La Piazza

INDULTO...CHE SCHIFO!!!.
Messaggio del 01-08-2006 alle ore 18:41:28
Indulto, il primo beneficiario è un omicida
Aveva ucciso una donna per futili motivi
Ad Alessandria lo sconto più breve: detenuto esce con soli tre giorni di anticipo

Indulto, il primo beneficiario è un omicidaAveva ucciso una donna per futili motivi
CATANZARO - E' un agricoltore omicida il primo detenuto a beneficiare dell'applicazione dell'indulto. Si tratta di Anselmo Novello, 60 anni. Era agli arresti domiciliari a Belvedere Spinello (Crotone), il paese dove risiede, perché il 12 maggio 1987, nel corso di una lite per motivi di pascolo, aveva ucciso una donna 46enne, Rosa Aprigliano, e ferito suo marito e suo figlio sparando loro con un fucile calibro 12.

Intanto sono iniziati i rilasci nelle carceri di tutto il Paese. A Rebibbia il primo ad uscire è stato un detenuto condannato per furto, a Torino due colpevoli di omicidio.

Non mancano i casi curiosi. Il record per lo sconto di pena più breve spetta a un marocchino di 35 anni detenuto ad Alessandria. Condannato a sette mesi per rissa e resistenza, sarebbe dovuto uscire il 4 agosto. L'indulto gli ha regalato solamente tre giorni di libertà.

La legge è stata approvata dal Parlamento il 29 luglio scorso. Ieri il Presidente della Repubblica l'ha promulgata. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è entrata in vigore questa mattina.

Lo sconto di pena, applicato a quasi 13mila carcerati, continua a far discutere. Mentre Antonio Di Pietro insiste nel definire il provvedimento "una resa dello Stato", sono in molti a richiedere che ora siano realizzate delle riforme strutturali. Ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermato che "è necessario un ripensamento dell'intero sistema sanzionatorio e della gestione delle pene". Oggi è stata la volta di Antigone, l'associazione per i diritti e le garanzie del sistema penale: "Nei prossimi giorni, con le migliaia di scarcerazioni dovute all'indulto, si tornerà ad una situazione di quasi normalità penitenziaria - dice il presidente Patrizio Gonnella - E' un'occasione unica e imperdibile per mettere mano a un progetto di riforma complessiva del sistema. Se non ora quando?".

Sono molti i punti sui quali, secondo Antigone, si dovrebbe intervenire. L'associazione chiede un nuovo codice penale che riduca le fattispecie di reato e le pene e diversifichi le sanzioni; l'abrogazione della ex-Cirielli sulla recidiva; l'abrogazione della legge Fini-Giovanardi sulle droghe e la contestuale depenalizzazione di tutte le pratiche di consumo; l'abrogazione della Bossi-Fini e la depenalizzazione di tutto ciò che riguarda la condizione giuridica dello straniero.

Sul tema sono intervenuti anche i Comuni. In mattinata il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha avuto un colloquio telefonico con il presidente dell'Anci Leonardo Domenici. I due hanno discusso dell'impatto che l'indulto avrà sugli Enti locali, sottolineando l'importanza della collaborazione con lo Stato per accompagnare l'attuazione della legge. L'Anci ha inoltre chiesto che i compiti ulteriori che spetteranno ai Comuni "siano accompagnati da adeguati strumenti e risorse finanziarie".

(1 agosto 2006)






Potrei dire tante cose....ma mi voglio limitare a manifestare la mia totale indignazione. Un paese gestito male.
Messaggio del 01-08-2006 alle ore 19:14:43
VERGOGNA!!!

