La Piazza

La discriminazione per il diverso
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 11:33:43
Certo, i fascistoni -magari ci fossero- sono la causa di tutti i mali....

Mi viene sempre in mente il dottor Cox di "Scrubs" che si abbiocca nel bel mezzo di un discorso interessantissimo.
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 10:56:46
Beh, lavorano insieme... Lo avranno visto sotto la doccia...

...E la frustrazione gli può venire.

...Avranno pensato alle loro mogli, impalate su quel baobab... :0)

E' umano: i cazzettini molli non le prendono bene, queste cose.


Inqualificabile il comportamento della Vismara, ma del resto quel povero cristo c'aveva ancora il contratto semestrale con le utilissime e onestissime agenzie interinali, altra grande conquista dei nostri tempi di MODERNITA' INTERNET E INGLESE.

Ma andate a caghér.



Contenti voi...
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 10:53:44
comunque sti fascistoni ci stanno rovinando
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 10:49:59
operaio comunista e di sinistra...razzista
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 10:46:53
.
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 10:45:44
io prego solo il padreterno che qualche volta io sia spettatore di qualche episodio di discriminazione. me ne vado in galera, ma il discriminatore lo mando all'altro mondo sti brutti vigliacchi figli di una cagna
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 10:21:10
della Repubblica
"Due anni di insulti sul lavoro
licenziato perché sono di colore"
dal nostro inviato PAOLO BERIZZI

LECCO - Per due anni ha insaccato e ha incassato. Tutti i giorni. Sempre lì, al suo posto, in uno dei più grossi salumifici italiani. Ha insaccato salami e mortadelle. Ha incassato insulti razzisti e offese umilianti. La più becera, e anche la più banale, è "sporco negro": la stessa firma degli assassini di Guibre. E' quella che lo ha marchiato dentro, che lo ha fatto sentire un comodo sfogatoio per le frustrazioni di un collega, che poi sono diventati un gruppo, e allora la cosa si è fatta ancora più pesante. Questa è la storia di Daniel - basta il nome - , nigeriano di Lagos, 24 anni, un bambino di due.

Daniel non è un clandestino: è in Italia regolarmente dal 2003. Abita a Villasanta, Brianza monzese, con la moglie e il figlio. Paga un affitto. Ha un lavoro, anzi, l'aveva. Perché l'hanno licenziato. Daniel è un operaio macchinista. Nel 2006 inizia a lavorare alla Vismara S. p. A di Casatenovo, Lecco. Si divide tra il reparto e il forno. Sgobba da mattina a sera.

Mai un problema, mai un richiamo, racconta. E ottimo rendimento, visto che ogni sei mesi gli rinnovano il contratto. Ma nello stabilimento c'è un ostacolo imprevisto con cui il cittadino africano deve fare i conti: il razzismo. A dargli dello "sporco negro", all'inizio, è solo un collega. Per lui insultare Daniel è la regola. Altri operai iniziano presto a apostrofarlo nello stesso modo. Uno stillicidio di offese al quale l'immigrato, nonostante le ripetute richieste di spiegazioni, non riesce a sottrarsi.

Manda giù, abbozza quando un giorno gli dicono: "La vuoi capire o no che voi extracomunitari di m. in Italia non potete stare?". Solo perché aveva chiesto a un collega di aiutare un altro lavoratore in difficoltà, un peruviano che non riusciva a trasportare dei colli di mortadella. "Chi credi di essere? Mica penserai di comandare noi italiani?".

Daniel ha paura di denunciare chi lo tormenta: non vuole rischiare di perdere il posto di lavoro. Un giorno si rivolge al capo reparto, che però minimizza: "Dai, non farci caso... sai come sono fatti i ragazzi... Tu pensa a fare il tuo lavoro e basta". Ma alla fine di giugno decide che il vaso è colmo. Accade quando entra nello spogliatoio e trova il suo armadietto distrutto. Un atto vandalico, l'ultimo sfregio. Lui che non ha mai ricevuto provvedimenti disciplinari, lui che guadagna 1100 euro e che - dopo 12 contratti - viene ancora pagato dall'agenzia interinale "Iwork" di Arcore.

