Messaggio del 11-09-2007 alle ore 10:06:40
stamane dopo una doccia disiscrostante ho osservato a lungo gli ematomi. Ho un grosso ematoma nela perte anteriore di circa 10 cm per 8 e uno dietro, propio sotto il polpaccio e che arriva fino a coinvolgere la caviglia, più grosso.
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 20:05:35
mah, iamm su, la gente si rimette in piedi da tutto, uno strappo fa male ma dopo tornerai come nuovo. magari cerca di stare un po' più attento.
io l'ho avuto alla schiena l'anno scorso. era lieve ma non mi potevo muovere.
guarda il lato positivo: adesso non vai a lavorare per un bel po', stai a casa a far nulla e tutto ti è dovuto. da sano certe cose te le puoi scordare
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 20:05:09
quella sera è stato un disastro. Ho fatto poco riscaldamento perché pioveva ma mi sentivo in forma, il freddo mi da rabbia e orgoglio, infatti dopo un inizio di fuoco ad uno scatto ho sentito un forte colpo al polpaccio, tanto che mi sono voltato perché credevo che qualcuno mi avesse dato un calcio ma non era così.
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 19:28:02
tra l'altro se sei uno sportivo improvvisato,come quelli che vanno a sciare una volta l'anno senza preparazione.....favorisci il trauma.
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 19:21:58
ma quale finito....
dopo che tutto ti sara'passato....alterna il nuoto,con la palestra....scaldati sempre bene e dopo,strecting prima e dopo...
usa gli Amminoacidi ramificati...prima e dopo lo sforzo,sono utili sotto molteplici aspetti,anche adesso che hai lo strappo,favorisce la ricostruzione delle fibre.....
Migliora l'alimentazione,assicurandoti l'apporto di vitamine e minerali(in assenza integra)....
un buon massaggiatore....
dopo di che' ti puoi arrendere....anzi mai farlo
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 18:35:09
o se proprio nn puoi...a sant egidio c è una bella combriccola di baldi giovani ultra 80enni che tutte le sere si sfidano a briscola e scopone scientifico...
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 18:28:02
ti consiglio un pò di fisioterapia se puoi...nn è indispensabile ma aiuta...quello che assolutamente occorre è il fermo biologico almeno per 1-2 mesi...ora ovviamente senza sapere di che si tratta l è dura...però io credo che si tratti più di una lesione di secondo grado...anzi me lo auguro per te altrimenti il fermo biologico sale a 2-3 mesi....in pratica datti all ippica...ma senza camminare troppo
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 18:20:56
strappo muscolare al tricipide destro (polpaccio)
specialista?
sono andato al prontosoccorso e dopo aver aspettato così tanto tempo che mi è cresciuta la barba una dottoressa mi dice che forse è uno strappo, mi fa fasciare e mi manda dall'ortopedico, il pomeriggio. qui dopo una attesa di venti minuti dall'appuntamento e dopo vibranti proteste presso conoscenze esce un medico tutto assonnato e dice "chi è il primo?"
poi mi visita, cioè mi guarda e mi tocca con un dito sul polpaccio e in arabo mi dice una serie di cose, ne chiedo la traduzione e lui mi ripete il tutto nella stessa lingua allora chiedo di scrivermelo e lui mi mostra un foglietto con delle righe fatte a penna ma non chiedo delucidazioni. "il pratica dottò che devo fare?"
prima di tutto ghiaccio (ma se il tutto è avvenuto il giorno prima, penso)
poi antidolorifici (ma se ho resistito tutto questo tempo)
poi punture
ecografia
laser terapia. ma a che serve? (è come per i calciatori mi dice ma non mi spiega)
fasciatura, crema ...... e fasciatura.
di lì esco vado in farmacia e mi faccio tradurre i geroglifici (ma non potrebbero i medici scrivere in italiano?) e compro fasciatura e crema e basta.
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 17:25:07
Lo strappo muscolare
Lo strappo, o distrazione muscolare è una lesione piuttosto grave che causa la rottura di alcune fibre che compongono il muscolo. Tale lesione è generalmente causata da un'eccessiva sollecitazione (brusche contrazioni o scatti improvvisi) ed è piuttosto frequente in ambito sportivo (soprattutto negli sport che richiedono un movimento muscolare esplosivo come sollevamento pesi, baseball, calcio, gare di sprint e di salto).
Spesso gli strappi muscolari avvengono in condizioni di scarso allenamento o quando il muscolo è particolarmente stanco o impreparato a sostenere lo sforzo (mancato riscaldamento).
Sebbene lo strappo possa colpire qualsiasi muscolo del corpo, le sedi più frequentemente colpite sono gli arti, mentre più raramente si possono riscontrare patologie a carico della muscolatura addominale e dorsale. In particolare negli sportivi sono frequenti lesioni ai muscoli della coscia (flessori, adduttori, quadricipite) e della gamba (tricipite surale). Una distrazione muscolare frequente nei culturisti è invece quella che coinvolge il tricipite e/o il deltoide durante gli esercizi di spinta su panca piana.
In relazione al numero di fibre coinvolte (in un muscolo sono presenti diverse migliaia di fibre) gli strappi muscolari si possono classificare usando una scala di gravità composta da tre stadi.
LESIONE DI PRIMO GRADO: in questo tipo di lesione sono danneggiate solo poche fibre muscolari (meno del 5%). Il danno è tutto sommato modesto e viene avvertito come un leggero fastidio che si accentua durante la contrazione e l'allungamento muscolare. In caso di lesione di primo grado non si ha quindi un'importante perdita di forza o limitazione del movimento.