Un paese gestito da delle m...e

Messaggio del 01-08-2006 alle ore 20:26:24
d'accordo con voi......
Messaggio del 01-08-2006 alle ore 20:53:36
non sono d'accordo con voi
Messaggio del 02-08-2006 alle ore 04:25:33
Pro e contro, se argomentate è meglio!
Messaggio del 02-08-2006 alle ore 10:58:40
Guarda argomentare in questo caso sarebbe troppo umiliante...e' inutile descrivere e dare opinioni su una simile vergogna...e' meglio chiudersi nella riflessione e nel silenzio...e' come se mi chiedessero di argomentare o commentare la morte di un caro...impossibile.
Messaggio del 02-08-2006 alle ore 11:10:34
dio santo, è peggio della depenalizzazione sta cosa

mi vergogno!

magra consolazione aver votato Di Pietro, adesso ne ho la prova certa...
ci vuole la guerra civile!
Messaggio del 02-08-2006 alle ore 11:17:02
Quoto completamente tutto ciò che ha scritto Indy...
L'indulto è uno schifo che solo una classe politica di schifosi poteva pensare e poi mettere in pratica!
Andate a lavorare fannulloni!
Messaggio del 02-08-2006 alle ore 11:49:33
Frentanodoc...continui ad essere il mio mito
Messaggio del 02-08-2006 alle ore 13:13:00
Indy ti ringrazio per le parole di stime....ma qui basta solo un pò di buon senso....che purtroppo la nostra classe politica sta dimostrando di non avere!
Noto anche con rammarico che anche i cittadini sono rassegnati e non riescono più neanche ad indignarsi nonostante le porcate quotidiane di un ceto di rammolliti e debosciati!
Per quel che mi riguarda non accetterò supinamente e silenziosamente le loro malefatte e finchè avrò forza dirò la mia!
e per concludere in bellezza...FRENTANIA LIBERA!
Messaggio del 02-08-2006 alle ore 13:15:55
Frentanodoc PREMIER
Messaggio del 02-08-2006 alle ore 13:17:38
Ho già argomentato in altri post
Messaggio del 03-08-2006 alle ore 13:15:26


......e lo schifo continua............




