La Piazza

L'hacker più famoso del mondo
Messaggio del 10-03-2006 alle ore 15:05:16
Il peggior errore è sentirsi inviolabili
La storia della settimana per il mondo di internet è quella di Kevin Mitnick. Chi è? Piuttosto semplice: l’hacker più famoso del mondo. Diciamo che Mitnick sta alla violazione dei sistemi informatici come Arsenio Lupin sta al furto con destrezza. Solo che Mitnick l’hanno preso e, dopo essere entrato di prepotenza nella lista degli uomini più pericolosi degli Stati Uniti ricercati dalla Fbi, è entrato anche in galera. Si è fatto quasi cinque anni di carcere e di carcere statunitense, che non è proprio una passeggiata di salute. Poi è uscito e la sua storia è diventata un’altra (l’ha raccontata meglio e prima di tutti Cristina Nadotti su Repubblica). Di fatto è ancora un ricercato, ma per altre ragioni: è attualmente il consulente aziendale più richiesto per blindare i sistemi informatici. Insegna e tiene conferenze su questo argomento in tutto il mondo e finalmente, tra qualche giorno, arriverà anche in Europa. Sarà a Praga, dove ripeterà probabilmente uno dei suoi prodigi informatici, a scelta del pubblico. Ultimamente con un computer connesso in rete ha trovato in meno di quindici secondi il numero di codice della previdenza sociale di George Bush oppure il nome della cameriera personale della madre di Leonardo Di Caprio. Così, tanto per impressionare.


Nulla è inviolabile
Secondo Mitnick nessun sistema informatico è inviolabile “perché gli uomini sono corruttibili”. In sostanza, hai voglia a costruire firewall (questo il termine tecnico con cui si individuano i codici di protezione dai virus dei computer particolarmente potenti e esposti), c’è sempre una persona che può passarti l’informazione giusta per abbattere queste “mura di fuoco”. Non a caso il testo base di Mitnick è “The art of intrusion” e non credo ci sia bisogno di traduzione. Cosa è cambiato da quando era un “hacker cattivo” ad ora, che è invece lo stimato consulente di aziende multimiliardarie in euro? Il paradosso è ancora più stringente quando si leggono le dichiarazioni di Mitnick relative al suo passato (“non lo facevo per denaro, violavo i sistemi informatici altrui perché ero affascinato dai segreti della tecnologia”) e le si paragonano alle parcelle milionarie che incassa con la sua società Mitnick Security. Insomma, prima attaccava gratis, ora difende a pagamento. Prima era un cattivo da galera, ora è un buono da coprire di dollari. I romantici del web penseranno che non è proprio un happy end.

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