La Piazza

MORTE A MADRID
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 09:49:20
Madrid colpita da diverse esplosioni, strage
Almeno 50 morti, centinaia di feriti. Le bombe sono state 5 in tre diverse stazioni. Governo: «Attentato a democrazia»
MADRID - Una stazione di Madrid e due negli immediati dintorni sono state investite giovedì tra le 7,30 e le 8 da forti esplosioni che hanno causato una strage. In un primo bilancio i morti sono almeno 23 e i feriti molte decine.
«Si tratta di un chiaro attentato contro la democrazia», ha detto il portavoce del governo spagnolo Eduardo Zaplana. Domenica in Spagna sono previste le elezioni generali, ma subito dopo gli attentati i partiti hanno deciso di sospendere la campagna elettorale.


ATOCHA - Sono avvenuti tre scoppi alla stazione Atocha di Madrid. Le esplosioni hanno devastato due treni di pendolari e un treno ad alta velocità in partenza. I soccorritori hanno utilizzato taxi per trasportare i feriti perché non ci sono ambulanze a sufficienza, mentre decine di persone si sono affollate in via del Commercio, a poca distanza dalla stazione, dove sono state porte le prime cure ai feriti.

PERIFERIA - Altre due esplosioni sono avvenute in due località vicino a Madrid: Pozo del Tío Raimundo e Santa Eugenia. Nelle due stazioni periferiche la situazione è ancora confusa e caotica. La situazione più critica si registra a Pozo del Tio Raiumundo, lungo la linea che collega Madrid a Guadalajara. Qui i morti sono almeno 30. Secondo testimoni, le esplosioni hanno colpito convogli di pendolari che provenivano da Guadalajara e Alcalà de Henares. Gli artificieri stanno passando al setaccio l'area per verificare l'eventuale presenza di altri ordigni.

ATTENTATI - La polizia era già in stato di massima allerta per possibili attentati dell'Eta basca in vista delle elezioni di domenica.
Il 29 febbraio le forze di sicurezza avevano intercettato un furgone con oltre 500 kg di esplosivo.
Il 24 dicembre scorso era stato sventato all'ultimo momento un attentato alla stazione madrilena di Chamartin con modalità del tutto simili a quello avvenuto oggi. In entrambi i casi le accuse si erano concentrato sui terroristi separatisti baschi dell'Eta. Alcune settimane fa l'Eta aveva diffuso immagini che annunciavano una tregua degli attentati in Catalogna, raggiunta grazie agli incontri con il discusso leader separatista catalano Carod-Rovira
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 10:03:59
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 10:09:07
E' di 60 morti il bilancio dei morti degli attentati che stamani hanno devastato tre treni di pendolari a Madrid. Lo ha reso noto un portavoce del governo
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 10:14:36

quei separatisti farebbero bene a separarsi nn solo dalla spagna...ma dall'umanità!
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 10:33:21
Questa è parte della storia dell'ETA fino al 1989...vedo di trovare il resto!!

Cmq c'è da dire che se arrivate gia a metà testo non vi ricordate piu quanti attentati sono stati citati.......e pensare che gli americani commemorano ogni mese l'11 settembre!!!

Tracciare una storia, ancorché sintetica, del Movimento di Liberazione Basco è compito superiore alle nostre forze e sproporzionato rispetto allo spazio di questo Dossier. Abbiamo redatto questa cronologia con il solo intento di fornire ai lettori un elenco ordinato e necessariamente parziale dei principali avvenimenti di questa storia; con essa abbiamo anche voluto evitare la ripetizione di lunghe note esplicative alla fine di ognuno dei documenti pubblicati.

1952

Un gruppo di studenti in stretto contatto con l'organizzazione giovanile del PNV (Partito Nazionalista Basco, fondato nel 1894, espressione del nazionalismo borghese in Euskadi) dà vita al periodico Ekin (Azione). Una componente del gruppo finirà per confluire nel partito; l'altra si costituirà in organizzazione a sé col nome di ETA.

1959

31 agosto: fondazione di ETA (Euskadi Ta Askatasuna, Paesi Baschi e Libertà).

1961

18 agosto: prima azione militare di ETA (sabotaggio ad una linea ferroviaria su cui viaggiano ex falangisti diretti ad una manifestazione in commemorazione della vittoria franchista nel '39).

1962

Maggio: in Euskadi Nord (Francia) si tiene la prima Assemblea di ETA. Vi viene approvato un documento che precisa la natura dell'organizzazione: «ETA è un Movimento Rivoluzionario Basco di liberazione nazionale, creato nella Resistenza Patriottica e indipendente da qualsiasi altro partito o organizzazione».

1966

Dicembre: inizia la V Assemblea di ETA. Si concluderà nel marzo successivo e vedrà la scissione di una componente dell'organizzazione (in seguito questa avrebbe dato vita, nel 1971, al MCE - Movimento Comunista di Spagna - unendosi ad altri gruppi marxisti-leninisti; in Euskadi il MCE prende il nome di EMK - Movimento Comunista di Euskadi).

1967

Marzo: seconda parte della V Assemblea. Nel corso di questa viene per la prima volta posta in luce chiaramente la connessione inscindibile tra lotta di liberazione nazionale e lotta di classe.

1968

7 giugno: cade assassinato dalla polizia spagnola Francisco Saverio "Txabi" Etxebarrieta, dirigente di ETA.

2 agosto: un commando di ETA giustizia il torturatore Meliton Manzanas, dirigente della Brigada Social (polizia politica) di Gipuzkoa.

Agosto: nella VI Assemblea di ETA si manifestano profonde divisioni interne. Una parte maggioritaria dell'organizzazione (ETA-V) non riconosce la validità dell'Assemblea.

1969

3 dicembre: a Burgos inizia il processo speciale contro i militanti di ETA accusati dell'esecuzione di Manzanas.

28 dicembre: il processo si conclude con nove condanne a morte.

31 dicembre: concessione dell'indulto ai condannati a morte.

1972

Febbraio: sequestro dell'industriale Zabala, a sostegno delle lotte salariali in corso.

Ottobre: seconda parte della VI Assemblea, convocata dalla componente minoritaria di ETA (ETA-VI). Questa componente si integrerà in seguito nell'organizzazione trotskista LCR (Lega Comunista Rivoluzionaria).

1973

16 gennaio: sequestro dell'industriale Huarte da parte di ETA.

Nel corso dell'anno si approfondisce la divisione sulla struttura da dare all'organizzazione; una componente che prenderà il nome di ETA Militarra (ETA-m) opta per la scelta frontista, l'altra (ETA politico-militare) sostiene la scelta unitaria.

20 dicembre: un commando di ETA giustizia il Presidente del Consiglio Carrero Blanco, destinato a succedere a Franco alla guida dello Stato spagnolo e ad assicurare la continuità del regime.

1975

Gennaio: ETA (p-m) convoca la seconda parte della VI Assemblea.

Estate: introduzione della Legge Antiterrorismo.

Settembre: sono processati e condannati a morte due militanti di ETA ("Txiki" e "Otaegi") e tre militanti del FRAP (Fronte Rivoluzionario di Azione Patriottica, organizzazione di massa del Partito Comunista di Spagna m-l).

20 novembre: morte di Francisco Franco.

1976

Settembre: ETA (p-m) tiene la VII Assemblea.

18 agosto: viene costituito ufficialmente il blocco KAS.

1977

15 giugno: prime elezioni politiche del dopo-Franco. ETA (m) si astiene; ETA (p-m) appoggia il partito Euskadiko Eskerra (Sinistra Basca). La vittoria nello Stato spagnolo va al Centro Democratico Sociale di Suarez, coalizione di famiglie e gruppi di interesse dell'oligarchia franchista.

Sotto la spinta del movimento di massa (nonostante solo nel 1977 siano 6 i dimostranti uccisi dalle forze repressive) Suarez concede l'amnistia ai prigionieri politici baschi.

Nel corso dell'anno inizia il movimento di massa contro la costruzione della centrale nucleare di Lemoiz.

1978

17 marzo: sabotaggio di ETA contro la centrale nucleare in costruzione di Lemoiz. I lavori sono ritardati di circa due anni.

Aprile: viene costituita la coalizione elettorale Herri Batasuna (Unità Popolare).

15 novembre: a Madrid ETA giustizia Francisco Casanovas, ex presidente del Tribunale dell'Ordine Pubblico creato dal franchismo.

