La Piazza
GoVeRnO aMeRiCaNO OdRaTsAb
Messaggio del 07-02-2007 alle ore 21:24:09
VERGOGNOSO
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VERGOGNOSO
VERGOGNOSO
VERGOGNOSO
Messaggio del 07-02-2007 alle ore 22:28:23
Cosa è vergognoso, il governo americano o il tuo stupido post?
Cosa è vergognoso, il governo americano o il tuo stupido post?
Messaggio del 07-02-2007 alle ore 22:45:38
Probabilmente avrà letto quella frase su qualche muro e ha sentito l'urgenza di ripeterla
Probabilmente avrà letto quella frase su qualche muro e ha sentito l'urgenza di ripeterla
Messaggio del 07-02-2007 alle ore 22:47:19
Forse pensa che scrivere bastardo al contrario sia una nuova forma di intellettualismo
Forse pensa che scrivere bastardo al contrario sia una nuova forma di intellettualismo
Messaggio del 07-02-2007 alle ore 22:53:10
Ianoda ttav a mrud!!!
Ianoda ttav a mrud!!!
Messaggio del 07-02-2007 alle ore 22:59:28
Giammai
Giammai
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 12:27:46
C'e' solo una cosa peggiore della morte di Nicola Calipari: la vuota retorica che circonda la sua scomparsa, e l'ipocrisia con cui i nostri potenti chiedono delle "scuse" come si fa quando per sbaglio qualcuno rovescia un po' di vino sulla tovaglia o fa cadere un bicchiere per terra.
Oggi non e' piu' tempo di ipocrisie, non e' piu' tempo di parole vuote. Oggi e' tempo di giustizia, per la famiglia Calipari e per tutte le famiglie irachene che hanno perso padri, madri, figli, figlie, fratelli e sorelle a causa della nostra sciagurata violenza, a causa di una guerra che doveva servire a rintracciare bombe atomiche, poi a stanare un dittatore, poi a riempire dei seggi elettorali, ma in realta' e' servita solamente a uccidere, gettando semi di odio che hanno trasformato l'Italia, un popolo amico del mondo intero, in sessanta milioni di bersagli mobili presi di mira nel fuoco incrociato tra la violenza degli insorgenti e quella degli occupanti.
Non ci bastano le scuse o le finte parole grosse di convenienza per sentirci soddisfatti e degnamente rappresentati da chi ci governa: chiediamo che gli Stati Uniti d'America, e tutti i governi che a vario titolo hanno appoggiato le loro guerre di aggressione e le successive occupazioni militari, vengano giudicati da un tribunale internazionale indipendente per tutti i crimini di guerra commessi dagli eserciti che occupano l'Iraq, l'Afghanistan, il Kossovo e tante altre zone del mondo violentate con posti di blocco dove prima si spara e poi si fanno domande.
Chiediamo giustizia, e non vendetta, per dare un senso a questa tragedia, a questo dramma che ci restituisce il senso e la profondita' di tutta la morte e la distruzione che gli eserciti "alleati" hanno seminato in tutto l'Iraq.
Volevamo salvare una vita umana, e a migliaia ci siamo mobilitati per questo. Qualcuno ha premuto un grilletto per dire di no ai nostri progetti, e una raffica di morte ha strappato alla vita un uomo giudicato sommariamente e condannato a morte dallo stesso tribunale che oggi giudica la vita e il destino di milioni di cittadini iracheni.
La morte di Nicola Calipari e' solo l'atto finale di una violenza che dura da anni, e che calpesta tutte le regole del diritto internazionale, le convenzioni di Ginevra, i codici militari e perfino le piu' elementari regole di umanita'.
Chiediamo che gli assassini di Nicola siano portati davanti ad un tribunale assieme a tutti gli assassini in divisa e in doppiopetto che non possono piu' nascondere le loro azioni criminali dietro il pretesto della "difesa" di un popolo.
Chiediamo che sia fatta giustizia anche all'interno del nostro paese, e che i crimini di guerra commessi dai governanti di ogni colore non vengano piu' considerati un "errore politico", ma una responsabilita' penale che dovra' ricadere su tutti coloro che a vario titolo hanno disposto azioni di morte portando bombe e sterminio fuori dai confini del nostro Paese.
