La Piazza

INCIDENTE NUCLEARE AL LARGO DELLA SARDEG
Messaggio del 12-11-2003 alle ore 17:32:26
E' avvenuto a fine ottobre ma solo oggi si e' scoperto che un sottomarino classe LAS VEGAS(la + potente della flotta USA), armato con testate NUCLEARI si è arenato al largo della costa occidentale sarda.
fonte televideo RAI, pare ci siano problemi e si rischi il disastro....

tra qlk anno il capitano del sommergibile sarà promosso come è accaduto x i piooti del cermis????



Messaggio del 12-11-2003 alle ore 17:36:43
è questa l'Italietta, dobbiamo sapere una cosa del genere dopo 18 giorni!!!! e solo perchè alla fine tutto si è risolto... ma se fosse accaduto qualcosa di grave?... segreto di stato!!!
Messaggio del 12-11-2003 alle ore 17:39:06


Appunto!!!!!!!!!!!!

Segreto di stato.

Pensa se si sapeva prima ke fine faceva sta notizia in mano alla stampuccia italiana!!!!!!!!!!!



Messaggio del 12-11-2003 alle ore 17:40:44
e' tremendo!
Messaggio del 12-11-2003 alle ore 17:57:31
La Maddalena. Due alti ufficiali americani licenziati per il grave incidente
Sommergibile Usa finisce nella secca
Un sommergibile americano è
finito nella secca dei Monaci:
un incidente rimasto finora segreto
che è costato una brillante
carriera militare al comandante
del sottomarino e al commodoro
Greg Parker. Un terremoto
al vertice della base di La
Maddalena. Tutta colpa degli
scogli che furono fatali alla
Moby Magic due mesi fa e a decine
di diportisti della domenica.
Il sottomarino Hartford si
è incagliato una ventina di
giorni fa e ha riportato serissimi
danni. Tanto seri da provocare
il licenziamento dei
due ufficiali. La notizia è rimbalzata
direttamente dagli
Stati Uniti dove i responsabili
della Sesta Flotta, hanno comunicato
il licenziamento dei
due ufficiali.

Tratto da: unionesarda.it , l'unico posto dove ho trovato info a riguardo, giornali nazionali vergogna!!!
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Editato il 17:59:13 12/11/2003 da Al Mukawama
Messaggio del 12-11-2003 alle ore 19:22:40
mi chiedo cosa ci facesse un sottomarino nucleare americano vicino la costa NORD della sardegna e in un fondale così insidioso... bha....???
Messaggio del 12-11-2003 alle ore 19:38:04
1)classe Los Angeles,non Las Vegas,sottomarino d'attacco,non il piu' potente dell'arsenale USA,hanno giocattoli molto piu' pericolosi vedi classe Ohio veri strumenti decapitanti e di sterminio di massa, ma destinato alla caccia di altri sottomarini ,presumibilmente non armato in quel momento di armi atomiche ma dotabile,crollato l'orso sovietico di Cruise a testata nucleare per bersagli terrestri
2)Li' vicino in particolare sull'isola di Santo Stefano,c'e' una grossa base atta al supporto di questa tipologia di mezzi,nel 1999,nella piu'brutta vacanza della mia vita,in un abominevole villaggio vacanze Valtur,ho avuto modo di vedere quella base,infatti l'isola e' divisa in 2,da una parte Valtur e il suo alienante modello di intrattenimento per cummenda del nord italia dall'altra un po' di sottomarini nucleari USA
3)La cosa grave e' che c'e' stato il silenzio dei Mass media,incidenti del genere sono rari ma potenzialmente molto pericolosi.come e' gia' successo in passato in Spagna e in Islanda.con qualche morto e forse una certa contaminazione nucleare.
Messaggio del 12-11-2003 alle ore 19:46:23
ecco che faceva...c'è la base giustamente... LA BASE!!!! allora quanti sottomarini transitano in quel tratto di mare???
Messaggio del 12-11-2003 alle ore 23:19:19
Ragazzi ma cazzo non ancora imparate ke in ambito militare tutto viene insabbiato...ti si presenta un'ufficiale e ti dice:"tu non hai visto e sentito niente...questo è un'ordine...e ti ricordo ke sei tenuto al segreto militare".....a me è successo!!!
Messaggio del 13-11-2003 alle ore 12:51:18
che manicomio!!!
Messaggio del 13-11-2003 alle ore 16:55:29
A questo punto... w il nucleare!!!

