La Piazza
«De gloria olivae»
Messaggio del 20-04-2005 alle ore 18:32:45
tu nin pò prufetizzà manghe quande vi a lu cesse che chezze me t'arcunte
tu nin pò prufetizzà manghe quande vi a lu cesse che chezze me t'arcunte
Messaggio del 20-04-2005 alle ore 16:54:02
San Amedeo.
ma miche è l'uniche a capì caccose, Pharlap...
San Amedeo.
ma miche è l'uniche a capì caccose, Pharlap...
Messaggio del 20-04-2005 alle ore 16:40:32
Farlapp se me facess nu gir di wiski dapò aviss avvedè che profete adiventess...
cirt profezie!
Farlapp se me facess nu gir di wiski dapò aviss avvedè che profete adiventess...
cirt profezie!
Messaggio del 20-04-2005 alle ore 15:31:36
anima vatta a ffa nu gire di wiski invece di parlà di cose che nin ci capisce niende
anima vatta a ffa nu gire di wiski invece di parlà di cose che nin ci capisce niende
Messaggio del 20-04-2005 alle ore 15:24:49
Messaggio del 20-04-2005 alle ore 15:16:38
Cmq mai visto un Sacro Romano Pontefice uscire sulla balconata con la maglietta di lana sotto i paramenti.....
..... a proposito di che colore era......
Cmq mai visto un Sacro Romano Pontefice uscire sulla balconata con la maglietta di lana sotto i paramenti.....
..... a proposito di che colore era......
Messaggio del 20-04-2005 alle ore 14:44:21
in ogni caso quella di San Malachia (NON NOSTRADAMUS KENE1978!) non è l'unica profezia sulla sorte dei papi.
Esiste infatti un'altra profezia ad opera di un monaco di Padova, che descrisse nel '500 gli stessi accadimenti ancor più chiaramente di Malachia, con questo scritto su “ De Magnis tribolationibus et Statu Ecclesiae” stampato a Venezia nel 1527
Il terz’ultimo papa verrà da lontano e macchierà col suo sangue la pietra [come non vedere l'analogia sconcertante con l'attentato subito dal Giovanni Paolo II in piazza San Pietro!]
Dopo di lui anche per il monaco padovano, due soli pontefici.
Il primo sarà un "seminatore di pace e di speranza, in un mondo che vive l'ultima speranza"; [rimando al de gloria olivae malachiano]
il secondo, Pietro II°, verrà a Roma da terre lontane "per incontrare la tribolazione e la morte nella distruzione di Roma e del mondo”.
Indubbiamente affascinante e sconcertante.
Tuttavia i testi profetici non sono verità assoluta. Essi usano un linguaggio ALTAMENTE se NON ESCLUSIVAMENTE simbolico e quindi non vanno interpretati alla lettera 8cosa che molti fanno)!
Per "fine del mondo" si potrebbe anche intendere un cambiamento radicale della società e non la distruzione fisica del pianeta. D'altronde provate un pò ad immaginare come agli occhi di un monaco, che riceve la visione della fine della chiesa cattolica così come la conosciamo (ad esempio ad opera di una nuova religione che la soppianti nelle coscienze dei fedeli) possa apparire il "nuovo mondo". Ovviamente egli interpreterà la visione come una vera e propria fine del SUO mondo non credete.
Personalmente non credo ci saranno catastrofi immani ed apocalissi varie, "semplicemente" ci sarà un passaggio da un mondo caratterizzato da determinate peculiarità spirituali ad un altro.
Questa cosa è SEMPRE AVVENUTA nel corso della storia dell'umanità, quindi perchè stupirsene e strapparsi i capelli immaginando chissà quali tragedie...
Giusto per fare un esempio astronomico, finora si sono succedute le ere del TORO (civiltà minoica, bramanica, primi regni egiziani etc etc in cui appunto veniva adorato il toro (vitello) sacro), dopodichè si è passati all'era dell'ARIETE (e guarda caso si è incominciato ad adorare presso le popolazioni antiche il sacro Ariete divino) infine si è passati all'era dei PESCI (faccio notare che il simbolo originario dei cristiani non era la croce del patibolo, bensì il PESCE e lo stesso Gesù Cristo fu chiamato "Il Pescatore" (di anime) !!