6 dicembre: si tiene il referendum sulla Costituzione. E' approvato in tutto lo Stato spagnolo, ma respinto con quasi il 70% dei voti in Euskadi.

Dicembre: assassinio di "Argala"- dirigente di ETA (m) - da parte di gruppi parapolizieschi.

1979

3 gennaio: come rappresaglia per la morte di "Argala", ETA giustizia il Governatore militare di Madrid, gen. Ortin.

1 marzo: le elezioni politiche vedono un buon successo di Herri Batasuna, anche grazie all'involontaria propaganda governativa («votare per HB equivale a votare per ETA»).

Estate: ETA (p-m) inizia una campagna di azioni armate per il boicottaggio del turismo straniero in Spagna. Un attentato alla stazione ferroviaria di Atocha (Madrid) provoca 5 morti e un centinaio di feriti fra i passanti.

25 ottobre: si tiene il referendum promosso dal governo spagnolo per lo Statuto di Autonomia dei Paesi Baschi. Dal referendum sono esclusi la Navarra e (ovviamente) i Paesi Baschi francesi. HB e ETA (m) sono per l'astensionismo, ETA (p-m) per la partecipazione. Il "sì" prevale di stretta misura e grazie anche ai brogli promossi dal governo di Madrid.

1980

Agli inizi dell'anno i prigionieri politici baschi sono già nuovamente più di 200.

9 marzo: alle elezioni del Parlamento Basco Herri Batasuna ottiene 11 seggi su 60.

1981

Campagna di azioni armate di ETA congiunta alla mobilitazione di massa contro i lavori di costruzione della centrale nucleare di Lemoiz. La campagna termina con il sequestro (29 gennaio) e l'esecuzione dell'ingegnere capo di Lemoiz, Ryan.

13 febbraio: il militante di ETA Joseba Aguirre muore per le torture subite nel Commissariato di Polizia di Madrid.

23 febbraio: tentato colpo di Stato del tenente colonnello Tejero. La riuscita del "golpe" avrebbe significato l'invasione di Euskadi da parte dell'Esercito spagnolo. Il patteggiamento fra potere militare e civile si tradurrà invece "solo" in un inasprimento delle esecuzioni sul posto, degli arresti, delle torture e delle attività terroriste parapoliziesche. I prigionieri politici baschi sono già quasi 400.

1982

Maggio: esecuzione da parte di ETA del nuovo direttore di Lemoiz, Angel Pascual, e definitivo blocco dei lavori.

Alla metà dell'anno il numero dei prigionieri politici supera i 500.

28 ottobre: alle elezioni politiche la maggioranza (oltre 10 milioni di voti) è conquistata dal PSOE, partito cui la maggioranza della borghesia spagnola ha affidato il compito di portare a termine, in modo indolore, la cosiddetta "transizione dal franchismo alla democrazia". Il neo-eletto ministro degli Interni (il "socialista" Barrionuevo) comincia ad eseguire fedelmente il compito affidatogli annunciando il mantenimento delle Legge Antiterrorismo e l'aumento di organico delle forze di occupazione spagnole in Euskadi.

4 novembre: ETA giustizia Victor Lago Román, comandante della Divisione "Brunete".

1983

Gennaio: una frazione di ETA (p-m), con la copertura politica di Euskadiko Eskerra, negozia la resa incondizionata e il "reinserimento" con le autorità militari spagnole. Una parte della restante componente di ETA (p-m) confluirà in seguito in ETA (m).

5 febbraio: nell'ambito della campagna lanciata da ETA contro le grandi banche, restano uccisi tre lavoratori del Banco de Vizcaya. ETA si assume la responsabilità in un comunicato di autocritica.

Maggio: entra in vigore il Piano ZEN (Zona Speciale del Nord), indirizzato alla distruzione del movimento di liberazione basco.

In estate ha luogo per la prima volta la cosiddetta "guerra delle bandiere": continue mobilitazioni di massa cercano di impedire che la bandiera spagnola sventoli sugli edifici pubblici e di sostituirla con la "ikurriña" basca, scontrandosi duramente con le forze repressive.

Settembre: secondo congresso di HASI, partito membro del blocco KAS.

Dagli ultimi mesi dell'anno ha inizio una campagna di attentati contro i rifugiati politici baschi in Euskadi Nord (Francia), che si protrarrà nell'anno seguente. Fa la sua comparsa la tristemente famosa sigla del GAL (Gruppo Antiterrorista per la Libertà), squadrone parapoliziesco che nel 1984 rivendica l'assassinio di 8 militanti baschi.

1984

Nei primi sei mesi dell'anno vengono effettuati 500 arresti negli ambienti del movimento di liberazione nazionale basco e comminate condanne per 1.700 anni. Nei carceri di massima sicurezza di Herrera de la Mancha e Alcalá si registra un grave peggioramento delle condizioni di vita dei prigionieri politici.

26 febbraio: alle elezioni del Parlamento Basco Herri Batasuna ottiene il 14,6% dei voti.

20 novembre: assassinio di Santi Brouard, presidente di HASI e membro della direzione di HB; la firma è ancora quella del GAL. Lo sciopero generale di protesta del 21 novembre è il più grande della storia recente di Euskadi.

23 novembre: nel corso di una delle più accanite lotte operaie contro la riconversione industriale, la polizia in assetto di guerra assalta i cantieri navali Euskalduna di Bilbao (da vari giorni occupati) uccidendo due operai.

1985

Aprile: campagna di ETA contro il turismo in Spagna; diversi alberghi, discoteche, agenzie turistiche subiscono attentati.

30 luglio: ETA giustizia il vice-ammiraglio Estrada, direttore generale dei sistemi di difesa e stretto collaboratore del Ministero della Difesa.

10 settembre: nel pieno centro di Madrid una auto-bomba colpisce un autobus su cui viaggiano 16 agenti della Guardia Civil.

26 settembre: nell'atrio dell'Hotel Monbar di Bayonne (Paesi Baschi francesi) il GAL assassina quattro rifugiati baschi.

16 dicembre: il corpo di Mikel Zabaltza, militante del movimento di liberazione basco, viene ritrovato nel fiume Bidasoa. Zabaltza era stato arrestato e torturato venti giorni prima dalla Guardia Civil, che ne aveva denunciato poi la "scomparsa". La risposta non si fa attendere: otto giorni dopo a Madrid il generale Atares (fino a pochi anni prima fra i maggiori esponenti della Guardia Civil) è abbattuto da un commando di ETA.

1986

7 febbraio: un commando di ETA giustizia a Madrid il vice-ammiraglio Carvajal.

12 marzo: il referendum con cui il governo spagnolo vuole sancire l'ingresso della Spagna nella NATO viene respinto dal 60% dell'elettorato basco.

Aprile: una auto-bomba colpisce nel centro di Madrid una Land-Rover della Guardia Civil, uccidendo nove militi.

17 giugno: ETA giustizia il maggiore Saenz de Ynestrillas, coinvolto nel tentato "golpe" del 1981, e altri due militari.

20 giugno: alle elezioni politiche il PSOE conserva la maggioranza assoluta. Ma la sorpresa maggiore (e certamente la più sgradita per la borghesia spagnola) viene da Herri Batasuna, che raddoppia i propri voti e ottiene 5 seggi al Parlamento di Madrid.

14 luglio: altri 9 membri della Guardia Civil uccisi in un'azione di ETA, analoga a quella di aprile.

19 luglio: iniziano le espulsioni di rifugiati baschi nei Paesi Baschi francesi, nell'ambito della collaborazione Mitterrand-Gonzalez. Quest'ultimo si congratula del «salto qualitativo importante nella lotta al terrorismo».

21 luglio: da un'auto parcheggiata di fronte al Ministero della Difesa (Madrid) partono sette granate che centrano l'edificio. ETA rivendica.

Settembre: mentre proseguono le espulsioni, Gonzalez rincara la dose: «Bisogna creare progressivamente un vero spazio giuridico e penale europeo».

25 ottobre: ETA giustizia a Donostia (S. Sebastian) il generale Garrido Gil, governatore militare della Gipuzkoa.

30 novembre: alle elezioni del parlamento basco Herri Batasuna passa da 11 a 13 seggi. Tra gli eletti è Juan Carlos Yoldi, militante di ETA prigioniero.

1987

31 gennaio: una auto-bomba di ETA esplode al passaggio di un autobus della Guardia Civil.

