attraversare prima una strada di concretezza per raggiungere un sogno. Se poi il sogno è in realtà autodistruttivo, questo è un altro discorso. Perchè è sbagliando strada ke ci si spegne.
SE nn viene riconosciuta.
SE si scambia per saggezza.
Ma nn ha un minimo di saggezza ki riconosce di averla, la paura?
E nn è forse un accenno di saggezza sapere ke quell'impegno e quel coraggio ke ci vogliono per l'amare nn si può dare?
A volte si amano i sogni più delle persone stesse. A volte siamo innamorati del concetto dell'Amore. A volte crediamo di sapere, per paura ci diamo spiegazioni sulle altre persone.
E a volte dobbiamo attraversare prima una strada di concretezza per raggiungere un sogno. Se poi il sogno è in realtà autodistruttivo, questo è un altro discorso. Perchè è sbagliando strada ke ci si spegne.
Messaggio del 05-04-2005 alle ore 16:10:45
Mi correggo; sbagliando strada nn ci si spegne, ci si appesantisce. o a volte si brucia. bruciare nn è brillare.
La cosa brutta è ke sbagliando a volte ci portiamo dietro altre persone, creiamo una illusione. Sarebbe pazzesco vivere un'illusione senza saperlo. Si, si soffre di meno nn sapendo. In compenso si entra nel cast di un telefilm.
L'unica cosa ke ci permette, osservando le strade ke abbiamo davanti, di scegliere quale di esse prendere o deviare finkè ancora si può è un "sesto senso"- ke io kiamerei anke coscienza affiancata da consapevolezza di sè-ke si manifesta inizialmente tramite...la paura.
Bè, nessun campanello d'allarme è piacevole, ma ha una sua funzione.
Mi correggo; sbagliando strada nn ci si spegne, ci si appesantisce. o a volte si brucia. bruciare nn è brillare.
La cosa brutta è ke sbagliando a volte ci portiamo dietro altre persone, creiamo una illusione. Sarebbe pazzesco vivere un'illusione senza saperlo. Si, si soffre di meno nn sapendo. In compenso si entra nel cast di un telefilm.
L'unica cosa ke ci permette, osservando le strade ke abbiamo davanti, di scegliere quale di esse prendere o deviare finkè ancora si può è un "sesto senso"- ke io kiamerei anke coscienza affiancata da consapevolezza di sè-ke si manifesta inizialmente tramite...la paura.
Bè, nessun campanello d'allarme è piacevole, ma ha una sua funzione.
Messaggio del 06-04-2005 alle ore 14:21:51
un uomo che ha paura di soffrire soffre già quello di cui teme.. la frase è di montaigne, penso che sia molto meglio aver vissuto una vita piena di sfide, contare le cicatrici, invece di essere andati solo vicino a ciò che si desidera
un uomo che ha paura di soffrire soffre già quello di cui teme.. la frase è di montaigne, penso che sia molto meglio aver vissuto una vita piena di sfide, contare le cicatrici, invece di essere andati solo vicino a ciò che si desidera
Messaggio del 06-04-2005 alle ore 14:32:59
basta ke siano sfide sensate e giuste per lui
basta ke siano sfide sensate e giuste per lui
Messaggio del 07-04-2005 alle ore 19:37:38
certo... si combatte solo per ciò in cui si crede...no?
certo... si combatte solo per ciò in cui si crede...no?
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Non spegnete l'Utopia
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