Messaggio del 04-09-2005 alle ore 16:24:18
Nuovi attestati di stima, proprio allavigilia dell'evento del 9 settembre....
venerdi io sarò in piazza...e tu?
The Marigold - Divisional
(Black Desert Records (8 Records), 2004)
Prodotti e supportati da Black Desert Records, sottobranca della più nota 8 Records, questi Marigold provengono da Pescara e con questo loro debut album fanno irruzione all'interno della scena alternativa italiana. Parlo di scena alternativa perché il loro sound è difficilmente inquadrabile, incastonato tra mille sfaccettature: i fotofobici riff degli A Perfect Circle si uniscono qui alla opprimente malinconia dei Cure ed alla ferocia incontrollabile degli Helmet.
Il tutto racchiuso in queste 7 tracce, egregiamente registrate dai toni estremamente bassi e cupi, ma che allo stesso tempo permettono la perfetta distinzione tra gli strumenti, che non si limitano semplicemente ai canonici chitarra, basso e batteria, ma comprendono anche tastiere, sprazzi di elettronica e percussioni. Sicuramente un album di non facilissimo ascolto, considerando i riff praticamente infiniti, i numerosi momenti esclusivamente strumentali e cadenzati, ma anche l'elevata durata dei brani, a cui fa però da contraltare un'assoluta coerenza di intenti e di idee, e un'elevata dose di angoscia, sofferenza e tristezza a rendere il tutto indubbiamente personale ed unico. Molto compatta la sezione ritmica, vero cuore sonoro di tutti i pezzi, sia a livello di sonorità (super concentrate e possenti) che di precisione, poiché tutti i passaggi e gli arrangiamenti denotano perfetta unità d'intenti tra basso e batteria. Una band intelligente e capace insomma, che se continuerà a sviluppare le proprie idee in questo modo, sarà in grado di far parlare di se a diverse latitudini, pur cercando di limare i punti deboli dovuti logicamente all'inesperienza ed alla verde età. Molto interessante a tal proposito l'operato del cantante Marco Campitelli, in grado di sprigionare rabbia e melodia sia con le proprie inequivocabili doti vocali, che con gli strumenti che mano a mano utilizza, ma che allo stesso tempo sembra (a volte) fare il verso a interpreti storici del rock mondiale, Robert Smith su tutti. Tra i brani più belli ed espressivi comunque, la traccia d'apertura "The Bodypart", "Melanine" e la title-track.