27 febbraio: in un incidente d'auto nei pressi di Algeri muore Domingo Iturbe Arbasolo "Txomin", dirigente di ETA. "Txomin" risiedeva in Algeria dal settembre 1986, dopo una sua prima deportazione in Gabon nel luglio precedente; in Algeria manteneva i contatti fra ETA e i rappresentanti del governo spagnolo. I suoi funerali a Mondragón (Paesi Baschi), cui partecipano 55.000 persone, si trasformano in un'enorme manifestazione di appoggio a ETA.

28 marzo: una Guardia Civil uccisa e 18 feriti per l'esplosione di una auto-bomba di ETA.

17 maggio: a Madrid tre auto-bombe di ETA contro la Direzione Generale della Guardia Civil e i quartieri generali degli Eserciti di Aria e di Terra. Con la prima resta uccisa una passante.

10 giugno: alle elezioni municipali il PSOE perde 1.300.000 voti. Nei Paesi Baschi ne perde 50.000, mentre Herri Batasuna ne guadagna 1.800.

12 giugno: attentato di ETA contro la raffineria di Enpetrol a Tarragona. Il maggior complesso petrolchimico spagnolo (dove sono insediate numerose multinazionali) resta completamente paralizzato.

15 giugno: scontri, barricate ed incendi di vagoni ferroviari nel corso delle lotte operaie ai cantieri navali Euskalduna.

19 giugno: a Barcellona ETA colloca una auto-bomba nel parcheggio del supermercato Hipercor. Nonostante le ripetute telefonate di avvertimento, la direzione - su indicazione della polizia - rifiuta di far evacuare i locali. Le vittime dell'esplosione sono 19, i feriti alcune decine. Anche Herri Batasuna critica duramente questo tipo di azione.

15 luglio: due militi della Guardia Civil uccisi da una auto-bomba di ETA in Gipuzkoa.

19 luglio: a Donostia (S. Sebastian) violenti scontri durante una manifestazione in appoggio ai prigionieri politici baschi.

25 luglio: a Donostia la militante di ETA Lucia Urigoitia viene uccisa dalla Guardia Civil con un colpo di pistola alla nuca sparato a bruciapelo.

16 agosto: Maite Pérez e Rafael Etxebeste, militanti di ETA, restano uccisi nell'esplosione di un ordigno che stavano collocando.

Agosto: ETA rivendica una serie di azioni realizzate nei Paesi Baschi, in Galizia e nelle Asturie contro la Polizia Nazionale, la Guardia Civil e gli interessi economici francesi.

Agosto: i mezzi di comunicazione danno notizia di negoziati in corso in Algeria fra militanti di ETA in esilio e rappresentanti del governo spagnolo. Quest'ultimo dapprima smentisce, poi conferma, pur negando il carattere politico dei "contatti". Nel frattempo è reso noto il programma di modernizzazione della Guardia Civil, che fra l'altro prevede il raddoppio entro la fine dell'anno delle unità di stanza nei paesi baschi.

8-9 settembre: nel corso di due azioni di ETA a Bilbao e a Guernica restano uccisi tre militi della Guardia Civil.

28 settembre: un poliziotto ucciso da una auto-bomba di ETA a Donostia.

30 settembre: nei Paesi baschi francesi viene arrestato Santiago Arrospide "Santi Potros", considerato fra i dirigenti di ETA.

1-3 ottobre: vasta operazione repressiva in Euskadi, con decine di perquisizioni ed arresti.

3 ottobre: il più duro attacco alla comunità dei rifugiati baschi in Euskadi Nord viene lanciato dalla polizia francese. Un centinaio di rifugiati viene arrestato, più della metà sono consegnati alla polizia spagnola e da questa incarcerati o esiliati (prevalentemente in Algeria). La maggioranza denuncia maltrattamenti e torture. La mobilitazione di protesta nei Paesi Baschi è generale e violenta.

24 settembre: a Bilbao un imponente corteo (oltre 100.000 manifestanti) sfila in silenzio dietro lo striscione "Askatasuna - Libertà".

5 novembre: a Madrid i sette maggiori partiti spagnoli (escluso il PSOE) firmano un "patto contro il terrorismo".

11 dicembre: una auto-bomba di ETA distrugge la caserma della Guardia Civil di Saragozza. Fra i dodici morti e 40 feriti vi sono anche i familiari dei militi, che alloggiano nelle stesse caserme.

Dicembre: tornano a mobilitarsi i lavoratori dell'Euskalduna, in lotta contro la riconversione. La lotta si estenderà a tutti i Paesi Baschi francesi nei mesi seguenti.

1988

28 gennaio: ETA diffonde un comunicato in cui espone l'andamento dei contatti con i rappresentanti del governo spagnolo e propone l'avvio di negoziati, impegnandosi (in caso di risposta positiva) a rispettare una tregua parziale di 90 giorni.

20 febbraio: il governo spagnolo annuncia l'intenzione di riattivare i contatti con ETA. Alcuni giorni dopo il governo algerino conferma l'inizio dei colloqui.

24 febbraio: ETA sequestra l'industriale spagnolo Emiliano Revilla, ricordando che l'inizio della tregua è subordinato ad un accordo bilaterale.

2 marzo: il militante di ETA Mikel Lopetegi viene trovato impiccato nella sua cella del carcere di Herrera de la Mancha.

27 marzo: a Donostia ETA giustizia il generale dell'Aviazione Pérez Caballero.

17 aprile: ETA rivendica varie azioni condotte contro le forze di occupazione nei Paesi Baschi.

22 aprile: il generale Andrés Cassinello, ex comandante della Guardia Civil ed esperto di antiguerriglia, viene nominato Capitano generale della Regione Pirenaica Occidentale, che comprende i Paesi Baschi.

11 maggio: azioni di ETA contro la Guardia Civil in Gipuzkoa.

23 maggio: un quartiere di Madrid viene occupato militarmente nell'inutile ricerca di Revilla. Gli abitanti chiedono le dimissioni del Ministro degli Interni Barrionuevo.

Maggio: ETA inizia una campagna contro i trafficanti di droga.

Proseguono le dimostrazioni degli operai di Euskalduna.

15 giugno: muore nel carcere di Herrera de la Mancha un altro prigioniero politico basco, Juan Carlos Alberdi.

29 giugno: un militante di ETA, Mikel Arrastia, si uccide gettandosi da una finestra per evitare di essere catturato dalla Polizia nazionale.

20 luglio: Gonzalez annuncia la necessità di modifiche legislative (del tipo francese e tedesco) per «difendere lo Stato di diritto».

Estate: massicce mobilitazioni per imporre l'esposizione della "ikurriña" basca sugli edifici pubblici.

20-25 agosto: diverse azioni di ETA contro la Guardia Civil nei Paesi Baschi.

23 settembre: esecuzione sommaria di Mikel Kastresana, militante di ETA arrestato in pieno centro di Donostia dalla Polizia nazionale. Manifestazioni di protesta, barricate, incendi e scontri con le forze repressive si ripetono per diversi giorni in molte località dei Paesi Baschi.

16 ottobre: due auto-bomba di ETA nei Paesi Baschi. In una delle esplosioni resta accidentalmente uccisa una guardia della Polizia autonoma basca (Ertzantza).

23 ottobre: ETA fa esplodere una auto-bomba a Madrid distruggendo in parte la sede della Direzione Centrale della Guardia Civil. Muoiono due civili, familiari di guardie alloggiati nell'edificio. Gonzalez si appella ad una maggior collaborazione dello Stato francese.

30 ottobre: dietro il pagamento di un ingente riscatto l'industriale Emiliano Revilla viene rilasciato dopo sei mesi di sequestro da parte di ETA.

1 novembre: in un comunicato ETA ribadisce la sua offerta di negoziato, riconoscendo Eugenio Etxebeste "Antxon" (militante di ETA esiliato in Algeria) come suo interlocutore.

3 novembre: il consigliere di Herri Batasuna, Fermin Urtizberea, viene sequestrato per tre giorni e torturato da un gruppo parapoliziesco che si definisce Gruppo Antiterrorista Nazionalista Spagnolo (GANE). Manifestazioni violente, attentati e sabotaggi hanno luogo in tutti i Paesi Baschi; il PSOE è apertamente indicato come il mandante del sequestro.

14 dicembre: sciopero generale in tutto lo Stato spagnolo contro la politica economica del PSOE. Nei Paesi Baschi l'adesione è totale.

