La Piazza

L'acqua
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 18:01:33
Vi piacerebbe che l'acqua che beviamo e con cui ci laviamo fosse privatizzata e data in concessione alla Danone o alla Nestlè? Credete che ciò sia impossibile e che sarebbe come se si privatizzasse l'aria? Eppure l'ente gestore ritiene questo bene essenziale privatizzabile in nome del liberalismo. Purtroppo le risorse idriche scarseggiano in tutto il mondo, non in Abruzzo, dove, però, non mancano gli intrallazzatori e ladroni vari. Quindi l'acqua sta diventando un bene prezioso. Come il petrolio. E chi lo controllerà avrà potere e profitti inimmaginabili.
Si sta scatenando una guerra senza esclusione di colpi tra le multinazionali, che calpestano così diritti ed esseri umani. Ad esempio in Francia dove la privatizzazione è un fatto reale si è avuto un aumento medio del prezzo dell'acqua del 60%. A Parigi si paga anche l'acqua delle nuvole al prezzo di 35 centesimi 5 litri. La cosiddetta "cloud water".
Non scherzo affatto.
Lo Status dell'acqua è stato cambiato dal 2° Forum Mondiale delle Acque (L'Aia, 17-20 marzo 2000). Da DIRITTO UMANO(svincolato dalle leggi del mercato) è diventato BISOGNO UMANO ( che può essere regolato dalle leggi della domanda e dell'offerta).
Da quei giorni la parola d'ordine è privatizzare, in barba ai diritti dell'umanità.
Allora vi piacerebbe che l'acqua fosse liberalizzata? Che diventi proprieta privata?
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 18:16:59
Certo che si
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 18:25:18
L'acqua è un bene di tutti. Nn bisogna privatizzarla altrimenti si ridurrà il mondo ad avere sete.
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 18:36:07
dean, qs risposta me la devi motivare però..
l'acqua è vita, ed è un diritto umano e darla in mano a un privato vuol dire privarsi di una libertà fondamentale
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Editato da Bakunin il 18/04/2005 alle 18:37:39
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 19:25:13
A quanto sta l'aria?
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 19:53:26
Tutto ciò è molto bello e giusto; sono pienamente d'accordo che l'acqua sia un bene essenziale, la cui disponibilità e accessibilità debba essere garantita a tutti a parità di condizioni.
Solo esiste un problema fondamentale: questi sono principii sterili che non hanno nessuna possibilità di resistere all'impeto della legge naturale.
I diritti in natura non esistono, non valgono niente, sono carta straccia, verba volantia, di nessuna utilità.
Personalmente mi fa orrore il pensiero di una gestione privata tout court dell'approvvigionamento idrico, ma sarebbe atto di maturità domandarsi da dove derivino certe soluzioni che molto probabilmente hanno una limitatissima efficacia.
La società non è una panacea inventata dall'uomo per proteggersi dalla natura, ma un cuscinetto che ne attutisce, senza per altro annullarli, i colpi più forti e intollerabili.
Ora, di fronte ad una realtà cruda, si risveglia una coscienza di superficie che, però, sorreggendosi solo sulle stampelle di principii ed ideologie, incapace di una profonda critica, ferma sulle trincee del conformismo (e parlo di tutti coloro che ho letto), si abbandona a dichiarazioni di scarsa efficacia e profonda pernicie.
Queste soluzioni sono tutte morte in quanto il cuore del problema non è il sistema di gestione delle risorse idriche (pubblico o privata che sia), ma la coscienza di chi usufruisce del bene che non è liberamente disponibile, cosa che notiamo dal fatto che per avere l'acqua a casa dobbiamo aprire un rubinetto, frutto di un'attività umana, in quanto l'acqua non sgorga per virtù divina nelle nostre case.
La gestione e distribuzione dovrebbe essere pubblica in quanto il costo del servizio, scevro da ogni margine di profitto, dovrebbe essere uguale al costo di produzione.
Eppure questa idealistica soluzione, puramente semplice e apparentemente indefettibile, si scontra con la dura realtà dell'idiozia umana, della nostra irresponsabilità, dello spreco, della cattiva gestione, del furto perpetrato ai danni di tutto quanto è pubblico, insomma, della cattiva coscienza civile di ciascun cittadino.
Quindi la privatizzazione dell'acqua, che è una pessima soluzione, è il giusto contrappasso al difetto di chi usufruisce di un bene tanto importante.
O la moglie ubriaca o la botte piena.
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 20:28:13
vabò ci manca solo che per vestirsi bisogna prendere il numero uguale al supermercato!!!
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 20:31:53
Payne, tra un po' i crittografi useranno il tuo pensiero per creare un codice inviolabile, altro che fisica quantistica...
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 20:36:33
d'accordissimo con adonai...

