La Piazza

Movimenti
Messaggio del 20-02-2004 alle ore 13:32:34
La coscienza politica non e' un bene materiale.Per politica non intendevo le rivoluzioni che hai detto tu.Intendevo una sensibilita' maggiore a tutti i problemi,materiali e non,che ha investito tutti,senz'altro dovuto al fatto che l'universita' e' diventata accessibile a tutti,come dici tu.I valori come,fede,patria ecc,forse,anzi senza forse, latitavano nel movimento studentesco,non posso certo darti torto.Senz'altro perche'quel movimento era influenzato da una certa parte politica,che ha sempre trovato il modo di cavalcare la tigre al momento opportuno e che aveva altri tipi di valori.Una volta ottenuti questi beni materiali,si e' spenta la spinta propulsiva.Su questo siamo d'accordo.Non sono d'accordo sul tuo giudizio totalmente negativo di quel movimento.Sara' anche stato teso al raggiungimento di obiettivi materiali e poco spirituali o per niente,come affermi tu.Ritengo pero' che quei beni materiali,come educazione sessuale,scuola ecc,non dovevano essere prerogativa di pochi.
Messaggio del 20-02-2004 alle ore 12:21:46
cappellini, non vorrei sembrarti pedante, ma la libertà sessuale, un scuola migliore, cosa ti sembrano se non bisogni materiali??? fermo restando che i giovani di allora lottavano con slancio e passione, ma lottavano per cose che a 30nni diventano, appunto, il viaggio nei mari del sud e la mercedes!! i valori sono ben altro: la fede, la patria, la stirpe, l'eroismo....
la mia non è una critica a quella generazione, ma ai falsi valori che il 68 ha imposto!
poi ti contesto, cortesemente, l'affermazione che prima del 68 i giovani non facevano politica, tutti i cambiamenti e le rivoluzioni nella storia hanno visto protagonisti i giovani. pensa solo alla rivoluzione francese o alla rivoluzione fascista!! è vero che prima la politica interessava una fascia minore di giovani, ma questo perchè l'istruzione non era accessibile a tutti, e nel 68 questo era già evedentemente un problema superato!! se mai il 68 è stato un movimento di massa proprio perchè negli anni precedenti si era verificato l'accesso di massa agli studi e all'università!!
Messaggio del 20-02-2004 alle ore 08:59:57
io Colombo me lo ricordo
Messaggio del 20-02-2004 alle ore 00:55:46
Ho capito bene,quindi, il tuo pensiero,almeno credo.Tu dici che i 68ni, gia' all'inizio,lottavano solo per beni materiali e per ideologie aride, perche' tese a raggiungere risultati poco spirituali.Io affermo invece che all'inizio le intenzioni erano ottime,perche' appunto si trattava di conquistare qualcosa di spirituale e anche materiale,che era giusto ottenere.Ho fatto un altro intervento perche' prima mi ero stancato di digitare.
Messaggio del 20-02-2004 alle ore 00:39:10
Forse neanche io sono stato comprensibile.Magari per ragioni di spazio.Io,semplicemente, non sono d'accordo con te.Lo slancio dei ventenni del 68,non era per un'ideologia arida,per me,ne' tesa solo ai bisogni materiali.Ti posso fare tanti esempi,primo fra tutti una coscienza politica,che,come ho detto sopra,prima del 68 non esisteva.Questo non e' certamente un bene materiale.Dal 68 tutti fanno politica.I litigi tra te e me,per aborto,omosessualita' ecc,40 anni fa erano merce rara,adesso no.L'educazione sessuale,i metodi di insegnamento nelle scuole e tante altre cose,che magari potevano migliorare lo stesso, anche senza i 68ni,ma io non lo so.Per i valori eterni che dici tu,uno a 20 anni li puo' avere,poi puo' non averli piu',come e' accaduto a molti di quel periodo,perche' ingoiati dal materialismo.In pratica ti voglio dire che questi valori spirituali,li puoi avere per un periodo,poi possono scomparire.Tu la pensi diversamente,perche' affermi che se uno li perde a 30 anni non li aveva neanche a 20. Potresti anche avere ragione,non lo so,non esiste controprova.Voglio aggiungere che se uno lotta per raggiungere bisogni materiali che gli spettano,non ci trovo niente di male.Comunque e' un bell'argomento,peccato che per ragioni di spazio e tempo,non si possa approfondire di piu'.Di questa cosa sarebbe interessante parlarne a voce,con Phar Lap moderatore,il piu' materialista che abbia mai conosciuto.
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 23:12:18
voglio dire in sintesi che esistono valori eterni, che se li hai in te non ti pieghi a 20, 30, o 70 anni, e questi non possono essere valori solo materiali!!!
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 23:09:52
