La Piazza

Mysteri misteriosamente misterici
Messaggio del 23-03-2004 alle ore 17:41:47
Visto che dean corso dice che sta incasinato, provvedo io a rinverdire la linea editoriale mysteriosa
Cominiciamo con le eeggende urbane:

Gli amanti incastrati

I rapporti amorosi, si sa, hanno da sempre stuzzicato la fantasia e… i pettegolezzi. Il sesso suscita profonde emozioni e attorno a esso sono sorte numerose mitologie e leggende. In molte religioni e in molte pratiche magiche si ritrova, più o meno esplicito, l'elemento sessuale. Non stupisce, quindi, che intorno al sesso siano nate, anche recentemente, alcune leggende metropolitane.
La più curiosa, di cui esistono varie versioni, è sicuramente quella che racconta l'imbarazzante vicenda di due focosi amanti, solitamente clandestini, che durante le loro effusioni rimangono, per così dire, incastrati e devono ricorrere a un umiliante intervento medico per riuscire a distaccarsi. All'origine dell'imbarazzante incastro, secondo quanto raccontano i divulgatori di simili vicende, vi sarebbe un'improvvisa contrazione muscolare femminile causata da qualche evento di origine psicologica: paura di essere scoperti, tensione dovuta alla clandestinità del rapporto, sensi di colpa, ecc.
In realtà, l'esame della letteratura medica e il parere degli esperti portano a escludere completamente il reale verificarsi di un simile inconveniente. Le contrazioni femminili possono effettivamente verificarsi e sono note con il termine tecnico di vaginismo. Tuttavia tale disturbo, di origine nervosa, si manifesta prima dei rapporti rendendoli di conseguenza impossibili. Gli unici casi accertati di "amanti incastrati" vedono come protagonisti non gli esseri umani, bensì i cani. Questa specie animale, infatti, presenta caratteristiche anatomiche e fisiologiche che rendono normale la persistenza dell'unione tra maschio e femmina dopo il coito.
Messaggio del 23-03-2004 alle ore 17:43:36
il rene rubato

È probabilmente una delle leggende metropolitane più inquietanti, e una delle più diffuse e raccontate, anche se non necessariamente delle più credibili. Vediamo di cosa si tratta:

"Un mio amico mi ha raccontato che un tizio che lui conosce è andato una sera in discoteca con degli amici. Il tizio fa amicizia con una bionda molto appariscente, e dice agli amici di tornare a casa senza di lui.
La mattina dopo i genitori, non vedendolo tornare a casa, telefonano agli amici che gli raccontano l'accaduto. Alla fine, viene ritrovato svenuto sulla sua auto, parcheggiata davanti a un ospedale: i medici che gli prestano i primi soccorsi scoprono che gli è stato espiantato un rene."

Se la storia vi è familiare, non siete i soli! In Italia ha cominciato a diffondersi all'inizio del 1994, anche se ne circolavano già versioni leggermente diverse in cui il "furto" avveniva durante una vacanza negli Stati Uniti o in un paese esotico.
Recentemente, almeno negli Stati Uniti, ha assunto la forma di un e-mail diffuso come una catena di Sant'Antonio. Raccontando il fatto e riportando testimonianze "autentiche", il messaggio mette in guardia contro il supposto pericolo. Il finale in questa versione è leggermente diverso, e un po' più surreale: la vittima si risveglia in una vasca da bagno piena di ghiaccio, con un tubo di gomma che sporge da una ferita nella schiena. L'operatore del pronto soccorso, prontamente chiamato, la sa ormai lunga: non è la prima volta che riceve simili chiamate.

Il racconto ha molte caratteristiche delle leggende metropolitane:

· è accaduto all'"amico di un amico";
· è raccontato frequentemente, tanto da credere che il fatto avvenga in continuazione;
· contiene alcuni "temi" caratteristici del folklore, ad esempio "la lussuria punita";
· in molte versioni, dettagli precisi forniscono un'aria di credibilità alla storia.

È altamente sospetto; tuttavia, rimane inquietante. Chi ci garantisce che, come spesso si dice, dietro la leggenda non si nasconda un fondo di verità?
Molti giornali hanno riportato dichiarazioni di rappresentanti delle forze dell'ordine che negavano di aver mai ricevuto denuncia per simili fatti. Non c'è da stupirsi: ben difficilmente un furto del genere avrebbe una qualsiasi utilità.
L'espianto di un organo è un'operazione chirurgica complessa che può essere eseguita con successo solo all'interno di un'istituzione medica attrezzata e qualificata. Una vasta rete di personale altamente specializzato (fino a venti persone per un singolo espianto!) deve lavorare in coordinamento per valutare gli organi, stabilirne l'idoneità, occuparsi dell'espianto e della conservazione degli organi estratti: organi espiantati in strutture di fortuna avrebbero ben poche possibilità di "sopravvivere".
In più, la causa della morte del donatore (o comunque le sue condizioni cliniche) deve essere nota ai medici che effettuano il trapianto; organi di origine ignota o incerta sarebbero rifiutati.
Ancora, come si può essere certi, sottraendo un rene a caso, della sua compatibilità con l'organismo del ricevente? Le analisi necessarie non sono né semplici né rapide, e non è possibile "rubarne" molti e conservarli per creare una "banca: un organo da trapiantare si conserva solo per brevissimo tempo.
Perciò, non solo non esiste prova che sia mai accaduto, ma il furto di un organo è perfettamente inutile dal punto di vista di un possibile trapianto. Si può dunque stare tranquilli: la bella adescatrice della discoteca al massimo può mirare al portafoglio.
Messaggio del 23-03-2004 alle ore 17:56:22
deeeaaannn!!!
Messaggio del 23-03-2004 alle ore 17:58:39
Malocchio