Ovviamente ad ogni passaggio di era c'è stato qualcuno che ha profetizzato qualche apocalisse e qualche fine del mondo (del LORO MONDO cosiccome essi lo percepivano e lo vivevano)! E quindi ad apocalisse è succeduta apocalisse fine ad arrivare ai giorni nostri! ma questo non vuol dire certo annientamento del mondo.
Un'ultima notazione: in un suo scritto recente lo stesso Benedetto XVI afferma che la chiesa sembrerebbe destinata alla dissoluzione...
Buon apocalisse a tutti
in ogni caso quella di San Malachia (NON NOSTRADAMUS KENE1978!) non è l'unica profezia sulla sorte dei papi.
Esiste infatti un'altra profezia ad opera di un monaco di Padova, che descrisse nel '500 gli stessi accadimenti ancor più chiaramente di Malachia, con questo scritto su “ De Magnis tribolationibus et Statu Ecclesiae” stampato a Venezia nel 1527
Il terz’ultimo papa verrà da lontano e macchierà col suo sangue la pietra [come non vedere l'analogia sconcertante con l'attentato subito dal Giovanni Paolo II in piazza San Pietro!]
Dopo di lui anche per il monaco padovano, due soli pontefici.
Il primo sarà un "seminatore di pace e di speranza, in un mondo che vive l'ultima speranza"; [rimando al de gloria olivae malachiano]
il secondo, Pietro II°, verrà a Roma da terre lontane "per incontrare la tribolazione e la morte nella distruzione di Roma e del mondo”.
Indubbiamente affascinante e sconcertante.
Tuttavia i testi profetici non sono verità assoluta. Essi usano un linguaggio ALTAMENTE se NON ESCLUSIVAMENTE simbolico e quindi non vanno interpretati alla lettera 8cosa che molti fanno)!
Per "fine del mondo" si potrebbe anche intendere un cambiamento radicale della società e non la distruzione fisica del pianeta. D'altronde provate un pò ad immaginare come agli occhi di un monaco, che riceve la visione della fine della chiesa cattolica così come la conosciamo (ad esempio ad opera di una nuova religione che la soppianti nelle coscienze dei fedeli) possa apparire il "nuovo mondo". Ovviamente egli interpreterà la visione come una vera e propria fine del SUO mondo non credete.
Personalmente non credo ci saranno catastrofi immani ed apocalissi varie, "semplicemente" ci sarà un passaggio da un mondo caratterizzato da determinate peculiarità spirituali ad un altro.
Questa cosa è SEMPRE AVVENUTA nel corso della storia dell'umanità, quindi perchè stupirsene e strapparsi i capelli immaginando chissà quali tragedie...
Giusto per fare un esempio astronomico, finora si sono succedute le ere del TORO (civiltà minoica, bramanica, primi regni egiziani etc etc in cui appunto veniva adorato il toro (vitello) sacro), dopodichè si è passati all'era dell'ARIETE (e guarda caso si è incominciato ad adorare presso le popolazioni antiche il sacro Ariete divino) infine si è passati all'era dei PESCI (faccio notare che il simbolo originario dei cristiani non era la croce del patibolo, bensì il PESCE e lo stesso Gesù Cristo fu chiamato "Il Pescatore" (di anime) !!
Ovviamente ad ogni passaggio di era c'è stato qualcuno che ha profetizzato qualche apocalisse e qualche fine del mondo (del LORO MONDO cosiccome essi lo percepivano e lo vivevano)! E quindi ad apocalisse è succeduta apocalisse fine ad arrivare ai giorni nostri! ma questo non vuol dire certo annientamento del mondo.
Un'ultima notazione: in un suo scritto recente lo stesso Benedetto XVI afferma che la chiesa sembrerebbe destinata alla dissoluzione...
