La Piazza
Come diventare se stessi?

In ognuno convivono molti individui, a seconda delle dinamiche situazionali in cui si trova.

nell'interazione sociale ciascuno tende a presentare se stesso in modo diverso a persone diverse, al fine di offrire il suo aspetto migliore. Teoria della “persona”, per cui ognuno può ingannare gli altri e anche se stesso, circa il suo vero carattere. Assume cioè una “maschera” intenzionale, in conformità alle presunte opinioni dell'ambiente. Ma non è detto che riescano ad ingannare sempre. In particolare le donne – se non infatuate – più intuitive e capaci di decifrare minime espressioni e gestualità, comprendono subito se c'è qualcosa di stonato negli altrui atteggiamenti.
Anche nel mondo virtuale contrassegnato, per sua natura, da una conflittualità tra essere e apparire, è ben difficile sostenere ruoli che non appartengono alle proprie esperienze, alla propria identità, a tratti caratteriali non posseduti: alla fine trapela il vero volto di ognuno.
Ma tali recite ingannevoli e autoingannevoli sono da distinguere da un autentico processo conoscitivo di se stessi, per cui ognuno accumula molte informazioni su propri personali pensieri, emozioni ed azioni. Per poi poter scegliere in tale ampio e soggettivo proprio repertorio le parole e le azioni più adeguate alle diverse situazioni sociali in cui gli accade di trovarsi; ciò fa parte anche del saper padroneggiare un'intelligenza emotiva, o sociale.

Se non si possiedono i vari stili di comportamento che fanno parte di una personalità poliedrica, flessibile, adattabile ,a volte pure creativa – in parte innata, in parte dovuta a fattori educativi – si risulterà inadeguati nel far fronte con disinvoltura alle varie situazioni talora impreviste. La conseguenza sarà un comportamento rigido, prevedibile, privo di originalità
Sono gli altri che in qualche misura contribuiscono, fin dai primi nostri anni di vita, con pareri e reazioni, a farci pervenire all' autoconoscenza. Ma si possono scoprire propri tratti di personalità anche attraverso un significativo rapporto d'amore. Questa autorealizzazione ne sarebbe il senso.
Inoltre, non sempre risulta vantaggioso accettarsi passivamente per quello che si è. Si possono sempre rettificare alcuni nostri comportamenti controproducenti. Ad esempio attenuare una tendenza all'aggressività, controllare meglio un'instabilità emotiva, affrontare più determinati gli eventi esistenziali.sono progetti di vita già decisi nell'infanzia e che condizionano le scelte successive.
Certe psicoterapie hanno proprio la finalità di far abbandonare vecchi apprendimenti negativi o inadeguati, e di rendere manifeste potenzialità e risorse che non si credeva di possedere. Anche la propria formazione culturale e strategie di conoscenza devono essere in divenire e mai cristallizzate in saperi per sempre acquisti. Ma si tratta sempre di “diventare se stessi”,. Non certo di cambiare la personalità nelle sue strutture profonde e di base, che fanno parte di una fondamentale storia personale di ognuno. Meno che meno per tentare di compiacere altri. Nessuno cambia nessuno, nemmeno una donna innamorata. Le nuove coppie conviventi tenderanno sempre più a rispettare le reciproche autonomie.

lo pensate anche voi o c'è qualcosa di sbagliato in questo ragionamento?
Io sono perfetto.

me lo immagino
troppo impegnativo
Mamma quanto sono stanco!!!!
Il fatto di poter adattarsi ad ogni situazione,cercare di reprimere i comportamenti inadeguati..... sono tutti atteggiamenti che una persona vuoi in maniera consapevole vuoi inconsapevole adotta giornalmente. Non sarà molto rassicurante perchè in questo potrebbe celarsi una non verità o non trasparenza delle persone che abbiamo di fronte come di noi stessi ma credo,è un mio parere personale,che questo articolo descriva in grandi linee l'atteggiamento umano così com'è
E sci, Nirvanè, abbastanza impegnativo per le persone perfette come me!

Cmq, a risponderti, sì, lo penso anche io.
In particolare, personalmente, sto passaggio mi ha colpito...
Se non si possiedono i vari stili di comportamento che fanno parte di una personalità poliedrica, flessibile, adattabile ,a volte pure creativa – in parte innata, in parte dovuta a fattori educativi – si risulterà inadeguati nel far fronte con disinvoltura alle varie situazioni talora impreviste

grazie per aver letto il papiro ed aver espresso una tua opinione

E' una condizione dell'uomo che mi interessa molto.
Gia dagli studi Pirandelliani sulle maschere,mi sono sentita presa in causa da queso argomento.
Infatti volendo o no,i comportamenti si adeguano alla società,ma l'importante è riuscire a modificare,o meglio smussare alcuni lati del carattere attraverso le esperienze di vita quotidiana.
E' la cosa più umana che esista e se vedo persone cambiare atteggiamenti o abitudini,non mi stupisco più perchè è naturale migliorarsi nel tempo e riporre nel passato lati di se stessi che erano"difettosi"
è naturale migliorarsi nel tempo
L'apertura di questo post da parte tua, ne è la prova concreta!!

