La Piazza

Nassiriya
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 15:19:40
gli americani sicuramente puntano al petrolio,ma gli italiani non nè sono sicuro
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 15:12:22
c'è gente che ha ancora il dubbio che questa è la guerra del petrolio????
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 13:16:03
«La guerra del petrolio» (Editori Riuniti), l’autore, Benito Li Vigni, entrato all’ENI con Mattei e rimasto nel gruppo fino al 1996, ricoprendovi posizioni di grande responsabilità, a proposito di Nassiriya scrive: «La presenza italiana in Iraq, al di là dei presupposti ufficialmente dichiarati, è motivata dal desiderio di non essere assenti dal tavolo della ricostruzione e degli affari. Questi ultimi riguardano soprattutto lo sfruttamento dei ricchi campi petroliferi.
Non a caso il nostro contingente si è attestato nella zona di Nassiriya dove agli italiani dell’ENI il governo iracheno, pensando alla fine dell’embargo, aveva concesso – fra il 1995 e il 2000 – lo sfruttamento di un giacimento petrolifero, con 2,5-3 miliardi di barili di riserve: quinto per importanza tra i nuovi giacimenti che l’Iraq di Saddam voleva avviare a produzione». Per completare l’informazione, va detto che contratti analoghi il regime iracheno aveva sottoscritto con Francia, Russia e Germania, contrarie alla guerra. Il contratto con l’ENI era particolarmente favorevole all’Italia per due ragioni: i costi di estrazione che la società di bandiera avrebbe dovuto affrontare sarebbero stati scontati con la produzione del petrolio estratto; una volta ammortizzati i costi, la produzione seguente, sarebbe stata divisa a metà tra ENI e Governo Iracheno. L’Operazione era importante a tal punto che uno dei più autorevoli giornali americani, commentandola, aveva scritto che se fosse andata in porto, l’ENI sarebbe diventata la più grande compagnia petrolifera del mondo.
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 13:06:10
A cura dell'Associazione “EticaEnergEtica”

Nel Settembre del 2002, la Gazzetta petrolifera pubblica una tabella, realizzata dalla Caboto, che sintetizza i principali campi petroliferi iracheni indicandone la capacità produttiva, il costo e le società che ne hanno ottenuto la concessione o che erano in avanzata trattativa per ottenere una concessione di sfruttamento.
C’è anche l’ENI (campo di Nassirya), oltre a società francesi, russe, giapponesi, coreane, turche, cinesi, siriane e vietnamite; solo una società americana e nessuna britannica. A causa dell’embargo molti degli accordi non sono mai diventati operativi.
Già l’8 Febbraio del 2003, il «Sole 24Ore» pubblicava un articolo dal titolo: «Eni, si apre la via ai pozzi iracheni». Si leggeva «...il pieno sostegno del Governo Berlusconi alle posizioni degli Usa e della Gran Bretagna sulla guerra in Iraq… potrebbe generare importanti ricadute economiche a favore dell’ENI….se la guerra si dovesse fare, si porrebbero le condizioni per l’ingresso del cane a sei zampe in territorio iracheno..».
Il settimanale «Carta» nella seconda settimana di marzo del 2003 scriveva: «Che il Governo italiano cerchi di emulare la Casa Bianca anche nella difesa armata degli interessi petroliferi nostrani?». Se lo sono domandato alcuni lavoratori dell’Eni costituiti in associazione (EticaEnergEtica) che per il 21 Marzo hanno organizzato, con l’adesione di movimenti, partiti e sindacati (tra cui i Beati i costruttori di Pace-Rete Lilliput, Attac, Verdi, PRC, Cobas….) un sit-in di protesta davanti alla Sede dell’Eni, “contro la guerra del petrolio”.
In quella occasione (21 Marzo 2003) una delegazione dei manifestanti fu ricevuta da un dirigente dell’ENI che negò qualsiasi interesse del cane a sei zampe in Iraq.

Il 15 aprile 2003 il parlamento italiano autorizza la missione italiana in Iraq.
«I militari italiani presidieranno probabilmente il sud del Paese, a Bassora» (L’Arena 23 Aprile 2003).
«I soldati italiani verranno inviati a fine giugno nella zona di Bassora» (Corriere della Sera 4 Maggio 2003).
«Il Ministro della Difesa, Antonio Martino, conferma che gli uomini impiegati saranno 3000 e che l’area delle operazioni sarà quella di Bassora» (La Repubblica 15 Maggio 2003).
«L’ENI è molto interessata alla possibilità di entrare in Iraq.. la situazione è in divenire, ma la seguiamo giorno per giorno». Lo ha detto Vittorio Mincato numero uno del gruppo, rispondendo alla domanda degli azionisti sull’interesse della società per il petrolio iracheno. (Adnkronos 30 Maggio 2003).
«I soldati italiani in Iraq hanno sostituito i marines del 25esimo Reggimento nella provincia di Dhi Qar, nel governatorato di Nassirya» (Istituto Affari Internazionali 23 Luglio 2003).