18 dicembre: a Eibar (Vizcaya) una auto-bomba di ETA esplode contro un autobus della Polizia nazionale.

1989

7 gennaio: ETA diffonde un comunicato in cui dichiara una tregua unilaterale di 15 giorni come «dimostrazione della sincerità della propria offerta di negoziazione».

11 gennaio: arresto del dirigente di ETA José Antonio Urrutikoetxea ("Josu Ternera") nel Paese Basco francese.

22 gennaio: ETA diffonde un comunicato in cui dichiara di estendere la tregua fino al 26 marzo, in seguito all'avvio di colloqui ad Algeri con i rappresentanti dello Stato spagnolo.

8 marzo: in un'intervista al quotidiano basco Egin "Antxon" Etxebeste afferma che esistono le condizioni perché i colloqui di Algeri possano proseguire.

24 marzo: ETA dichiara di prolungare la tregua fino al 24 giugno.

29 marzo: in un comunicato all'agenzia France Presse ETA accusa il governo spagnolo di aver diffuso una dichiarazione ufficiale in merito all'andamento dei negoziati il cui testo differisce da quello concordato fra le parti; il governo è invitato a rettificare la dichiarazione entro 24 ore (in seguito prorogate di altre 72 ore), pena la rottura della tregua.

4 aprile: a seguito della posizione negativa assunta dal governo spagnolo, ETA accusa quest'ultimo di «aver rotto unilateralmente gli accordi stabiliti» e dichiara «aperti tutti i fronti di lotta a partire dalle ore 0 del 4 aprile».

7-9 aprile: pacchi esplosivi vengono inviati ad esponenti delle forze repressive in Euskadi; sette bombe esplodono lungo la linea ferrata fra Pamplona e Vittoria.

12 aprile: un commando di ETA giustizia un sergente della Guardia Civil nelle vicinanze di Bilbao.

14 aprile: esplosione di ordigni lungo la linea ferroviaria Madrid-Valencia.

19 aprile: su pressione del governo spagnolo, sei militanti di ETA rifugiati ad Algeri (fra cui "Antxon" Etxebeste, principale portavoce di ETA nel negoziato con Madrid) vengono espulsi e deportati a Santo Domingo.

23 maggio: una auto-bomba esplode a Bilbao uccidendo tre artificieri, due della Guardia Civil e uno della Ertzantza.

Messaggio del 11-03-2004 alle ore 11:03:20
11 mar 10:35 Esplosioni a Madrid: trovato e fatto brillare altro zainetto bomba


MADRID - Uno zainetto-bomba e' stato fatto brillare dalla polizia di Madrid vicino alla stazione ferroviaria di Atocha, nella capitale spagnola, gia' obiettivo di uno degli attentati di questa mattina. Quella degli zainetti-bomba e' la tecnica gia' usata dai terroristi baschi nei mesi scorsi. Intanto mentre i partiti politici hanno deciso di sospendere le compagne elettorali in vista delle elezioni per il rinnovo del parlamento, il ministro del lavoro e portavoce del governo spagnolo, Eduardo Zaplano, ha accusato il movimento separatista basco dell'Eta per gli attentati. Da parte sua, il presidente della regione autonoma basca, Juan Jose Ibarretxe, ha condannato gli episodi di questa mattina, sottolineando che l'Eta non rappresenta il popolo basco. (Agr)
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 11:14:27
Madrid, 11:04
Spagna, attentati treni: per fonti giudiziarie 125 i morti

I morti degli attentati di stamattina a Madrid sono 125 secondo fonti giudiziarie della Audiencia nacional.
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 11:15:19
Madrid, 11:04
Spagna, ministro interno: attentati sono stati quattro

Sono stati quattro gli attentati avvenuti questa mattina a Madrid. Lo ha detto il ministro dell'interno Angel Acebes precisando che due esplosioni si sono verificate alla stazione di Atoche, uno a Santa Eugenia e uno a El Pozo.
Il ministro ha parlato di decine di morti e feriti senza indicare un numero preciso. Alla stazione di Atoche, ha aggiunto, oltre a bombe su un treno c'erano forse anche cariche esplosive sui marciapiedi lungo i binari.

Messaggio del 11-03-2004 alle ore 11:21:42
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 11:38:28
Madrid, 11:29
Spagna, attentati treni: caos e panico al centro di Madrid

Gli attentati sui treni che hanno scosso oggi la Spagna, i piu' gravi nella storia del paese, hanno provocato caos e panico a Madrid, dove il traffico automobilistico è impazzito in alcune zone. Le autorità hanno invitato i cittadini ad evitare ogni spostamento che non sia assolutamente necessario.
Sono state bloccate alcune linee della metropolitana e isolati dalla polizia, per favorire i soccorsi, i dintorni delle tre stazioni ferroviarie colpite dai terroristi: Atocha, El Pozo e Santa Eugenia.

Le principali testate della stampa madrilena, El Pais, El Mundo, Abc, hanno annunciato che pubblicheranno oggi edizioni speciali dedicate agli attentati. Le televisioni trasmettono senza interruzioni le prime immagini di viaggiatori feriti e provati dei treni pendolari, mentre sulle radio si moltiplicano le testimonianze di passeggeri si trovavano nei luoghi degli attentati.

Messaggio del 11-03-2004 alle ore 11:56:10
Madrid: tre giorni di lutto nazionale in Spagna


ANSA: (ANSA) - MADRID, 11 MAR - Il governo spagnolo ha decretato tre giorni di lutto nazionale per gli attentati di stamattina a Madrid. Secondo fonti giudiziarie dell'Audiencia nacional, i morti potrebbero essere oltre 120. Un recente rapporto dell'Ufficio di Polizia Europol parlava della possibilita' che Madrid potesse essere un possibile obiettivo dell'Eta, con un'azione condotta con esplosivi in punti strategici. Il ministro dell'interno ha detto che i responsabili 'la pagheranno cara'.

Messaggio del 11-03-2004 alle ore 11:56:23
DallUnità

L'inferno di Madrid: 125 morti in tre attentati ai treni. Domenica si vota.

Una strage terribile: 125 morti secondo la fonti della Audiencia Generak, l’equivalkente della nostra procura della Repubblica. Un bilancio ben più grave di quello, già drammatico, di 62 morti fornito dopo un’altalena di cifre dal ministero dell’Interno spagnolo. Oltre cento morti provocati da tre bombe poste su altrettanti treni, due pendolari e uno ad alta velocità, ed esplose quando si trovavano a poche centinaia di metri dalla loro destinazione finale in tre diverse stazioni di Madird: Atohca, una dele più impostanti della città, Santa Eugenia e Pozo del Tío Raimundo

Le esplosioni sono avvenute tra le 7,30 e le 8 del mattino su treni affollatissimi considerata l’ora. Evidentemente l’intento degli attentatori era proprio quello di provocare un numero altissimo di vittime ad appena tre giorni dal voto. Il governo parla di attacco alla democrazia e attribuisce l’attentato al gruppo separatista basco Eta, qualificato come «banda di criminali e assassini». Il partito popolare del premier José Maria Aznar ha centrato gran parte della sua propaganda elettorale sul rifiuto assoluto di qualsiasi concessione alle richieste separatiste dei baschi. I partiti hanno sospeso la campagna elettorale

Secondo Juan Camarca, un controllore delle ferrovie spagnole, le esplosioni si sono verificate a bordo di treni provenienti dalle stazioni di Guadalajara e Alcalà de Henares, a sud della capitale spagnola., quando si trovavano a meno di mezzo chilometro dalle stazioni di destinazione. La situazione è drammatica e caotica, come si può facilmente immaginare. La polizia ha requisito i taxi per trasportare i feriti negli ospedali perché le ambulanze non sono sufficienti. La protezione civile ha allestito persino un improvvisato ospedale in calle Commercio, nei pressi della stazione Atocha. Secondo testimoni decine di persone ferite ed insanguinate stanno risalendo avenida de la Ciudad de Barcelona per raggiungere questo ospedale di emergenza. Ospedali da campo si stanno organizzando anche a fianco della stazione di Santa Eugenia e nel campo sportivo Daoiz y Velarde.

Alla fine di febbraio la polizia ha detto di aver sventato un attentato che l'Eta voleva compiere nella capitale in vista delle elezioni: due membri del gruppo indipendentista erano stati arrestati mentre, a bordo di un furgone con mezza tonnellata di esplosivo, si dirigevano verso Madrid.


