La Piazza
L'Italica Civiltà
Messaggio del 09-02-2008 alle ore 18:29:49
Ultimamente sento un gran parlare del "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano" delle sue radici romane e cattoliche.
Durante un recento incontro svoltosi al Liceo Classico di Lanciano una graziosa fanciulla mi ha anche offerto l'occasione di rispondere ad una domanda in proposito.
Vorrei condividere con voi alcune riflessioni sull'argomento:
Il nostro "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano" (nonchè il nostro codice penale) conteplava fino al 1981, avevo dieci anni e me lo ricordo bene, una cosa chiamata Delitto d'Onore: mogli infedeli sgozzate, figlie disonorate e vendicate in pubblica piazza, sorelle e madri punite per avere macchiato la rispettabilità della famiglia. Per approfondimenti: clicca qui
Fino al 1970, anno in cui si sposarono i miei genitori, però il "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano" non prevedeva una cosa oggi comunissima come il divorzio, introdotto in altre legislazioni già dal 1809.
Addirittura nel 1974, ci fu chi tentò di cancellare la legge da poco approvata.
Fino a meno di cento anni fa il "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano", così come era stato per secoli e secoli e secoli prima non prevedeva il suffragio universale. Solo nel 1912 infatti, il diritto di votare, venne esteso a TUTTI i cittadini maggiorenni.....
cittadini maschi s'intende perchè le femmine sono state ritenute dal "tradizionale patrimonio culturale italiano" in grado di intendere e di votare solamente nel 1946... sassantanni fa.
Come poteva essere diversamente visto che solo nel 1919 il "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano" aveva riconosciuto che anche le donne avevano la capacità di intendere e di volere... infatti fino a meno di 90 anni fa se una donna doveva andare da un notaio, per comprare o vendere o fare qualunque altra operazione, doveva presentare al Notaio l'autorizzazione scritta e firmata del marito, che era il pratica il suo tutore.
Sempre fino a sessantanni fa il "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano" e anche l'apparato istituzionale, prevedevano che i cittadini,(ho detto cittadini? volevo dire sudditi) non fossero tutti uguali ma, così come era stato per secoli e secoli e secoli prima, fossero divisi in classi, e ci fossero i nobili e plebei...
...ah quanta nostalgia per la civiltà italica fondata sull’ordinamento romano e cattolico!
Ultimamente sento un gran parlare del "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano" delle sue radici romane e cattoliche.
Durante un recento incontro svoltosi al Liceo Classico di Lanciano una graziosa fanciulla mi ha anche offerto l'occasione di rispondere ad una domanda in proposito.
Vorrei condividere con voi alcune riflessioni sull'argomento:
Il nostro "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano" (nonchè il nostro codice penale) conteplava fino al 1981, avevo dieci anni e me lo ricordo bene, una cosa chiamata Delitto d'Onore: mogli infedeli sgozzate, figlie disonorate e vendicate in pubblica piazza, sorelle e madri punite per avere macchiato la rispettabilità della famiglia. Per approfondimenti: clicca qui
Fino al 1970, anno in cui si sposarono i miei genitori, però il "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano" non prevedeva una cosa oggi comunissima come il divorzio, introdotto in altre legislazioni già dal 1809.
Addirittura nel 1974, ci fu chi tentò di cancellare la legge da poco approvata.
Fino a meno di cento anni fa il "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano", così come era stato per secoli e secoli e secoli prima non prevedeva il suffragio universale. Solo nel 1912 infatti, il diritto di votare, venne esteso a TUTTI i cittadini maggiorenni.....
cittadini maschi s'intende perchè le femmine sono state ritenute dal "tradizionale patrimonio culturale italiano" in grado di intendere e di votare solamente nel 1946... sassantanni fa.
Come poteva essere diversamente visto che solo nel 1919 il "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano" aveva riconosciuto che anche le donne avevano la capacità di intendere e di volere... infatti fino a meno di 90 anni fa se una donna doveva andare da un notaio, per comprare o vendere o fare qualunque altra operazione, doveva presentare al Notaio l'autorizzazione scritta e firmata del marito, che era il pratica il suo tutore.
Sempre fino a sessantanni fa il "tradizionale patrimonio identitario culturale italiano" e anche l'apparato istituzionale, prevedevano che i cittadini,(ho detto cittadini? volevo dire sudditi) non fossero tutti uguali ma, così come era stato per secoli e secoli e secoli prima, fossero divisi in classi, e ci fossero i nobili e plebei...
...ah quanta nostalgia per la civiltà italica fondata sull’ordinamento romano e cattolico!
Messaggio del 09-02-2008 alle ore 18:32:49
Anch'io rimpiango il fatto che fino a pochi decenni fa, l'ordinamento inglese faceva guadagnare la galera per gli atteggiamenti ambigui ai loro autori...
Anch'io rimpiango il fatto che fino a pochi decenni fa, l'ordinamento inglese faceva guadagnare la galera per gli atteggiamenti ambigui ai loro autori...
Messaggio del 09-02-2008 alle ore 18:35:21
embè?
embè?
Messaggio del 09-02-2008 alle ore 19:03:32
Il maschilismo della nostra società impera ancora, purtroppo, e si vede in ogni cosa.
Per fare un esempio personale, Sono titolare di un'attività al 50% col mio socio MASCHIO, ma chiunque entra in agenzia da per scontato che lui è il capo e io la segretaria
siccome questa cosa mi da alquanto fastidio, non certo x il mio socio, che è bravo, ma xchè so io quanto mi è costato e quanto mi costa aver fatto questa scelta imprenditoriale, l'altro giorno ho detto ad un cliente:" Guardi che la titolare sono anch'io, noi siamo soci!" e lui mi ha risposto "Sì, ma lui è il socio BOSS! "

Questo x dire che le leggi sono finalmente state fatte, ma ora bisognerebbe creare la mentalità, nelle teste degli italiani e delle italiane.
Il maschilismo della nostra società impera ancora, purtroppo, e si vede in ogni cosa.
Per fare un esempio personale, Sono titolare di un'attività al 50% col mio socio MASCHIO, ma chiunque entra in agenzia da per scontato che lui è il capo e io la segretaria
siccome questa cosa mi da alquanto fastidio, non certo x il mio socio, che è bravo, ma xchè so io quanto mi è costato e quanto mi costa aver fatto questa scelta imprenditoriale, l'altro giorno ho detto ad un cliente:" Guardi che la titolare sono anch'io, noi siamo soci!" e lui mi ha risposto "Sì, ma lui è il socio BOSS! "

Questo x dire che le leggi sono finalmente state fatte, ma ora bisognerebbe creare la mentalità, nelle teste degli italiani e delle italiane.
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