Messaggio del 15-07-2007 alle ore 14:58:05
«L’Italia è il Paese delle donne nude» L’accusa del Financial Times. «Corpi esibiti in spot e tv, tradito il femminismo»
MILANO — Far finta che il «caso» non esista, stavolta, è davvero impossibile. Basta alzare gli occhi durante il check- in in aeroporto, o accendere la tv. Loro sono lì, che aspettano. Donne, donne, donne. In formato gigantesco, sembrano uscite da un film di Fellini. Scollature profonde, sguardo malizioso. Sono lì per convincere: a comprare una valigia, a scegliere una nuova tariffa per il cellulare. Oppure, semplicemente, per «intrattenere». Succede in Italia, patria della bellezza femminile — e del suo sfruttamento. Perlomeno è questa, secondo il Financial Times, l’immagine che colpisce chi arriva nelle nostre città: corpi (inutilmente) scoperti che ammiccano dai cartelloni stradali, ragazze di nulla vestite che ancheggiano nei varietà.
Ieri, l’autorevole quotidiano della City ha dedicato la copertina del suo inserto culturale alla naked ambition (la «nuda ambizione») delle donne italiane: «A trent’anni dalle richieste delle femministe su divorzio e aborto, qui le teenager vogliono lavorare come showgirl, ballerine e vallette di quiz a premi ». La prova sta tutta nella foto che domina la pagina: una Elisabetta Canalis oversize, cellulare all’orecchio, china a guardare negli occhi l’ignaro passante — sempre che il suo sguardo non sia stato già calamitato dalla scollatura messa in risalto da un ridotto bikini rosso. È un’immagine dell’ultima campagna Tim. E da oggi, per gli inglesi, è il simbolo dell’ «arcaicità» del popolo italiano.
«Dal mio trasferimento a Milano, tre anni fa — scrive Adrian Michaels —, mi sono chiesto perché nessuno sembri preoccuparsi dell’uso incongruo che viene fatto della donna nella pubblicità e in tv... Davvero gli italiani, e in particolare le italiane, ritengono accettabile "vendere" quiz in prima serata stimolando i genitali maschili invece del cervello?». Segue reportage sul «Paese che ha dimenticato il femminismo »: Michaels elenca i balletti de L’Eredità, la gara per la successione al «trono» delle Veline, Ilaria D’Amico di cui «nessuno può dire che non conosca il calcio»,mache va in onda «invariabilmente in tubino nero», in piedi, circondata da ospiti «tutti uomini, tutti in giacca e cravatta, tutti seduti». In Gran Bretagna o negli Usa, sostiene il Ft, «questo susciterebbe reazioni di ogni tipo»; in Italia, l’abitudine ha avuto la meglio.
Sottoscrive il ministro Emma Bonino, lei che è un’«eccezione » alla regola: «Il movimento femminile non ha mai spinto per riforme strutturali». Nel Belpaese, conclude Michaels, essere donna significa ancora «dolore e sofferenza (un riferimento agli ospedali che rifiutano l’epidurale, ndr), maternità e pasta, banche chiuse (simbolo dei servizi che ignorano i bisogni delle lavoratrici, ndr)». Ovvio, quindi, che le italiane si dividano in mamme «confinate in cucina a fare i ravioli» e figlie che cercano il successo attraverso la bellezza. Magari in formato due metri per sei. Il punto, come spiega al FT il pubblicitario Sergio Rodriguez, direttore creativo di Leo Burnett Italia, «è che qui, anche quando non serve, usi una donna».
«Ma è proprio questo il problema: la mancanza di creatività — replica Alberto Abruzzese, sociologo delle comunicazioni di massa —. Pensiamo alle condizioni di lavoro dei nostri creativi, ai budget, all’assenza di formazione...». Va bene, ma la tv? Non è che lì vada meglio. «Che posso dire? È vero, punto.Manel sistema Italia, a partire dagli anni del boom, il corpo è considerato una ricchezza. Nella prima fase della sua presenza sullo schermo, poi, si doveva combattere il bigottismo della tv di Stato; e in questo momento, in cui avverto sinistri segnali di bigottismo strisciante, mi sento di ribadirlo ». Quanto alle donne, «mi pare che rispetto ai parametri del femminismo storico abbiano sviluppato maggior leggerezza».
