Messaggio del 27-10-2006 alle ore 14:03:00
Scrivo di questi argomenti su questo forum da abbastanza tempo per rilevare anche qui sopra qualcosa che mi sembra ormai percepibile esternamente.
Tre anni fa era praticamente solo ad affermare che l'islam, non il terrorismo che è cosa diversa, fosse un pericolo perla nostra civiltà.
Allora questa mia convizione veniva a dir poco demonizzata sotto tutti i punti di vista, non solo l'islam none ra ritenuto un pericolo, ma non esisteva neanche una nostra civiltà, anzi non esisteva neanche un Noi.
Oggi mi busco del ponzio pilato e di chi in nome di nons i sa quale tolleranza non è contro il velo.
La cosa mi fa estremamente piacere e mi suscita un sorriso compiaciuto.
Tra anni fail mondo era dominato dai profeti dello spirito si monaco, insomma da chi riteneva che non solo dovevamo calarci le braghe e metterci a novanta, ma dovevamo farlo con il sorriso sulle labbra.
Tre anni fa i difensori d'ufficio degli sgozzatori di Daniel Pearl gonfiavano il petto tracotanti nel loro pacifismo da macellai.
Tra annifa i pacifisti a senso unico stavano vincendo la guerra per il controllo dei cuori e delle menti, ci avevano convinto (a me no per la verità) che se un giornalista veniva decapitato in pakistan, se un autobus saltava in aria a tel aviv la colpa era nostra e i poveri mussulmani solo delle povere vittime.
Se io fossi stato un mussulmano mi sarei detto "Ok quiesti vigliacchi senza palle si cagano addosso, adesso ci pigliamo tutto noi!"
Ed è quello che è successo, i mussulmani hanno preso coraggio e sono venuti fuori a reclamare l'applicazione della sharia a Londra o in canada.
Noi sempre più timidi loro sempre più arroganti, ormai loro hanno cominciato ad imporci il loro concetto di libertà di stampa, proprio ieri si è concluso il processo contro il giornale danese che aveva pubblicato le vignette su maometto lo scorso anno.
Poi è successo qualcosa, tardi, ma abbiamo cominciato a reagire, abbiamo cominciato a pensare che si forse noi abbiamo le nostre colpe, che l’invasione dell’Irak sarà anche stato un errore, ma che noi abbiamo una dignità, che va difesa da chi ce la vuol togliere.
Tre anni fa i profeti del politicamente corretto si scandalizzavano quando parlavo di guerra di culture. Oggi c’è la percezione che non solo questo concetto di scontro di civiltà è stato interiorizzato ed accettato, ma sembra quasi che lo si voglia persino vincere.
Ovvio i pacifisti da bomba e salotto ci sono ancora e presto probabilmente usciranno dai loro nascondigli e torneranno a latrare, ma essendo politici più scafati di un vecchio democristiano irpino hanno capito che il vento è cambiato.
Messaggio del 27-10-2006 alle ore 19:16:02
Il ponziopilatismo non era cattivo(volevo tirarti fuori la rabbia che hai dentro) e non era riferito all'Islam.Se avessi letto tre anni fa quanto letto ora te l'avess appoggiat già da allora.Ti straquoto in toto,sui giornalisti "sgozzati"(manco più con i maiali si fa) e gli autobus saltati in aria per cui nessuno si è indignato.Dean non pensare che sia tanto lontano dal tuo pensiero,non vado ad Assisi(che amo) con le bandiere della pace(e Che gUEVARA).Ci vado per i fatti miei pensando al post sull'africa dei De Beers.Cià
Messaggio del 27-10-2006 alle ore 19:25:00
Ma guardate che non sto mica recriminando, volevo solo mettere in luce che l'atteggiamento generale è mutato, si sta prendendo coscienza di cosa sta succedendo e prendere coscienza significa avvicinarsi alla vittoria
Messaggio del 27-10-2006 alle ore 20:00:51
io non li potevo vedere ieri, non li posso vedere oggi, non li potrò vedere domani e, campassi ottocentonovantamilamiliardi di anni non li potrò vedere mai. AMEN
Tre anni fa era praticamente solo ad affermare che l'islam, non il terrorismo che è cosa diversa, fosse un pericolo perla nostra civiltà.
Dean un dubbio solo mi sorge spontaneo.
Ma questa fantomatica presa di coscenza secondo te e' frutto di vera consapevolezza o magari e' il risultato del martellamento mass mediatico che oramai PER DEFINIZIONE ogni qualvolta si parla di mussulmeno immancabilmente viene fuori la parola terrorista, o sharia?