Siamo stanchi di parole vuote, equilibrismi politici, teatrini televisivi, ipocrisie e retorica. Oggi vogliamo sentire parole vere, e non le vogliamo da politici con le mani sporche di sangue che fingono indignazione a comando, ma da un tribunale chiamato a giudicare gli assassini di Nicola Calipari, magari proprio quella Corte Penale Internazionale che gli Stati Uniti d'America si ostinano a rifiutare considerando la democrazia come un prodotto destinato alla sola esportazione.
Oggi chiediamo parole vere. Un uomo ucciso senza motivo dalla follia della guerra non e' un "eroe" che va celebrato con vuote medaglie, ma una VITTIMA di un'assurda occupazione militare che stronca ogni giorno decine di vite, un'aggressione armata che si scontra ogni giorno con il NO alla guerra che milioni di persone in tutto il mondo continuano a ripetere con le parole della nonviolenza.
Secondo il vocabolario un eroe e' una persona che "mostra straordinario valore guerresco o è pronto a sacrificarsi coraggiosamente per un ideale". Non c'e' stato nessun valore guerresco nei gesti di Nicola Calipari, ma solo il valore umano di chi ha voluto operare per la vita e contro la violenza. La sua vita non e' stata donata volontariamente in sacrificio per un ideale, ma e' stata stroncata assurdamente dalla totale assenza di ideali, di valori e di dignita' che guida le azioni delle truppe di occupazione statunitensi.
Non c'e' eroismo nell'agnello mandato al macello che si trova improvvisamente davanti al suo carnefice: e' il macellaio ad essere un vigliacco, e riempirsi la bocca di vuota retorica militaresca sul sacrificio eroico non servira' a consolare una vedova e due orfani, non riportera' in vita un uomo onesto, non servira' a nascondere che il punto del discorso non e' l'eroismo delle vittime ma la codardia, la violenza, il cinismo, la freddezza e l'inestinguibile sete di sangue dei carnefici.
Un omicidio a freddo ad un posto di blocco non e' un "tragico errore", ma un CRIMINE DI GUERRA che deve essere perseguito con tutte le nostre forze, un crimine che ci chiama all'azione individuale proprio perche' nessuno dei potenti che vogliono esportare democrazia e diritto andra' fino in fondo nel chiedere giustizia per la morte di Nicola Calipari.
Un grido di dolore contro la violenza delle armi non e' "antiamericanismo", ma un sussulto di DIGNITA' di un popolo italiano che si ostina a credersi sovrano e non suddito di un impero dove la vita delle popolazioni "conquistate" conta di meno di quella dei cittadini dell'impero.
Un disperato appello al ritiro delle nostre truppe non e' "vigliaccheria", ma una richiesta di GIUSTIZIA, che e' anche l'unico modo per difendere la vita di tutti i ragazzi in divisa mandati a morire dalla follia del governo statunitense e dall'asservimento di quei politici nostrani che non sono capaci di uscire dall'infinita spirale della guerra concepita come motore del nostro modello di sviluppo.
Oggi chiediamo parole vere, e mentre invochiamo giustizia ci stringiamo attorno alla famiglia Calipari con un invito commosso: tenete duro, non mollate, cercate giustizia in tutti i modi e in tutte le sedi possibili, bussate a tutti i tribunali che possono e devono garantirvi giustizia, non stancatevi di raccogliere memorie e documenti sull'omicidio a sangue freddo che vi ha strappato un padre e un marito, siate forti e continuate in cio' che e' giusto, non abbandonate mai il vostro percorso di verita'.
Anche se i tribunali e i potenti faranno finta di non sentirvi, il vostro grido sara' un continuo richiamo alla loro coscienza, la vostra voce e quella di tutte le vittime di guerra togliera' il sonno a chi si affretta a ricoprire di fiori le tombe degli eroi solo per riprendere a far squillare le trombe di una marcia suicida, le fanfare di una spirale di morte che oggi, purtroppo, ha tolto la vita e la liberta' a un uomo che si e' impegnato per tutelare la vita e la liberta' degli altri.
C'e' solo una cosa peggiore della morte di Nicola Calipari: la vuota retorica che circonda la sua scomparsa, e l'ipocrisia con cui i nostri potenti chiedono delle "scuse" come si fa quando per sbaglio qualcuno rovescia un po' di vino sulla tovaglia o fa cadere un bicchiere per terra.