Messaggio del 11-03-2004 alle ore 12:03:07
Esteri

11 mar 11:53 Esplosioni a Madrid: soccorritori, 131 morti


MADRID - Si aggrava ancora la stima delle vittime degli attentati a Madrid. Secondo i soccorritori sarebbero 131. Il bilancio e' stato comunicato daPedro Calvo, responsabile regionale del governo per la sicurezza. (Agr)
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 12:05:56
«Solo mi ricordo che tutto è saltato in aria», ha detto una ragazza che, aspettando un treno alla stazione Atocha di Madrid, ha visto pezzi di treno e resti umani proiettati in aria dalla violenza dell'esplosione. Nei dintorni della stazioni, decine di persone sotto shock tentano di capire quello che hanno visto: «Gente che correva dappertutto coperta di sangue», «Un intero vagone spezzato in due dall'esplosione», «Cadaveri sui binari e sui marciapiedi». Molte testimonianza raccolte dai microfoni della radio e la televisione sono interrotte dalle lacrime: «Non so cosa dire, non so quali parole si possono usare per descrivere questo», ha dichiarato un'adolescente intervistata dalla radio nazionale, mentre veniva soccorsa da infermieri del servizio di emergenza.

SCENE DA INCUBO - Sono scene da incubo quelle che la televisione pubblica spagnola ha mandato in onda. In particolare immagini drammatiche vengono dalla stazione di Atocha. Un treno bianco e rosso Tgv diretto in Andalusia ha un vagone squarciato. Attorno, brandelli di vestiti, sangue, oggetti usciti dai bagagli scaraventati fuori dai vagoni dalla violenza della deflagrazione. Pompieri entrano tra gli squarci nelle lamiere dei vagoni. Nel piazzale antistante la stazione è un continuo andirivieni di ambulanze: caricano i feriti che pompieri e guardia civil accompagnano a spalla e su barelle dall'interno della stazione. I feriti leggeri invece si allontanano da soli barcollando sotto choc.
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 12:31:05
Bilancio dei soccorritori. Quattro eplosioni in tre stazioni
al centro della capitale hanno colpito convolgi di pendolari
Madrid, bombe sui treni
"Le vittime sono 131"
Per fonti giudiziarie 125 morti. Il governo: "Eta assassina"
Gli attentati alla vigilia delle politiche di domenica


Il treno esploso alla stazione
Santa Eugenia a Madrid

MADRID - Quattro esplosioni, in rapida successione, su tre treni affollati di pendolari all'ora di punta: 131 morti, e un numero imprecisato di feriti, sicuramente oltre 200. Un bilancio da strage, ma ancora provvisorio (fornito dai soccorritori) per Madrid, colpita alla vigilia delle elezioni politiche di domenica da violentissimi attacchi. Dalle 7.30, una dopo l'altra, quattro bombe sono esplose in tre stazioni ferroviarie, tra cui due ad Atocha, snodo fondamentale per il traffico cittadino, colpendo convogli carichi di pendolari, due treni regionali e un superveloce.

La conta delle vittime è ancora incerta e numeri e fonti si accavallano: la sensazione è che il bilancio finale sarà pesantissimo. Se l'ultimo, dei soccorritori, parla di 131 morti, fonti ufficiali madrilene lo 'correggono' prevedendo stime più pessimistiche: "Il bilancio finale sarà significativamente molto più alto di 131 morti". Fonti giudiziarie della Audiencia nacional contano 125 vittime, gli Interni 62, la tv oltre 80.

Le stazioni prese di mira all'ora di punta, quando il traffico dei pendolari sui treni è più intenso: le quattro esplosioni si sono susseguite a breve distanza di tempo fra le 7.30 e poco dopo le 8 (ora italiana) nei tre snodi centrali del traffico ferroviario della capitale spagnola.

Secondo le prime ricostruzioni l'attentato più violento, con due esplosioni, ha distrutto quattro vagoni di un treno pendolare della linea C1 mentre entrava nella stazione di Atocha, uno degli snodi ferroviari più importanti del Paese. La stazione è stata totalmente isolata dalle forze dell'ordine, che hanno installato un improvvisato ospedale da campo nelle vicinanze per accudire i numerosi feriti.
- Pubblicità -


Non meno violenta sembra l'esplosione che ha scosso la stazione di El Pozo del Tio Raimundo, a poca distanza dal parlamento regionale di Madrid, nella parte sudorientale della città, lungo la linea che collega Madrid a Guadalajara, così come nella terza stazione ferroviaria colpita, quella di Santa Eugenia, alla periferia della città.

Secondo testimoni e autorità i 'modi' degli attentati sarebbero attribuibili al gruppo terrorista separatista basco Eta. Ma al momento non è arrivata alcuna rivendicazione.

La polizia spagnola sta ricercando due persone che, secondo alcuni testimoni, sarebbero saliti e scesi da vari treni pendolari nella stazione di Alcalà de Henares (a nordovest di Madrid) tra le 7 e le 7.10, e che potrebbero essere i terroristi che hanno lasciato le cariche esplosive sui treni. Secondo fonti della sicurezza, i due sono saliti e scesi da quattro treni di periferia diretti verso Madrid.

Nella capitale spagnola intanto è caos e panico. I soccorritori utilizzano i taxi per trasportare i feriti perché non ci sono ambulanze a sufficienza, mentre decine di persone si sono affollate intorno a un ospedale da campo improvvisato in via del Commercio, a poca distanza da Atocha. Le autorità hanno sospeso i treni in tutta la rete di periferia e nella prima linea della metropolitana madrilena.

In risposta a un appello urgente del governo spagnolo alla cittadinanza, centinaia di madrileni si sono messi in fila negli ospedali e davanti alle unità mobili per donare il loro sangue per le vittime delle stragi. Il governo catalano ha fatto sapere di aver inviato 500 sacche di sangue.

I soccorsi alla stazione
di Atocha a Madrid


Il portavoce del governo, Eduardo Zaplana, intervistato in diretta dalla televisione ha definito gli attentati "un'omicidio di massa, un massacro, un chiaro attentato contro la democrazia", e ha puntato il dito contro i separatisti baschi del'Eta che ha definito un "banda criminale di assassini".

Ma il leader dell'illegale partito separatista basco Batasuna, che ha invece puntato il dito contro la "resistenza araba", nega responsabilità: "Non è stata l'Eta".

A differenza dello 'stile' adottato dal gruppo terrorista, questa volta non c'è stato nessun avvertimento da parte del gruppo terrorista su un imminente attacco. Lo ha sottolineato il ministro degli Interni Angel Acebes, che ha parlato di decine di morti e feriti senza indicare un numero preciso. Alla stazione di Atoche, ha aggiunto, oltre a bombe su un treno c'erano forse anche cariche esplosive sui marciapiedi lungo i binari.

L'attentato arriva quando mancano quattro giorni alle elezioni politiche nazionali in Spagna. Il Partito popolare spagnolo del premier Josè Maria Aznar, come tutti gli altri, hanno sospeso le loro campagne elettorali. Il premier Aznar ha convocato una riunione urgente del gabinetto di crisi del suo governo al Palazzo della Moncloa, dopo la quale parlerà ai suoi concittadini in un messaggio radiotelevisivo.

Alla fine di febbraio la polizia credeva di aver sventato un attentato che l'Eta voleva compiere nella capitale in vista delle elezioni: due membri del gruppo indipendentista erano stati arrestati mentre, a bordo di un furgone con mezza tonnellata di esplosivo, si dirigevano verso Madrid. Il capo del governo regionale basco, Juan Jose Ibarretxe, ha convocato una conferenza stampa, mentre il premier spagnolo ha cancellato una conferenza che avrebbe dovuto tenere al Club dell'Industria, della tecnologia e delle miniere e si tiene in contatto con il ministro dell'Interno, Angel Acebes, per essere aggiornato sulla situazione.


Messaggio del 11-03-2004 alle ore 12:32:20
Eta, da 34 anni
in guerra con Madrid

L'Eta, indicata dalle autorità spagnole come la responsabile delle stragi di oggi su tre treni a Madrid, è l'organizzazione separatista basca da oltre 34 anni in guerra contro lo stato spagnolo per l'indipendenza del Paese Basco.