Per malocchio s’intende la capacità di procurare, volontariamente o involontariamente, danni di varia entità a cose o persone attraverso una sorta di "energia negativa", energia che viene gettata (il termine jettatura deriva dal napoletano jettare, ovvero: gettare) attraverso lo sguardo, da cui la parola malocchio. Benché non sia solo l’occhio "malvagio" a qualificare una persona quale jettatore, difatti vi è tutta una serie di caratteristiche che ne formano un vero e proprio stereotipo: dall’abito al modo di camminare o di guardare le persone, dal colore dei capelli alla conformazione del viso e al disporsi delle rughe su di esso, dalla gracile costituzione fisica all’atteggiamento troppo ossequioso verso gli altri, e così via. L’origine della superstizione legata al malocchio sembra perdersi nell’antichità; già nell’Antico Testamento se ne fa menzione, così come nella cultura romana in cui il tema del fascinum (così chiamavano il malocchio) era universalmente diffuso. In passato il malocchio ha ispirato anche la letteratura come il racconto La patente di Luigi Pirandello, tratto dalle Novelle per un anno, oppure Jettatura di Théophile Gautier. Nel risalire ancora il corso del tempo troviamo interi trattati sulla jettatura ad opera di autori meridionali quali la Cicalata sul fascino volgarmente detto jettatura (Napoli 1787) di Nicola Valletta o i Capricci sulla jettatura (Napoli 1815) di G.L. Marugj; sebbene da questo argomento non fossero estranei vari autori stranieri: oltre al già citato Gautier, di jettatura ne parla Stendhal descrivendo la curiosa figura di Nicola Valletta, mentre Alexandre Dumas padre dedica ben quattro capitoli del Corricolo alla figura di uno jettatore, a Berlino nel 1910 viene pubblicato un trattato in due volumi di S. Seligman, Der böse Blick und Verwandtes, riguardo molte superstizioni ed in particolar modo il malocchio, infine un altro celebre trattato è quello di F. Elworthy, The Evil Eye, edito a Londra nel 1895.

Dal punto di vista geografico la credenza in un influsso negativo capace di arrecare gravi danni a persone o cose è ampiamente diffuso con varie denominazioni: evil eye nei paesi anglofoni, ayin horeh in ebraico, droch shuil in Scozia, mauvais oeil in Francia, böse Blick in Germania e ayin harsha in arabo.

Diversissimi sono i rimedi annoverati per la neutralizzazione del malocchio e una particolare attenzione va riservata all’uso delle corna, sia come oggetto materiale che come gesto. Le corna fin dall’antichità greca e romana avevano la particolare funzione di proteggere dagli spiriti avversi e propiziare fecondità e benessere; questa funzione sembrerebbe derivare dalla loro forma appuntita che agirebbe da mezzo di difesa, benché vi sia una seconda ipotesi che postula una differente rappresentazione simbolica: le corna indicherebbero il vigore sessuale dell’animale, in particolar modo della sessualità maschile a cui l’antica cultura contadina attribuiva un fortissimo potere energetico, tanto fecondativo quanto apotropaico (ovvero: che procura l’allontanamento del male). Infatti la rappresentazione figurativa del membro maschile era largamente utilizzata nella società dell’antica Roma come amuleto: il fascinum oltre a tradursi, come già è stato detto, con malocchio indicava un amuleto in forma di fallo, in metallo o in corallo rosso, che si appendeva al collo contro la jettatura. Le formule e i riti atti all’annientamento del malocchio divergono spesso da una località all’altra, nel Salento la masciàra individua lu nfàscinu tramite un recipiente pieno d’acqua posto sulla testa del "paziente" in cui viene versato dell’olio, se quest’olio si addensa al centro formando la figura di un occhio vi è certamente stata una jettatura e l’occhio va accecato colpendolo con dei granelli di sale; altri metodi prevedono l’utilizzo di chicchi di grano per scoprire il sesso dello jettatore e la gravità del malocchio. A Roma, invece, tra i rimedi si consiglia di bollire dodici rane vive in una pentola di ferro battuto con acqua di pozzo, una volta bollite si deve passare l’acqua al setaccio e farla raffreddare; con questa, poi, bisogna sciacquarsi gli occhi.