«Ma le donne protestano, eccome — si infervora la giornalista palestinese Rula Jebreal (che un ospite non identificato, nell’ultima puntata di Annozero, definì "gnocca senza testa", ndr)—. Il punto è che abbiamo bisogno del Ft per commentarlo, come se la questione non fosse palese; il mondo intero ci osserva e ride, e i nostri media ignorano il problema. L’Italia critica spesso il mondo arabo e musulmano, ma quando si tratta di guardare al ruolo delle donne nei media, in politica, dicono "ah no, è un’altra cosa". L’ultimo stadio è la mancanza di diritti, è vero. Ma il primo gradino è spingere una donna a spogliarsi e stare zitta per apparire ».
Messaggio del 15-07-2007 alle ore 15:02:13
è difficile per me accettare lezioni di buon senso dalla cultura che ha inventato il nudo sul quotidiano e che vive di gossip molto più che in italia, ma finalmente - e sottolineo finalmente - c'è una presa di posizione autorevole contro la monnezza che ci viene quotidianamente rovesciata addosso da tv e mondo patinanto in generale. l'abbiamo scritto su questo forum cento e cento volte, finalmente abbiamo una base legittima e autorevole su cui fare affidamento. abbiamo creato una società femminile polarizzata, con da un lato le mamme a casa a cucinare e dall'altro le figlie che aspirano ad andare in prima serata su canale 5 a gambe aperte.
Messaggio del 15-07-2007 alle ore 15:08:40
atè, hai visto il servizio a tg5 per caso? hanno dato la notizia e poi hanno intervistato due donne per commentarla. Peccato che fossero due nonne! E loro che dovevano dire? Che hanno lavorato, che hanno fatto da mamme, da mogli, etc... Ma non potevano intervistare le loro nipoti?
Messaggio del 15-07-2007 alle ore 15:17:38
Beh, io sarei stato curioso di conoscere l'opinione delle sgallettate delle nipoti. Che sicuramente avrebbero dato ragione all'opinione del giornale. Bastava mandare un paio di interviste ai provini delle veline, al limite
Messaggio del 15-07-2007 alle ore 15:21:02
il fatto che l'istituto per veline in campania mi sembra registri più domande d'iscrizione rispetto a tutte le facoltà di matematica e fisica del nostro paese già ti dà una bella risposta.
Messaggio del 15-07-2007 alle ore 15:26:46
l'alzata personale di scudi è ovvio marigold, ma bisognerebbe andar oltre secondo me e capire la pericolosità di un tale fenomeno.
Messaggio del 15-07-2007 alle ore 15:30:42
il mezzo televisivo ha infuso nelle giovani mente delle nostre "presunte" metà che per fare successo e avere soldi basta essere "figlie di Ilio", che se uno non ha una macchina da €40.000 (almeno) è inutile frequentarlo... Datemi una donna che sa ammassare la pasta, per carità!
Messaggio del 15-07-2007 alle ore 16:00:18
il marketing da tempo ha decretato l'uso del corpo femminile,a cui fa'seguito la famiglia perfetta stile-Barilla,il prossimo ad essere spremuto sara' il corpo maschile,ancora difficilmente da rendere standard.....
C'e' cmq tanta nausea di culi e sise,ancche' perche' vedere e non toccare non garba,se non gli istinti di persone che hanno problemi,e non sanno mantenersi(stupri)....arancia meccanica purtroppo non e' da insegnamento,visto che non si capisce il pericolo che innescano le continue immagini...con chiara colpa di chi fa' vedere in giro il buchetto del sedere....:il corpo e' mio e me lo gestisco io:sci,ma occhio alle conseguenze. clicca qui
spot dolce e gabbana
vendere quiz in prima serata stimolando i genitali maschili invece del cervello
Questo fenomeno, non dimostra la presunta disparità di diritti tra uomo/donna, perchè piu che di maschilismo parlerei collaborazionismo tra i 2 sessi (una vuole $ facili e l'altro un culo da guardare).