Buon apocalisse a tutti
Messaggio del 20-04-2005 alle ore 14:14:46
grazie adonai! mi hai ridonato la speranza! Infatti non avevo fatto caso al nesso!
GRAZIE!
grazie adonai! mi hai ridonato la speranza! Infatti non avevo fatto caso al nesso!
GRAZIE!
Messaggio del 20-04-2005 alle ore 14:05:53
Speriamo che Nostradamus si sbagli , che questo papa nn sia "grigio e nero" (d'animo , a questo punto) , che il suo pontificato nn duri davvero 4 anni e , soprattutto , che nn sia il penultimo papa che avremo .
Speriamo che Nostradamus si sbagli , che questo papa nn sia "grigio e nero" (d'animo , a questo punto) , che il suo pontificato nn duri davvero 4 anni e , soprattutto , che nn sia il penultimo papa che avremo .
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 20:43:23
«De gloria olivae»
La gloria della pace
Papa Benedetto XVI ha assunto il nome di Benedetto XV, il pontefice che si oppose alla grande guerra.
«De gloria olivae»
La gloria della pace
Papa Benedetto XVI ha assunto il nome di Benedetto XV, il pontefice che si oppose alla grande guerra.
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 15:42:19
in verità vi dico, l'anticristo è nella chiesa!
in verità vi dico, l'anticristo è nella chiesa!
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 13:29:30
che strunzate!!!
che strunzate!!!
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 13:27:07
tzè...
tra un pò mi vengono a pigliare
tzè...
tra un pò mi vengono a pigliare
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 12:32:17
infatti pur non credendoci a profezie e co. devo dire che mi mettono un'ansia...
indubbiamente molte coincidenze sono o appaiono almeno a me forzate, ma molte altre invece un po' stuzzicano, e sembrano collegamenti naturali, come quelli riferiti a stemmi di casati o nomi. mah.
infatti pur non credendoci a profezie e co. devo dire che mi mettono un'ansia...
indubbiamente molte coincidenze sono o appaiono almeno a me forzate, ma molte altre invece un po' stuzzicano, e sembrano collegamenti naturali, come quelli riferiti a stemmi di casati o nomi. mah.
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 12:25:16
ke angoscia
ke angoscia
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 12:09:02
Per tutti gli appassionati di profezie ecco un piccolo compendio che fa per voi:
clicca qui
Per tutti gli appassionati di profezie ecco un piccolo compendio che fa per voi:
clicca qui
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 11:43:58
a tal proposito riporto un link apparso prima in chat:
articolo corriere
a tal proposito riporto un link apparso prima in chat:
articolo corriere
Messaggio del 19-04-2005 alle ore 11:32:54
Prima di un' elezione papale indovini e astrologi hanno avuto sempre lavoro. Ancor oggi, giorno dell' apertura del Conclave, interpretano profezie più o meno apocrife. Diremo subito che una prima raccolta del genere è fatta risalire a Merlino e di essa si comincia ad avere notizia verso la fine del XIII secolo. Il presagio numero 164 recita: « Quando la Santa Madre del signore comparirà in più parti e quando Pietro avrà due nomi, sarà tempo di prepararsi perché l' ora sesta sarà vicina » . Va da sé che « l' ora sesta » è quella in cui morì Gesù e che il successore di Pietro con due nomi è caratteristica del papato dopo Paolo VI. Le apparizioni mariane, infine, non mancano. Il testo più famoso è però legato al nome di Malachia. C' è chi lo ritiene scritto dal santo omonimo, amico di San Bernardo, morto nel novembre 1148 e canonizzato già nel 1190. La sua profezia sulla successione dei romani pontefici comincia nel 1143, con Celestino II, e indicando il numero di 111 papi giunge sino alla fine dei tempi. Ogni vicario di Cristo è individuato con un breve motto. Tuttavia, è ormai