Oggi non e' piu' tempo di ipocrisie, non e' piu' tempo di parole vuote. Oggi e' tempo di giustizia, per la famiglia Calipari e per tutte le famiglie irachene che hanno perso padri, madri, figli, figlie, fratelli e sorelle a causa della nostra sciagurata violenza, a causa di una guerra che doveva servire a rintracciare bombe atomiche, poi a stanare un dittatore, poi a riempire dei seggi elettorali, ma in realta' e' servita solamente a uccidere, gettando semi di odio che hanno trasformato l'Italia, un popolo amico del mondo intero, in sessanta milioni di bersagli mobili presi di mira nel fuoco incrociato tra la violenza degli insorgenti e quella degli occupanti.
Non ci bastano le scuse o le finte parole grosse di convenienza per sentirci soddisfatti e degnamente rappresentati da chi ci governa: chiediamo che gli Stati Uniti d'America, e tutti i governi che a vario titolo hanno appoggiato le loro guerre di aggressione e le successive occupazioni militari, vengano giudicati da un tribunale internazionale indipendente per tutti i crimini di guerra commessi dagli eserciti che occupano l'Iraq, l'Afghanistan, il Kossovo e tante altre zone del mondo violentate con posti di blocco dove prima si spara e poi si fanno domande.
Chiediamo giustizia, e non vendetta, per dare un senso a questa tragedia, a questo dramma che ci restituisce il senso e la profondita' di tutta la morte e la distruzione che gli eserciti "alleati" hanno seminato in tutto l'Iraq.
Volevamo salvare una vita umana, e a migliaia ci siamo mobilitati per questo. Qualcuno ha premuto un grilletto per dire di no ai nostri progetti, e una raffica di morte ha strappato alla vita un uomo giudicato sommariamente e condannato a morte dallo stesso tribunale che oggi giudica la vita e il destino di milioni di cittadini iracheni.
La morte di Nicola Calipari e' solo l'atto finale di una violenza che dura da anni, e che calpesta tutte le regole del diritto internazionale, le convenzioni di Ginevra, i codici militari e perfino le piu' elementari regole di umanita'.
Chiediamo che gli assassini di Nicola siano portati davanti ad un tribunale assieme a tutti gli assassini in divisa e in doppiopetto che non possono piu' nascondere le loro azioni criminali dietro il pretesto della "difesa" di un popolo.
Chiediamo che sia fatta giustizia anche all'interno del nostro paese, e che i crimini di guerra commessi dai governanti di ogni colore non vengano piu' considerati un "errore politico", ma una responsabilita' penale che dovra' ricadere su tutti coloro che a vario titolo hanno disposto azioni di morte portando bombe e sterminio fuori dai confini del nostro Paese.
Siamo stanchi di parole vuote, equilibrismi politici, teatrini televisivi, ipocrisie e retorica. Oggi vogliamo sentire parole vere, e non le vogliamo da politici con le mani sporche di sangue che fingono indignazione a comando, ma da un tribunale chiamato a giudicare gli assassini di Nicola Calipari, magari proprio quella Corte Penale Internazionale che gli Stati Uniti d'America si ostinano a rifiutare considerando la democrazia come un prodotto destinato alla sola esportazione.
Oggi chiediamo parole vere. Un uomo ucciso senza motivo dalla follia della guerra non e' un "eroe" che va celebrato con vuote medaglie, ma una VITTIMA di un'assurda occupazione militare che stronca ogni giorno decine di vite, un'aggressione armata che si scontra ogni giorno con il NO alla guerra che milioni di persone in tutto il mondo continuano a ripetere con le parole della nonviolenza.
Secondo il vocabolario un eroe e' una persona che "mostra straordinario valore guerresco o è pronto a sacrificarsi coraggiosamente per un ideale". Non c'e' stato nessun valore guerresco nei gesti di Nicola Calipari, ma solo il valore umano di chi ha voluto operare per la vita e contro la violenza. La sua vita non e' stata donata volontariamente in sacrificio per un ideale, ma e' stata stroncata assurdamente dalla totale assenza di ideali, di valori e di dignita' che guida le azioni delle truppe di occupazione statunitensi.