LESIONE DI SECONDO GRADO o lesione grave: la gravità dello strappo aumenta poiché viene coinvolto un maggior numero di fibre. Il dolore, acuto è simile ad una fitta e viene chiaramente avvertito in seguito ad una violenta contrazione muscolare. La lesione interferisce con il gesto atletico ma consente allo sportivo di continuare la gara o l'allenamento. Tuttavia il dolore può essere aggravato da ogni tentativo di contrarre il muscolo.
LESIONE DI TERZO GRADO o lesione gravissima: l'alto numero di fibre coinvolte causa una vera e propria lacerazione del ventre muscolare (completa o semi completa coinvolge comunque almeno 3/4 delle fibre). Tale lesione si avverte alla palpazione come un avvallamento, un vero e proprio scalino che testimonia l'entità della rottura.
Il dolore, violentissimo determina una completa impotenza funzionale tanto che se la lesione coinvolge gli arti inferiori l'atleta si accascia immediatamente al suolo
Lo strappo muscolare può essere paragonato alla progressiva rottura di una corda messa in tensione da due tiranti. In un primo momento si sbrogliano solo alcune fibre (lesione di I grado) e mano a mano che si incrementa la forza di trazione lo sfilacciamento diventa sempre più evidente (lesione di II grado) fino alla completa rottura della corda (lesione di III grado).
I sintomi
Il soggetto colpito da uno strappo muscolare avverte un dolore acuto nella zona lesionata, tanto più intenso quanto maggiore è il numero di fibre coinvolte. Il dolore avvertito viene spesso rievocato dalla contrazione del muscolo interessato. Se il trauma è particolarmente grave il soggetto si trova nell'impossibilità di muovere la parte interessata ed il muscolo appare rigido e contratto. Una distrazione di II o di III grado si accompagna, nella maggior parte dei casi, ad edema e gonfiore.
Il muscolo scheletrico è irrorato da una fitta rete di capillari che in caso di strappo vengono lesionati. Tale rottura causa uno stravaso ematico più o meno evidente a seconda dell'entità e della localizzazione della lesione. Se nei traumi più lievi il sangue rimane all'interno del muscolo, in quelli più gravi migra in superficie dove si accumula e forma evidenti ematomi.
Dopo circa 24 ore si può apprezzare un livido localizzato più in basso rispetto alla sede dello strappo a testimonianza dello stravaso ematico. Può inoltre insorgere una contrattura muscolare "di difesa" grazie alla quale l'organismo cerca di immobilizzare l'area interessata per favorire il recupero ed evitare che la situazione peggiori ulteriormente.
Cosa fare
La prima cosa da fare è sospendere immediatamente l'attività sportiva ed immobilizzare la zona colpita. Se nei casi più gravi tale sospensione è d'obbligo in quelli più lievi il soggetto, vista la sopportabilità del dolore, è naturalmente portato a stringere i denti e continuare. In questo modo però aumenta notevolmente il rischio di aggravare la situazione per cui si consiglia di fermarsi il prima possibile anche se il dolore avvertito è di lieve entità.
Dopo essersi fermati evitare di caricare l'arto e metterlo in una posizione di riposo (posizione rialzata).
Applicare immediatamente un impacco freddo (borsa del ghiaccio, spray, ecc) sulla zona interessata in modo da ridurre il flusso di sangue ai vasi lesionati (vasocostrizione). Allo stesso tempo evitare qualunque forma di calore (massaggi, pomate, fanghi, ecc).
Rivolgersi ad un medico specializzato e sottoporsi ad esami strumentali per valutare la reale entità del danno.
Le lesioni di primo grado si risolvono nel giro di 1-2 settimane, in cui l'atleta va mantenuto a riposo e trattato con antinfiammatori e miorilassanti. Qualche esercizio di stretching può aiutare ad accelerare e migliorare il recupero rielasticizzando, per quanto possibile, il tessuto di riparazione cicatriziale.
Le lesioni di secondo grado prevedono invece tempi di guarigione più lunghi (15-30 giorni). Prima della ripresa dell'attività sportiva il soggetto dovrà seguire un percorso di riabilitazione e sottoporsi ad opportuni interventi fisioterapici.
Nei casi più gravi (lesioni di III grado) può essere necessario l'intervento chirurgico.
Tra le terapie fisiche più efficaci segnaliamo la tecarterapia una metodica ancora poco diffusa che consentirebbe di dimezzare i tempi di recupero grazie al trasferimento di cariche elettriche endogene agli strati muscolari più profondi.
PREVENIRE è MEGLIO CHE CURARE
Le fibre lesionate dallo strappo muscolare hanno scarsa capacità di rigenerazione. Se si esclude l'intervento, ancor non ben chiarito, delle cellule satellite il processo di riparazione avviene esclusivamente con la formazione di un tessuto cicatriziale meno elastico, meno contrattile e anche meno resistente di quello muscolare.
Si possono così formare delle aree con differente elasticità che aumentano sensibilmente il rischio di lesioni ricorrenti.
Diventa dunque di fondamentale importanza cercare di allontanare il più possibile il rischio di lesione.
La prevenzione degli strappi muscolari si caratterizza per l'osservanza di alcuni punti fondamentali:
eseguire sempre un riscaldamento generale e specifico della muscolatura
assicurarsi di essere nelle condizioni fisiche idonee per sopportare lo sforzo
valutare attentamente la praticabilità del terreno di gioco
scegliere abbigliamenti adatti, coprirsi per bene nei mesi invernali e, se necessario, utilizzate pomate specifiche durante la fase di riscaldamento
eseguire sempre esercizi di allungamento per migliorare l'elasticità e la flessibilità muscolare sia in fase preparatoria che defaticante
Suggeriamo infine di non sottovalutare alcun sintomo doloroso, anche se lieve. La prevenzione degli strappi muscolari più gravi si effettua anche con una corretta terapia delle forme più lievi.