mat, il tuo discorso sui benefici portati in questi anni dall'estrema destra è un po come dire che gigi riva non era nessuno perchè non ha vinto niente o quasi, certamente colombo(ma chi se lo ricorda)?nel milan ha vinto di più, ma appunto stava nel milan!! cosa vuoi che poteva portare una estrema destra ghettizzata e emarginata(ricordi l'arco costituzionale)? certo quando il fascismo era al potere mi sembra che in politica sociale ha fatto cose ancora oggi all'avanguardia!!
cappellini, vedo che non sono riuscito a rendere comprensibile il mio pensiero. i 68ini hanno esaurito il loro spirito rivoluzionario perchè in partenza, non quando sono diventati 30enni, le loro lotte erano solo materialistiche. che poi a 20anni lottavano con autentico spirito innovativo e slancio ideologico sono daccordo. mqa lottavano per una ideologia arida in partenza. una ideologia tesa ai soli bisogni materiali che li condannava già ad essere i futuri borghesi!!
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 22:20:05
Si,ma non capisco perche' all'estero,le fasce piu' deboli stanno meglio che qua.A parte questo,logicamente adesso le fasce deboli stanno meglio di 30 anni fa e 30 anni fa stavano meglio di inizio secolo.E' importante capire da chi viene il miglioramento,fa differenza,perche' magari qualcuno puo' attribuirsi meriti che non ha,soltanto perche' ha piu' fiato in corpo e urla piu' forte.
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 21:04:14
bha!
chissa quanti diritti è riuscita ad ottenere l'estrema destra... non per guardare nell'orto del vicino, ma le conquiste che ha fatto la sinistra cmq sono state importanti per la tenuta del SISTEMA CAPITALISTICO ITALIA, soprattuto per le fasce più deboli. Che siano poi nate dagli operai con l'appoggio degli studenti non fa differenza. La voglia di aggregarsi e a riconoscersi in un certo "look&think" penso abbia fatto parte di tutte le generazioni. La moda è moda e finisce presto, quelle che non finiscono sono le idee, e quelle buone non vanno mai sole per il mondo.
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 20:06:17
Si,ok ho capito quello che vuoi dire,ma la cultura dei 68ni non era completamente priva di valori spirituali.Come hai detto tu, il cancro non si celava dietro la protesta,credo sia venuto fuori dopo. Il movimento di quel periodo e' nato come risposta a una situazione insostenibile,che non poteva andare avanti.L'intenzione era nobile,voglio dire.Se poi parli che,successivamente,il materialismo ha preso il sopravvento,siamo d'accordo,ma successivamente. Puo' anche darsi che abbia ragione tu,chi puo' dirlo?Personalmente ritengo che tutte le grandi rivoluzioni siano servite a sostituire un tiranno con un altro,tranne rarissime eccezioni.All'inizio le intenzioni sono ottime,poi come dici tu,vengono a galla altri interessi.Per quanto riguarda il movimento attuale dei noglobal,vale lo stesso discorso dei 68ni,l'ho detto sopra.Naturalmente mi posso sbagliare,lo sapro' quando i 20nni di adesso avranno 30 anni.
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 15:51:37
la delusione del dopo è figlia del "prima"!!non so se riesco ad esprimere chiaramente il mio concetto, ma ritengo che aver inculcato una cultura priva di valori spirituali sia stata l'apripista alla "normalizzazione" dei contestatori. come diceva sorel nel suo "revisionismo antimaterialista del marxismo", in riferimento ai limiti materialisti di questa ideologia, non si fa la rivoluzione, ma si creano i borghesi di domani!! la rivoluzuione ha bisogno di miti non di appagamento di beni materiali!!
questo è stato il guasto del 68, tieni presente che si stava chiudendo un'epoca e una qualche forma di rivolta giovanile era nell'aria. un po come ciclicamente avviene nella storia quando un sistema è ormai al collasso. in questo caso il sistema è riuscito a limitare i danni!!
la stessa cosa che stà avvenendo con i movimenti no global!
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 15:26:43
Voglio dire che, a 20 anni, i 68ni facevano le cose che hai detto tu, la discoteca ecc,ma erano molto impegnati nella politica.Prima di loro la politica era esclusiva dei "grandi".Questa e' stata una cosa positiva,credo.Il dopo mi ha deluso non poco.
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 14:58:43
Allora siamo d'accordo,perche' all'inizio i ventenni del 68 non facevano il gioco del sistema,ma lo combattevano.Sono poi venuti meno,in molti, intorno ai 30 anni,quando il sistema li ha ingoiati.I soldi,chiaramente, occorrono a tutti,credo pero' che possano essere guadagnati senza prostituirsi.
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 14:25:46