In fin dei conti per molti vale sempre il famoso detto "JIE' LU VER! LA DITT PUR / LE S'HO SENDITE A LA TELEVISIONE" .
O forse no? Siamo tutti presi dallo studio dell'antropologia, della storia e delle religioni comparate?
Messaggio del 28-10-2006 alle ore 09:21:04
Anima la domanda è interessante.
A parte il fatto che io ho distinto tra terroristi, che secondo me sono i più occidentalizzati dei mussulmani, anzi questi non sono proprio mussulmani e islam.
Ma hai ragione sono pochi a cogliere tale sottigliezza.
Proprio la televisione è stata quella che ha cambiato posizione più di tutti, ovviamente a modo suo: sciatto, urlante e facente di ogni eraba un fascio. Non so se è così, ma io ho l'impressione che tale mutamento ha una data precisa: la Morte di Karol Woytila.
Le mie sono semplici osservazioni, quindi non farmi troppe domande non ho riposte.
Belnegro io non li odio affatto, come faccio ad odiare 1.000.000.000.000 di persone che non conosco, almeno prima presentamele
Non solo non li odio, ma ritengo che ormai sia impossibile tornare indietro, quindi avremo sempre più islamici nei nostri paesi. Francamente la cosa non mi terrorizza affatto e non ho niente contro il veder sorgere dei minareti nelle nostre città, ovviamente mi incazzo per la mancanza di reciprocità, ma questo è un altro discorso.
Tutto questo ad una sola condizione, che imparino a rispettarci!
Anzi no non devono essere loro ad imparare a rispettarci, perchè loro non ci rispettano.
Noi finora non abbiamo fatto molto per farci rispettare, ci siamo sempre comportati da vigliacchi facendocela letteralemnte nei pantaloni ad ogni "Allah U akbar" del primo idiota che passa.
Dobbiamo insegnargli che loro sono i benvenuti a patto che rispettino le nostre regole, non regole concordate LE NOSTRE REGOLE, al meno fino a quando non diventano membri a tutti gli effetti della nostra società e allora rientrerebbero tranquillamente nei processi decisionali che portano a redigere tali regole.
Chi odio per davvero sono i loro servi occidnetali Inutili ed Idioti, per quelli dovrebbero aprirsi le porte di guantanamo ed abu graib
Messaggio del 28-10-2006 alle ore 09:37:59
Concordo pienamente.
Da che mondo e' mondo gli uomini si spostano in cerca di una vita migliore in quei luoghi ove ritengono di poterla trovare.
Nei paesi dove il fondamentalismo religioso prende sempre piu' piede, soprattutto grazie ad un potere politico che ha tutto l'interesse a farlo prendere piede in modo da consolidarsi e mantenere lo stesso ad infinitum, non si vive bene.
O per lo meno si vive peggio che nei paesi dove questo fondamentalismo non c'e'.
I paesi mussulmani le televisioni ce le hanno e ti posso assicurare che loro tra Al Jazeera e le partite di calcio (soprattutto italiano) preferiscono di GRAN LUNGA queste ultime.
Ed e' per questo che che appena possono 9quelli che possono e vogliono) non ci pensano su due volte e partono.
Il problema pero' e' quando arrivano.
Si trovano in un mondo che non li vuole (condizione questa di qualsiasi immigrato, e chi ha visto il film NUOVOMONDO, ha ben presente cosa voglio dire) che non li capisce, e se non li capisce ne ha paura.
Se a tutto questo ci aggiungi che l'Italia ha gia' tremendi problemi di suo e che anche molti italiani (che vedono esattamente quelle stesse immagini da paese dei balocchi in TV viste anche dall'altra sponda del mediterraneo) volendo anche loro partecipare alla festa e ai bagordi ma non possono e di conseguenza vedono nell'immigrato "quello che gli ruba il posto dil lavoro" bhe' allora la situazione diventa un tantinello piu' complicata.
Infine aggiungi al tutto la propaganda cattolico-mediatica (e chi e' che possiede la maggioranza dei mmedia in Italia? ) e la voglia di sfruttare a proprio tornaconto politico questi disagi e questi malesseri per rinserrare e rinfoltire le schiere dei propri "clientes"
ed ecco che la ricetta per "lo scontro di civilta' " in Italia e' bella e pronta.
Messaggio del 28-10-2006 alle ore 09:59:45
Concordo con te sui problemi dell'integrazione degli immigrati, concordo sul fatto che l'integralismo è foraggiato dal potere politico e che in reltà interessi una porzione di popolazione limitata, in somalia dopo la presa di potere degli integralisti c'è stata una rivolta perchè questi hanno proibito di guardare le partite dei mondiali.
