La Piazza

Diario di bordo ... mosca cieca.
Messaggio del 20-01-2008 alle ore 21:07:43
... dopo una giornata così ... così ...

posso solo quotare qualcosa di già usato ...


Messaggio del 18-01-2008 alle ore 12:47:24
bacc'
Messaggio del 17-01-2008 alle ore 12:12:06




se mi saluti lo zio si puo' fare .....



cmq ...
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 16:36:11
c'ho provato bak...sul serio...ma non ce l'ho fatta.... quanta cazz' sì scritt?!!! ma una pippett a lù bagne no??!!
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 16:31:56
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto
Messaggio del 15-01-2008 alle ore 18:59:49
baccà si scritt sù rumanz....gna si fà a legg tutt...
Messaggio del 15-01-2008 alle ore 15:19:00
riassunto??? si ... se po fa .... in due parole .... " che macell "
Messaggio del 14-01-2008 alle ore 17:42:11
???
però l'ho letto!!!
Messaggio del 14-01-2008 alle ore 17:24:54
ma un riassunto?
Messaggio del 14-01-2008 alle ore 17:13:38
Mary??? ca success???

secondo me i puntini stanno a significare che era troppo lungo da leggere
Messaggio del 14-01-2008 alle ore 09:05:25
.....................
Messaggio del 14-01-2008 alle ore 05:07:58
Mosca cieca … già il “diario baccaniferus non sense” è nu macell … poi se lo faccio a occhi bendati come da bambini quando ci si trastullava, che poi da baccanino c’avrò giocato si e no 2 volte, diverrà non so’ cosa … cmq ho preso la benda e ora siamo al buio … al buio che è più o meno metafora perfetta di codesta giornata e di quelle passate … quindi poco cambierà. Niente patetismo ( che poi si scriverà così? ) per carità, però è proprio al buio … non so dove mettere le mani e non so da quale parte girarmi. Un po’ come quel navigatore che prova ad affrontare quell’altra famosissima linea d’ombra … salpare, per quanto improponibile a livello emozionale, è stato fatto. Adesso però nel centro esatto del mare, dove l’unico colore a 360 gradi è l’azzurro, bisogna puntare il dito, seguire quella direzione, e bisogna fidarsi di quel dito … e dove sta la direzione??? Dove lo punto il dito? ( e qui una persona su due ha pensato una stronzata … lo so ) Andiamo a sensazioni va … allora che m’è rimasto??? Udito e tatto dovrebbero esserci … il naso, che sottolineo longilineo e assolutamente perfetto, funge abbastanza … e per finire la bocca per dire un paio di stronzate galattiche e da pesante psicanalisi pare che va. Non sa cosa cazz dice però va. Nonostante il tilt del cervello qualcosa funge ancora. Ci aggiungerei un altro senso che sono le emozioni ma quelle stanno bendate a doppia mandata e vanno comprimendosi sempre di più. Il naso in questo momento mi ricorda che se non apro un porta o un finestra muoio prima dell’alba per le esalazioni da “pall mall”. La bocca ne direbbe di cose ma per ora ha prestato la sua voce ai polpastrelli che tamburellano sulla tastiera. E l’udito ascolta il tamburellare di quelle dita che, mi emoziona pensarle sulla schiena, danno il tempo sempre dello stesso pezzo musicale “William Tell Overture” lasciando alla sensazione tattile il brivido di un emozione sfuggita al bendaggio. E’ difficile muoversi a occhi chiusi … è improponibile se li hai avuti conquistandoli con forza e poi come un coglione li hai persi costringendoli alla benda. Inizio a comprendere che siamo troppo abituati a tutto ciò che di bello e importante abbiamo da non preoccuparci per questo. E quante cazzate facciamo quando siamo convinti che tanto non si rivolteranno mai contro di noi perché fanno parte di noi. E cazzata dopo cazzata alle volte ti ritrovi al buio. Coglione! Ieri sera ho fatto parte per tante