Non c'e' eroismo nell'agnello mandato al macello che si trova improvvisamente davanti al suo carnefice: e' il macellaio ad essere un vigliacco, e riempirsi la bocca di vuota retorica militaresca sul sacrificio eroico non servira' a consolare una vedova e due orfani, non riportera' in vita un uomo onesto, non servira' a nascondere che il punto del discorso non e' l'eroismo delle vittime ma la codardia, la violenza, il cinismo, la freddezza e l'inestinguibile sete di sangue dei carnefici.
Un omicidio a freddo ad un posto di blocco non e' un "tragico errore", ma un CRIMINE DI GUERRA che deve essere perseguito con tutte le nostre forze, un crimine che ci chiama all'azione individuale proprio perche' nessuno dei potenti che vogliono esportare democrazia e diritto andra' fino in fondo nel chiedere giustizia per la morte di Nicola Calipari.
Un grido di dolore contro la violenza delle armi non e' "antiamericanismo", ma un sussulto di DIGNITA' di un popolo italiano che si ostina a credersi sovrano e non suddito di un impero dove la vita delle popolazioni "conquistate" conta di meno di quella dei cittadini dell'impero.
Un disperato appello al ritiro delle nostre truppe non e' "vigliaccheria", ma una richiesta di GIUSTIZIA, che e' anche l'unico modo per difendere la vita di tutti i ragazzi in divisa mandati a morire dalla follia del governo statunitense e dall'asservimento di quei politici nostrani che non sono capaci di uscire dall'infinita spirale della guerra concepita come motore del nostro modello di sviluppo.
Oggi chiediamo parole vere, e mentre invochiamo giustizia ci stringiamo attorno alla famiglia Calipari con un invito commosso: tenete duro, non mollate, cercate giustizia in tutti i modi e in tutte le sedi possibili, bussate a tutti i tribunali che possono e devono garantirvi giustizia, non stancatevi di raccogliere memorie e documenti sull'omicidio a sangue freddo che vi ha strappato un padre e un marito, siate forti e continuate in cio' che e' giusto, non abbandonate mai il vostro percorso di verita'.
Anche se i tribunali e i potenti faranno finta di non sentirvi, il vostro grido sara' un continuo richiamo alla loro coscienza, la vostra voce e quella di tutte le vittime di guerra togliera' il sonno a chi si affretta a ricoprire di fiori le tombe degli eroi solo per riprendere a far squillare le trombe di una marcia suicida, le fanfare di una spirale di morte che oggi, purtroppo, ha tolto la vita e la liberta' a un uomo che si e' impegnato per tutelare la vita e la liberta' degli altri.
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 12:29:05
SEMPRE INTELLIGENTI I TUOI POST
SEMPRE INTELLIGENTI I TUOI POST
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 12:30:36
Nota: Dopo la tragedia del Cermis del 1998, quando in val di Fiemme un aereo statunitense tranciò i cavi della funivia provocando venti morti, uno dei quattro piloti, il navigatore Chandler P. Seagraves, è stato promosso da capitano a maggiore nel 2003. Il 10 marzo 1999, dopo l'assoluzione dei militari coinvolti nella strage, Massimo d'Alema dichiarava alla Camera dei Deputati che "Ho sottolineato, nel corso del colloquio con il Presidente Clinton, l'esigenza irrinunciabile che eventuali responsabilità superiori a quelle finora indagate possano venire accertate prontamente, con il massimo di completezza. [...] L'adesione convinta del Presidente degli Stati Uniti a questa nostra richiesta significa che i nostri due governi convengono che le responsabilità della tragedia debbano essere accertate in tutta la loro interezza, senza alcuna zona d'ombra. [...] Per questo complesso di ragioni non intendo commentare nel merito il verdetto della Corte marziale statunitense che lo scorso 4 marzo ha prosciolto da ogni accusa il pilota dell'aereo". Allora c'era Berlusconi nel ruolo di chi chiede di accertare le responsabilita', e domani ricoprira' volentieri anche il ruolo di chi si asterra' dal commentare eventuali sentenze assolutorie.