IL PRIMO BILANCIO DELL’INDULTO
Liberi da poche ore, già tornano dentro
Hanno lasciato le carceri 2.666 detenuti, ma per molti la tentazione a delinquere è troppo forte. Mastella: «Siate responsabili»
francesca cassani Forse le nostre carceri non sono poi così male, visto e considerato che in molti qualche ora dopo essere stati liberati sono tornati in cella. Il record , in senso negativo, spetta a Raimando Muntoni, 28 anni di Tula (Sassari) tornato dietro le sbarre solo cinque ore dopo aver lasciato l’istituto di pena di Oristano. Per festeggiare la tanto agognata libertà l’ex detenuto ha raggiunto un bar in via Gramsci a Macomer, in provincia di Nuoro, ma quando alcuni poliziotti del commissariato locale lo hanno fermato per chiedergli le generalità, poichè «brindava in maniera smodata» hanno detto le forze dell’Ordine, lui ha reagito con calci e pugni. Così dopo solo 5 ore di libertà, era stato liberato nel pomeriggio ed è stato fermato verso le 20.45, Muntoni è stato riaccompagnato nuovamente in carcere. E se prima era finito dentro con l’accusa di rapina ora dovrà rispondere di violenza, resistenza, danneggiamento aggravato e rifiuto di fornire le generalità.
A Trieste, invece, la libertà per Gianpaolo Monteduro di 49 anni è durata 12 ore. Scarcertato grazie all’indulto alle 16.00 di ieri, è stato pizzicato dai Carabinieri del Nucleo radiomobile del Comando provinciale di Trieste mentre tentava di rubare un’autovettura, una Fiat 500, con un paio di forbici, ed è, come ovvio, ritornato nel carcere del Coroneo.
Non puntava ad un’auto ma ad avere un po’ di liquidità un detenuto di Taranto uscito dal Marassi di Genova che dopo aver vagato per alcune ore per la città ha sfondato la vetrata di una pizzeria per rubare. Scoperto da una guardia giurata, l’uomo di 45 anni ha cercato di rifugiarsi nella vicina stazione Brignole dove gli agenti della Polfer lo hanno raggiunto e tratto in arresto. Da Genova a Bologna la storia si ripete. Oggetto del desiderio per una donna scarcerata di 33 anni nella serata di martedì sono stati tre paia di jeans. Bloccata in un negozio d’abbigliamento della centrale via Indipendenza la donna è stata arrestata con l’accusa di furto.
È andata peggio a un neo-scarcerato di Milano che è morto per la strada a Milano per un’overdose di sostanze stupefacenti. La vittima aveva 32 anni. Un altro carcerato liberato, 36enne, è, invece, stato riacciuffato dalla polizia: oggi ha tentato di rubare un’auto in via Barzoni, nella zona Scalo Romana.
Dramma scongiurato a San Daniele del Friuli in provincia di Udine dove un uomo di 54 anni, Piero Melis, tornato in libertà grazie all’atto di clemenza emanato la scorsa settimana dal Parlamento ha tentato di strangolare la ex moglie.
Ma se in molti sono tornati in carcere per aver commesso nuovi reati c’è anche chi ha chiesto di scontare la pena fino all’ultimo. A Villa Maraini, la fondazione storica che a Roma segue i tossicodipendenti nella riabilitazione, il 40 per cento dei detenuti ai quali l’indulto avrebbe concesso la libertà ha chiesto di poter proseguire il programma come se fosse ancora sottoposto a provvedimento restrittivo.
Nonostante fino all’ultimo non fosse chiaro quando l’atto di clemenza sarebbe stato licenziato dal Parlamento, molti avvocati avevano già pronti i documenti affinchè i loro assistiti potessero usufruire dell’atto di clemenza. Altri, invece, in questi ultimi giorni sono stati letteralmente presi d’assalto dai familiari dei detenuti. A conti fatti, comunque, nella sola giornata di martedì sono stati rimessi in libertà 2.666 carcerati. Il dato ufficiale è stato comunicato dal Guardasigilli Clemente Mastella che ha voluto dire «grazie a quanti, a partire dalle istituzioni, si sono mossi con prontezza di riflessi per accompagnare questa straordinaria via di uscita». Rivolgendosi anche alle associazioni di volontariato impegnate nel settore, il ministro della Giustizia ha chiesto «ancora un aiuto» per gestire la situazione. Rispondendo a quanti fanno notare che qualcuno è tornato in carcere subito dopo esserne uscito, Mastella ha spiegato che è «un fenomeno normale» e che sarà «amplificato solo da chi ha interesse ad amplificare». Parlando invece ai detenuti liberati Mastella ha chiesto di «essere responsabili» e di porsi come primo obiettivo quello di non tornare più in carcere.
Ma gli addetti ai lavori non smettono di manifestare la loro preoccupazione. «Purtroppo chi governa sa quello che fa, ma non conosce nè vuole intendere ciò che i provvedimenti di legge comporteranno. Mi riferisco all’indulto, ma lo stesso concetto può applicarsi anche all’immigrazione generalizzata», ha detto il Segretario Generale del Coisp (coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle forze di Polizia), Franco Maccari. «L’indulto - ha continuato Maccari - reca con sè tre conseguenze: il rammarico delle Forze dell’Ordine, che con fatica, sacrificio e lunghe indagini hanno assicurato alla giustizia delinquenti ora liberi, peraltro mettendo a rischio la propria incolumità. Una nuova ondata di criminalità, poichè alla delinquenza attuale, già in aumento esponenziale, andrà a sommarsi quella di almeno il 50 per cento dei favoriti dall’indulto, poichè criminali pluripregiudicati. Il vacillare di quella “certezza della pena” che dovrebbe porsi, nelle società cosiddette civili, come deterrente alle azioni criminose».

[Data pubblicazione: 03/08/2006]

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