ore, davvero per un casino di tempo, del libro “Cuore”. Ho sostituito per una serata, nonostante la benda, la “vedetta lombarda”, il gracile fanciullo pronto e attento a qualsiasi movimento all’orizzonte. Ma di nuovo niente. Sono rimasto li però, con la speranza di vedere qualche ombra muoversi. Un’ombra che non doveva essere ne nemica ne per forza amica … voleva essere solo un ciaosuccessoqualcosaahmbè … voleva essere solo quello. Non è capitato… il fegato sottobraccio allo stomaco chiede a gran voce di commentare le sensazioni e i pensieri di quei momenti che vanno ancora dipanandosi qui dentro. Ma poi la paura prende coraggio e da nazista ordina alle dita di stare li ferme, a parlare d’altro. Loro vorrebbero solo commentare le emozioni e i pensieri ma la paura di essere fraintesi è più grande e quindi le lasciamo solo scivolare li tra gli occhi, il naso e la bocca…e in questo modo provare a vivere quelle belle che la mente riporta su… per non parlare di quanto ha camminato questa coccia … me la devo fare cambiare assolutamente …
Oggi si è festeggiato con amici e parenti, a qualche giorno di distanza, l’anniversario della nascita di una piccola bimba riccia anch’ Essa … quattro anni negli occhi enormi, una sola parola con una “s” sbagliata nel ricevere i chiodini colorati come regalo è stata la sua risposta… sembrava fatto apposta, regalare un sorriso dolce e riceverne in cambio uno talmente dolce da diventare malinconico. Che poi so quelli che fregano, proprio i sorrisi malinconici. Sembra, come dicevo prima, che quando il treno scorre dritto sulle rotaie tutto sia normale e lecito. Poi invece, quando ti metti a ripensare alle stazioni da dove sei passato e pensi a quello che hai fatto riesci a ridere tanto da farti uscire le lacrime … e magari vorresti aver tirato il freno di emergenza nella più piccola di quelle “fermate”, quelle piccole e quasi stupide che sul momento ricevono solo uno sguardo sorridente dal finestrino e adesso invece vorrebbero essere abitate tra la sala d’attesa e la cabina telefonica. Ci vorrebbe un agente immobiliare capace di trovare un buco da abitare in quei posti. Ma dove ne trovo uno capace di essere lucido a tal punto da organizzare e comprendere la situazione? Eppure in una camera quasi lercia di 3 metri per 2 con solo un letto, un armadio, un pc, una grande macchia sul soffitto a forma di 3000 fantasie e una in terra al sapor di succo di albicocca ci si è vissuti. Si, proprio vissuti. E come ci si è vissuti, con quale vento caldo ci si è scaldati i piedi e l’armonia. E pensare che non serviva nient’altro se non un gioco di mimi per arrivare all’ora di cena con lo stomaco pieno di farfalle e cenare affamati dal desiderio di tornare a rinominare quello schifo che appariva sul soffitto… contenti anche di commentare una muffa. … ecco … adesso mi sono fatto una risata … una di quelle che capita di fare pensando ad una situazione divertente del passato. Quelle risate che magari ti scappano in mezzo alla gente quando sono tutti in silenzio e ti vergogni per la paura di essere preso per pazzo … “ un attimo Dio pedalino … che stronzo, incredibile “ …

Ho fame, ho sonno … ho voglia di quel letto che per quanto faccia schifo perché praticamente non ha un materasso adesso mi sta chiamando … voglio le mie 526 coperte che fanno pressione costringendo all’immobilità e voglio messa a mo di coperta anch’Essa la virtual duck … quella sola adesso mi copre e mi stringe … non è proprio la stessa cosa. Anzi, non è la stessa cosa … ma l’immaginazione fanciullesca che non ho mai abbandonato riesce in qualche modo a farmela vivere … con qualche sgomento in più.