L'Eta rivendica l'indipendenza dell'Euskal Herria (Paese Basco), un territorio abitato da 2,5 milioni di persone e che comprende la regione autonoma basca spagnola, la Navarra e il Paese basco francese. La sigla Eta sta per 'Euzkadi Ta Azkatasuna' (Patria basca e Libertà) e il suo simbolo è un serpente attorcigliato a un'ascia. Fu fondata il 31 luglio 1959.

Nel 1974, l'Eta si è scissa in due gruppi: l'Eta militare e l'Eta politico-militare. Questa fazione nel 1981 ha rinunciato alla lotta armata.

Tre anni prima, il 28 aprile 1978, era stato fondato 'Herri Batasuna' (HB), diventato poi 'Euskal Herritarrok' e oggi 'Batasuna', il partito nazionalista accusato da Madrid di essere il braccio politico dell'Eta. Nell'aprile dell'anno scorso la Corte Suprema ha notificato lo scioglimento di Batasuna e delle liste 'clonate' ai parlamenti regionali del Paese Basco e Navarra.

Secondo dati del ministero dell'Interno spagnolo, l'Eta è responsabile dal 1968 dell'uccisione di oltre 800 persone. Dopo due tregue, nel 1989 e nel 1998, dal novembre 1999 l'Eta ha ripreso le sue azioni.


Messaggio del 11-03-2004 alle ore 12:37:36
Esteri

11 mar 12:13 Attentati a Madrid: la polizia cerca due uomini


MADRID - Due uomini sarebbero saliti e scesi da almeno 4 treni pendolari nella stazione di Alcala' de Henares, a nord ovest di Madrid, tra le 7 e le 7.10 di questa mattina e la polizia spagnola li sta cercando. Sono stati identificati da numerosi testimoni e potrebbero essere i terroristi che hanno portato sui convogli l'esplosivo che ha poi causato le stragi in altre tre stazioni madrilene. Intanto si aggrava ancora la voce sulle vittime delle esplosioni: secondo la televisione regionale della capitale, TeleMadrid, sarebbero ora 138. (Agr)
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 12:47:40
Spagna, attentati: per municipio bilancio destinato a salire

"Il bilancio di 131 vittime non è definitivo e temiamo che possa essere molto più alto", lo ha detto il responsabile della sicurezza del municipio di Madrid. Per TeleMadrid il conteggio dei morti è arrivato a 152.
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 12:56:15
Fottuti BASTARDI!!!!!
"....ti alzi la mattina, pallosa, magari con tua moglie che ti stressa, prendi il treno per andare a lavorare, anche sottopagato, e ti mettono una bomba sotto il culo!!!!"
TERRORE, TERRORE, PAURA, ma che cazzo, QUI I BUONI PROPOSITI DEI POLITICANTI EUROPEI SE NE VANNO A FARE IN C..O!
SCUSATE MA COME ESSERE PENSANTE, SONO PROFONDAMENTE SKIFATO DI FAR PARTE DEL GENERE UMANO!!!!!che skifo!!!!!!!!E' RIPUGNANTE!!!!!!!!!!! FANC..O!!!!!!!
-------------------------------------------------
Editato il 12:58:35 11/03/2004 da DjSE
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 12:58:18
Madrid, 12:47
Spagna, attentati treni: trovata viva bimba di pochi mesi

Una bambina di pochi mesi è stata trovata dalla polizia spagnola all'interno della stazione di Atocha, una delle tre stazioni devastate dagli attentati di stamani. Si suppone che la piccola abbia dai cinque ai nove mesi.Il ritrovamento è avvenuto mentre le forze dell'ordine sgomberavano un edificio.
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 13:46:09
Madrid, 13:33
Spagna, attentati treni: 173 morti e 600 feriti per El Paìs

Secondo il sito internet del quotidiano spagnolo El Paìs, sono 173 i morti dei quattro attentati che stamani hanno sconvolto Madrid. I feriti sono circa 600. Il giornale cita fonti del Comune della capitale spagnola.

Messaggio del 11-03-2004 alle ore 14:00:29
Madrid, 13:50
Spagna, attentati treni: per ministro nessun dubbio su Eta

Il governo spagnolo non ha dubbi che la responsabilità del massacro di oggi a Madrid sia opera dell'Eta. Lo ha ribadito il ministro spagnolo Angel Acebes. L'Eta, ha aggiunto Acebes, "ha raggiunto il suo obiettivo perpetrando un massacro".

Messaggio del 11-03-2004 alle ore 14:03:12
Madrid: l'ombra di Al Qaida fa crollare il dollaro


ANSA: (ANSA) -ROMA, 11 MAR- Il dollaro affonda mentre i mercati cominciano a valutare l'ipotesi che l'attentato di Madris non sia opera dell'Eta ma piuttosto di Al Qaida. L'euro e' tornato a superare 1,23 dollari per poi riscendere a 1,2232. L'ipotesi Al Qaida, lasciata intendere da un dirigente del partito radicale basco collegato all'Eta, fa ampliare in Europa i cali dei futures sugli indici Usa. I futures sullo S&P 500 cedono 8,4 punti base, quelli sul Dow Jones 83 punti base e quelli sul Nasdaq 100 scivolano di 16.

Messaggio del 11-03-2004 alle ore 14:10:34
è sconvolgente, m dispiace davvero x quelle povere famiglie! al tg c'era 1 ragazzo con la faccia piena di tagli... nn è possibile 1 cosa del genere!!! senza parole proprio!
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 14:22:37
Arnaldo Otegi, leader del partito fuorilegge Batasuna, nega responsabilità dei separatisti baschi negli attacchi alle stazioni
Batasuna assolve l'Eta
"Attentato di matrice araba"


Il leader di Batasuna Arnaldo Otegi

MADRID - "L'Eta non c'entra. Strage di matrice araba". Nega ogni responsabilità negli attentati che oggi a Madrid hanno provocato oltre 170 morti il leader del partito fuorilegge Batasuna, ritenuto vicino al gruppo separatista basco. Arnaldo Otegi, questo il nome del politico, ha detto di "rifiutare anche in via ipotetica" che l'Eta sia responsabile della strage e ha puntato il dito contro "settori della resistenza araba".
E per rafforzare la posizione del movimento, il portavoce del partito ha espresso una ferma condanna
dell'attentato.

L'attribuzione dei sanguinosi attacchi di oggi a Madrid al gruppo separatista basco è stata sostenuta in un primo momento dal portavoce del governo spagnolo Eduardo Zaplana che aveva espresso parole di condanna contro l'Eta definendola "una banda di killer criminali". E poi rafforzata dal ministro degli Interni Angel Aceba che ha detto come il governo spagnolo "non ha alcun dubbio" che la responsabilità della strage sia dell'Eta.

In un'intervista alla radio di San Sebastian Otegi ha rigettato in pieno l'accusa dicendo di "non contemplare come ipotesi che l'Eta sia dietro a questi attentati...Il modus operandi, il numero elevato di vittime e il modo di procedere mi fanno riflettere e al momento penso all'ipotesi che si possa trattare di un'azione di settori della resistenza araba".

"L'Eta, nel corso della sua storia, ha sempre avvertito della collocazione delle bombe", ha sottolineato Otegi, ricordando che "tutto sembra indicare che effettivamente non c'è stato alcun tipo di avvertimento". E il fatto che non ci sia stato, ha continuato nella sua giustificazione il portavoce di Batasuna, "vorrebbe dire che è un'azione che è stata fatta cercando il maggior numero di vittime, soprattutto tra i lavoratori e la popolazione civile".
- Pubblicità -


Lo stesso Otegi ha ribadito di aver pensato, appena avuta notizia degli attentati, che "lo Stato spagnolo mantiene le forze di occupazione in Iraq e che non bisogna dimenticare che ha avuto una responsabilità nella guerra in Iraq".

Messaggio del 11-03-2004 alle ore 14:24:15
Bilancio degli Interni. Dieci eplosioni in tre stazioni
al centro della capitale hanno colpito convogli di pendolari
Madrid, bombe sui treni
"Le vittime sono 173"
Il governo: "Eta assassina". Ma un leader di Batasuna nega
Gli attentati alla vigilia delle politiche di domenica


Il treno sventrato
alla stazione di Atocha

MADRID - Dieci esplosioni, in rapida successione, su tre treni affollati di pendolari all'ora di punta: 173 morti, 592 feriti. Un bilancio da strage, ma ancora provvisorio (sebbene da fonti degli Interni) per Madrid, colpita alla vigilia delle elezioni politiche di domenica da violentissimi attacchi. Dalle 7.30, una dopo l'altra, dieci bombe (ma, a quanto pare, ne erano state piazzate tredici) sono esplose in tre stazioni ferroviarie, tra cui due ad Atocha, snodo fondamentale per il traffico cittadino, colpendo convogli carichi di pendolari, due treni regionali e un superveloce.

