La Piazza

Il mistero dei 13 fantasmi
Messaggio del 01-07-2005 alle ore 15:32:19
che dire....Tempesta nel deserto

fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Samu arrivoooooooooooooooooooooooooooooo
fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Messaggio del 01-07-2005 alle ore 15:29:22
E il governo nega... fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Messaggio del 01-07-2005 alle ore 14:47:43
e che dire della desertificazione che è arrivata alla puglia?



e sempre...fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu cmq
Messaggio del 01-07-2005 alle ore 14:40:35
beh e che dire degli sbirri neofascisti di genova che avevano creato una sezione antiterrorismo parallela e deviata


Ah dimenticavo......... fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Messaggio del 01-07-2005 alle ore 14:36:49
fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

(vento forte anche oggi)

Messaggio del 30-06-2005 alle ore 14:11:35


Messaggio del 30/06/2005 09:26:11



fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu


Messaggio del 30-06-2005 alle ore 14:06:18
frecavè fatt li cazza ti
Messaggio del 30-06-2005 alle ore 14:05:44
sono commosso
fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Messaggio del 30-06-2005 alle ore 14:04:45

Ma ripeto non trovo nulla da eccepire a questo tipo di operazioni bagnate



fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
(ripeti ripeti)


Messaggio del 30-06-2005 alle ore 13:59:34
fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Messaggio del 30-06-2005 alle ore 13:58:21
questa mi mancava

fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

Messaggio del 30-06-2005 alle ore 13:55:03
fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

Messaggio del 30-06-2005 alle ore 09:26:11
Ma scusate ma fino a poco fa la sinistra non starnazzava con slogan del tipo "più intelligence meno bombe"? Beh questa è l'intelligence: trovare un terrorista e farlo sparire.
Poi mi sembra alquanto strano che la CIA imbastisca un'operazione del genere senza almeno il tacito consenso del governo italiano e l'appoggio dei servizi italiani.
Certo è discutibile il fatto che poi l'imam sia stato inviato in Egitto, uno dei tre paesi alleati degli USA insieme alla Giordania e alle Filippine che praticano regolarmente la tortura.
Ma ripeto non trovo nulla da eccepire a questo tipo di operazioni bagnate
Messaggio del 30-06-2005 alle ore 09:11:42
MILANO - Da oggi sono ricercati in tutta Europa i 13 agenti Cia accusati di aver rapito a Milano l’imam Abu Omar per trasferirlo in aereo in Egitto dove è stato torturato. Con la formale trasmissione all’ufficio di coordinamento giudiziario di Eurojust (già avviata), l’ordine d’arresto, finora valido in Italia, acquisterà automaticamente efficacia in tutti gli Stati dell’Unione: a quel punto qualsiasi poliziotto europeo potrebbe non solo identificare, ma anche ammanettare i 13 «latitanti» della Cia, che secondo la stampa americana sarebbe già corsa ai ripari «ridislocandoli» tutti fuori dall’Europa. Dopo il consolato di Milano, l’indagine intanto coinvolge anche l’Ambasciata statunitense: secondo la polizia (Digos), alcuni sequestratori avrebbero utilizzato «telefoni cellulari appartenenti alla dotazione di servizio del personale diplomatico Usa di Roma». E questo perfino «durante il rapimento».
«WANTED» IN TUTTA EUROPA - Per favorire le ricerche a livello europeo dei 13 agenti-sequestratori della Cia, la Procura ha incaricato la polizia scientifica di migliorare la qualità delle loro foto: l’intero «album» verrà quindi trasmesso a Eurojust ed Europol (il coordinamento delle polizie) per essere diffuso soprattutto in aeroporti e posti di frontiera. Le fototessere degli agenti «wanted» sono state sequestrate dalla Digos nei 23 alberghi italiani dove avevano soggiornato nei tre mesi di preparazione e nella settimana di esecuzione del sequestro: per registrarsi, le 3 donne e i 10 uomini ora ricercati avevano infatti mostrato i loro passaporti statunitensi, di cui molti hotel hanno conservato le fotocopie. Alcune sono un po’ scure: di qui l’incarico alla scientifica di rendere perfettamente riconoscibili tutti i 13 volti.
I TELEFONI DELL’AMBASCIATA - La prassi della Cia non prevede necessariamente che l’Ambasciata Usa venga informata delle «operazioni coperte». Il problema, nel caso del sequestro di Abu Omar, è che a coordinare i rapitori, secondo l’ordine d’arresto, era Robert Lady, che al ruolo operativo di capo dell’ufficio Cia assommava la funzione di copertura di «console degli Stati Uniti a Milano». In questa situazione già delicata, la polizia ha scoperto che il telefonino usato da Harty Benamar, uno degli agenti che hanno eseguito materialmente il sequestro, è tornato a funzionare un anno e mezzo dopo il rapimento, dall’11 al 19 settembre 2004. Il nuovo utilizzatore è un cittadino americano, S. L., che si è limitato a cambiare il numero (scheda «Sim»), ma non l’apparecchio (identificato dal codice «Imei»). Secondo le prime verifiche, L. S. all’epoca lavorava per la diplomazia americana a Roma. In ogni caso con quel telefonino si è agganciato, negli orari d’ufficio, sempre alla stessa «cella radiobase» (l’antenna Tim) di viale Molise 4, che è la più vicina all’Ambasciata americana: circa 100 metri. Ed è questa incauta riattivazione a convincere la polizia che quel telefonino facesse parte di un gruppo di cellulari «in dotazione» all’ambasciata, alla quale alcuni sequestratori li avrebbero restituiti dopo l’uso. Bob Lady, durante il sequestro, ha sicuramente usato un telefono fisso e un cellulare del consolato di Milano. Inoltre «l’utenza 16» - altro telefonino dei sequestratori, usato però da uno dei sei agenti operativi rimasti sconosciuti - ha ricevuto una serie di chiamate da due cabine pubbliche di Roma molto particolari: si trovano in via Veneto 2 e in via del Tritone 56 e sono vicinissime all’Ambasciata Usa. L’ipotesi è che l’uso delle cabine servisse a evitare contatti diretti tra il «sequestratore 16» e la diplomazia Usa.
AL PENTAGONO - Nelle prossime ore da Milano partirà una formale richiesta di assistenza giudiziaria ai magistrati degli Stati Uniti. Le rogatorie più importanti, al momento, riguardano due telefoni della Virginia (lo Stato dove ha sede la Cia) che furono contattati per quattro volte ciascuno dal capo del commando subito dopo il sequestro, come per informare che la missione era compiuta. Già pronta anche la richiesta di interrogare come indagato l’ex comandante del 31° squadrone aereo di Aviano, il colonnello Joseph Romano, che ha ricevuto tre chiamate dallo stesso telefonino poco prima dell’arrivo dell’ostaggio nella base Usa: l’alto ufficiale oggi lavora al Pentagono e secondo i pm è tra i pochi a conoscere l’identità dell’«agente X» che ha guidato i sequestratori.
Paolo Biondani
27 giugno 2005

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