La Piazza
La triste fine di Long John
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 13:37:27
ah cmq
IL RITORNO DEL DEANPAIRO
ah cmq
IL RITORNO DEL DEANPAIRO
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 13:12:54
non sai quanto ci sei andato vicino, lui al macumba preferisce l'Umbanda
non sai quanto ci sei andato vicino, lui al macumba preferisce l'Umbanda
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 13:11:01
bhè proviamo cn uma MACUMBA BRASILIANA..
bhè proviamo cn uma MACUMBA BRASILIANA..
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 13:09:54
figurati
è per un forumiano che non si collega da un sacco di tempo, chi sa che evocarlo non lo faccia tornare
figurati
è per un forumiano che non si collega da un sacco di tempo, chi sa che evocarlo non lo faccia tornare
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 13:08:55
errare è umano..
errare è umano..
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 13:06:36
no non è casuale ma non penso che tu sappia a chi mi riferisco
no non è casuale ma non penso che tu sappia a chi mi riferisco
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 12:44:48
ogni riferimento a cose o persone è PURAMENTE CASUALE....
ogni riferimento a cose o persone è PURAMENTE CASUALE....
Messaggio del 09-08-2005 alle ore 12:37:07
Per anni ha solcato i mari delle Indie Occidentali a caccia di avventure, fama e tesori, con in tasca una lettera di corsa firmata dalla regina Vittoria in persona.
Ogni galeone spagnolo era in pericolo quando lui e la sua allegra ciurma di tagliagole abbandonavano la Tortuga e da Maracaibo a L'havana al solo sentire pronunciare il suo nome ogni gentiluomo provava un brivido di terrore ed ogni gentildonna un brivido di piacere.
La sua fama era così sinistra che molte volte i soldati spagnoli avevano abbandonato i forti al sol annuncio del suo pervenire.
Ma al contempo il suo carisma era così forte tra tutti i tagliagole della Tortuga da permettergli un lusso rarissimo a quelle latitudini, la Pietà, spesso infatti permetteva agli equipaggi di Sua Maestà Cattolicissima si tornare sani e salvi nei loro porti dopo averli depredati, invece che impiccarli come di regola all'albero maestro.
Ma questo non faceva altro che incrementare la sua leggenda nelle città del Vicere.
Bellissime Creole e focose Gentildonne spagnole di purissimo lignaggio bramavano di passare una sola notte d'amore con il Diavolo della Tortuga e a molte di esse si devono i successi che crearono la leggenda dell'indomito Gallese, infatti pur di farsi possedere da lui, esse non esitavano a rivelare passaggi segreti e mappe che sarebbero costati la vita ai loro mariti e spesso anche ai loro figli.
Le sue ricchezze crescevano a pari della sua fama, ma non era per l'oro spagnolo che affrontava mille peripezie tingendo di rosso il mar dei sargassi, infatti una volta conquistato un forte lasciava il compito dellaspartizione del bottino ai suoi uomini, che non dimenticavano mai di riservargli al parte più cospicua e volgeva lo sguardo verso nuovi ed imprendibili bastioni.
Gli uomini più duri e pericolosi del mondo si piegavano come agnelli alle sue visionarie imprese, ben sapendo che la ricompensa era sicura.
Ai suoi ordini affrontavano qualsiasi cosa, flotte spagnole potentissime, tempeste terribili , massacranti viaggi nella selva dove cadevano a decine per serpenti velenosi, malaria, frecce avvelenate degli indios, agguati degli spagnoli.
Ma Long John era anche un gentiluomo britannico e non si muoveva a suo agio nelle taverne della Tortuga grondanti di Krog, nelle alcove febbricitanti di Maracaibo e nei macelli a cielo aperto di isole sperdute.
Non, c'era infatti gentiluomo a Londra che potesse tener testa alla sua fine dialettica e allo stesso tempo non c'era gentiluomo che non avesse motivo di sfidarlo a singolar tenzone per averlo ricoperto di ridicolo nella camera da letto della moglie.
Si dice che persino la Regina gli avesse consegnato la lettera di corsa dopo una notte in cui la servitù era stata allontanate dagli appartamentti reali.