impossibile attribuire il testo in questione al santo; si deve parlare di uno pseudo Malachia, anche perché come ha notato Ludwig von Pastor nella sua monumentale Storia dei papi questa profezia cominciò a circolare nel 1595 allorché il benedettino Arnold Wion la ospitò nel suo Lignum vitae , edito in quell' anno a Venezia. Il carattere apocrifo si deduce anche dal fatto che i motti per le previsioni da Celestino II a Gregorio XIV ( papa tra il 1590 e il 1591) furono ricavati dallo stemma o dal casato o addirittura dal nome di battesimo; a volte si conformavano al titolo cardinalizio o al paese d' origine. Dopo Gregorio XIV le frasi si fanno più enigmatiche e « solo a forza » , sottolinea il Pastor, possono essere messe d' accordo con la storia rea le. Si può supporre che il testo fosse fabbricato dopo la metà del XVI secolo ( il teologo Harnack lo mette in rapporto al Conclave del 1590), prendendo spunto dal compendio è del 1557 che il Panvinio fece alla Storia dei papi del Platina. Comunque sia, ammettendo che questa serie di profezie avesse qualche valore, ricordiamo che Giovanni XXIII fu definito da Malachia « Pastor et nauta » ( è stato Patriarca di Venezia), Paolo VI « Flos florum » , cioè « fiore dei fiori » ( nello stemma di Montini c' erano tre gigli), e l' appena scomparso Giovanni Paolo II « De Labore solis » , ovvero « dallo sforzo del sole » ( veniva da Est). Il prossimo che, stando al computo, dovrebbe essere il penultimo successore di Cristo è indicato come « De gloria olivae » . E tale « gloria dell' ulivo » può essere letta in molti modi: sia in re lazione alla pace, sia dipendere dal colore della pelle olivastra del futuro pontefice, sia ricadere in un più generale senso biblico, dove l' ulivo è simbolo dei giudei. L' ultimo pontefice è indicato come « Pietro romano » : vale a dire che il papa conclusivo della successione apostolica dovrebbe chiamarsi Pietro II, disobbedendo in tal modo alla tradizione che non ha mai visto ri prendere il nome dell' apostolo. Ma la fine dei vicari di Cristo coincide, per la profezia, anche con quella del mondo. Così il testo del Legnum vitae ( Malachia, in tal caso, ha dedicato alcuni versi e non soltanto un motto ): « Nell' ultima persecuzione della Santa Chiesa, risiederà Pietro il Romano che farà pascolare le sue pecore fra le tribolazioni. Passate queste, Roma sarà di strutta e il giudice temibile giudicherà il suo popolo » . La catastrofe della città eterna si legge anche in un messaggio del XVI secolo, attribuito a tale « Monaco di Padova » , il quale profetizza che « quando l' uomo salirà sulla luna, grandi cose staranno per maturare sulla terra. Roma verrà abbandonata, come gli uomini abbandonano una vecchia megera, e del Colosseo non rimar rà che una montagna di pietre avvelenate » . Nostradamus con le sue celebri Centurie non ci aiuta meglio di Malachia. Versi oscuri, sovente rivelano particolari a seconda della traduzione. La seguente quartina è stata indicata come quella che potrebbe riguardare il futuro pontefice: « Non dalla Spagna, ma dall' antica Francia / Non sarà eletto per la tremante navicella / Al nemico sarà fatta intesa / Che dentro suo regno sarà peste crudele » . Sul futuro del papato c' è anche un fatto riferito da Stephen Skinner nel suo Millenium Prophecies . Egli sostiene che Pio X, durante un' udienza del 1909 con il Capitolo generale dei Francescani, cadde in trance e quando rinvenne con sguardo sgomento proferì parole come queste: « Ciò che ho visto è terribile... Sarà me stesso? Sarà il mio successore? Ciò che è certo è che il papa lascerà Roma, e nel fuggire dal Vaticano dovrà camminare sui corpi morti dei suoi sacerdoti. Non ditelo a nessuno fintanto che sono vivo » . Vi sono inoltre le profezie che si