Eheheheh!!!
Ho ancora nella mente la Nirvana 17enne....
mi ci devo abituare!!

per fortuna le esperienze e l'età matura le persone,

se continuavo a ragionare come nirvanella a 17 anni era grave
Per favore, trovate qualcuno a Nirvanella, prima che sia troppo tardi
ma guarda che stò bene anche dasola
Oggi sto un pò meglio!
Questo "tuo" ragionamento lo vedo alquanto contraddittorio!
Io sinceramente ritengo giusto il concetto che esprimi quando dici:
Non certo di cambiare la personalità nelle sue strutture profonde e di base, che fanno parte di una fondamentale storia personale di ognuno. Meno che meno per tentare di compiacere altri.
ma ritengo che il concetto di non cambiare se stessi fa a cazzotti con l’ affermazione:
Ma si tratta sempre di “diventare se stessi”
Noi in quanto esseri umani dotati di logica ed intelligenza non POSSIAMO diventare noi stessi nè lo potremmo fare mai, ma ciò che siamo in grado di fare, e lo ritengo un obbiettivo fondamentale nella vita di ognuno, è di scoprire ciò che siamo in realtà ed adeguare i nostri comportamenti a ciò che siamo, non a ciò che gli altri sono o ci insegnano oppure vorrebbero noi fossimo in determinate situazioni. Noi siamo quel che siamo grazie alla nostra educazione, alle nostre esperienze personali, a ciò che abbiamo acquisito dalle persone che abbiamo incontrato nella nostra vita ma tutto questo è stato elaborato, valutato e giudicato da noi che non siamo delle macchine e che quindi abbiamo un nostro modo soggettivo di vedere e considerare le cose.
Quando dici che:
In ognuno convivono molti individui, a seconda delle dinamiche situazionali in cui si trova
Non lo ritengo proprio esatto, in ognuno di noi c’è un solo ed unico individuo che forse noi non abbiamo ancora conosciuto appieno, ma c’è ne uno solo. Ciò che noi facciamo in alcune situazioni non è nient'altro che amplificare alcuni aspetti della nostra personalità cercando contemporaneamente di non mostrarne altri, ma siamo sempre noi stessi. Molti di noi si comportano così, è vero, ma a mio modestissimo parere lo fanno perché cercano di uniformarsi all’ambiente che li circonda, così facendo però noi non ci arricchiamo di nulla visto che ciò che diciamo e facciamo in determinate situazioni non è ciò che ci sentiamo ma solo ciò che riteniamo opportuno fare o dire, quindi non ci mettiamo in discussione con gli altri e non ci confrontiamo cercando di migliorare.
Il comportamento che indichi con la frase:
Per poi poter scegliere in tale ampio e soggettivo proprio repertorio le parole e le azioni più adeguate alle diverse situazioni sociali in cui gli accade di trovarsi; ciò fa parte anche del saper padroneggiare un'intelligenza emotiva, o sociale
non la ritengo saper padroneggiare un'intelligenza emotiva e sociale, ma solo capacità di uniformarsi agli altri.
noltre, non sempre risulta vantaggioso accettarsi passivamente per quello che si è. Si possono sempre rettificare alcuni nostri comportamenti controproducenti
L’accettarsi per quello che si è non è MAI una cosa passiva bensì il traguardo di un lungo percorso di introspezione e di autoanalisi. Accettarsi non vuol dire però non voler cambiare i propri comportamenti, quello consiste nel crescere e nel maturare. I nostri comportamenti “sbagliati” (bisogna anche vedere secondo chi sono sbagliati, non esiste un uomo perfetto in grado di giudicare in modo infallibile i comportamenti altrui) si devono cambiare ma sempre in funzione di ciò che siamo.
Questa ovviamente è solo la mia opinione che lascia il tempo che trova.
What a papyrus
jhonny per molte cose ti avrei dato ragione in passato quando avevo la mente inquadrata su alcuni tipi di atteggiamenti e caratteristiche e non vedevo oltre il mio naso.
Ma tu che hai anche più esperienza di me sai che è vero che in noi c'è una personalità predominante che a volte neanche sappiamo bene identificare,ma per molte cose ci si rende conto che è meglio per gli altri ma sopratutto per se stessi vivere certe situazioni con più serenità e autocontrollo
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