Messaggio del 23-09-2003 alle ore 19:24:40
in uno scrigno che non perisce mai e che rimane tale nel ricordo....e quande svanisce anche il ricordo allora continuano a vivere e vagare nell'aria riempiendo du tutto di una specie di soffio frizzantino....i nostri sentimenti rimangono nell'aria...sono questi ...tutti...che ci fanno piangere quando siamo tristi...ridere se felici...e' grazie a questo grande ed etereo scrigno che proviamo tutto cio' che proviamo e piu' fortemente.....e' la condivisione e "compassione"che ci rende vivi e fragili....ti voglio bene!
Messaggio del 23-09-2003 alle ore 15:01:37
è vero.molte volte le emozioni che si provano non vengono capite da qualcun altro,ed è una cosa tristissima...preferisco rimanere sola ed emozionarmi per un niente,piangere e ridere da sola,e soprattutto senza pensare.che brutta cosa rimugginare sui pensieri,ma non sono forse questi che ci fanno provare emozioni?
Messaggio del 23-09-2003 alle ore 14:29:36
NN bisogna chiederci dove finiscono perche' nn finiranno mai ....ma bisogna chiederci se siamo ancora in gardo di provarne.......io credo di si ..ma cio che per me puo' essere una grande emozione per qualcunaltro puo' nn voler dire nulla.......e' tristissimo....
Messaggio del 23-09-2003 alle ore 11:24:27
quello ke abbiamo dentro è quelo ke ci rende eterni, ma non st qui a spiegarvi la mia filosofia o religione...noi siamo emozioni...
Messaggio del 23-09-2003 alle ore 09:06:36
Le emozioni sono legate soprattutto alle sensazioni del corpo: vedere qualcosa che ci piace o no, toccare o essere toccati..ecc..
perciò io credo che le emozioni finiscono col corpo..
ma sono anche d'accordo con vitellozzo "è il ricordo che lasci agli altri che continua a vivere"
Messaggio del 23-09-2003 alle ore 01:39:36
Oggi, pensandoti, ho provato un senso di vertigine. Non la vertigine che ti prende quando sei sul ciglio di un precipizio e non hai più appigli.
La vertigine che ho provato aveva una natura diversa, è la vertigine di un amore totale, di un amore che se avesse un’immagine sarebbe una parete levigata a centinaia di metri di altezza.
La vertigine di un amore senza compromessi, che toglie il fiato, che prende alla gola, alla bocca dello stomaco, che impedisce di respirare. E’ la vertigine delle emozioni che si rinnovano, che si superano giorno dopo giorno, sempre più nuove e imprevedibili, senza sapere o immaginare dove ti condurranno (e poi, perché immaginare dove finiscono le emozioni?)
Come non provare un senso di vertigine se riguardo indietro e improvvisamente vedo che quella strada, percorsa inconsapevolmente, senza saperlo, insieme, dopo spazi immensi di levigata piattezza ha preso a salire vorticosamente portandoci su vette immacolate e pure.
La vertigine mi accompagna (succede anche a te?) mentre mi avvicino a te, alle parole che vogliamo dirci e che abbiamo mille volte pensato, ai gesti che abbiamo immaginato, ai silenzi che abbiamo desiderato di condividere.
La strada ormai scorre ad altezze siderali se paragonate al metro con cui misuriamo normalmente le distanze: non ci sono parametri con cui stabilire il rapporto con il resto del nostro mondo.
La strada che adesso, in questo momento, mi viene incontro ha la forma delle tue braccia protese verso di me. Intorno le luci si alternano e cangiano colore come i tuoi occhi in un giorno di inizio estate, lo stesso giorno che dedicammo a noi.
Guido soprappensiero, la stazione radio mi rimanda musica che ha la dolcezza dei grandi spazi della campagna ondeggiante con ampi panorami che si perdono fra le colline e che fanno intravedere che al di là altre colline e altre pianure si fisseranno davanti al mio, al nostro sguardo.
Guido guardando le nuvole che si rincorrono come parole che cercano un senso, il senso di quelle parole che immagino abbiamo dentro di noi e che ascoltiamo con un senso di felicità e di vertigine.
Guido distratto da queste tue parole, dalla sorpresa di sentire la tua voce incrinata dall’emozione: sì forse eri un po’ emozionata, forse non volevi ammetterlo e per nascondere il colore mutevole dell’iride che tradiva la gioia e il desiderio, guardavi al di là delle mie spalle.
Penso che la voce sia lo strumento della nostra anima, le sue modulazioni sono il riverbero dei nostri sentimenti, dei nostri stati d’animo, la prova che esiste dentro di noi.
Ho immaginato la tua anima attraverso la tua voce quando mi hai detto “credi che dentro di noi esista la pace dell’amore?” E non c'erano risposte, se non una, l'unica possibile.
Nel silenzio di quell’atmosfera incantata non erano le parole la cosa più importante ma la melodia che ad esse avevi donato, come musica che per magia esce dalle corde di uno strumento.
Ho immaginato la tua anima quando la tua voce guidava i miei occhi e le mie mani sul tuo corpo. Come allora ti stringono forte, e ti lasciano andare mentre ti sollevi e volgi lo sguardo verso i miei occhi.
So che sei bellissima quando mi guardi fissando il cielo, in quel momento il mio corpo non ha più senso, né materia, è una cosa sola con il tuo.
Ho immaginato i tuoi capelli che mi abbracciano come le tue mani. Ti allontani solo per un attimo e nel rifare quel gesto, antico, sacro, la tua voce ha lo stesso suono del vento intorno al cristallo. Ho immaginato le tue mani che vibrano su di me, i tuoi occhi che si spengono nelle sfumature di verde che circondano le pieghe infinitesimali del mio iride.
Ora la notte è avanzata, mi inghiotte e nei tuoi occhi ho ritrovato il fascino della vita che si riproduce giorno dopo giorno.
Fuori, intorno, tutto si è fermato. Aria immobile. Suoni immobili. Vertigine.
Mi libero dal tempo. Sono fuori dal tempo. Sono dentro di te.
Messaggio del 23-09-2003 alle ore 01:31:24
e dai che siamo in due ad essere tristi.....secondo me rimangono dove solo noi le possiamo vedere,anche da morti,stanno la , si fanno vedere e ricordare semza creare rancore o dispiacere per il fatto di essere ricordi di un
nn vivente.
Messaggio del 23-09-2003 alle ore 01:11:06
Mi chiedevo dove finissero tutte le emozioni di una vita, tutte le immagini che cerchiamo di non dimenticare, tutti i ricordi quando torniamo "cenere alla cenere"?