… chi c’ha ragione? Di chi è la colpa??? … esatto … aspettavo proprio quel tipo di risposta …

Mi si è stretta la benda … non ci vedo da un sacco ma proprio un sacco di giorni però ogni tanto sento la morsa del nodo dietro la nuca stringersi sempre di più, arrivano quei minuti e quelle ore che dovrei spegnere tutto e andare in pausa cervello … è qui che dovrei fermarmi per non cadere nel banale, il tipico banale di lettere piene di emozioni e sentimenti gettati come l’esca del pescatore li dove capita … ma andrò avanti, ignorando quello che i miei polpastrelli gridano, e staccherò il cervello da questo momento in poi. La benda stringe, la benda fa male … ma nulla può togliere alla mia voce in questo momento la voglia di dare un paio di urla … lotterò con te sugli occhi e se avrò voglia di urlare urlerò … fregandomene di essere originale, fregandomene di non globalizzare le mie parole … e quindi lo ripeto … ho bisogni di vedere … ho bisogno di quegli occhi… quegli occhi. Li chiamano anche lo specchio dell’anima … una volta dicevano tutto e adesso purtroppo continuano, forse e spero solo nel mio cervello, a dire tutto …

Dicon che fingo o mento
quanto io scrivo. No:
semplicemente sento
con l'immaginazione,
non uso il sentimento.

Quanto traverso o sogno,
quanto finisce o manco
è come una terrazza
che dà su un'altra cosa.
É questa cosa che è bella.

Così, scrivo in mezzo
a quanto vicino non è:
libero dal mio laccio,
sincero di quel che non è.
Sentire? Senta chi legge


… pensavo ad un paio di mesi fa, più precisamente ad un paio di mesi e qualche giorno … che storia, che cos’è stato fare avanti e indietro lanciano/roccascalegna con qualche foto, con qualche video, con qualche canzone, con un file word … su e giù per almeno 10/15 volte nel giro di pochi giorni. Non devo creare magoni o stare a sottolineare la “””fatica””” di tutto ciò e ci mancherebbe …queste sono le cose che si fanno con la benzina che pompano i ventricoli… solo che m’è venuto in mente dando uno sguardo a caso sul primo messaggio che sempre a caso ho letto tra quelli in memoria sul mio cellulare … un’emozione doppia … una da parte mia che è stata indescrivibile e una da parte di chi davanti a 10000 pollici ed a un dolby surround ha versato felicità attraverso le solito emozioni “scivolanti” … poi si sa … il resto è storia scritta … ho fatto in modo di spingere Napoleone verso Waterloo … così senza ragionarci un attimo l’ho buttato nella fossa e l’ho accompagnato a morire … perché sono stupido … perché sono pirla ( come ironicamente mi apostrofavo 2 anni e qualcosa fa ) ma quel brivido nonostante tutto è infinito. Seduto nello stesso posto dove sono ora riesco a rivivere tutto stando con la benda sugli occhi … sento anche i profumi di quella notte … fatta di attesa, sapendo di non poter far niente perché bloccato qui dentro … sento l’ombelico del mondo del mio cuore come allora sapendo cosa stava accadendo … e l’ho fatto come a nessuno mai … e continuando a cambiare argomento, come baccano oramai insegna, mi “son” ricordato scrivendolo qualche riga fa del mio apostrofarmi “Pirla” … ecco altre risate sconnesse in arrivo … che cazzone che ero e come sono contento di esserlo stato pirla … che poi, quante risate ne sono seguite, come sogno tutto ciò … come continuo a sognarlo.
Inizio ad avere i miei problemi di schizzoscrivere … inizio a perdere colpi … vorrei ripercorrere una stradina che dura da un po’, ma un tantino mi blocco e un tantino non so come esprimermi … faccio pausetta … e tornerò … più bello che mai