Nota: Dopo la tragedia del Cermis del 1998, quando in val di Fiemme un aereo statunitense tranciò i cavi della funivia provocando venti morti, uno dei quattro piloti, il navigatore Chandler P. Seagraves, è stato promosso da capitano a maggiore nel 2003. Il 10 marzo 1999, dopo l'assoluzione dei militari coinvolti nella strage, Massimo d'Alema dichiarava alla Camera dei Deputati che "Ho sottolineato, nel corso del colloquio con il Presidente Clinton, l'esigenza irrinunciabile che eventuali responsabilità superiori a quelle finora indagate possano venire accertate prontamente, con il massimo di completezza. [...] L'adesione convinta del Presidente degli Stati Uniti a questa nostra richiesta significa che i nostri due governi convengono che le responsabilità della tragedia debbano essere accertate in tutta la loro interezza, senza alcuna zona d'ombra. [...] Per questo complesso di ragioni non intendo commentare nel merito il verdetto della Corte marziale statunitense che lo scorso 4 marzo ha prosciolto da ogni accusa il pilota dell'aereo". Allora c'era Berlusconi nel ruolo di chi chiede di accertare le responsabilita', e domani ricoprira' volentieri anche il ruolo di chi si asterra' dal commentare eventuali sentenze assolutorie.
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 12:32:16
ma cosa dici?
l'assassino di calipari è stato indagato e chiamato per il processo in Italia, oppure no?
come dici tu "volevamo salvare una vita umana"....fosse stato per me giuliana sgrena poteva rimanere sulla scrivania a scrivere i suoi articoletti al manifesto, così "avremmo salvato una vita umana"
ma cosa dici?
l'assassino di calipari è stato indagato e chiamato per il processo in Italia, oppure no?
come dici tu "volevamo salvare una vita umana"....fosse stato per me giuliana sgrena poteva rimanere sulla scrivania a scrivere i suoi articoletti al manifesto, così "avremmo salvato una vita umana"
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 12:34:31
si indy, sulla tragedia del Cermis hai perfettamente ragione
una curiosità indy...ma il nick "INDY" sta per indymedia?, perchè in questo caso capirei un mucchio di cose, soprattutto la mancanza di obiettività nel valutare fatti di attualità
si indy, sulla tragedia del Cermis hai perfettamente ragione

una curiosità indy...ma il nick "INDY" sta per indymedia?, perchè in questo caso capirei un mucchio di cose, soprattutto la mancanza di obiettività nel valutare fatti di attualità
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 12:48:24
Cerco allora di chiarire la mia posizione solo per evitare di essere frainteso.
Sono contro la guerra.
Contro la violenza.
Credo solo nella legittima difesa.
Mi fa schifo la politica e il governo americano.
Mi fa schifo la prepotenza.
Mi fa schifo l'ingiustizia.
Mi fa schifo la sottomissione dei paesi compresa l'Italia nei confronti di paesi privi di cultura.
Cerco allora di chiarire la mia posizione solo per evitare di essere frainteso.
Sono contro la guerra.
Contro la violenza.
Credo solo nella legittima difesa.
Mi fa schifo la politica e il governo americano.
Mi fa schifo la prepotenza.
Mi fa schifo l'ingiustizia.
Mi fa schifo la sottomissione dei paesi compresa l'Italia nei confronti di paesi privi di cultura.
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 12:51:55
ANCHE IO:
Sono contro la guerra.
Contro la violenza.
Credo solo nella legittima difesa.
Mi fa schifo la politica e il governo americano.
Mi fa schifo la prepotenza.
Mi fa schifo l'ingiustizia.
Mi fa schifo la sottomissione dei paesi compresa l'Italia nei confronti di paesi privi di cultura.
sull'ultimo punto avrei i miei dubbi:
1° io sono contro la sottomissione a QUALSIASI paese
2° dubito che gli USA possano essere considerati "privi di cultura"---in questo caso sembra davvero che tu metta in fila delle parole a caso, accecato dall'odio, e senza una conoscenza di base di sorta
P.S. COMUNQUE NON HAI RISPOSTO ALLA MIA DOMANDA...IL NICK "INDY"?
ANCHE IO:
Sono contro la guerra.
Contro la violenza.
Credo solo nella legittima difesa.
Mi fa schifo la politica e il governo americano.
Mi fa schifo la prepotenza.
Mi fa schifo l'ingiustizia.
Mi fa schifo la sottomissione dei paesi compresa l'Italia nei confronti di paesi privi di cultura.
sull'ultimo punto avrei i miei dubbi:
1° io sono contro la sottomissione a QUALSIASI paese
2° dubito che gli USA possano essere considerati "privi di cultura"---in questo caso sembra davvero che tu metta in fila delle parole a caso, accecato dall'odio, e senza una conoscenza di base di sorta
P.S. COMUNQUE NON HAI RISPOSTO ALLA MIA DOMANDA...IL NICK "INDY"?
