La Piazza
LA MEMORIA
Messaggio del 15-06-2007 alle ore 02:18:39
Questa sera, anzi ormai devo dire ieri seri visto l'orario, ho cenato con una simpatica signora di cui, per gentilezza e rispetto, dirò solo che è in la con gli anni.
abbiam bevuto del vino bianco e mangiato del buon pesce. dopo l'amaro ci siamo accesi una sigaretta e lei ha cominciato a parlare: mi ha raccontato della sua infanzia e dei lacci delle scarpe fatti con la pelle di anguilla essiccata, della guerra, suo marito partigiano nascosto in un ossario, la fame e la miseria, dell'emigrazione all'estero perchè nel paesino soggiogato dalla chiesa non c'era lavoro per i comunisti...
abbiamo passato un'oretta tra una fumata e un sorso di amaro, tra una lacrima e una risata.
ascoltavo questa signora, nella sua fiera lucidità e mi commuovevo, per lei e per la sua vita, ma anche per il vivo ricordo di mio nonno, scomparso da poco, e dei suoi aneddoti, sulla campagna e sullo scampare alla guerra, sul lungo viaggio in argentina e sulla "puteca" sotto il comune...
ho salutato calorosamente la signora, ho sparecchiato la tavola dai resti della cena, mi sono seduto accendendo una sigaretta e ho pianto.
ora, io lo so che sono uno che di solito apre solo post scherzosi, ma qui vorrei provare ad essere serio e chiedervi:
ci sono aneddoti dei vostri nonni che riescono ad emozionarvi (e non serve che siate sfortunati come me che ne ho persi tre)?
come si può fare in modo che queste importanti fonti di storia e cultura, che questi insegnamenti di vita rimangano oltre la vita dell'uomo?
a 19 anni io litigavo con mia madre per fregarle l'auto...
a 19 anni lui era partigiano sotto la botola di un ossario, tirando fuori la canna del fucile e facendo la guardia notturna.
riflettiamo people...
Questa sera, anzi ormai devo dire ieri seri visto l'orario, ho cenato con una simpatica signora di cui, per gentilezza e rispetto, dirò solo che è in la con gli anni.
abbiam bevuto del vino bianco e mangiato del buon pesce. dopo l'amaro ci siamo accesi una sigaretta e lei ha cominciato a parlare: mi ha raccontato della sua infanzia e dei lacci delle scarpe fatti con la pelle di anguilla essiccata, della guerra, suo marito partigiano nascosto in un ossario, la fame e la miseria, dell'emigrazione all'estero perchè nel paesino soggiogato dalla chiesa non c'era lavoro per i comunisti...
abbiamo passato un'oretta tra una fumata e un sorso di amaro, tra una lacrima e una risata.
ascoltavo questa signora, nella sua fiera lucidità e mi commuovevo, per lei e per la sua vita, ma anche per il vivo ricordo di mio nonno, scomparso da poco, e dei suoi aneddoti, sulla campagna e sullo scampare alla guerra, sul lungo viaggio in argentina e sulla "puteca" sotto il comune...
ho salutato calorosamente la signora, ho sparecchiato la tavola dai resti della cena, mi sono seduto accendendo una sigaretta e ho pianto.
ora, io lo so che sono uno che di solito apre solo post scherzosi, ma qui vorrei provare ad essere serio e chiedervi:
ci sono aneddoti dei vostri nonni che riescono ad emozionarvi (e non serve che siate sfortunati come me che ne ho persi tre)?
come si può fare in modo che queste importanti fonti di storia e cultura, che questi insegnamenti di vita rimangano oltre la vita dell'uomo?
a 19 anni io litigavo con mia madre per fregarle l'auto...
a 19 anni lui era partigiano sotto la botola di un ossario, tirando fuori la canna del fucile e facendo la guardia notturna.
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