cappellini, è chiaro che si parla di questi fenomeni in modo "generale", va da se che in ogni gruppo o schieramento poi si deve distinguere da persona a persona!! io volevo dire che una cultura materialistica favorisce l'abbandono delle proprie posizioni per l'ottenimento di beni materiali, che a 18 o 20 anni sono la scula facile, la doscoteca, e la cannetta in compagnia(faccio solo degli esempi), a 30 anni sono la cariera, la barca e la mercedes. ma se al ragazzo non si danno riferimenti spirituali in età adulta è più facile "piegarli", in questo senso intendevo che la cultura 68ina ha fatto il gioco del sistema!!
per quel che riguarda gli scontri mi trovi perfettamente sintinizzato sulle tue posizioni, è tupido "menarsi" perchè la si pensa in modo diverso, ma questo dovresti dirlo a chi tenta di negare all'atro il diritto di esistere politicamente, ma quì usiremmo fuori dall'interessante tema posto da home...
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 13:42:04
Hobbit,non parlo certamente di tutti.Alcuni(pochi),non sono entrati in banca.Se ci sono entrati,ne avevano il diritto.Altri(molti),si sono persi per strada.Parlo a livello locale e a livello nazionale.Ricordo una trasmissione con Mario Capanna,in cui quest'ultimo ha dichiarato che ottenne dal comune di Milano,un immobile per 800000 lire al mese(10 anni fa).L'immobile valeva almeno il triplo.Lo affermava lui,non certo io,sostenendo che quel particolare privilegio gli spettava.Ne ignoro il motivo,visto che lui non lo ha spiegato.Questo e' un piccolo esempio.Per quelli di oggi,li attendo alla prova dei fatti,per vedere se entrano in banca o si salvano,come dice Venditti.Penso comunque che parecchi entreranno in banca e per adesso giocano a fare i rivoluzionari da salotto.Il mio discorso vale per tutti,destra,sinistra estreme,DC RC FN,PR(il mio).Per quanto riguarda gli scontri in piazza,Hobbit,dico che ogni situazione ha una sua storia.Puo' accadere anche che qualche volta i compagni non si nascondono dietro la polizia e succede un tritume.Comunque e' sempre meglio se non succede.E' la cosa che trovo piu' stupida.Picchiare qualcuno perche'di un altro partito o peggio perche'fa il tifo per un'altra squadra di calcio.Provocare,invece, per essere picchiato e dire: guarda cosa mi hanno fatto,lo trovo non solo stupido,ma anche vile.
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 12:09:10
vorrei soffemarmi sull'iteressante similitudine portata da cappellini tra i 68ini e i no global: entrami alla prova dei fatti si piegano al dio danaro, come dice venditti in una nota canzone "ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu"? è su questa verità che vorrei riflettere, ed è da questa verità che viene il mio giudizio negativo sul 68. dietro quelle forme di protesta e di cambiamento della società si mascherava un cancro, il cancro del materialismo!! quando si porta tutto ai bisogni materiali il piegarsi al danaro e alla cariera è conseguenziale!! in pratica quella cultura ha fatto, nel tempo, il gioco del sistema, delle lobbies, e dei poteri forti. sono stati i 68ini il miglior alleato di questi poteri, così come oggi lo sono i no global.
in quanto ai giovani che anche negli anni 70 aderivano numerosi al msi è vero, ma è il modo di agire che è cambiato. ho fatto l'esempio dei gruppi musicali non a caso, aalora non c'era una musica di destra(anche se dei gruppi c'erano), oggi esiste una musica di tendenza che aggrega i giovani. allora la "manifestazione" o l'occupazione era di sinistra, oggi pensa solo all'occupazione di un paio di mesi fa dello storico liceo comunista "giulio cesare" questa volta operato da studenti di destra!! questo mondo nuovo di porsi ha sfondato decisamente nel mondo giovanile, ed ha portato a contrastare anche a livello puramente numerico l'egemonia dell'estrema sinistra nel mondo giovanile!!
per quel che riguarda gli scontri oggi non avvengono come allora perchè i compagni non ne hanno il fegato. basta vedere il loro comportamento: proclami e tante minacce alle manifestazioni di fn per essere certi di trovare nutriti cordoni di sbirri!!
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 02:01:37
Ogni uomo è armato della propria individualità...ogni uomo combatte quotidianamente per rafforzarla e renderla "a propria misura"; una volta che quest'operazione di ricerca raggiunge risultati soddisfacenti, l'individuo inizia a muoversi verso una seconda tipologia di ricerca, finalizzata all'incontro con altre identità, simili alla sua per foggia e temperamento..in questo modo nascono i movimenti.