Tu parli dell'America e proprio dall'america mi viene l'esempio più impressionante, gli americani none rano certo teneri soprattutto con gli italiani, considerati per lungo tempo "non bianchi", appena arirvati sotto la statua della libertà agli immigrati veniva fatta fare una rampa di scale di corsa per vedere se erano adatti al lavoro, chi non superava il test veniva rispedito a casa. Fino agli anni 60 lo sfruttamento e il razzismo erano la cosa comune a tutti i racconti. Beh questi immigrati amano alla follia quel paese. Secondo me perchè, una volta eliminato l'odioso razzismo e i pregiudizi, hanno trovato una serie di regole dure ma uguali per tutti, che una volta interiorizzate li hanno fatti sentire come membri della società.
Questo da noi manca e i primi a sentirne il bisogno sono proprio gli immigrati: in un paese del nord, qualche giorno fa il sindaco ha creato un fondo, sibito ribattezzato "taglia", di 500 euro per ogni immigrato clandestino catturato, lui dice che è solo un fondo per gli straordinari della polizia municipale.
Ovviameante subito è scoppiata la polemica, la CGIL prima dacocrdo ora si è scagliata contro, il paese è diviso, sai chi sono gli unici ad essere tutti daccordo? gli immigrati regolari
Messaggio del 28-10-2006 alle ore 10:26:56
E' vero dean, in America le regole ci sono e le rispettano TUTTI (immigrati e non).
Questa e' la differenza enorme tra noi e gli states.
Loro sono (per necessita') il prototipo della societa' multietnica e multi raziale.
Qui chi comanda e' LO STATO inteso comune NAZIONE. Non importa chi in quel momento la rappresenti, quel che conta e' che il benessere della Nazione e' prevalente.
Di conseguenza lo stato e' una cosa SERIA e non un giocattolo da maneggiare in base alle proprie necessita' a seconda di chi in quel momento detiene il potere politico come succede da noi.
I mussulmani (e tutti gli altri immigrati qui in America) se riescono a diventare parte della Grande Nazione, contribuendo col loro lavoro e ripsettando la legge, E" DEL TUTTO NATURALE CHE AMINO IL PAESE CHE LI HA ACCOLTI, GLI DA DA MANGIARE E LI PROTEGGE.
QUi nessuno si sogna di gridare allo "scontro di civilta' " perche' sorgono minareti (semplicemente perche' accanto ai minareti ci sono decine e decine di altri edifici religiosi).
La discriminazione c'e' e' molte pure, ma di certo non si basa sulla religione. Piuttosto sei discriminato se rappresenti una minaccia per la "community", se non fai nulla per contribuirvi.
In Italia, essendo noi non abituati a rispettare le regole, essendo noi abituatio a vedere lo Stato come solamente "il ladrone borbonico che impone le tasse e sfrutta il nostro lavoro togliendoci il pane di bocca", essendo noi non abituati ad accogliere immigrati (essendo noi stessi costretti ad emigrare fino a poche decine di anni fa) e soprattutto essendo noi vessati in continuazione dalla "propaganda" catto-politica, non possiamo ancora renderci veramente conto di cosa sia una societa' multietnica.
Per avere l'integrazione (quella vera, cioe' quella in cui l'immigrato qualunque esso sia il suo status religioso, si sente COMUNQUE PARTE DEL SISTEMA) bisogna che primaditutto IMPARIAMO NOI STESSI A PORCI E RISPETTARE LE REGOLE.
Se il primo Mastella che va al governo tira fuori i delinquenti "perche' lo abbiamo promesso al papa", se il primo cavaliere che va al governo si fa' le leggi ad personam e se ne fotte di come va il paese, se si continua A PREMIARE CHI NON LO MERITA E A GRIDARE ALLO SCANDALO E ALLA PERSECUZIONE GIUDIZIARIA se per pura sfiga si e' incappati in un indagine sacrosanta della magistratura...bhe come possiamo pretendere di "insegnare" la nostra civilta' a chi e' appena arrivato da noi in cerca di sicurezza e fortuna?
La diffidenza verso chi arriva da un paese straniero e' normale e la mentalita' dell'uomo e' dura da cambiare dall'oggi al domani.
Centocinquant'anni di immigrazione negli stati uniti e una dolorosissima guerra civile, qualcosa devono pure lasciare no?
Noi non abbiamo avuto ne' l'una nell'altra e ci manca il collante che ci rende una "societa' " a tutti gli effetti.
Agnuno per se e dio per tutti, non e' cosi' dopotutto da noi?