Con una scelta a sorpresa il Consiglio dei ministri ha dato
il via libera alla costruzione del deposito delle scorie radioattive
Sorgerà in Basilicata
il "cimitero del nucleare"
Sarà realizzato a Scanzano Ionico non lontano dal mare



ROMA - Sarà costruito in Basilicata, a Scanzano Ionico, il "cimitero" del nucleare italiano. Non lontano dal mare. Lo ha deciso con un blitz a sorpresa il Consiglio dei ministri, dopo anni di polemiche sulla scelta di un sito adatto per seppellire questa ingombrante eredità del passato, 55 mila metri cubi di scorie radioattive ereditate dalla stagione dell'atomo e di altri 25 mila metri cubi che verranno dallo smantellamento delle centrali. Il decreto legge approvato oggi prevede la costruzione di un deposito nazionale dei rifiuti radioattivi entro il 2008.

Sarà un'"opera di difesa militare, di proprietà dello Stato" e dovrà ospitare circa 80 mila metri cubi di scorie di II e III categoria, cioè con un tempo di vita di migliaia di anni, oggi custodite in depositi sparsi per l'Italia. L'operazione verrà gestita dal Commissario del governo generale Carlo Jean e realizzata dalla Sogin, società guidata dallo stesso generale Jean, con uno stanziamento previsto di 500.000 euro nel 2003 e poi 4,5 milioni l'anno per il 2004 e 2005.

......

Scanzano Jonico (Matera) è un paese di 6.711 abitanti sulla costa jonica. Il comune è al centro di un' area di agricoltura intensiva e, da alcuni anni, di importanti investimenti turistici, in particolare, di alcuni villaggi e resort che nell' ultima stagione hanno registrato decine di migliaia di presenze. Mario Altieri, sindaco del paese, ha dichiarato: "Non ne sappiamo nulla, ma non ci metteranno i piedi in faccia".
Messaggio del 13-11-2003 alle ore 18:06:25
Al, il consiglio dei ministri ha sancito anche che il radioattivo non costituisce pericolo per la popolazione!
Visto che con la mafia si convive, la moratti è ministro dell'istruzione,...
Messaggio del 14-11-2003 alle ore 16:15:38
Se non costituisce pericolo.... mettiamolo sotto il parlamento!
Messaggio del 14-11-2003 alle ore 17:21:16
Roma, 12 novembre 2003 - L'incidente del sommergibile nucleare americano all'Arcipelago della Maddalena ripropone il tema della compatibilita di attivita e presenze potenzialmente molto pericolose nelle aree sensibili del mar Mediterraneo. L'Arcipelago della Maddalena, oggi Parco Nazionale, e riconosciuto a livello internazionale come area particolarmente sensibile per la Convenzione di Barcellona. L'arcipelago della Maddalena, inoltre, e all'interno delle Bocche Bonifacio su cui c'e una competenza territoriale sia dello stato italiano che dello stato francese.