Quando un individuo non autocostruito e non formato si aggrega ad un movimento, non fa che rendersi "zavorra" di quest'ultimo, e continua a lasciarsi trascinare, a discapito proprio e del movimento stesso.

Quando diversi individui non autocostruiti e non formati,spinti più che altro da un istinto atavico,si aggregano alla formazione di un movimento proprio, vengono fuori fenomeni di anonimità,sterilità e sbiaditezza notevoli; solitamente questa tipologia di stile è la più seguita, e i movimenti che ne adottano gli schemi, sono i più numerosi in assoluto.
Questo è il mio parere.
Messaggio del 19-02-2004 alle ore 01:24:57
Ho sempre guardato con sospetto ai grandi movimenti di massa.Oggi come 35 anni fa.Non ho mai riscontrato una reale volonta' di fare qualcosa di positivo.All'inizio magari si,poi come un movimento prendeva piede,cadeva nelle mani di chi magari ha la voce piu' alta e gioca a fare il capo.Per quel che so del 68,qualcosa di positivo l'ha fatto,soprattutto nella scuola e nelle fabbriche,dove prima gli studenti e gli operai non avevano il diritto di parola.Poi si e' esagerato,con gli esami di gruppo ecc.A livello nazionale,poi,gli ex68ni,sono stati inglobati dal marketing,dalla pubblicita' ecc,in parole povere dal denaro,che a parole disprezzavano.Ho letto un libro di quel periodo,scritto da Mario Capanna,che mi ha permesso di farmi una certa idea(non molto positiva,ma neanche troppo negativa).Ho insistito un po' sul 68 perche' credo sia stato il piu' grande movimento degli ultimi anni.Per quanto riguarda i giorni nostri,il movimento noglobal e' il piu' importante.Molti vi aderiscono per moda,perche' vi aderisce un gruppo di amici o per stare dietro una ragazza.Pochi sono veramente convinti.Il bello e' che a parole vogliono far credere che vogliono fare qualcosa di positivo.Poi alla prova dei fatti,per 4 soldi di stipendio,venderanno l'anima al diavolo, che adesso fanno finta di combattere.Oggi come 35 anni fa.Risposta a Hobbit:e' vero,il tuo movimento ha ribaltato il concetto che la piazza non e'solo di sinistra.La stessa cosa dice FI,quando organizza le sue manifestazioni.Per quanto riguarda i giovani,anche il vecchio Msi ne aveva parecchi,anche se ricordo che se organizzavano una manifestazione finiva a mazzate con gli altri ragazzi di sinistra.Adesso un po' meno,forse perche' c'e' piu' spirito democratico,che permette a chiunque di manifestare pacificamente,tranne qualche eccezione.In definitiva credo che,per rispondere a MR Home,l'adesione a un movimento sia dovuto in gran parte a uno spirito di appartenenza da soddisfare,non a una reale convinzione.Naturalmente posso sbagliarmi,non sto mica nella testa della gente.
Messaggio del 18-02-2004 alle ore 22:20:55
sinceramente credevo che avrei trovato, riaccendendo il pc, l'ineressante post di home subissato di intervanti. così non è ma voglio ugualmente esprimere il mio giudizio in risposta alla domanda sull'imprtanza che hanno avuto i movimenti. sicuramente il più importante, quello che ha cambiato i costumi, è stato quello del 68. certo, dal mio punto di vista li ha cambiati in negativo, ma non si può negare che ha inciso profondamente sulla società. per quel che riguarda i giorni nostri ritengo che c'è stato un altro movimento destinato a passare alla storia per l'inversione di tendenza che ha determinato, e questo è proprio forza nuova!! il movimento di roberto fiore ha