La Piazza

MEMORIE
Messaggio del 19-09-2006 alle ore 23:07:34

i maestri Ciarelli



ma quelli della ferramenta che era in piazza?
Messaggio del 19-09-2006 alle ore 00:03:24
Giovanni,miche si tante vecchie Io sono il fratello di uno di loro guarda il cavallo, e ti sarà facile capire
Messaggio del 18-09-2006 alle ore 23:25:36
Una trentina d’anni or sono, un gruppo d’amici tra i quali il sottoscritto, affascinati dalla storia romana e dalla passione per i fuochi pirotecnici, decise di rievocare, nella notte tra il13 ed il 14 settembre, in una casetta in località Sant’Egidio (coadiuvati dalle abili mani di cuoca della sig.ra Gioconda ) gli interminabili pranzi romani nei quali si mangiava per diverse ore. L’intenzione era quella di incominciare alle quattro del pomeriggio del 13 per finire poco prima dell’apertura delle feste.
Questo esperimento ad alcuni di noi costò una bruttissima indigestione, che ci costrinse a rinunciare allo spettacolo pirotecnico affidato all’indimenticato artista locale "Carevunare".

Tra questi amici annovero, il dott. Guerriere, il dott. lezzi, i maestri Ciarelli, Di Vona e Grazia, il regista Bomba e tanti altri. Tutti loro sono testimoni di questo mio ricordo.

Verso le due di notte abbandonata “la Panardata” e ci recavamo in Piazza Plebiscito.

Ricordo benissimo che oltre ai tecnici della ditta Paolicelli che concludevano i lavori alle luminarie, c'erano pochissime altre persone, le stesse che abitualmente frequentavano e alcune di loro ancora frequentano le notti lancianesi.

Solo verso le tre cominciavano a popolarsi le strade, a funzionare le giostre in Piazza della pietrosa, i venditori di noccioline accendevano i loro forni, dalla strada sotto la torre Civica arrivava Angiolino con la sua carrozzella dei lupini, i forni cominciavano ad aprire i loro battenti per vendere la tradizionale pizza con i peperoni e i contadini "Iu lacce".

Ci recavamo allora alla "Pista" dove Elia iezzi e Lucio Venditti avevano il compito di accompagnarci con i loro racconti e la loro musica fino al momento dei fuochi.

Allora come adesso alle quattro Antonio spegneva le luci e i fuochi aprivano le festività con le Bombe da tiro.

Questa esperienza si ripeté per parecchi anni e solo recentemente, forse una quindicina di anni fa, il popolo cominciò a frequentare in massa "la Nuttate".

Sono stanco delle affermazioni che tendono ad attribuire titoli di tradizioni centenarie a qualsiasi evento, deformando la memoria storica del popolo, e dimenticando quelle realtà storiche degne di rilievo, solo per questo motivo mi sono deciso a ascriverle ricordando queste mie esperienze legate alla mia gioventù.


Giovanni Bomba

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