...i ricordi fortunatamente non muoiono mai,come i grandi....de andrè è stato un maestro di vita....la mia infanzia si è basata anche sui suoi testi...sulle sue musiche.....
...Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.
Messaggio del 14-01-2005 alle ore 09:36:11
...Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.
Messaggio del 12-01-2005 alle ore 10:56:16
Fabrizio De Andrè lascia un grande vuoto, è fra i pochissimi che ci ha cantato la storia di quelli che sono dall'altra parte, non quella dei vincenti e delle loro corti, di tutti quelli che x il senso comune si possono chiamare diversi, ma che sono chiamati x questo ad avere molto più coraggio x affrontare la vita.
riporto due strofe della sua canzone un pescatore:
All'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso
Venne alla spiaggia un assassino
due occhi grandi da bambino
due occhi enormi di paura
eran gli specchi di un avventura
E chiese al vecchio dammi il pane
ho poco tempo e troppa fame
e chiese al vecchio dammi il vino
ho sete e sono un assassino
Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi gli chiedeva ho sete ho fame...
Messaggio del 12-01-2005 alle ore 10:46:26
Dormi sepolto in un campo di grano,
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi...
Messaggio del 12-01-2005 alle ore 10:36:17
De André è senza ombra di dubbio i più grande poeta contemporaneo. Poeta per niente pedante e scolastico. Le sue canzoni sono ritratti di gente senza storia, di poveri eroi, solitari, campioni di un'umanità che brancola nel buio e cerca la luce e, troppo spesso, vittima del proprio cammino, inciampa tra i sassi che costellano le vie dell'esistenza. Per me Faber non è mai morto.
Grazie Barbablues.
Messaggio del 12-01-2005 alle ore 09:31:27
Pazzesco che in TV non gli hanno dedicato neanche 5 minuti nell'ultimo tg della notte... ah, già c'era "il ristorante"...
Messaggio del 11-01-2005 alle ore 21:04:15
finalmente un post che merita!
grande Barba...e pensare che se ne è andato nel momento migliore della sua creatività...non oso immaginare cosa poteva concepire man mano che esperienza e saggezza prendevano volume! bhà forse era giusto così forse no, forse sarebbe decaduto o forse adesso saremmo qui a parlare entusiasmati dal suo ultimo lavoro....
[Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro......]
Messaggio del 11-01-2005 alle ore 18:18:36
Un grande poeta anche io ho tutti i suoi dischi e riascoltarli da veramente un senso di pace spiattellandoti in faccia la vera natura umana e ridando dignità anche a coloro che sono diventati gli spaventapasseri della società. Un'inno alla natura dell'uomo e ai suoi difetti senza mai giudicare.
Messaggio del 11-01-2005 alle ore 17:40:16
Fabrizio ... ecco se c'è un "Dio" da venerare io ci metterei quest' uomo ....
Lo voglio ricordare anch'io con una canzone ... ma quale??? impossibile sceglierne solo una ...
proviamo ...
Un uomo onesto, un uomo probo
tralalalallatralallalero
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.
Gli disse "Portami domani"
tralalalallatralallalero
gli disse "portami domani
il cuore di tua madre
per i miei cani".
Lui dalla madre andò e l'uccise
tralalalallatralallalero
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.
Non era il cuore non era il cuore
tralalalallatralallalero
non le bastava quell'orrore
voleva un'altra prova
del suo cieco amore.
Gli disse "Amor, se mi vuoi bene"
tralalalallatralallalero
gli disse "Amor se mi vuoi bene
tagliati dei polsi le quattro vene".
le vene ai polsi lui si tagliò
tralalalallatralallalero
e come il sangue ne sgorgò
correndo come un pazzo da lei tornò.
Gli disse lei ridendo forte
tralalalallatralallalero
gli disse lei ridendo forte
"L'ultima tua prova sarà la morte".
E mentre il sangue lento usciva
e ormai cambiava il suo colore
la vanità fredda gioiva
un uomo s'era ucciso per il suo amore.
Fuori soffiava dolce il vento
tralalalallatralallalero
ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato
quando a lei niente era restato
non il suo amore, non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene.
Messaggio del 11-01-2005 alle ore 09:30:08
6 anni fa ci lasciava... e adesso quanto ci manca!
Lo voglio ricordare con questa canzone:
CREUZA DE MÄ*
(F.De Andrè - M.Pagani)
Umbre de muri
muri de mainè
dunde ne vegnì
duve l'è ch'anè
da 'n scitu duve a l'un-a
a se mustra nua
e a neutte a n'à puntou
u cultellu a gua
e a munta l'àse
gh'è restou Diu
u Diau l'é in çe
e un s'é ch'é faetu nìu
ne sciurtìmmu da u ma
pe sciugà e osse da u Dria
a a funtan-a di cumbi
'nta ca de pria
E 'nta ca de pria
chi ghe saià
int'à ca du Dria
che u nu l'è mainà
gente de Lugan
facce da mandilla
qui che du luassu
preferiscin l'à
figge de famiggia udù de bun
che ti peu ammiàle
senza u gundun
E a 'ste panse veue
cose cha daià
cose da beive,cose da mangià
frittua de pigneu
giancu de Purtufin
çervelle de bae
'ntu meximu vin
lasagne da fiddià
ai quattru tucchi
paciugu in aegruduse
de lévre de cuppi**
E 'nta barca du vin
ghe navighiemu
'nsc'i scheuggi
emigranti du rìe
cu'i cioi 'nt'i euggi
finché u matin crescià
da puèilu rechèugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d'a corda marsa
d'aegua e de sa
che a ne liga e a ne porta
'nte 'na creuza de ma.
*Creuza : qui impropriamente
tradotto mulattiera . In realtà la
Creuza è nel genovesato una strada
suburbana che scorre fra due muri
che solitamente determinano i confini di proprietà.
**Lèvre de cuppi: gatto
MULATTIERA DI MARE
Ombre di facce
facce di marinai
da dove venite
dov'è che andate
da un posto dove la luna
si mostra nuda
e la notte ci ha puntato
il coltello alla gola
e a montare l'asino
c'è rimasto Dio
il Diavolo è in cielo
e ci si è fatto il nido
usciamo dal mare
per asciugare le ossa dell'Andrea
alla fontana dei colombi
nella casa di pietra
E nella casa di pietra
chi ci sarà
nella casa dell'Andrea
che non è marinaio
gente di Lugano
facce da tagliaborse
quelli che della spigola
preferiscono l'ala
ragazze di famiglia odore di buono
che puoi guardarle
senza preservativo
E a queste pance vuote
cosa gli darà
cose da bere,cose da mangiare
frittura di pesciolini,
bianco di Portofino
cervelle di agnello
nello stesso vino
lasagne da tagliare
ai quattro sughi
pasticcio in agrodolce
di lepre di tegole
E nella barca del vino
ci navigheremo
sugli scogli
emigranti della risata
con i chiodi negli occhi
finchè il mattino crescerà
da poterlo raccogliere
fratello dei garofani e delle ragazze
padrone della corda marcia
di acqua e di sale
che ci lega e ci porta
in una mulattiera di mare