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:04:10
2° dubito che gli USA possano essere considerati "privi di cultura"---in questo caso sembra davvero che tu metta in fila delle parole a caso, accecato dall'odio, e senza una conoscenza di base di sorta
vorresti dire che l'america e' un paese che ha radici culturali?
l'unica fortuna di questo paese e' la potenza economica politica...
sai ti ricordi come e' finita l'ultima guerra mondiale...be' vive solo di quello e grazie a quello...la loro posizione e' stata conquistata con le armi con la guerra con il sangue ed e' questa la sua unica vera radice culturale...un governo guerrafondaio che attua una politica preventiva di colonizzazione.
Hai utilizzato la parola ODIO.
Quale sensazione dovrei provare?
2° dubito che gli USA possano essere considerati "privi di cultura"---in questo caso sembra davvero che tu metta in fila delle parole a caso, accecato dall'odio, e senza una conoscenza di base di sorta
vorresti dire che l'america e' un paese che ha radici culturali?

l'unica fortuna di questo paese e' la potenza economica politica...
sai ti ricordi come e' finita l'ultima guerra mondiale...be' vive solo di quello e grazie a quello...la loro posizione e' stata conquistata con le armi con la guerra con il sangue ed e' questa la sua unica vera radice culturale...un governo guerrafondaio che attua una politica preventiva di colonizzazione.
Hai utilizzato la parola ODIO.
Quale sensazione dovrei provare?
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:09:16
che strano, mi sembra proprio strano che per le idee che hai dici che gli usa sono privi di cultura, eppure io penso che una nazione nata dal cosiddetto meltin' pot (miscuglio razziale e culturale) possa essere tranquillamente considerata con una elevata cultura (tralasciando elementi politici come il sistema sanitario, ecc....)
QUINDI: certo che ha RADICI CULTURALI !
P.S. COMUNQUE NON ANCORA RISPONDI ALLA MIA DOMANDA...IL NICK "INDY"?
------------
Editato da Frentania13 il 08/02/2007 alle 13:10:20
che strano, mi sembra proprio strano che per le idee che hai dici che gli usa sono privi di cultura, eppure io penso che una nazione nata dal cosiddetto meltin' pot (miscuglio razziale e culturale) possa essere tranquillamente considerata con una elevata cultura (tralasciando elementi politici come il sistema sanitario, ecc....)
QUINDI: certo che ha RADICI CULTURALI !
P.S. COMUNQUE NON ANCORA RISPONDI ALLA MIA DOMANDA...IL NICK "INDY"?
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Editato da Frentania13 il 08/02/2007 alle 13:10:20
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:13:32
meltin' pot (miscuglio razziale e culturale)
LA PAROLA RAZZISMO E' DI CASA ANCHE IN AMERICA ANZI
ma la cultura le radici...il passato di un paese non lo si misura sono con queste cose...che cmq fanno parte della civiltà tolleranza ed emancipazione di un paese.
un paese potrebbe essere anche pseudo-emancipato ma non avere un passato una cultura.
meltin' pot (miscuglio razziale e culturale)
LA PAROLA RAZZISMO E' DI CASA ANCHE IN AMERICA ANZI
ma la cultura le radici...il passato di un paese non lo si misura sono con queste cose...che cmq fanno parte della civiltà tolleranza ed emancipazione di un paese.
un paese potrebbe essere anche pseudo-emancipato ma non avere un passato una cultura.
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:17:04
con che si misura?
cosa manca all'America?
P.S. COMUNQUE NON ANCORA RISPONDI ALLA MIA DOMANDA...IL NICK "INDY"?
con che si misura?
cosa manca all'America?
P.S. COMUNQUE NON ANCORA RISPONDI ALLA MIA DOMANDA...IL NICK "INDY"?
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:25:21
mi permetto di intervenire per puntualizzare che il meltin' pot etnico e culturale americano è stato attuato attraverso una sistematica politica di appiattimento e annichilimento della differenza etnica e culturale...
per cui delle originarie peculiarità culturali delle diverse etnie che compongono il continente "ameriKa" non è rimasto nulla...