se penso alla mole infinita di idioti che sprecano ettolitri d'acqua di rubinetto per lavare un'auto già pulita la cosa migliore da fare e far pagare l'acqua 1 euro a litro per la mortificazione che se ne fa alla faccia di chi in altri paesi del mondo sta morendo di sete.

l'uso privato delle risorse pubbliche, invece, trova qui una dettagliata argomentazione che vi invito a leggiucchiare per capire come funzionano certe cosine in italia


Messaggio del 18-04-2005 alle ore 21:27:47
ci sto provando bak, ma questo è un forum (nel senso di struttura) comunista che boicotta il pensiero liberale, sono già tre volte che scrivo il post e mi si cancella
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 21:42:29
Messaggio del 18-04-2005 alle ore 23:28:30
ti ringrazio Imperator, anche io sono d'accordo con te
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 09:01:09
Ekkime finalmente
bak un ripensamento della gestione delle risorse idriche si impone proprio per la sua conclamata scarsità e per la drammaticità che oggi in alcune aree del mondo e domani sempre più su vasta scala si proporranno, non ricordo chi disse "la Terza guerra mondiale si combatterà per il petrolio, la quarta per l'acqua", probabilmente quella per il petrolio non ci sarà mai, quella per l'acqua credo proprio di si.
L'acqua era considerata fino a qualche decennio fa come risorsa inesauribile, tecnicamente un bene naturale, oggi sappiamo che non è così, sappiamo che l'acqua è un bene limitato, tecnicamente un bene economico.
Caratteristica intrinseca di ogni bene economico è il generare un prezzo.
Una gestione come quella attuale impone un prezzo "politico", cioè un calmiere, ma il prezzo non è una variabile indipendente esso è generato dell'incontro di domanda ed offerta, non solo è generato, ma genera domanda ed offerta, quiindi un prezzo più basso di quello di mercato genera una domanda superiore alle possibilità di offerta; quella che imperator con fare da beghina di parrocchia chiama maleducazione è solo l'effetto perverso di una legge di mercato: SE L'ACQUA NON COSTA UN CAZZO POSSO SPRECARLA.
Quello in cui viviamo è un sistema di monopolio legale, esattamente come succedeva in Unione Sovietica ed esattamente come succedeva ai tempi del buon Breznev il sistema genera inefficienza, spreco e corruzione (devo ricordare qualcosa di come è gestito il consorzio acquedottistico?).
Si dice, allarmati, che il Francia la privatizzazione ha portato ad un incremento dei prezzi del 60% e che significa?
A questo aggiungiamo che l'attuale sistema genera sprechi dovuti a condotte che ormai entrano nel campo dell'archeologia, con perdite di oltre il 70%; il fatto che molte parti delle stesse condutture sono ancora date da tubi in piombo, c'è una ricerca che sta conducendo il Rotary per collegare l'alto numero di tumori nel consorzio proprio all'acqua ed in particolare alle condutture in piombo.
Aggiungiamo che la maggior parte dei comuni della provincia di Chieti non è dotato della benchè minima cartografia delle condutture e che quella di Lanciano risale al '74.
L'anno scorso si è verificato un fatto inquietante è saltata una condutturadalle parti di santa giusta ed il comune ha rifatto chilometri di condutture, a pensar bene si può dire che hanno sfruttato l'occasione per ammodernare la rete, a pensar male e che non sapessero assolutamente dove correva la rete ed invece che sbancare mezza lanciano abbiano preferito rifare il tutto
Quali erano i prezzi prima della gestione privata? di quanto erano inferiori ai prezzi di mercato?
In seconda analisi sapendo che i francesi hanno più o meno la stessa cultura liberale della Corea del Nord avranno utilizzato il sistema delle concessioni, cioè di fatto riproponendo un monopolio di fatto, al massimo un oligopolio, che alle classiche diseconomie dei monopoli aggiunge il giusto tornaconto dell'imprenditore.
Sarei curioso di sapere come vanno le cose in Gran Bretagna!
Ecco perchè sono favorevole allo svolgimento dal privato di un servizio pubblico (pubblico non coincide con statale, comunale o quant'altro. Si chiama sussidiarietà), naturalmente privato non significa per forza multinazionali, ma può significare anche imprenditoria e cooperazione locale.
L'importante è come vengono fatti gli appalti, quali sono le clausole, quali sono i benefit che si riservano comuni, province e regioni e soprattutto come svolegerebbero tali enti il ruolo di controllo che è l'unico a loro preposto.
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Editato da Dean Corso il 19/04/2005 alle 09:11:15
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 09:05:36
Ci tolgono l'acqua? E chi se ne fraga, tand tinem lu vin!!!!
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 13:42:27
plic...plic...plic...plic...