Il 28 giugno Daniel presenta una querela alla Procura di Lecco: racconta nel dettaglio le odiose offese che gli sbattono addosso. Spera che dopo quell'esposto qualcosa possa finalmente cambiare. Che la sua dignità non sia più calpestata. E invece al danno si aggiunge la beffa. L'altro giorno la Vismara gli da il "benservito": "A fine mese non presentarti più in azienda", gli comunica il capo reparto. L'operaio crede sia uno scherzo di cattivo gusto: e invece è tutto vero.

"Ho subito per due anni in silenzio, senza ribellarmi - racconta - proprio perché non volevo rischiare di perdere il posto. Ma non ce l'ho più fatta a sopportare di essere offeso in quel modo. E così adesso sono senza lavoro. Non ce l'ho con l'Italia e con gli italiani. L'Italia mi ha dato il lavoro, la possibilità di sfamare me stesso e la mia famiglia. Ce l'ho con l'ignoranza di chi ti insulta perché hai un colore della pelle diverso dal loro. Ho una moglie e un figlio piccolo da mantenere. Il mio stipendio me lo sono sempre guadagnato onestamente, mi ferisce che me lo abbiano tolto solo perché ho detto basta al razzismo. Oltretutto ci sono altri lavoratori extracomunitari nello stabilimento. Quando sono andato in Tribunale ho pensato anche a loro, anche se ognuno reagisce a modo suo e alla fine ognuno si fa gli affari suoi".

Dagli uffici della Vismara, alla quale ci siamo rivolti ieri per chiedere chiarimenti sulla vicenda, per ora non è arrivato nessun commento. Ironia del caso - va detto che l'azienda almeno per ora non ha alcuna responsabilità - come melodia di sottofondo dell'attesa telefonica s'odono le parole di Vasco Rossi: "... basta poco per essere intolleranti... per essere un po' ignoranti...".

Il legale di Daniel, Francesco Mongiu, ha riassunto la storia di questo strano licenziamento e la sottoporrà al giudice del lavoro. "Per "pura coincidenza" - racconta l'avvocato - il cognato del mio assistito, un cittadino della Sierra Leone, laureato anche lui in regola, dopo un periodo di prova nello stesso salumificio, è stato ritenuto inidoneo al compito di insaccatore di mortadelle".

(16 settembre 2008)

Di sicuro non comprerò mai più un prodotto VISMARA!!!
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 15:30:23
Non confondiamo la maleducazione di gente indegna di esistere contro gli innocenti, con la stanchezza -legata a tante ragioni- degli Italiani verso persone che troppo spesso sentiamo citare per fattacci.

Riguardo al razzismo, e basta con il buonismo: se un amico vi fa un torto grave, cosa vi ricordate? Gli anni di amicizia, così da perdonarlo, senza dare per scontato il bene che vi ha voluto, o l'errore di percorso che lo rende un emerito stro**o? Non è così anche di fronte ai fattacci che sentiamo in TV? Cosa devo ricordare, un albanese laureato o un rom che ha stuprato una ragazza e pestato a sangue il fidanzato di questa? E' tristemente umano che il male lasci il segno più del bene, ed è altrettanto umano maltollerare quanti potenzialmente ci appaiono pericolosi. Non è una giustificazione, ma in un momento già complesso l'intolleranza non può che acuirsi.

E l'intolleranza verso lo straniero non ha nulla a che fare con la mancanza di tatto di certi esseri umani e di certi bambini, che non sono altro che il frutto dell'educazione dei genitori. Se un figlio torna a casa, fa battute su un ragazzino "diverso" e i genitori ci trovano da ridere o sono loro stessi i primi a scherzarci su, è logico che al bambino la cosa sembrerà divertente! E dunque sono patetici i bambini, i genitori assenti o presenti che fossero, e gli adulti insensibili. Ma questo episodio triste, che non ha alcuna giustificazione se non la cattiveria di certe persone per me profondamente infelici, non ha nulla a che fare con tanti altri discorsi.