leggono nel De Magnis tribolationibus et Statu Ecclesiae , stampato a Venezia nel 1527. Me no note delle ricordate, parlano di un papa che « verrà da lontano e macchierà con il suo sangue la pietra » . L' attentato a Giovanni Paolo II ci può stare; dopo di lui sono previsti soltanto due pontefici: il primo sarà un « seminatore di pace e di speranza, in un mondo che vive l' ultima speranza » ; il secondo verrà a Roma per « incontrare tribolazione e morte » . Che aggiungere? Una profezia romanzata è del 1968: in quell' anno il vaticanista Emilio Cavaterra pubblicava nelle edizioni del Borghese Il papa negro . La fascetta del libro recitava: « Sarà il prossimo? » . L' ipotesi faceva eleggere, dopo lungo Conclave, il cardinale Anacleto Wenthombu, figlio del re africano Tsinghila Nzomba, con il nome di Leone XIV. La sua elezione, però, era prevista per il 1987. Voci dal passato IL LIBRO DI MALACHIA Il monaco primate d' Irlanda Il monaco cistercense Malachia visse tra il 1094 e il 1148. Vescovo e primate d' Irlanda, a lui si attribuisce il De summis pontificibus , una lista di 112 papi con altrettanti motti profetici. Nel 2026 la fine del mondo LE CENTURIE DI NOSTRADAMUS L' astrologo della regina Michel de Nostre Dame ( noto come Nostradamus, 1503 66), astrologo di Caterina de' Medici e medico di Carlo IX, scrisse le Centurie astrologiche , profezie in quartine che predicono il futuro fino al 3797 GLI ALTRI VATICINI Da Merlino a Stephen Skinner Sulla sorte della Chiesa in molti hanno azzardato profezie, da Merlino, con una raccolta apocrifa di cui si ha notizia nel XIII secolo, alle Millenium Prophecies di Stephen Skinner, pubblicate nel 1994 Motti in latino e quartine misteriose per il futuro della Chiesa La storia del papato dai testi dello pseudo Malachia alle Centurie scritte da Nostradamus
Prima di un' elezione papale indovini e astrologi hanno avuto sempre lavoro. Ancor oggi, giorno dell' apertura del Conclave, interpretano profezie più o meno apocrife. Diremo subito che una prima raccolta del genere è fatta risalire a Merlino e di essa si comincia ad avere notizia verso la fine del XIII secolo. Il presagio numero 164 recita: « Quando la Santa Madre del signore comparirà in più parti e quando Pietro avrà due nomi, sarà tempo di prepararsi perché l' ora sesta sarà vicina » . Va da sé che « l' ora sesta » è quella in cui morì Gesù e che il successore di Pietro con due nomi è caratteristica del papato dopo Paolo VI. Le apparizioni mariane, infine, non mancano. Il testo più famoso è però legato al nome di Malachia. C' è chi lo ritiene scritto dal santo omonimo, amico di San Bernardo, morto nel novembre 1148 e canonizzato già nel 1190. La sua profezia sulla successione dei romani pontefici comincia nel 1143, con Celestino II, e indicando il numero di 111 papi giunge sino alla fine dei tempi. Ogni vicario di Cristo è individuato con un breve motto. Tuttavia, è ormai impossibile attribuire il testo in questione al santo; si deve parlare di uno pseudo Malachia, anche perché come ha notato Ludwig von Pastor nella sua monumentale Storia dei papi questa profezia cominciò a circolare nel 1595 allorché il benedettino Arnold Wion la ospitò nel suo Lignum vitae , edito in quell' anno a Venezia. Il carattere apocrifo si deduce anche dal fatto che i motti per le previsioni da Celestino II a Gregorio XIV ( papa tra il 1590 e il 1591) furono ricavati dallo stemma o dal casato o addirittura dal nome di battesimo; a volte si conformavano al titolo cardinalizio o al paese d' origine. Dopo Gregorio XIV le frasi si fanno più enigmatiche e « solo a forza » , sottolinea il Pastor, possono essere messe d' accordo con la storia rea le. Si può supporre che il testo fosse fabbricato dopo la metà del XVI secolo ( il teologo