Aver allontanato da queste aree straordinarie, vere e proprie perle del Mediterraneo, il traffico delle petroliere e delle chimichiere battenti bandiera italiana e francese per poi accettare la permanenza di sommergibili a propulsione nucleare, e con armi nucleari strategiche, ra ppresenta un pericolo costante per l'ambiente e per le popolazioni che vivono in quest'area. Fai, Greenpeace e WWF chiedono, dunque, che il Ministero dell'Ambiente avvii procedure urgenti di analisi delle acque e dei sedimenti circostanti il luogo dell'incidente per verificare le possibilita di presenza di sostanze radioattive che potrebbero essere stare rilasciate dal motore a propulsione nucleare del sottomarino in seguito all'urto con gli scogli. Infatti, tutti i sottomarini di stanza alla base americana della Maddalena sono equipaggiati con questo tipo di motore. e facile immaginare quali sarebbero state le disastrose conseguenze in caso di danni agli impianti di propulsione nucleare del sottomarino.

Risulta estremamente difficile oggi valutare le conseguenze di quanto e successo, ma appare chiaro che il riscontro di eventuali conseguenze dell'incidente non puo essere lasciato alle sole analisi della Marina Americana. Il fatto, poi, che la notizia dell'incidente sia rimbalzata dalla sede della Sesta Flotta solo per via del licenziamento del Comandante e del Commodoro del sommergibile, farebbe pensare che in passato le autorita americane siano riuscite a mantenere segreta la dinamica di analoghi incidenti di cui piu volte si e parlato e che nessuno ha mai confermato per via del "segreto militare". Ormai la Sardegna sta pagando a caro prezzo la presenza delle servitu militari sul proprio territorio, senza che da queste scaturiscano reali prospettive di sviluppo per le comunita che le ospitano e con un sempre crescente rischio per l'ambiente e le persone che vivono nelle aree circostanti. A dimostrarlo sono anche gli ultimi casi verificatisi nelle vicinanze del poligono militare di Perdasdefogu (NU) dove alcuni missili impazziti sono caduti nelle campagne e sulle spiagge. Anche in quei casi, solo per miracolo si e sfiorata la tragedia.

Da: www.greenpeace.it
Messaggio del 14-11-2003 alle ore 22:06:01
Per quanto riguarda il deposito in Basilicata, ospiterà anche e soprattutto (per il futuro) materiale radioattivo usato nella maggior parte nelle strutture ospedaliere, raggi x etc. Purtroppo un sito dove raccogliere questa robaccia è indispensabile (anche se non mi pronuncio su quello scelto), soprattutto per la sicurezza. Oggi sono ammucchiati in siti inadatti e non sorvegliati, pensate se qualcuno volesse realizzare una bella bomba nucleare sporca, ci andrebbe a nozze !!!
Messaggio del 15-11-2003 alle ore 05:41:28
e io aggiungerei
...che culo!
Messaggio del 15-11-2003 alle ore 15:03:29
Il problema dello stoccaggio dei rifiuti nucleari non è così semplice come si vuole credere! Purtroppo, l'azione di associazioni quali Greenpeace, WWF ecc, Verdi ecc non riesce ad essere propositiva...almeno concretamente! La cosa peggiore, per questa povera terra, è proprio l'ecologismo di bassa lega! L'ecologismo al servizio del consenso politico, del seggio e del potere!! L'ecologismo del NO a tutti i costi e della opposizione non propositiva! L'opinione pubblica, ignorante "tecnicamente", è facilmente manipolabile... Verdi&Co lo sanno! Da domani inizio anch'io!! [n]NO al Nucleare! No ai rifiuti!! No all'invasione delle meduse!! Salviamo il pianetaaaaaaaaaaaaa!!
Mi porto come assessore....volete che un uomo di sani principi ecologici come me non raccimoli un po' di voti?
Ma in pratica!?!?!?
I rifiuti nucleari, o radioattivi (fra cui, non dimentichiamoci quelli ospedalieri e quelli prodotti dalle case farmaceutiche!!!), devono essere stoccati in aree defive e, soprattutto, GEOLOGICAMENTE STABILI!! Ossia, le rocce del sito ospitante devono essere di tipo GRANITICO con determinate caratteristiche schermanti!
In Italia, una costola dell'ENEA, chiamata GSP3, ha la funzione di effettuare questo tipo di ricerche sul territorio...in modo estremamente dettagliato!!
E, guarda caso, gli unici siti idonei in Italia sono la Sardegna (roccia granitica) e quella zona della Basilicata....come l'unico posto in USA è nel Nevada!!
Purtroppo, se non si riesce a capire questo...ci troveremo sempre con le scorie "vaganti", che è peggio!! Ma così, ahinoi, almeno sono contenti i Verdi che raggranelleranno più consensi politici!!

