Messaggio del 13-11-2004 alle ore 21:07:23
il mio parere è che la libertà la si assapora nella sua pienezza solo dopo esserne stati privi...il servizio militare di leva un tempo serviva a questo...basta stare un giorno in caserma per comprendere come sia difficile vivere nella negazione di se stessi.
e come sia incredibilmente dolce il ritorno alla vita "comune"...
insegnavano ai giovani ad apprezzare la propria libertà, non a opprimerla con una vita dissoluta, noiosa, non combattiva e priva di ogni principio.
penso che il carcere sia un'esperienza affine...
Marcello De Angelis, un camerata romano di terza posizione, durante i suoi cinque anni di prigionia conobbe un combattente dei Nuclei Armati Proletari, e nonstante la diversità di "fronte" strinse con lui una profonda amicizia.
racconta di aver sentito pronunciare da lui la seguente frase:
"io il carcere non lo auguro a nesuno ma lo consiglio a molti"...
esiste una canzone di Marcello De Angelis, intitolata "nella tua stanza" che rende perfettamente l'idea riguardo al mio concetto di libertà..
chitarra e voce registrati pessimamente tramite un cassette recorder nella cucina del piccolo appartamento in cui De Angelis risiedeva a Londra durante la latitanza, canta di un camerata incarcerato ingiustamente che si rivolge alla ex fidanzata (che lo ha lasciato dopo aver saputo del suo arresto), e confronta il suo stato di uomo privo di dignità e libertà, che vive distrutto nell'anima e nel corpo nel freddo della cella, senza poter vedere la luce del sole, con quello di lei, che invece continua a vivere nella bellezza di una stanza luminosa, dai muri dipinti, nell'amore dei suoi genitori e del proprio nuovo fidanzato.
come mia usanza, posto anche il link della pagina dove c' il testo e la cazone da scaricare, per chi fosse intenzionato a conoscere un altro brano della musica alternativa dei bassifondi "violenti"...
Messaggio del 13-11-2004 alle ore 21:49:10
belllaaaaaa altaforte fa paura...ma sta versione che sta qua fa cagare....e poi e'diversa da quella che ho io!
Messaggio del 13-11-2004 alle ore 21:52:10
quella che sta qui è assolutamente la più bella..ma che cazzo ne vuoi capire tu che l'hai ascoltata cantata da francesco mancinelli....
Messaggio del 14-11-2004 alle ore 14:43:06
concordo con te Bartam sul servizio militare di leva,nel bene e nel male sono sempre 10 mesi ke ti insegnano tante cose
Messaggio del 14-11-2004 alle ore 15:50:37
La coscrizione obbligatoria è una minkiata unica. Il militare non serve a niente. Non ti insegnano nemmeno ad uccidere in maniera chiara e circostanziata.
O che si fotta il militare...(io non l'ho fatto)
Messaggio del 14-11-2004 alle ore 15:54:48
punti di vista.....
ma ad esempio mio padre mi racconta che molto spesso dei ragazzini vissuti sempre in paesini e che avevano visto solo la piccola realta',andavano bambini e tornavano uomini.
Era una specie di ingresso "alla vita da adulto"
ma i tempi son cambiati forse oggi non e'piu'attuale questo ragionamento...
Messaggio del 14-11-2004 alle ore 16:08:17
no ma infatti non discuto questo...dico solo che e'un dovere che secondo me tutti dovrebbero asolvere nei confronti della patria.....
e poi e'sempre e comunque un esperienza...
Messaggio del 14-11-2004 alle ore 16:11:25
un cazzo! io non parlavo di insegnare qualcosa...io parlavo di annullamento delle libertà..la libertà te la gusti solo se sai cosa significa non averla. ed impari ad apprezzarla di più..altro che insoddisfazione, depressione e cazzate varie. questo è forse l'unica utilità del militare.unica ma fondamentale... io ho vissuto pochissimo tempo in casermaa, e non posso dirlo. ma chiedete a qualcuno che c'è stato un anno dentro..vi saprà dire..
e'un dovere che secondo me tutti dovrebbero asolvere nei confronti della patria.....
pupo mi duole contraddirti, ma oggi come oggi, svolgere il servizio di leva può essere tutto tranne servire la patria..a meno che uno non intenda come propria patria gli U.S.A.
Messaggio del 14-11-2004 alle ore 16:27:16
esatto Bartam ricordo i sabati e le domeniche passati di guardia,un sabato di franchigia revocato per un'allarme charlie,e tante altre cose
Messaggio del 14-11-2004 alle ore 16:29:54
io dico nella patria intesa come ITALIA oggettiva e non quella asservita da sempre come un cagnolino agli usa
Messaggio del 14-11-2004 alle ore 17:46:32
ma possibile che ogni volta che scrivo un post si finisce per parlare di tutto tranne di quello che hopostato? ci sono diecimila post che riguardano il servizio dileva. qui il discorso è un altro. ------------------------------------------------- Editato il 17:47:08 14/11/2004 da bartam
Messaggio del 14-11-2004 alle ore 18:49:41
ok, apprezzare la libertà "assaggiando" la reclusione è una verità che non posso contraddire! ...ma come non fare un piccolo monumentino alla bella affermazione fatta da dimas? ...ecco il monumento
...assistere un malato significa apprezzare, ancor prima della libertà, la vita!