P.S.: Riguardo al "Tu" che si dà indiscriminatamente, vorrei solo far notare che i primi a farlo sono i "pacifisti" che dicono "Ciao" al "Vu cumpra" a cui elargiranno sorrisi, denaro, ma poca educazione. Perchè se fosse un "Vu cumpra" in giacca e cravatta gli darebbero del "lei".
E in merito alla maleducazione dilagante, se ognuno prima di cambiare la società iniziasse a cambiare se stesso, senza giustificare comportamenti incivili dicendo "Ma lo fanno tutti (la peggiore giustificazione del mondo), perchè io devo essere così fesso da...." che so, fare attraversare uno sulle strisce pedonali, parcheggiarsi in un parcheggio vuoto senza occupare due posti perchè c'è ancora spazio, far passare un'anziana avanti alla fila del super-market, non guardare un ragazzo"diverso" come un caso umano studiandone morbosamente i tratti, magari qualcosa migliorerebbe davvero.
E i politici non sono la causa dei nostri mali, ma gli allori su cui ci addormentiamo contenti di aver dato la colpa ad altri.
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 13:43:55
il problema è che le persone pensano di poter fare sempre quello che vogliono, con chiunque, in ogni caso, giusto per fare lo svelto della situazione, l autoritario, quello che nn ha regole che è padrone d tutto e tutti...
bisognerebbe ricordare a queste persone, che abbassassero un pò la cresta, xchè c sono tante d quelle cose punibili penalmente (xkè menzionate nella NOSTRA costituzione che NESSUNO conosce) che nel momento in cui dovessero "puta caso" trovarsi seduti su una sediolina di legno davanti ad un giudice solo xkè nn conoscono l umiltà e la decenza...penso si cagerebbero sotto a tal punto da nn provarci più...mai più.
la legge quando cè, va applicata.
così come i simpatici signori nn hanno pazienza e rispetto, così la signora nn deve avere assolutamente nessuna pietà nei loro confronti.
questo è il mio pensiero.
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 13:41:54
e' da discriminare chi discrimina.
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 13:28:46
up
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 13:13:39
Peccato fosse un bambino e non un canguro altriemnti sai come fioccavano i commenti.

Posso dire solo na cosa.. ORRIBILE!
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 12:12:15
Certo che, se per mettere in atto un' operazione commerciale partorisci un figlio autistico, sei proprio in malafede...


Gli italiani... Per difendere la loro minchionaggine si venderebbero la madre... :0)



bah...
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 12:07:20
Ma che societa' siamo diventati? Un branco di cani rabbiosi? Una bella batteria di polli di Renzo?

La maleducazione dilaga a partire dal "tu" che si da' indiscriminatamente a tutti fino ad arrivare a solleticare la parte piu' nera e oscura di ciascuno di noi da parte di coloro che (come dei novelli apprendisti stregoni) evocano paure da guerre di religione e di popoli, e le trasformano in veleno che intossica l'anima.

I pifferai magici che attualmente ci governano dove ci stanno portando?

Vogliamo aggiungere che negli ultimi 20 anni ci si e' messa pure la TV (una certa TV) a stordire le coscienze con l'equazione fi*a+soldi=successo?
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 12:03:20
Queste sono sempre e solo operazioni meramente commerciali, nessuno stupore.
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 11:49:17
e va a finire che dice pure di essere antifascista quanti ne ho conosciuti di questi cani al guinzaglio parassiti pericolosi
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 11:45:54
Solo profonda vergogna per questa gente.
Messaggio del 15-09-2008 alle ore 11:24:12
dopo le diverse discriminazioni lette e sentite nei messi d'informazione, l'uccisione del ragazzo di colore, leggere qui, molte volte, delle battutine infelice, serie e meno serie, su rom, stranieri, gay, ecc, ecc....vado in giro per i forum, i giornali, navigo per internet per sapere come sono gli italiani oggi, popolo molto conosciuto, ma ultimamente molto sconosciuto per me.... e mi imbatto in questa storia

Dalla stampa di Torino dal Blog Black Cat

Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.
Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”
Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.
Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.
Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.
Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.
Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.
Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.
Ho pianto. Dal dolore.

Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:
-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.
Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.
Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.
Firma.
E allora mi chiedo: dov'è finita l'Italia che accoglieva e capiva? Dove è finita l'Italia cattolica che ha una parola buona per tutti?


La domanda che si fa lei alla fine, me la faccio io tutti i giorni!!!

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