La Piazza

ELENCO DEI CADUTI IN IRAQ!
Messaggio del 14-11-2003 alle ore 23:20:08
Nassiriya, 12 novembre 2003

CADUTI:

Tenente Massimiliano FICUCIELLO
Luogotenente Enzo FREGOSI
Aiutante Giovanni CAVALLARO
Aiutante Alfonso TRINCONE
Maresciallo Capo Alfio RAGAZZI
Maresciallo Capo Massimiliano BRUNO
Maresciallo Daniele GHIONE
Maresciallo Filippo MERLINO
Maresciallo Silvio OLLA
Vice Brigadiere Giuseppe COLETTA
Vice Brigadiere Ivan GHITTI
Appuntato Domenico INTRAVAIA
Carabiniere Scelto Horatio MAIORANA
Carabiniere Scelto Andrea FILIPPA
Caporal Maggiore Emanuele FERRARO
Caporale Alessandro CARRISI
Dottor Stefano ROLLA
Signor Marco BECI


ONORI AI CADUTI!!!!
Messaggio del 14-11-2003 alle ore 23:34:23
Un eroe non è un superuomo che affronta il pericolo senza paura;
eroe è un uomo che nella sua semplicità e con i suoi limiti avverte il pericolo ed ha giustamente paura, ma crede in ciò che fa e questo lo rende grande.

Onore ai caduti
Solidarieta a chi continua con lo stesso impegno
Messaggio del 15-11-2003 alle ore 05:38:02
pensiamo a loro e allo spirito di pace con il quale sono andati in irak

(e non con quale spirito sono stati mandati da qualcuno...)
Messaggio del 16-11-2003 alle ore 14:20:11
Il pensiero alle madri

di ENZO BIAGI


Diceva un vecchio (e anche molto spiritoso) umorista: «Chiamiamo padre, noi cattolici, uno che non deve avere figli e casa di cura un posto dove molta gente va a morire». Così si definisce «missione di pace» un luogo dove molti soldati ritornano avvolti nel tricolore, ma in una cassa di legno. Sono entrate nel nostro vocabolario parole nuove: kamikaze, e ce la impresta nientemeno il Giappone, e camion-bomba, un’arma che circola a Nassiriya, in Iraq, dove vanno ancora in giro gli uomini di Saddam.
E siccome ci si può salvare anche dai proiettili, ma non dai tromboni e dalla retorica, ecco una dichiarazione dei politici all’arrivo dei feriti: «C’è fierezza e orgoglio negli sguardi dei nostri ragazzi. Sono i nostri eroi». Io credo ci sia invece soddisfazione; ed è umano: «Ce l’abbiamo fatta. Siamo vivi».
Quel galantuomo di Ciampi ha spiegato che i nostri soldati non sono in Iraq per fare la guerra ma per favorire il processo di pace e il presidente Usa ha dichiarato che affretterà i tempi della fase di transizione.
È una opinione personale e trascurabile: ma se laggiù, sottoterra, invece del petrolio, ci fossero patate o barbabietole, forse Bush non direbbe a Ciampi che gli americani lasceranno l’Iraq soltanto «a lavoro completato».
La democrazia non si esporta: non è solo un sistema di governo, ma una concezione della vita, per cui i cittadini, almeno come principio, sono tutti uguali e non, come è nella realtà, qualcuno di più.
Penso alle madri dei caduti a Nassiriya: impariamo la geografia a forza di disgrazie dall’a- tlante della violenza.
«Beato il Paese che non ha bisogno di eroi» diceva Bertolt Brecht. Si è parlato tanto di «globalizzazione». In un settore l’abbiamo raggiunta: quello del terrorismo.
Messaggio del 16-11-2003 alle ore 17:23:49
Onore ai caduti!

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