spezzato quella spirale che voleva i giovani di sinistra. ha cominciato questa operazione dalle curve(chi non ricorda la famosa cacciata dei cucs dall'olimpico), ha conquistato gli stadi, ha finalmente imposto una musica alternativa(proliferano i gruppi oi, hatecore, rock-nazionalista), e soprattutto ha ribaltato il concetto che le piazze sono di sinistra!! dall'avvento di fn si assiste ad un fenomeno prima sconosciuto:i "fascisti" conquistano le piazze!! in verità avevano cominciato a farlo i movimenti skin, ma oggettivamente senza successo. dalla nascita di fn invece questa è(soprattutto nelle città)una costante realtà!!
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 23:14:28
vorrei riprendere il discorso di home dal senso di "esternare" l'appartenenza. quando militavo nei movimenti skin per me era un rito il vestirmi prima di uscire:bomber, jens stretti e corti che non coprivano gli scarponcini rossi rigorosamente irlandesi. sapevo che così ero immediatamente identificato e altrettanto immediatamente rifiutato, e questo mi esaltava nel farmi sentire "uno contro tutti". ritengo che il ragionamento inverso valga per i grung o post grung, per i no global o new global e via dicendo. il ragazzo che si identifica in una dimensione comunque di sinistra sa che se entra in un pub o in un qualsiasi locale, se accede in qualsiasi ambiente, viene immediatamente accettato, anche da chi è su posizione diverse, ma cmq di sinistra. credo che questo giochi un ruolo fondamentale nella prima scelta di un adolescente.
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 16:24:35
Credo che un movimento nasca quando le cause che hanno portato al movimento stesso sono già in via di esaurimento o comunque siano conclamate nella società che ospita il movimento stesso. Mi spiego. Il movimento dei neri d'america nasce quando il fenomeno del razzismo nella "civilissima" america è oramai sedimentato ed acquisito. La protesta dei neri certo non ha inizio lì, ma molto prima. Quando il senso di rivalsa è universalmente avvertito da tutti i neri, scoppia il movimento.
E lo stesso credo possa dirsi per i movimenti dei capelloni anni 70, figli della trasformazione della società nella decade precedente. Secondo questo ragionamento mi trovo d'accordo con Mr.Home quando parla di post-grunge e alle motivazioni che adduce.
I movimenti politici sono sempre esistiti, non mi pare che possano connotare in modo evidente una società se non esagerando da una parte (nazismo) e dall'altra (comunismo cinese). Tanto più in quest'epoca di politici trasformisti e riciclati con idee altrettanto trasformiste e riciclate.
Forse l'unico movimento degno di tale nome negli ultimi anni è stato quello no global, un movimento su scala mondiale e con caratteristiche uguali in ogni parte. Che partito da ottime premesse si è perso ed è degenerato nell'opposto di ciò che predicava.
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 16:00:01
dean...tajete si capill e
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 15:46:46
cucciolo tu parli da solo è diverso
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 15:44:42
personalmente noto molto scemata la componente politica, quale motore di aggregazione culturale...nella seconda metà degli anni '90 le ideologie politiche nn sono pià riuscite a formare quell'amalgama che teneva unite persone e personalità negli anni '70 e '80...