Alla base di questa superstizione vi è un ragionamento erroneo definito post hoc propter hoc (dal latino: dopo ciò a causa di ciò) il quale si fonda su una correlazione impropria tra più fatti, così come avviene nella maggioranza delle superstizioni e dei comportamenti irrazionali; ad esempio, il giocatore che prima di una partita compie dei gesti particolari e senza scopo pratico solo perché li aveva casualmente compiuti prima di una gara in cui si era dimostrato particolarmente brillante. Secondo P. Brugger e collaboratori del Dipartimento di Psichiatria del Medical Center di San Diego, USA e del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Victoria , Canada, questi comportamenti sarebbero frutto di lievi attività anomale dei neuroni come nel caso dell’epilessia dell’ippocampo (da notare che non si tratta dell’epilessia comunemente conosciuta con convulsioni e perdita di coscienza ma di una condizione rara e misurabile solitamente solo con delle analisi), anomalie che rendono persone apparentemente sane molto più propense all’eccesso di credenza nell’irrazionale. D'altronde queste anomalie da sole non spiegano la larghissima diffusione di superstizioni quali il malocchio: è soprattutto la cultura il nodo centrale in questi fenomeni, un ambiente culturale in cui tutto è permeato dalla magia è l’humus perfetto per il loro sviluppo: per gli Azande, una popolazione del Centro Africa la cui vita quotidiana è scandita dalla magia, è naturale supporre che un granaio roso dalle termiti schiacci una persona non per casualità (la zona è infestata di questi insetti e molte persone cercano refrigerio sotto i granai) ma perché vi è intervenuta la stregoneria. Ma ancora non è chiaro un altro aspetto del problema , ovvero come è possibile che questa falsa credenza permanga anche in società cosiddette "razionali" come quella occidentale. L’ipotesi proposta da Danilo Mainardi, docente di ecologia comportamentale all’Università "Ca’ Foscari" di Venezia, è che la libera speculazione ed il pensiero astratto siano determinanti tanto nell’evoluzione delle conoscenze scientifiche, quanto nel favorire i comportamenti irrazionali. Inoltre, sempre secondo Mainardi, lo spazio che la nostra mente dedica all’irrazionale ha la funzione, entro certi limiti, di permettere all’uomo di affrontare la "caducità delle cose umane" contro la quale la razionalità spesso si dimostra poco efficace, ma attraversato un certo confine questo atteggiamento non può che essere deleterio e portare a comportamenti che, nel tentativo di assecondare la propria irrazionalità, si dimostrano estremamente dannosi: effettuare una brusca frenata per evitare la strada appena attraversata da un gatto nero non ci scansa dalla "mala sorte" ma di certo ci può esporre ad un tamponamento.

Particolare, però, è l’efficacia reale di questa superstizione, la quale può creare una suggestione così intensa da indurre, chi vi crede, a divenire vittima involontaria di disgrazie e occasioni negative, infatti secondo l’antropologo Alfonso Di Nola: "La fede nella iettatura rende iettato, perché essa determina un indebolimento delle proprie capacità di presenza e di autocontrollo". In conclusione il malocchio è una superstizione originata e nutrita dalla cultura popolare, sostenuta da processi psicologici e biologici e, probabilmente, retaggio dei nostri cugini primati per i quali il fastidio di essere fissati deriverebbe dai meccanismi con cui si stabiliscono dominanze e sottomissioni.
Messaggio del 23-03-2004 alle ore 18:03:04

cirt mistir
Messaggio del 23-03-2004 alle ore 19:20:13
una volta tenevo un mal di coccia spaventoso da 3 giorni...parlando al telefono, scherzando,con mia amica le chiesi di vedere se m'avevano fatto il malocchio perchè mi aveva parlato di questi suoi "poteri"
...
riattacca il telefono...io nn ci pensavo manco più troppo che mi doleva il capo...dopo 30 secondi inizio a sudare a freddo e dopo manco 5 minuti sparisce tutto!!!

la richiamo e mi dice:"mbè? avevi pure qualche dubbio?"

e aggiunge che era una tipa che mi pensava molto...e nn necessariamente in negativo...

da allora vado dicendo in giro...nn pensate a me!! pinzet a le kezza vustre!!!
Messaggio del 23-03-2004 alle ore 19:26:02
"mio cugino mi ha detto che una volta, da piccolo, è morto."


-Elio
Messaggio del 23-03-2004 alle ore 19:33:39
....e perchè vi ricordate quuado parecchi anni fa si diceva tra noi bambini che girava la croce nera......delle persone che ti pigliavano in una specie di autombulanza e ti toglievano degli organi. Un po come la storia che ha detto Menestrello!
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Editato il 19:35:23 23/03/2004 da rins
Messaggio del 23-03-2004 alle ore 19:42:34
sci...me la ricordo sta storia della croce nera!!

cirt fantasie!
Messaggio del 24-03-2004 alle ore 12:28:06
ma erano solo fantasie?

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