Messaggio del 19-04-2005 alle ore 14:55:59
bello il ragionamento che se si spreca l'acqua bisogna privatizzarla, filosoficamente elegante. Sono contento che molti la pensino in questo modo. Perchè no un controllo sulle nascite e una pianificazione quinquennale dell'economia?
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 14:57:33
privato è meglio te lo dice fiorello
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 15:01:12
Mat sei in ritardo la pianificazione quinquennale dell'economia c'è già
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 15:05:09
In italia?
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 15:11:36
che poi i piani siano meno efficienti di quelli sovietici è un altro discorso
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 15:51:39
Mat tu capisci solo quello che vuoi capire
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 16:03:11
Adonai io non capisco, è diverso. Con questa affermazione già ripetuta altrove nei miei confronti non dici nulla.
A mio modo di vedere è meglio distinguere cattive gestioni da buone gestioni, piuttosto che focalizzare l'attenzione sulla natura della persona giuridica che gestisce un bene fondamentale per la vita umana e non solo. Se una gestione pubblica dell'acqua non ha portato buoni risultati non è detto che una gestione privata sia migliore. Detto questo, viste le esperienze di privtizzazione dell'acqua che ci sono state in altri paesi, si pone il problema del prezzo dell'acqua che, sempre a mio modo di vedere, deve essere sotto il controllo dei cittadini, quindi un controllo politico e non meramente lucrativo come potrebbero attuare (anzi fanno) le multinazionali.
Diversità di vedute, ma se ci tenete a pagare di più l'acqua, e non pretendere invece un servizio migliore dagli enti pubblici attualmente preposti a questo, fate pure.
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 16:22:32
Tu mi confermi che non hai voluto leggere attentamente ciò che ho scritto
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 17:22:12
diciamo che abbiamo pareri simili ma arriviamo a conclusioni diverse
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 17:43:28
E' un bene di tutti,quindi niente privatizzazione
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 20:01:35

si pone il problema del prezzo dell'acqua che, sempre a mio modo di vedere, deve essere sotto il controllo dei cittadini




ma lo sai che anche la sovranità di battere moneta appartiene al popolo? e lo sai che a battere moneta, invece, sono solo banche private che se ti stampano 100 euro te le mettono tra le passività e tu cittadino al posto di beneficiare paghi per quel debito che in realta non esiste? e tutto perchè lo stato NON E' CAPACE di evitare che alcuni prepotenti restino prepotenti di fronte ai più elementari problemi civili...

con l'acqua è la stessa cosa...quanto più un bene sarà di primaria necessità tanto più resterà nelle mani di pochissimi eletti senza che il rappresentante della collettività, lo stato, potrà mai fare alcunchè.

l'esempio siciliano è lampante: la mafia si fa trivellare le falde acquifere dallo stato, ma poi lo stato non espropria queste falde come benissimo potrebbe: le lascia nelle mani di questi signorotti che la rivendono, col contagocce, ricavando introiti esorbitanti in termini economici e di potere politico. (al punto che potrebbero costruirsi dighe in ogni dove della sicilia per raccogliere l'acqua piovana (che pure cade abbondante), ma, guarda caso, non se ne fa mai nulla...)