La salvaguardia della terra è fondamentale, ma deve essere portata avanti da persone competenti! Non da politicanti...
E quanti di voi sentono il tocco di "una" campana...sentissero anche l'altra! O forse non vi conviene? Provate anche a leggere le relazioni di organismi tecnici, ENEL, ENEA, centri di ricerca ecc. Io leggo sia il rapporto di Greenpeace che quello dei costruttori di centrali nucleari!!

Messaggio del 15-11-2003 alle ore 22:39:12
Home che dire...Amen. Hai detto tutto !!!
Messaggio del 20-11-2003 alle ore 14:24:44
Non sapevo che il CNR facesse ecologismo a senso unico:

L'analisi del ricercatore Maurizio Polemio
C'è il grave problema del dissesto idrogeologico
L'allarme nel dossier del Cnr
"Quell'area è ad alto rischio"
I primi rilevamenti risalgono addirittura al 1959
di ILARIA FICARELLA

BARI - "Scanzano Jonico non è un sito adeguato ad accogliere un deposito di scorie nucleari". Parola del Cnr. La secca certezza, fra mille allarmismi e altrettante rassicurazioni mai veramente certificate da analisi approfondite e trasparenti, deriva da anni di studi che la sezione barese dell'Istituto di ricerca per la protezione idrogelogica (Irpi) del Cnr sta conducendo proprio nell'area nella Piana di Metaponto con il finanziamento dell'Unione europea.

Una certezza che trova conferma nei rilevamenti effettuati, a partire dal 1959, dal Gruppo nazionale di difesa per le catastrofi idrogeologiche (Gndci) che fa capo sempre al Consiglio nazionale di ricerche. "Sono numerosi i fattori che portano ad affermare che quello di Scanzano non è un sito adeguato", spiega Maurizio Polemio, il ricercatore dell'Irpi che sta conducendo lo studio sulla zona finalizzato alla tutela delle acque sotterranee dall'intrusione marina. "Conosciamo alla perfezione le caratteristiche di quel sito", afferma Polemio, eppure nessuno, né dalla Sogin né dal Ministero ha mai pensato di contattare i ricercatori dell'Istituto.

Accanto alle caratteristiche del sottosuolo, considerate rarissime al mondo, che hanno determinato la scelta, univoca al momento, di sistemare il deposito di scorie radioattive proprio nel giacimento di salgemma di Scanzano, uno dei requisiti fondamentali è la stabilità del terreno. Presupposto per poter sistemare un qualsiasi carico di rifiuti non biodegradabili e radioattivi è che né scosse sismiche né altri tipi di movimenti tellurici debbano mai verificarsi, per evitare che i grossi bidoni sistemati nel sottosuolo possano spostarsi, anche soltanto di millimetri e così rischiare pur minimi versamenti di liquami tossici.


Così deve essere dal momento dell'interramento fin poi: per l'eternità, si potrebbe dire. Ma a Scanzano, secondo l'Irpi, questa caratteristica mancherebbe del tutto. "La scelta è caduta su Scanzano - spiega Maurizio Polemio - perché il sito è stratigrafico e a circa 670 metri di profondità si trova uno strato di argilla e poi salgemma, ancora argilla e quindi salgemma. Proprio la presenza di sale denota l'assenza di acqua e quindi denoterebbe la stabilità del sito". Peculiarità, come detto, considerate uniche. Ma proprio la presenza del giacimento potrebbe essere all'origine di smottamenti del terreno. "In Calabria per esempio - spiega il ricercatore - quando si è proceduto allo svuotamento del giacimento, la collina di Belvedere di Spinello è crollata.