ma oggi le premesse sono cambiate radicalmente. oggi si è reperibili fino in capo al mondo...se una volta questi movimenti servivano come centro di aggregazione sociale, ancor prima che culturale, oggi l'elemento sociale è messo un pò da parte. i cellulari, per capirci, hanno allentanto quel bisogno maniacale di stare in mezzo agli altri anche sono per poter parlare...

in una espressione oggi le idee e le opinioni girano a velocità impensabile, rispetto a 10 anni fa...ma le persone restano immobili dentro le loro abitazioni, interagiscono molto molto meno.

è un pò come il sistema bancario. una volta i soldi dovevano essere materialmente trasportati da una banca all'altra, c'era una corporalità che era fonte inesauribile di nuove esperienze, infinite situazioni. oggi basta un clic per trasferire virtualmente miliardi di euro in un secondo da un capo all'altro del mondo.

così accade per la cultura,grosso modo.
fossi stato uno studente di 20 anni fa a quest'ora, probabilmente, starei fuori,in facoltà, in qualche circolo o qualche bar...a scambiare opinioni, ad ascoltare idee di qualcuno.

invece me ne sto in questa stanza a parlare potenzialmente a tutto il mondo...

viviamo un'epoca di transizione, proiettati verso un futuro concepito come un individualismo standardizzato, ove ognuno la pensa come crede, costretto ad agire come deve...o come può, certo non come vuole.
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 15:40:47
Hobbit, io credo che l'adesione a dei movimenti squisitamente politici o, perlomeno, basati su convincimenti politici ci sia sempre stata, sebbene l'adesione è limitata solo a minoranze ben determinate ad esserlo. Mi riferisco, invece, a contesti sociali più ampi, sicuramente a carattere meno "militante"...

La mia personale opinione è che il maggiore movimento di questi anni è quello che chiamerei, forse abusando ancora una volta il termine, post-grunge. Sicuramente il look sgangherato e trasandato rimanda al grunge a cavallo degli 80-90, coadiuvato da un diffuso e blando esistenzialismo (tipico anch'esso)ed un ostentato anticonformismo. Però, rispetto al grunge, compare un riavvicinamento ai valori universali dell'uomo. In sostanza è come se prendessimo un grunge e lo privassimo del suo nichilismo e del suo pessimismo pervadendolo di un rinnovato interesse per la vita, per la partecipazione alla vita politica e sociale...
Ma questa definizione mi sembra che si ritorca un po' su se stessa, in quanto non vedo il motivo di ostentare così marcatamente un anticonformismo grunge perfettamente in simbiosi con il nichilismo di quello stesso movimento! E allora penso che l'abbigliamento e gli atteggiamenti adottati da queste persone abbiano la sola valenza di biglietto da visita sociale, nel senso di "io sono uno di voi"...ma non lo trovo coerente con la "filosofia" del movimento. Questo "io sono uno di voi" potrebbe anche essere, e forse lo è, la manifestazione della perenne rottura col sistema tipica dell'età adolescete...
Certo è che un elemento caratterizzante ci deve pur essere! Penso, allora, che in realtà ci sia tanta voglia di "umanità" e tanto malcontento verso una società incapace di farsi portatrice di questa voglia di rinnovamento. E' l'unica spiegazione plausibile che riesco ad articolare...