...con alcune importanti eccezioni:
- arabi
- china people
- jews
chiudo l'intervento rinnovando le scuse per l'intromissione e cogliendo l'occasione per salutarvi cordialmente
mi permetto di intervenire per puntualizzare che il meltin' pot etnico e culturale americano è stato attuato attraverso una sistematica politica di appiattimento e annichilimento della differenza etnica e culturale...
per cui delle originarie peculiarità culturali delle diverse etnie che compongono il continente "ameriKa" non è rimasto nulla...
...con alcune importanti eccezioni:
- arabi
- china people
- jews
chiudo l'intervento rinnovando le scuse per l'intromissione e cogliendo l'occasione per salutarvi cordialmente
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:27:05
bè dolphy...certo, è chiaro che non sono arrivato a parlare dell'uso della forza con i nativi, i pellerossa, altrimenti il discorso sarebbe stato troppo lungo
bè dolphy...certo, è chiaro che non sono arrivato a parlare dell'uso della forza con i nativi, i pellerossa, altrimenti il discorso sarebbe stato troppo lungo
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:31:51
non è dei pellerossa che parlavo...
parlavo delle ondate migratorie succedutesi dal 1500 in poi che hanno interessato il nord america (europei, africani ed asiatici).
a parte il cognome, esistono altri tratti caratteristici che contraddistinguono un originario italiano da un originario irlandese in nord america?
io trovo di no...ma magari sono di vista corta e poco penetrante...
non è dei pellerossa che parlavo...
parlavo delle ondate migratorie succedutesi dal 1500 in poi che hanno interessato il nord america (europei, africani ed asiatici).
a parte il cognome, esistono altri tratti caratteristici che contraddistinguono un originario italiano da un originario irlandese in nord america?
io trovo di no...ma magari sono di vista corta e poco penetrante...
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:36:31
si e quindi?
quindi avalli la mia tesi, cioè ci sono radici culturali e dal 1500 in poi si è sviluppata una unitaria "cultura americana"
si e quindi?
quindi avalli la mia tesi, cioè ci sono radici culturali e dal 1500 in poi si è sviluppata una unitaria "cultura americana"
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:37:27
AH INDY....
PERCHE' LE PAROLE LE SCRIVI AL CONTRARIO?
DAI ASSUMITI LE TUE RESPONSABILITA'...
AH INDY....
PERCHE' LE PAROLE LE SCRIVI AL CONTRARIO?
DAI ASSUMITI LE TUE RESPONSABILITA'...
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:39:57
qualche illustre antropologo trova inadeguato definire "cultura" quella americana...
però oh...ognuno ha il proprio pensiero
qualche illustre antropologo trova inadeguato definire "cultura" quella americana...
però oh...ognuno ha il proprio pensiero
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:41:04
SU QUESTO NON C'ERANO DUBBI...
POI "ILLUSTRE" CHI LO STABILISCE?
SU QUESTO NON C'ERANO DUBBI...
POI "ILLUSTRE" CHI LO STABILISCE?
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:41:51
boooo non lo so...forse mi da fastidio essere scurrile e mi sembrava brutto nel titolo di un post scrivere BaStaRdO
quindi avalli la mia tesi, cioè ci sono radici culturali e dal 1500 in poi si è sviluppata una unitaria "cultura americana"
al di' la delle date intendevo paragonare le loro radici culturali con le nostre..con quelle dell'italia dell'europa...non scherziamo su questo..adesso ti chiedo io...ma la storia l'hai studiata?
boooo non lo so...forse mi da fastidio essere scurrile e mi sembrava brutto nel titolo di un post scrivere BaStaRdO

quindi avalli la mia tesi, cioè ci sono radici culturali e dal 1500 in poi si è sviluppata una unitaria "cultura americana"
al di' la delle date intendevo paragonare le loro radici culturali con le nostre..con quelle dell'italia dell'europa...non scherziamo su questo..adesso ti chiedo io...ma la storia l'hai studiata?
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 13:44:26
qualche illustre antropologo trova inadeguato definire "cultura" quella americana...
però oh...ognuno ha il proprio pensiero
sottoscrivo quel qualche illustre antropologo...
compresa la mia proff di antropologia culturale...mitica.
qualche illustre antropologo trova inadeguato definire "cultura" quella americana...
però oh...ognuno ha il proprio pensiero
sottoscrivo quel qualche illustre antropologo...
compresa la mia proff di antropologia culturale...mitica.
Nuova reply all'argomento:
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