L'operazione era stata eseguita scavando due pozzi attraverso i quali veniva iniettata acqua nel giacimento per far risalire la salamoia. Questo ha provocato il crollo della collina". Per evitare dunque gli smottamenti basterebbe adottare una tecnica diversa e più accurata per lo svuotamento del giacimento. In ogni caso, la popolazione della zona si è finora opposta all'estrazione del sale. "La gente del posto - racconta il componente dell'Irpi di Bari - temeva che nel giacimento svuotato fossero poi versati i rifiuti tossici conservati dal centro di ricerche Enea di Trisaia in località Rotondella. Il problema come si vede era già stato posto in passato".

Ma non è soltanto questo il problema. "Altra questione ancora più importante - spiega Maurizio Polemio - riguarda il fatto che l'area in questione è molto vicina al fiume Cavone e dal punto di vista idrogeologico non è affatto sicura. Si deve ricordare che la Piana del Metapontino era in precedenza una zona paludosa, bonificata meccanicamente solo negli anni Cinquanta quando vennero posizionate idrovore che sono tuttora in funzione. I dati del Gndci mostrano che con cadenza quasi decennale, quella zona è oggetto di alluvioni".

Per fare un esempio concreto: lì potrebbe succedere quello che è accaduto soltanto due mesi fa a Palagiano e nel Tarantino in seguito alle forti piogge di settembre. I dati del Gruppo nazionale di difesa per le catastrofi idrogeologiche del Cnr mostrano che alluvioni si sono verificate a novembre del 1959, a gennaio del 1960, a gennaio del 1972, a novembre del 1976, a dicembre del 1984. "E i dati a nostra disposizione si fermano ai primi degli anni Novanta - dice il ricercatore dell'Irpi - Ma è già abbastanza per dire che almeno una volta ogni dieci anni è possibile che si verifichi un'alluvione. Ora, è facile immaginare cosa possa accadere nel caso che si verifichi una piena proprio nella zona in cui sono sotterrati i bidoni di materiali radioattivi".

A tutto ciò, va aggiunto ancora un altro dato, altrettanto significativo. La costa ionica è in continuo movimento e l'erosione è ormai in stato avanzato. "Negli ultimi 15mila anni - spiega Polemio - il livello del mare è salito di ben cento metri. Se il periodo di tempo può sembrare abnorme, bisogna comunque considerare che i rifiuti che si vorrebbero interrare sono destinati a rimanere lì per migliaia di anni". Se dunque fra i criteri primari per la scelta c'è la stabilità del sito, dovrebbero bastare queste argomentazioni per dire di no, non soltanto attraverso gli slogan, al deposito delle scorie. "Il requisito fondamentale della stabilità idrogeologica non esiste - dice seccamente Maurizio Polemio - quindi quel sito non è adeguato ad accogliere quel tipo di rifiuti".

I ragazzi delle scuole del Metapontino che hanno occupato la stazione di Metaponto hanno chiesto in una lettera al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, "di venire a visitare i campi coltivati con tanto amore dai nostri padri e dai nostri nonni, il nostro mare pulito e la nostra sabbia color oro". "Presidente - è scritto nella lettera - siamo qui sui binari di Metaponto e vorremmo che anche lei venisse con noi su questa linea ferroviaria. La sua presenza a Metaponto avrebbe sicuramente l'effetto di far retrocedere il governo dal suo criminale progetto".


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Editato il 14:27:45 20/11/2003 da Al Mukawama
Messaggio del 20-11-2003 alle ore 16:32:50
I manifestanti di Scansano avevano un cartello
"Berluscorie? No grazie!"

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