Pausetta fatta, bello ci sono ma la coccia sta sempre in fiamme. Neanche durante questo finto svago son riuscito a fare a meno di fare un po’ di revival … Dio in tandem … è inutile che continuo a fare il gioco che sto facendo … provo con insistenza, come del resto faccio con tutte le cose non belle ultimamente, a non farle passare per il cervelletto. Le sposto in un angolo e le comprimo sperando che non facciano uscire il loro odore. Ci riesco, sicuramente sbagliando, con tutto … ma non con questo. E’ li, fermo, immobile … mi accompagna dall’odiosa sveglia che ultimamente non rispetto mai fino all’agoniato Morfeo che anch’esso ultimamente mi prende per il culo spingendomi a soffrire nella solitudine del mio letto piuttosto che accarezzarmi. Poi d’un tratto arriva … passa la sua mano su questo fisicaccio e concede il sonno. Ma poi, siccome il mio Morfeo è un gran figlio di buona donna, torna e inizia a divertirsi. Mi sveglia e non mi da più il candore delle nuvole sognate oppure nella peggiore delle ipotesi, che poi è anche quella più quotata, lascia che il mio corpo riposi ma la mia mente si infili in sogni che non dovrebbero esistere neanche nelle fantasie. Ebbene si, sono matto o come volete, ma questa è la mia giornata tipo degli ultimi tempi, degli ultimi giorni soprattutto, passati a fare harakiri con le membra, passati a pensare a come alle volte il cervello si stacca dal cuore e va per cazzi suoi comandando la voce e le gesta e a rovinare tutto. Non sono un cattivo e questo lo so … ma ho fatto in modo di attaccarmi a qualcosa per trovare giustificazione alle mie frustate … e tutto ciò è da vigliacchi … e mai come questo inizio di 2008 ho imparato qualcosa. L’ho capito sulla mia pelle, buttando a terra e calpestando fiori e palloncini … l’ho capito quando forse l’ultimo respiro di elio era appena volato via. So che ho fatto in tempo a respirarlo per cambiare la mia voce, e ne sono sicuro come non mai, ma chi deve ascoltarla questa voce forse non riesce a riconoscerla ed è spaventata da questa … ed è forse comprensibile … come avrà fatto Cristian dopo averli fatti esplodere con i piedi i famosi palloncini a raggiungere il loro gas che volava via? Eppure io so che ci sono riuscito ma so anche che non posso rilegarli belli e colorati com’erano in quel cesto. Non posso prendere la “Delorean” salirci su e come in “ritorno al futuro” fare i cacchi miei tra passato e futuro cambiando quello che voglio. Non posso farlo. Quel prato di fiori e i suoi otto palloncini non possono tornare … ma io sono nel bel mezzo della primavera … e cosa succede a primavera ??? …





Devo alzarmi per un po’, un bel po’ forse. ( in fondo dovrei essere a lavorare ) E’ tutta la notte che praticamente sono qui a scrivere, due righe ogni tanto ma ho tenuto il sedere su questa sedia per mooolto tempo. Vado a vedere se tutto è ancora in fila e mi prendo una pausa lavorando un po’

Si è fatto tardi e dovrei chiuderlo questo diario … avrei voluto scrivere di più anche se ho fatto un bel monologo lungo che leggerò solo io forse … rileggendolo è patetico/drammatico e forse anzi senza il forse molto ma molto psicopatico ( come al solito del resto ) . … e a proposito di scritti lunghi … tra i sogni fatti nei giorni passati … l’ho sognato, una tesi anzi tesina … faccio paura anche nei sogni e anche in questo però faccio fatica a farci un sorriso che sia davvero felice… Perchè poi ci spunta tutta la malinconia a vagonate (come tutti gli altri “sogni/ricordi” che poi sono la stessa cosa) che insieme a quelle cose che spesso dimentichi e adesso riaffiorano ovunque sfiori trasformano il sorriso in un muso … tipo quel muso …quel muso …
Vabbè … penso possa bastare … sto cadendo nel melanconico cronico e non si fa … o almeno non si esterna … si rischia l’eccesso di patetismo … poi dentro il corpo che guerra sia …

Non so quanto il messaggio che volevo togliermi dalle viscere sia riuscito ad evadere da dentro di me, ma mi accontento di aver ammesso almeno a me stesso il fatto di essere cosciente di avere una benda e che in qualche modo devo toglierla … qualunque cosa poi faccia devo trovare la forza almeno di vedere quello che accade invece di rimanere al buoi aspettando che qualcuno mi accenda la luce. Non mi resta che chiudere il diario e riporlo per la prossima puntata, dentro davvero solo i ricordi che avrei voluto elencare e metaforizzare in 1000 modi diversi … ma non saprei da dove cominciare, non saprei sceglierne uno al posto di un altro. E’ tutto sbagliato questo che accade e non riesco a convincermene. “La vita non è comoda per nessuno, quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo devi rischiare la notte, il vino, la malinconia, la solitudine e le valigie di un amore che vola via”.











Volevo fare come baccano

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Diario di bordo ... mosca cieca.

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