La conta delle vittime è ancora incerta e numeri e fonti si accavallano: la sensazione è che il bilancio finale sarà pesantissimo. L'ultimo, del ministero degli Interni, parla di 173 morti. Il precedente, dei soccorritori, di 131, che subito il municipio madrileno aveva 'corretto' con una stima ancora più pessimistica: "Il bilancio finale sarà significativamente molto più alto". Una previsione purtroppo attendibile, visto che le varie fonti continuano ad aggiornare al rialzo i propri bilanci.
Le stazioni prese di mira all'ora di punta, quando il traffico dei pendolari sui treni è più intenso: le quattro esplosioni si sono susseguite a breve distanza di tempo fra le 7.30 e poco dopo le 8 (ora italiana) nei tre snodi centrali del traffico ferroviario della capitale spagnola.

Secondo le prime ricostruzioni l'attentato più violento, con diverse esplosioni, ha distrutto quattro vagoni di un treno pendolare della linea C1 mentre entrava nella stazione di Atocha, uno degli snodi ferroviari più importanti del Paese. La stazione è stata totalmente isolata dalle forze dell'ordine, che hanno installato un improvvisato ospedale da campo nelle vicinanze per accudire i numerosi feriti.
- Pubblicità -


Non meno violenta sembra l'esplosione che ha scosso la stazione di El Pozo del Tio Raimundo, a poca distanza dal parlamento regionale di Madrid, nella parte sudorientale della città, lungo la linea che collega Madrid a Guadalajara, così come nella terza stazione ferroviaria colpita, quella di Santa Eugenia, alla periferia della città.

Secondo le autorità i 'modi' degli attentati sarebbero attribuibili al gruppo terrorista separatista basco Eta. Se ne dice convinto il ministro degli Interni spagnolo Angel Acebes che in una conferenza stampa ha detto che l'Eta, "senza nessun dubbio" responsabile degli attacchi, "ha raggiunto il suo obiettivo perpetrando un massacro" a Madrid. Ma al momento non è arrivata alcuna rivendicazione. Anzi, il braccio politico dell'organizzazione terroristica basca, Batasuna, ha prima negato la responsabilità dell'Eta e, poi, ha condannato l'attentato.

La polizia spagnola sta ricercando due persone che, secondo alcuni testimoni, sarebbero saliti e scesi da vari treni pendolari nella stazione di Alcalà de Henares (a nordovest di Madrid) tra le 7 e le 7.10, e che potrebbero essere i terroristi che hanno lasciato le cariche esplosive sui treni. Secondo fonti della sicurezza, i due sono saliti e scesi da quattro treni di periferia diretti verso Madrid.

Nella capitale spagnola intanto è caos e panico. I soccorritori utilizzano i taxi per trasportare i feriti perché non ci sono ambulanze a sufficienza, mentre decine di persone si sono affollate intorno a un ospedale da campo improvvisato in via del Commercio, a poca distanza da Atocha. Le autorità hanno sospeso i treni in tutta la rete di periferia e nella prima linea della metropolitana madrilena.

I soccorsi alla Atocha


In risposta a un appello urgente del governo spagnolo alla cittadinanza, centinaia di madrileni si sono messi in fila negli ospedali e davanti alle unità mobili per donare il loro sangue per le vittime delle stragi. Il governo catalano ha fatto sapere di aver inviato 500 sacche di sangue.

Il portavoce del governo, Eduardo Zaplana, intervistato in diretta dalla televisione ha definito gli attentati "un'omicidio di massa, un massacro, un chiaro attentato contro la democrazia", e ha puntato il dito contro i separatisti baschi del'Eta che ha definito un "banda criminale di assassini".

Ma un dirigente di Batasuna, il partito radicale basco dichiarato fuori legge perché ritenuto vicino a l'Eta, nega responsabilità e punta il dito contro la "resistenza araba".

L'attentato arriva quando mancano quattro giorni alle elezioni politiche nazionali in Spagna. Il Partito popolare spagnolo del premier Josè Maria Aznar, come la maggior parte delle altre formazioni politiche, ha sospeso la campagna elettorale. Il premier Aznar ha convocato una riunione urgente del gabinetto di crisi del suo governo al Palazzo della Moncloa, dopo la quale parlerà ai suoi concittadini in un messaggio radiotelevisivo.

Bandiere spagnola ed europea a mezz'asta, un minuto di silenzio per le vittime dell'attentato: così il Parlamento europeo si è unito al lutto per le stragi di Madrid. E' stato il presidente dell'europarlamento Pat Cox, in apertura della seduta, a ricordare gli attentati nella capitale spagnola. "Decine di persone sono state assassinate" e innumerevoli sono i feriti causati dall'esplosione di quattro ordigni piazzati su tre convogli, ha detto, sicuramente il più grave attentato terroristico della storia spagnola e europea. Quanto accaduto oggi - ha concluso - è una dichiarazione di guerra alla democrazia".


Messaggio del 11-03-2004 alle ore 14:31:50
Madrid: ministro, nessun dubbio che sia l'Eta


ANSA: (ANSA) - ROMA, 11 MAR - Il ministro dell'interno spagnolo, Angel Acebes, non ha 'alcun dubbio' che sia stata l'Eta a perpetrare gli attentati a Madrid. L'Eta 'ha raggiunto il suo obiettivo perpetrando un massacro' a Madrid, ha aggiunto. La strage (circa 170 morti e 600 feriti) costituisce il piu' grave attacco terroristico mai avvenuto in Europa dal 1945. Il Parlamento europeo chiede che sia fissata una giornata internazionale in memoria delle vittime del terrorismo e propone la data dell'11 marzo.

Messaggio del 11-03-2004 alle ore 14:35:49
STRAGI MADRID: SOCIALISTI BASCHI, E' IL NOSTRO 11 SETTEMBRE
MADRID - ''Questo undici marzo e' in realta' il nostro undici settembre'': e' la considerazione che il segretario generale del partito socialista basco, Manuel Huertas, ha fatto sulle stragi di oggi a Madrid, che giungono a due anni e mezzo dagli attentati negli Stati Uniti compiuti da al Qaida. (ANSA).
11/03/2004 12:26

Messaggio del 11-03-2004 alle ore 14:46:28
Spagna, attentati: usati 13 ordigni dice ministro

Sono stati usati 13 ordigni, esplosi nel giro di pochi minuiti, nella serie di attentati perpetrati oggi a Madrid. Lo ha fatto sapere il ministro degli Interni spagnolo, Angel Acebes.
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 14:50:02
MANIFESTAZIONI CONTRO IL TERRORISMO IN TUTTA LA SPAGNA









Messaggio del 11-03-2004 alle ore 15:13:49
Spagna, attentati: manifestazioni spontanee dei cittadini

Migliaia di cittadini sono scesi spontaneamente in piazza in Spagna per condannare la strage terrorista, tra loro 5000 universitari a Santander (Cantanbria, nord), 500 persone a Valladolid (centro), oltre 1000 a Lleida (Catalogna), Badajoz (centro) e Almeria (Valencia, est).
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 15:25:25
STRAGI MADRID: RAPPORTO EUROPOL AVEVA LANCIATO ALLARME
ROMA - Che i separatisti baschi potessero avere in preparazione un attentato devastante a Madrid era noto da mesi. Tanto che gia' in dicembre un rapporto dell' Ufficio di Polizia Europol parlava di questa possibilita', giustificando tutto cio' con la difficile fase che l' Eta militare - decimata da arresti di suoi capi e militanti, sia in Spagna che nella vicina Francia - stava attraversando e della sua necessita' di aumentare la sua ''visibilita''' con un' azione spettacolare. Questo soprattutto dopo che la messa fuori legge, da parte della magistratura, di Herri Batasuna, braccio politico dell' terrorismo basco, ha eroso l' appoggio della popolazione alla causa dell' indipendentismo. ''Madrid - si legge nel documento di Europol, che ha trovato oggi tragica conferma con gli attentati ai treni - potrebbe essere un possibile obiettivo con un' azione che sarebbe condotta con esplosivi e autobomba in diversi punti strategici della capitale (metro, autostrade e centro commerciali)''. Secondo il rapporto della polizia europea, l' Eta, messa ormai alle corde, sarebbe stata obbligata anche a fare ricorso a ex militanti ''dormienti'' (quelli non utilizzati per operazioni o altro, ma lasciati ''in sonno'' per essere richiamati in azione alla bisogna), residenti in America Latina. Lo stesso documento, peraltro, sottolinea come, sotto la spinta delle indagini e delle operazioni di polizia, l' Eta abbia ormai stabilmente spostato le sue basi in Francia. Ed in Francia, il 9 dicembre dello scorso anno, sono stati arrestati tre presunti dirigenti dell' Eta, tra i quali il capo dell' apparato militare, Gorka Palacios. (ANSA).