Forse è banale, non essendo io un sociolog; e magari ho campato in aria solo una ragguardevole quantità di stronzate! Ma, in fondo, è per schiarirmi le idee che ho aperto il post
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 15:18:07
Daccordo con hobbit, ma (con me c'è sempre un ma ) restringerei il campo, i movimenti servono proprio a non perdersi nella massa e a diventare riconoscibiliin mezzo ad essa, dissolvendosi in un gruppo, più caratterizzato è il gruppo, più si distingue dalla massa informe più ha forza d'attrazione, tutto questo per dire che il fenomeno riguarda non solo la sinistra, ma anche la destra, purchè estreme, anche perchè è difficile trovare una forte valore di differenziazione in un sezione socialdemocratica, ma è più facile trovarla ad unamanifestazione di estrema destra, magari a Monaco nel '22 , oppure ad un corteo No global.
Il discorso dalla politica si può estendere ad ogni movimento, in particolare giovanile ed adolescenziale, in fondo cosa cercavano Punk e Paninari nelle loro bogate se non differenziarsi da tutto l'informe scenario che li circondava?
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 15:07:18
l'istinto di appartenenza è una peculiarità dell'essere umano...è difficile essere unici e pensanti,direi...soprattutto ad una certa età...e allora ci si aggrega,poi col tempo qualcosa può rimanere,altre vanno via,altre ancora si capovolgono..fa parte della crescita..
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 15:00:43
Sono d'accordo con hobbit, Molto spesso le scelte degli individui ( in una società come la nostra) sono influenzate dalle tendenze e dalle novità che vengono introdotte. Ma alla fine benche' queste risultino novità, non fanno poi altro che creare una serie di individui raggruppati in un unico gregge.
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 15:00:36
Sono d'accordo con hobbit, Molto spesso le scelte degli individui ( in una società come la nostra) sono influenzate dalle tendenze e dalle novità che vengono introdotte. Ma alla fine benche' queste risultino novità, non fanno poi altro che creare una serie di individui raggruppati in un unico gregge.
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 14:53:04
più o meno, è quello che mi chiedevo anche io nel post del punk, come movimento, che c'è dopo?
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 14:35:59
home, per rispondere al tuo interessante quesito ci vorrebbe un socilogo, cmq credo che i motivi possano essere i più disparati. uno è senz'altro legato alle mode e alle amicizie. senza voler entrare in polemiche penso che nell'avvicinarsi a gruppi e movimenti dell'estrema sinistra abbia un ruolo fondamentale l'aspetto modaiolo. in un certo senso anche l'aspetto ludico (lo spinello tutti insieme e cosa simili). così come gioca un ruolo il volersi sentire integrato con la maggioranza, questo soprattutto nelle scuole. di contro ti dico che molti che fanno la scelta opposta lo fanno spesso per un senso di contrapposizione, di voglia di "diversificarsi" dalla massa. in sintesi è mia opinione che siano davvero pochi quelli che scelgono per profonda convinzione!!
Messaggio del 17-02-2004 alle ore 14:22:37
Dal sessanta ad oggi, dall'individualismo massificato ed anticonformista degli hippies, passando dal libertarismo sessuale dei settanta ed oltre....

Quali movimenti sociali, culturali, o semplici atteggiamenti caratterizzano gli anni a cavallo del millennio?

Mi piacerebbe sapere se ci siano dei valori, delle credenze, delle peculiarità che spingano ad aggregarsi a questo o a quel "movimento"...
Ad esempio - non me ne vogliate -, quale fuoco interiore spinge un ragazzo a far parte della cosiddeta tribù dei piedizozzi (non saprei come chiamarli...)? E c'è questo fuoco, o è solo un istinto di appartenenza da appagare?

Sono domande che mi faccio spesso nel tentativo di ottenere una visione organica del mio tempo ma, forse giustamente, arrivo solo a conclusioni disorganiche e disordinate....

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