Io non ho una marca di sigarette, non sentirò la mancanza di nessuna di esse in particolare ed esse non sentiranno mai la mia mancanza se mi uccideranno
Messaggio del 04-02-2007 alle ore 17:22:37
Tu ci dovresti scrivere un libro con tutte le cose che ti succedono!!! Come le racconti tu poi...fai crepare
Dico serio
Messaggio del 04-02-2007 alle ore 13:36:01
Domenica mattina.
Esco, vado a consegnare un cd. E decido di proseguire la camminata, nonostante il freddo, io...non si sa se nevica non nevica se posso andarmene al mare e sopratutto mi manda in crisi di fronte ad un armadio. Ho caldo, freddo. Il mondo sta finendo e l'estate se ne va. A febbraio.
Dicevo, continuo la passeggiata. Mi ferma un tipo:
è l'uomo piccione.
Cruuuuuurrrrrrrrrrrrrrrrrr.
L'uomo piccione, chiamato così dal mio amico Van per i suoi tic nervosi. Occhi testa mani. Miliardi le ciniche ipotesi sulle sue segrete origini, dalla trasfusione di sangue di un piccione radioattivo alla possibilità che vada di notte a cagare sopra le macchine.
Mi ferma
- Scusa, hei scusa
Dentro di me penso che sapevo ci saremmo incontrati prima o poi
- Hai da accendere?-
mi dice, continuando a battere l'occhio destro all'impazzata. Non ti prendo per il culo, è che mi fai pensare ad un orologio da muro. Ti trovo carino, è la tua bellezza.
- Certo, aspetta - mi frugo nella tasca destra posteriore del pantalone, fra gomme andate a male e scontrini, gazza ladra gazzella che non butta mai niente.
Prendo la mira per cercare di accendergli la sigaretta, cazzo stai fermo piccione, fermati.
Mi guarda, sorride grato, mi guarda continuando a sbattere l'occhio destro all'impazzata, probabilmente mi visualizza come se fossi in una discoteca. Acceso spento acceso spento.
Deve essere la visuale dell'uomo piccione.
Cruuuuuurrrrrrrrrrrrrrrrrr.
- Sai, pensavo non fumassi - mi fa
- Ah si? E perchè scusa?
- Perchè sembri così tranquillo
- Bè, amico, fumo tranquillamente
- Ma non fumi tanto...
- Quanto basta per ammazzarmi
Ridiamo, io e l'uomo piccione.
Ci ammazziamo insieme, ah ah. Ridi ridi.
Poi mi guarda seriamente
- Hai mai pensato ad un bocchino?
- Scusa?
- Un bocchino, dovresti fartelo
- Cosa cosa?
Merda, uomo piccione, sto per scapparti la testa su una grondaia
Tira fuori il suo bocchino.
Ovvio, l'avevate già capito, anche io, ma tutto ciò è così bello.
Me lo mostra, mi dice come funziona, lo smonta, mi dice come usarlo. Mi spiega come riduce i danni, e che non devo cambiare marca di sigarette.
Io non ho una marca di sigarette, non sentirò la mancanza di nessuna di esse in particolare ed esse non sentiranno mai la mia mancanza se mi uccideranno.
Sorride, sorrido.
Lo ringrazio. Di cuore, dico sul serio.
L' Uomo piccione ha cercato di salvarmi dal pericolo del fumo, di spiegarmi come limitare i suoi danni.
L'ha fatto a modo suo.
Eroe, a modo suo.
Con i suoi poteri. Ognuno ha un potere.
Ognuno potrebbe essere eroe, capite. Non bisogna venire da Kripton, ma da un giusto mix fra osservazione e sensibilità. Non pretendete di cambiare tutto il pianeta, ma quello che vi sta attorno: il vostro, di mondo.
Lo guardo volar via.
Sparisce in una domenica mattina carica di speranze, sole sull'asfalto. E di bellezza.