La Piazza

LE TRE GUERRE DI BUSH
Messaggio del 14-05-2004 alle ore 10:25:11
Dopo le notizie false e tendeziose uscite sul mio passato fornite da fonti di una sinistra illiberale e COMUNISTA
vai skinnolooooooooooo
Mi tocca scrivere qualcosa che smentisca assolutamente tali affermazioni


A parte gli scherzi:
La nostra "illuminata", nel senso che: speriamo che prima o poi si dia fuoco, classe politica si sta ancora scornando nel cercare di capire se questa è una guerra o una missione di pace.
Ha ragione il governo quando dice che noi non abbiamo partecipato alla guerra per cacciare Saddam, credo che su questo ci siano pochi dubbi.
Peccato che quella fosse solo UNA delle guerre, tra l'altro lapiù semplice e scontata.
Infatti oggi come oggi in Iraq si combattono almeno 3 guerre:
Una per la democratizzazione del paese;
Una contro il terrorismo
una per la "sicurezza" o cmq il controllo del territorio.
Le prime due sono irrimediabilmente perse:
Lo scandalo torture è solo l'ultimo e francamnete più debole tassello di una serie di catastrofi politiche e mediatiche che hanno deleggittimato gli Usa e la coalizione agli occhi degli Irakeni enon sono riusciti a creare le condizioni perchè le varie anime irakene si riunissero intorno ad un tavolo, come ad esempio erano riusciti a fare in Afghanistan con il governo KArzai e la Loja Girga dei capi tribù.
Per quanto riguarda il terrorismo è assolutamente collegato al punto precedente, infatti pur essendo assolutamente indimostrabili le tesi secondo cui il terrorismo internazionale sia aumentato, non sappiamo cosa sarebbe successo senza la guerra, se madrid ci sarebbe stata lo stesso o meno, io credo di si e forse anche qualcosa di peggio.
Dicevo che il terrorismo è legato indissolubilmente al fallimento della democratizzazione è testimoniato dal fatto che Al QAEDA è diventata una scelta credibile per una parte del popolo irakeno, infatti se è vero che Saddam aveva rapporti stretti con Ansar Al Islam ma semplicemente in funzione anti curda e non di rapporto organico con l'internazionale Jihadista, oggi l'Iraq è una palestra ed un serbatoio come lo è stato l'afghanistan e lo è la palestina e la presenza di Zarkawi in Iraq come responsabile delle operazioni lo dimostra, a proposito la CIA ha confermato che è stato lui a sgozzare il povero Berg.
Arriviamo al capitolo sicurezza, questa è l'unica guerra non ancora persa del tutto, lo strapotere militare americano sarebbe in grado di riprendere il controllo della situazione.
Da questo punto di vista sappiamo che Al Sadr, che cmq resta un teppistello di quartiere, sta cercando di negoziare, il suo Esercito del Madji è allo sbando dopo le tremende perdite inflittegli dagli americani a Najaf, Kerbala e nel quartiere di Al Sadr City, dedicatoa suo padre mica a lui, di BAghdad ed è terrorizzato dall'ipotesi delle conseguenze politiche di un entrata in forze degli americani nelle città sante degli sciiti.
Il sulfureo Al Sistani, massima autorità sciita irakena, gli ha già fatto sapere che lui verrà ritenuto responsabile della eventuale distruzione dei luoghi santi e alcune notti fa il disastro era alle porte, in un incursione gli americani hanno spinto i combattimenti vicino la moschea di Housseini a Najaf, terzo luogo santo per gli sciiti.
Certo Al Sadr non è l'unico resistente irakeno, ma la smobilitazione di Al Sadr permetterebbe di instaurare colloqui stabili con la comunità sciita, la più importante del paese, da questo punto di vista alcuni giorni fa c'è stata una piccola manfestazione degli sciiti in piena baghdad, ma non contro gli americani ma contro Al Sadr.
Rimarrebbero i resistenti del triangolo sunnita, formato da Jihadisti di Al Qaeda ed ex Baathista, ufficiali del Mukhabarat, ex servizi segreti, ed ex Fedajn Saddam, ma senza una pressione esterna fornita dagli Sciiti, tale triangolo sarebbe accerchiato ed abbiamo visto cosa gli americani hanno fatto ad uno dei vertici del triangolo, Falluja.
Che significa tutto questo beh che una evoluzione realista ed ipotizzabile sarebbe bloccare il processo di democratizzazione, ormai fallito, almeno fino alle elezioni di gennaio, affidare il governo ad un uomo forte, magari ex generale della Guardia Repubblicana e provare a ristabilire l'ordine e poi se ce la fanno avviare un processo di democratizzazione sotto l'egida dell'ONU, che nel frattempo potrebbe lavorare per ricucire un rapporto "Istituzionale" tra le varie componenti irakene.
Il mio è un auspicio o un analisi?
Non lo so, un nuovo Saddam non mi piace per niente, ma un nuovo Afghanistan dei Talebani ancora di meno
Messaggio del 14-05-2004 alle ore 10:36:44
in merito al punto 1
Messaggio del 14-05-2004 alle ore 10:37:28
del mio nuovo giornale sarai decisamente redattore!!!











sempre a gratis!!!
Messaggio del 14-05-2004 alle ore 10:54:44
DEAN hai ripetuto a pappagallo quello che ha detto ieri sera la tipa su La 7...da Giuliano Ferrara...
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Editato il 10:55:57 14/05/2004 da Peter Pan
Messaggio del 14-05-2004 alle ore 10:56:51
ieri sera dalle 8 alle 9 ero a lezione di inglese e alle 9 ho guardato the score su italia 1 e poi non offendiamo se devo ripetere a pappagallo qualcosa ripeto quello che dice Giulianoneeeeeeeeeeeeeee
Messaggio del 14-05-2004 alle ore 13:33:18
tana per drin!
Messaggio del 14-05-2004 alle ore 13:34:36

cicciobello drin drin
pappagallo drin drin
Messaggio del 14-05-2004 alle ore 13:46:17
Messaggio del 14-05-2004 alle ore 13:48:49
vai rinnolo!

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