La Piazza
muore nell'ultimo giorno di lavoro!
Messaggio del 30-03-2005 alle ore 00:57:33
AREZZO - E' stato feroce il destino con Carlo Maccari, 56 anni, perito alla Colacem, un cementificio di Castelfocognano, un piccolo centro in provincia di Arezzo. Descritto da tutti i colleghi come un tecnico attento e scrupoloso, Maccari è morto la scorsa notte mentre portava a termine il suo ultimo turno di lavoro nell'ultimo giorno di servizio prima della agognata pensione.
L'uomo avrebbe dovuto staccare alle 6 di mattina e dopo un rapido saluto ai colleghi avrebbe preso la strada di casa e del meritato riposo. Prima che il sogno si realizzasse, è avvenuto però l'incidente fatale. Maccari è morto cadendo in una tramoggia che trasporta il pietrisco alle macine.
I colleghi a fine orario lo hanno cercato in tutto lo stabilimento, che si estende per centinaia di metri a ridosso delle colline dalle quale vengono estratte le pietre da macinare per produrre cemento. Alla fine lo hanno scoperto cadavere, facendo scattare l'allarme. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo sarebbe precipitato nell'imbuto, profondo una decina di metri. Il pietrisco gli sarebbe poi caduto addosso soffocandolo.
"Ma i colleghi - spiegano al sindacato - sono rimasti molto stupiti perché la tramoggia si controlla dal basso e non dall'alto, ovvero dal punto dal quale Maccari sembra essere precipitato". Accertare la dinamica e le cause della morte sarà compito della magistratura.
La notizia della morte del perito è stata accolta con sgomento in fabbrica e in tutto il comprensorio industriale aretino, ed è giunta proprio mentre ad Arezzo era in corso la conferenza stampa di Cgil, Cisl e Uil sullo sciopero generale proclamato per il 31 marzo in tutto il Casentino per mettere in risalto la crisi che ha colpito l'area e denunciare l'escalation di incidenti sul lavoro che si stanno registrando nella provincia.
"Maccari era una persona precisa e affidabile - raccontano ancora gli amici del sindacato - nel rapporto con i colleghi era tranquillo, forse un po' schivo, riservato, si era diplomato a Bibbiena come perito industriale e alla Colacem aveva il ruolo di aiutosala con il compito di controllare il funzionamento dei macchinari".
AREZZO - E' stato feroce il destino con Carlo Maccari, 56 anni, perito alla Colacem, un cementificio di Castelfocognano, un piccolo centro in provincia di Arezzo. Descritto da tutti i colleghi come un tecnico attento e scrupoloso, Maccari è morto la scorsa notte mentre portava a termine il suo ultimo turno di lavoro nell'ultimo giorno di servizio prima della agognata pensione.
L'uomo avrebbe dovuto staccare alle 6 di mattina e dopo un rapido saluto ai colleghi avrebbe preso la strada di casa e del meritato riposo. Prima che il sogno si realizzasse, è avvenuto però l'incidente fatale. Maccari è morto cadendo in una tramoggia che trasporta il pietrisco alle macine.
I colleghi a fine orario lo hanno cercato in tutto lo stabilimento, che si estende per centinaia di metri a ridosso delle colline dalle quale vengono estratte le pietre da macinare per produrre cemento. Alla fine lo hanno scoperto cadavere, facendo scattare l'allarme. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo sarebbe precipitato nell'imbuto, profondo una decina di metri. Il pietrisco gli sarebbe poi caduto addosso soffocandolo.
"Ma i colleghi - spiegano al sindacato - sono rimasti molto stupiti perché la tramoggia si controlla dal basso e non dall'alto, ovvero dal punto dal quale Maccari sembra essere precipitato". Accertare la dinamica e le cause della morte sarà compito della magistratura.
La notizia della morte del perito è stata accolta con sgomento in fabbrica e in tutto il comprensorio industriale aretino, ed è giunta proprio mentre ad Arezzo era in corso la conferenza stampa di Cgil, Cisl e Uil sullo sciopero generale proclamato per il 31 marzo in tutto il Casentino per mettere in risalto la crisi che ha colpito l'area e denunciare l'escalation di incidenti sul lavoro che si stanno registrando nella provincia.
"Maccari era una persona precisa e affidabile - raccontano ancora gli amici del sindacato - nel rapporto con i colleghi era tranquillo, forse un po' schivo, riservato, si era diplomato a Bibbiena come perito industriale e alla Colacem aveva il ruolo di aiutosala con il compito di controllare il funzionamento dei macchinari".
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