Messaggio del 11-03-2004 alle ore 15:30:23
Stop alle iniziative elettorali: popolari e socialisti annullano le iniziative previste per oggi in vista del voto politico di domenica
Messaggio di Aznar alla nazione
"Nessun dialogo con gli assassini"
"Li sconfiggeremo con l'unità del popolo e con la legge"
Zapatero agli elettori: "Tutti alle urne contro il terrorismo"


Josè Rodriguez Zapatero

MADRID - "Nessun dialogo con questi assassini. Che saranno sconfitti con la forza della legge e con l'unità del popolo spagnolo". Sette ore dopo i sanguinosi attentati ai treni, ecco le prime parole di Jose Maria Aznar. Improntate alla più totale fermezza.

"Siamo dalla parte delle vittime, siamo dalla parte della Costituzione", ha detto il primo ministro spagnolo rivolgendosi in tv alla nazione, che ha subito aggiunto: "Nessun negoziato è possibile con questi assassini, che saranno fermati con l'unità degli spagnoli, con leggi forti, forze di sicurezza forti ed un forte sistema giudiziario".

E ancora. "I criminali che hanno provocato così tante vittime saranno arrestati", ha assicurato il premier spagnolo nella breve diretta televisiva dal palazzo della Moncloa, e ha garantito una sconfitta "completa e totale" del terrorismo: "Non cambieremo il nostro sistema nè perchè i terroristi uccidono nè perchè smettano di uccidere".

Per tutta la mattinata il premier spagnolo è stato in costante contatto con il ministro dell'Interno, Angel Acebes. E una volta appresa la notizia ha sospeso la conferenza che avrebbe dovuto tenere stamattina in un hotel del centro di Madrid.

La notizia dell'attentato è piombata come un fulmine nel mezzo della campagna elettorale spagnola. Lanciati a tutta velocità verso il voto di domenica che dovrà stabilire il successore di Aznar, socialisti e popolari hanno sospeso le iniziative elettorali in programma per oggi.

A mezzogiorno di oggi, il candidato popolare Mariano Rajoy, avrebbe dovuto partecipare ad una iniziativa a San Sebastián, nei Paesi baschi, e nella serata avrebbe dovuto andare a Sevilla. Un tour bloccato immediatamente. "Gli daremo la caccia", ha detto Rajoy, aggiungendo che "l'Eta è un'organizzazione criminale che non ha alcun rispetto per la vita, nè per le persone, ha messo in lutto la democrazia spagnola ma dobbiamo dire in modo chiaro che non ci metterà mai in ginocchio".
- Pubblicità -


A sua volta la carovana elettorale del Psoe avrebbe dovuto toccare Alcorcón e Barcellona, ma anche il partito di Josè Zapatero ha subito sospeso le iniziative. Sempre Zapatero ha lanciato un appello a tutti i partiti perché mantengano un fronte unito contro il terrorismo: "L' Eta ha tentato di intervenire nella campagna per le elezioni, chiedo a tutti i cittadini di votare massicciamente per rispondere nelle urne alla violenza terrorista".


Messaggio del 11-03-2004 alle ore 16:20:22
Sicuramente si e' trattato di un atto ETA,un po' atipico,poiche' ETA ha nella sua storia sempre privilegiato bersagli militari della polizia e ha cmq sempre preavvertito con telefonate.Di fatto Eta e Batasuna il suo braccio politico hanno firmato la loro condanna a morte politica,se prima si avevano delle "simpatie" da parte dei separatisti catalani ora nessuno potra' piu' avere nulla a che fare con dei macellai barbari e idioti come questi.Grysby2 siamo tutti vicini a te e al tuo grande popolo.
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 17:46:09
Senza farsi prendere da paranoia da teoria della cospirazione, si può dire che le modalità di questo mattatoio son ben strane, l'escalation dell'E.T.A. è impressionante, fin'ora mai aveva colpito su così vasta scala e soprattutto così indiscriminatamente, prima d'ora tutte le volte che aveva piazzato bombe aveva avvisato, per ridurre al minimo le vittime, stavolta hanno voluto colpire nel mucchio, soprattutto operai, questa è davvero la fine politica dell'ETA, ma forse questo è solo il momento delle lacrime
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 18:12:00
sono degli stronzi senza midollo.
Ho appena sentito il premier spagnolo e sono d'accordissimo con tutto quello che sta dicendo. Non si viene a patti con gli assassini.
Un pensiero a grisby e a tutta la spagna
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 22:35:31
AMEN
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 23:18:29
Grazie Dekkard e Menes'.

Io sto malissimo Nn potete immaginare come ci sentiamo... Mi sembra di star vivendo un brutto sogno..

Con tanto che piace a me scrivere e parlare nn ho parole... solo ho un odio e una rabbia dentro e tantissima impotenza... e molta tristeza moltissima

Tanta povera gente morta perche?? me lo possono spieghare questi stronzi che hanno fatto questa barbarie? ... i morti sono già vicino a 200 e i feriti 1500... genitori cercando a figli, figli cercando a genitori mariti a moglie e moglie a mariti... ancora ci sono tante persone sparite Immaginate che giornata oggi cercando di confirmare che i tuoi cari a Madrid stano tutti bene e vedendo come cresceva il numero di morti? Abbiamo un collega nostro che stava in questo treno e che nn ancora hanno trovato
un bacione a voi x pensarci
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 23:21:05
è spuntata la pista di Al Quaeda
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 23:33:16
Al Qaeda avrebbe rivendicato l'attentato con una lettera ad un giornale di lingua araba a Londra.
Se questo è vero la prospettiva cambia notevolmente e dire che questa tragedia non è solo spagnola, ma anche nostra assume un altro significato, non che la responsabilità dell'ETA ci scarichi il peso e penso che da questo post si capisca cosa mi ha suscitato questo avvenimento.
Stiamo a vedere!!
Angiungo il mio pensiero per Grinsby per MAdrid e per tutta la Spagna
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 23:34:47
mi sembra assurdo pensare che un gruppo che lotta per raggiungere un'obbiettivo fa una strage simile e non solo non la rivendica ma la nega. A che pro?
Per questo non ci ho creduto molto che fosse l'ETA.
E ora che si vedono i peggiori sospetti sempre più fondati che fare? Dal canto mio penso che non metterò piede a Roma, Milano o Bologna per un bel pezzo..
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 23:41:25
Al Qaeda non esclude l'ETA, anzi già nei mesi scorsi si parlava di una saldatura tra vari estremismi europei, ed in particolare Il Campo antimperialista ed il terrorismo islamista e negli ultimi minuti questa ipotesi sta prendendo corpo
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 23:48:00
però non mi convince, magari i mezzi saranno quelli, ma gli obbiettivi sono diversi..
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 23:55:14
vaje mo´a magnarcie sopre a si chiacchiere..... buon divertimento a tutti i mass media del mondo....
Messaggio del 11-03-2004 alle ore 23:58:03
Pare che siano stati individuati 3 kamikaze, ad avvalorare la tesi mediorientale
Messaggio del 12-03-2004 alle ore 01:06:37
FANNO SKIFO!MONDO DI !!!
Messaggio del 12-03-2004 alle ore 15:21:13
Per me si tratta di un'attentato di AL QAEDA è troppo ben organizzato per essere dell'ETA,e poi l'ETA non tende a colpire solo la popolazione ma anke obbiettivi politici del paese,quindi probabilmente la matrice terroristica è quasi sicuramente ARABA


ONORI ALLE VITTIME!!!!!!

Nuova reply all'argomento:

MORTE A MADRID

Login




Registrati
Mi so scurdate la password
 
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui

© 2026 Lanciano.it network (Beta - Privacy & Cookies)