è perfettamente inutile che uno stato detenga formalmente la gestione di un servizio quando nella sostanza questo servizio è non solo privato, ma privato nella maniera più criminale e meno trasparente possibile

siamo realisti, per piacere, rendiamoci conto che siamo tutti dei mascalzoni e che lo stato pubblico, costruito e gestito dai mascalzoni, non potrà essere certo meglio di una qualsiasi altra marmaglia di mascalzoni organizzata privatamente
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 21:00:04
Quindi si tratta solo di cambiare ditta. Certo è stupido "pretendere" che nel nostro paese le "cose pubbliche" possano funzionare meglio. Diamo quindi la nostra acqua alle multinazionali che sanno, e come, gestire gli affari e il bene della società. Diamogli anchela magistratura e la polizia, la sanità, l'istruzione e le pensioni, il parlamento e il governo. Proprio un bel ragionamento.
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 21:08:22
entra in un ospedale, i medici che sono strapagati dalle multinazionali farmaceutiche per prescrivere medicinali piuttosto che altri, oppure vengono "invitati a consigliare" questa o quella clinica privata perchè uno straccio di struttura pubblica non riesce a permettersi uno straccio di apparecchio per farsi una stupidissima risonanza magnetica...

ma su...ma credi che non ci sia già l'ingerenza totale della malavita organizzata e delle multinazionali in tutti i campi del vivere sociale?

pretendere che nel nostro paese le cose funzionino meglio non è stupido: è una perdita di tempo perchè ovunque i cittadini non hanno alcun senso civico e sono pronti ad approfittare ed abusare di quel poco che hanno senza la minima consapevolezza di vivere in mezzo agli altri come loro simili, ma, anzi, come loro prede...succede nel pubblico e succede, senza ipocrisia, nel privato...quindi tra i due scelgo il male che posso guardare in faccia a quello che mi inganna da dietro con la scusa del bene comune...
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 21:16:44
Le ingerenze di cui parli sarebbero moltiplicate se tutti i beni servizi che vengono forniti dallo stato fossero forniti da aziende private. In fondo non ci sarebbe bisogno di corrompere un medico per far sì che prescriva un farmaco di tal azienda più costoso, il medico lavorerebbe direttamente per quella azienda. Sono pur sempre punti di vista?
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 21:23:25
in tutto questo la soluzione sta nel "rieducare" i cittadini ad un senso civico dove i diritti che tanto reclamano vengano necessariamente accompagnati ad una serie inalienabile di doveri sociali...così si può sperare, tra 4-500 anni, di poter costruire una coscienza critica civile in grado di cambiare le cose e deputare le istituzioni al raggiungimento di un bene comune che poi non è altro che evitare che pochi facciano la parte del leone in mezzo a branchi di agnellini....

purtroppo mancano i modelli educativi: chi deve educare la gente al senso civico? maurizio costanzo?
la famiglia e la scuola sono cellule sociali in piena decadenza...neppure i partiti sono più in grado di fare una cosa simile; non l'ho vissuto in prima persona, ma c'è la nutrita testimonianza che almeno in passato le forze politiche nate dalle ceneri della seconda guerra mondiale avevano dei principi che indirizzavano la vita sociale entro binari formativi indiscutibili (che a volte sfociavano addirittura nel fanatismo, per quanto erano formativi)...oggi il motto della politica è metricamente uguale da tutte le parti: il fine giustifica i mezzi (o quasi) e tutto è lecito pur di raggiungere il potere.

l'unica guida morale capace di fondare una educazione civica, stranamente, sembra essere solo quella religiosa al giorno d'oggi: il deus ex machina che arriva quando tutto sembra ingarbugliato ed oscuro, quando le istituzioni non hanno più nessuna forza morale...

alla luce di questo vuoto morale analizzo il malcostume sociale di cui, oramai, quasi nessuno sembra più scandalizzarsi
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 21:29:55
le ingerenze sarebbero moltiplicate, ma di fronte alla povera gente anche una infinita frazione di questo malcostume è causa di profonde ingiustizie sociali in barba a tutte quelle belle parole che sono scritte nella nostra pur tanto carina costituzione.

nel 2005 siamo ancora (e forse più) nella condizione del tutti contro tutti e dell'homo homini lupus dove tutti cercano di godere nella misura più ampia possibile dei beni comuni e dove nessuno prende ancora coscienza del dovere di rispettare persone che hanno pari diritti...

tutto qui...il resto ne è la necessaria conseguenza e soltanto dopo aver considerato questo si può riparlare di strutture pubbliche o private...ancor meno in un paese come l'italia dove la mafia è il primo intermediario tra il cittadino e le istituzioni
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 21:30:06
bha!
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 21:48:33
dopo questa bella analisi generale ampiamente condivisibile meglio dare l'acqua in mano alle multinazionali? i misteri del qualunquismo
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 21:50:31
no...assolutamente, benchè, nostro malgrado, ci finirà lo stesso

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