Bene quest'uomo straordinario che io ebbi a conoscere in una tempestosa notte del 1647 e che da allora seguo come biografo e venero come un Dio, una volta ritirato a vita privata, cosa più unica che rara per i coraggiosi capitani della Corsa, ricco di una ricchezza indicibile si è imbolsito ed impigrato, al punto tale da scansare il vino e le giovani nobildonne che ancora gli si offrono per dedicarsi a tediosi giochini intellettuali che tanto disdegnava in gioventù e che per evitare i quali si era arruolato nella Marina di Sua Maestà
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Editato da Dean Corso il 09/08/2005 alle 13:15:52
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Editato da Dean Corso il 09/08/2005 alle 13:19:10
Per anni ha solcato i mari delle Indie Occidentali a caccia di avventure, fama e tesori, con in tasca una lettera di corsa firmata dalla regina Vittoria in persona.
Ogni galeone spagnolo era in pericolo quando lui e la sua allegra ciurma di tagliagole abbandonavano la Tortuga e da Maracaibo a L'havana al solo sentire pronunciare il suo nome ogni gentiluomo provava un brivido di terrore ed ogni gentildonna un brivido di piacere.
La sua fama era così sinistra che molte volte i soldati spagnoli avevano abbandonato i forti al sol annuncio del suo pervenire.
Ma al contempo il suo carisma era così forte tra tutti i tagliagole della Tortuga da permettergli un lusso rarissimo a quelle latitudini, la Pietà, spesso infatti permetteva agli equipaggi di Sua Maestà Cattolicissima si tornare sani e salvi nei loro porti dopo averli depredati, invece che impiccarli come di regola all'albero maestro.
Ma questo non faceva altro che incrementare la sua leggenda nelle città del Vicere.
Bellissime Creole e focose Gentildonne spagnole di purissimo lignaggio bramavano di passare una sola notte d'amore con il Diavolo della Tortuga e a molte di esse si devono i successi che crearono la leggenda dell'indomito Gallese, infatti pur di farsi possedere da lui, esse non esitavano a rivelare passaggi segreti e mappe che sarebbero costati la vita ai loro mariti e spesso anche ai loro figli.
Le sue ricchezze crescevano a pari della sua fama, ma non era per l'oro spagnolo che affrontava mille peripezie tingendo di rosso il mar dei sargassi, infatti una volta conquistato un forte lasciava il compito dellaspartizione del bottino ai suoi uomini, che non dimenticavano mai di riservargli al parte più cospicua e volgeva lo sguardo verso nuovi ed imprendibili bastioni.
Gli uomini più duri e pericolosi del mondo si piegavano come agnelli alle sue visionarie imprese, ben sapendo che la ricompensa era sicura.
Ai suoi ordini affrontavano qualsiasi cosa, flotte spagnole potentissime, tempeste terribili , massacranti viaggi nella selva dove cadevano a decine per serpenti velenosi, malaria, frecce avvelenate degli indios, agguati degli spagnoli.
Ma Long John era anche un gentiluomo britannico e non si muoveva a suo agio nelle taverne della Tortuga grondanti di Krog, nelle alcove febbricitanti di Maracaibo e nei macelli a cielo aperto di isole sperdute.
Non, c'era infatti gentiluomo a Londra che potesse tener testa alla sua fine dialettica e allo stesso tempo non c'era gentiluomo che non avesse motivo di sfidarlo a singolar tenzone per averlo ricoperto di ridicolo nella camera da letto della moglie.
Si dice che persino la Regina gli avesse consegnato la lettera di corsa dopo una notte in cui la servitù era stata allontanate dagli appartamentti reali.
Bene quest'uomo straordinario che io ebbi a conoscere in una tempestosa notte del 1647 e che da allora seguo come biografo e venero come un Dio, una volta ritirato a vita privata, cosa più unica che rara per i coraggiosi capitani della Corsa, ricco di una ricchezza indicibile si è imbolsito ed impigrato, al punto tale da scansare il vino e le giovani nobildonne che ancora gli si offrono per dedicarsi a tediosi giochini intellettuali che tanto disdegnava in gioventù e che per evitare i quali si era arruolato nella Marina di Sua Maestà
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Editato da Dean Corso il 09/08/2005 alle 13:15:52
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Editato da Dean Corso il 09/08/2005 alle 13:19:10
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