Nell’ultimo mese su questo argomento e sulla effettive capacità dell’ENI (che sta operando a Nassirya) di influenzare le decisioni del Governo hanno iniziato a riflettere (finalmente!) anche alcuni esponenti politici.
Si sono susseguiti articoli e interrogazioni parlamentari, che sebbene in ritardo sono sicuramente positive per dipanare l’intreccio economico-affaristico di questa guerra.
Niente di umanitario, niente scorte ai medici e agli ospedali mobili (che tra l’altro non sono a Nassirya, ma nella zona di Baghdad), nessun aiuto ai civili siamo lì a proteggere i “nostri interessi e il nostro petrolio” e il dividendo delle azioni ENI, che frutteranno quest’anno al Ministero del tesoro circa 1 Miliardo di Euro (circa 2000 miliardi delle vecchie lire)..
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 12:58:01
ma io mi riferivo al controllo dei pozzi petroliferi
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 12:50:03
Scusa ma i tuoi amici ti risponderanno secondo quello che facevano, anche operazioni umanitarie senza dubbio, ma magari ignorando (senza offese naturalmente), il perchè... è questo che io discuto: i reali motivi della nostra presenza... se l'Italia e l'eni stipulano un contratto in irak loro neanche lo sanno...
quella della missione umanitaria è solo una facciata dove i nostri soldati hanno il ruolo di pedine in questo sporco gioco.. mi spiace per loro... sono merce di scambio

cmq dico questo proprio perchè non guardo la tv e non mi baso su di essa, ma cerco di continuo notizie su altre fonti: radio, internet, giornali...

infine le dichiarazioni del braccio destro di bush sono innegabili... + militari = + petrolio...
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Editato il 12:52:19 16/05/2004 da Al Mukawama
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 12:38:18
purtroppo bisognerebbe stare lì per vedere come stanno realmente le cose,noi da qui possiamo basarci solo sulle notizie sempre molto fasulle ke arrivano dalla TV;spero solo ke non sia come dici tu sarebbe veramente una porkeria

P.S: appena tornano i miei amici gli chiedo come stanno realmente le cose
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 12:28:19
Albertone, ho già scritto dei pozzi assegnatici e da noi protetti, in vari post su cultura e attualità... come: la presenza italiana a Nassiriya e altri...

dov'è lì la pace? la realtà è che sono in guerra perchè la guerra non era terminata...

condoleeza rice ha dichiarato che i proventi petroliferi e gli appalti per la ricostruzione saranno ripartiti e assegnati in base all'impegno militare.... siamo davvero lì per la pace??? con 20 morti una bella fetta di torta ci tocca di diritto!!! che schifo!
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 04:30:47
a parte ke gli italiani sono in missione di PACE e cmq non difendono alcun pozzo di petriolio,solo la loro caserma,la zona da controllare e l'autorità provvisoria di coalizione;anke io sono per il ritiro delle truppe(hò due amici lì) però pensate all'anarkia che ci sarebbe senza un controllo esterno,sarebbe il caos + totale e non sò se sia giusto

Messaggio del 15-05-2004 alle ore 18:14:55
bravo Al,
anche io analizzerei queste informazioni sotto una luce un pò più critica, piuttosto che esaltarci per mere operazioni di mantenimento e controllo, e poi di cosa, dei pozzi petroliferi rubati agli irakeni.

ricordo ad Albertone,qualora gli fosse sfuggito, che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, privi di autorizzazione dell'ONU e contro il parere degli altri membri del Consiglio, nonchè delle principali autorità religiose internazionali e della gran parte degli stati, hanno attaccato l'Iraq assieme ad altri 45 paesi, tra cui l'Italia.

ed è solo in virtù di questa ignobile azione guerresca che siamo la.

io non ci vedo nulla di valoroso...anzi. chi è causa del suo mal pianga se stesso
Messaggio del 15-05-2004 alle ore 18:04:12
No comment, part.2 ! ! !
Messaggio del 15-05-2004 alle ore 17:59:20
no comment!!!
Messaggio del 15-05-2004 alle ore 17:50:56
Scusa Albertò... ma onore per cosa???
forse perchè il televideo titolava: "Attacco a Nassiriya, gli italiani rispondono".... quindi che siamo fregni perchè rispondiamo? spariamo a gente a cui abbiamo stravenduto armi, mine antiuomo e gas tossici... senza essere capaci di analizzare le cause che portano a questi attacchi...
l'importante è che ci difendiamo (come se ci avessero attaccato in casa nostra), che sappiamo sparare (come dice Luttwack a ballarò), ma nessun tg o organo di informazione spiega i motivi di questa guerriglia.... passa l'informazione che loro sono terroristi e noi civilizzatori e salvatori dell'umanità che tristezza!
Onore perchè difendiamo valorosamente i pozzi di petrolio assegnatici???

Dicono che siamo lì in missione di pace... bene è ora di rivedere il significato delle parole, perchè da questa settimana la pace è quotata a oltre 40$ al barile e più di 1.20 euro al distributore!!!
Messaggio del 15-05-2004 alle ore 15:03:29
ANSA: (ANSA)-ROMA,15 MAG- Nessun militare italiano risulta ferito nell'attacco, ancora in corso, alla sede di Nassiriya della Cpa, autorita'provvisoria della coalizione. Lo ha detto il maggiore Antonio Sottile, portavoce del contingente italiano. ''La situazione e' ancora fluida e si continua a sparare, anche se ad intervalli'', ha aggiunto il portavoce. I militari italiani, in modo mirato, rispondono al fuoco.


E poi criticate l'esercito!

ONORI A QUESTI VALOROSI!

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