Piu che altro mi sembra uno dei 2/3 punti chiave su cui si basa la tv spazzatura (Lucignolo: una granda perzona!).
Diciamoci la verità: c'è sovrabbondanza di culo (femminile)! Ed il troppo stroppia, non c'è piu' "l'attesa" o la "speranza" di vedere qualcosa. No, te lo sbattono in faccia nelle piu diverse occasioni, nei piu diversi orari, te lo trapiantano in testa fino a che diventi frocio. (Ji n'angore c so' 'rrite )
L'impatto che culolandia ha sulle nuove generazioni è abbastanza evidente anche facendo una passeggiata x il corso lu sabbat asser... Mo senza che mi metto a fà la descrizione delle varie zoccolate minorili (da ambo i sessi)
Piu che la mancanza di creatività bisognerebbe parlare della volontà di non essere creativi. Siamo sicuri che un palinsesto televisivo di migliore qualità venga guardato e apprezzato dagli italiani? Secondo me no.
Ormai si è instaurato un circolo vizioso, per cui i mass media dettano gli stili di vita da perseguire, ed il pubblico richiede la rappresentazione di quegli stili di vita che vuole perseguire.
Messaggio del 15-07-2007 alle ore 16:07:41
sai qual è la forza di questo sistema secondo me vogue? il fatto che il modello di vita che propongono è semplice, immediato, ricco di (presunte) soddisfazioni: altro che lavorare o studiare, altro che impegnarsi e credere. no, troppa fatica. quello che è proposto è un modello fatto di scalate semplici e veloci, basato su gambe allargate o giuste conoscenze, basato su rapporti voto-favore, posto-favore, ecc. basato su uno sproposito di soldi, di donne, di droghe. il successo della cocaina ne è un esempio: è la droga dei vip resa commerciale, da farti sentire parte di loro; è la droga che ti dà quel senso di onnipotenza che hanno loro, di chi è arrivato in alto pur non sapendo un cazzo.
la donna è lo strumento principale di tutto questo perchè da un lato è lo status symbol dell'uomo potente, dall'altro può diventare (apparentemente) forte anche lei, con la tv delle vallette e co. e come sempre, quando la strada è semplice e dà successo, è intrapresa da tanti, troppi.
Messaggio del 15-07-2007 alle ore 16:22:40
Ma è proprio questo il problema: la mancanza di creatività [(i]
Lo spettacolo televisivo al giono d'oggi è fatto, per la maggior parte, di persone che si trovano li per caso con il bel posticino offerto dal loro parente stretto, che non hanno una cultura di base, né appunto, stimolo creativo.
Questa è una delle tante conseguenze della "mentalità mafiosa" che caratterizza l'Italia,della non attribuzione del merito. E i risultati sono questi tristissimi "show".
Una mentalità che pensa che lo spettacolo debba far solo divertire quell'ipotetico pubblico maggiormente maschile (che poi non è), spingendolo ad uno screditamento della donna, se non in casi gravi, ad una vera e propra misoginia.
Messaggio del 17-07-2007 alle ore 00:53:18
caro atelkin
è vero ke l'inghilterra ha inventato il quotidiano con le tette in copertina, ma lì sono quotidiano popolari, letti da gente culturalmente mediobassa...qui le tetet stanno su tutto come la rucola
tempo fa una persona laureata col max dei voti era convinta ke in irlanda fossero cristiani ortodossi .. quando ho corretto la cosa la risposta è stata che ah! si è vero gli ortodossi sono in inghilterra
questa è la nostra classe dirigente
approfitto x consigliarti ilo libro Romanzo Criminale di de cataldo..descrive l'italia meglio di tanti sociologi
Messaggio del 17-07-2007 alle ore 08:31:22
ieri servizio del tg5 incazzato con gli inglesi, che intervista donne, guarda caso in spiaggia, cioè nude, finito il servizio con un centinaio di insulti agli inglesi, parte il servizio successivo sulle Veline