Harnack lo mette in rapporto al Conclave del 1590), prendendo spunto dal compendio è del 1557 che il Panvinio fece alla Storia dei papi del Platina. Comunque sia, ammettendo che questa serie di profezie avesse qualche valore, ricordiamo che Giovanni XXIII fu definito da Malachia « Pastor et nauta » ( è stato Patriarca di Venezia), Paolo VI « Flos florum » , cioè « fiore dei fiori » ( nello stemma di Montini c' erano tre gigli), e l' appena scomparso Giovanni Paolo II « De Labore solis » , ovvero « dallo sforzo del sole » ( veniva da Est). Il prossimo che, stando al computo, dovrebbe essere il penultimo successore di Cristo è indicato come « De gloria olivae » . E tale « gloria dell' ulivo » può essere letta in molti modi: sia in re lazione alla pace, sia dipendere dal colore della pelle olivastra del futuro pontefice, sia ricadere in un più generale senso biblico, dove l' ulivo è simbolo dei giudei. L' ultimo pontefice è indicato come « Pietro romano » : vale a dire che il papa conclusivo della successione apostolica dovrebbe chiamarsi Pietro II, disobbedendo in tal modo alla tradizione che non ha mai visto ri prendere il nome dell' apostolo. Ma la fine dei vicari di Cristo coincide, per la profezia, anche con quella del mondo. Così il testo del Legnum vitae ( Malachia, in tal caso, ha dedicato alcuni versi e non soltanto un motto ): « Nell' ultima persecuzione della Santa Chiesa, risiederà Pietro il Romano che farà pascolare le sue pecore fra le tribolazioni. Passate queste, Roma sarà di strutta e il giudice temibile giudicherà il suo popolo » . La catastrofe della città eterna si legge anche in un messaggio del XVI secolo, attribuito a tale « Monaco di Padova » , il quale profetizza che « quando l' uomo salirà sulla luna, grandi cose staranno per maturare sulla terra. Roma verrà abbandonata, come gli uomini abbandonano una vecchia megera, e del Colosseo non rimar rà che una montagna di pietre avvelenate » . Nostradamus con le sue celebri Centurie non ci aiuta meglio di Malachia. Versi oscuri, sovente rivelano particolari a seconda della traduzione. La seguente quartina è stata indicata come quella che potrebbe riguardare il futuro pontefice: « Non dalla Spagna, ma dall' antica Francia / Non sarà eletto per la tremante navicella / Al nemico sarà fatta intesa / Che dentro suo regno sarà peste crudele » . Sul futuro del papato c' è anche un fatto riferito da Stephen Skinner nel suo Millenium Prophecies . Egli sostiene che Pio X, durante un' udienza del 1909 con il Capitolo generale dei Francescani, cadde in trance e quando rinvenne con sguardo sgomento proferì parole come queste: « Ciò che ho visto è terribile... Sarà me stesso? Sarà il mio successore? Ciò che è certo è che il papa lascerà Roma, e nel fuggire dal Vaticano dovrà camminare sui corpi morti dei suoi sacerdoti. Non ditelo a nessuno fintanto che sono vivo » . Vi sono inoltre le profezie che si leggono nel De Magnis tribolationibus et Statu Ecclesiae , stampato a Venezia nel 1527. Me no note delle ricordate, parlano di un papa che « verrà da lontano e macchierà con il suo sangue la pietra » . L' attentato a Giovanni Paolo II ci può stare; dopo di lui sono previsti soltanto due pontefici: il primo sarà un « seminatore di pace e di speranza, in un mondo che vive l' ultima speranza » ; il secondo verrà a Roma per « incontrare tribolazione e morte » . Che aggiungere? Una profezia romanzata è del 1968: in quell' anno il vaticanista Emilio Cavaterra pubblicava nelle edizioni del Borghese Il papa negro . La fascetta del libro recitava: « Sarà il prossimo? » . L' ipotesi faceva eleggere, dopo lungo Conclave, il cardinale Anacleto Wenthombu, figlio del re africano Tsinghila Nzomba, con il nome di Leone XIV. La sua elezione, però, era prevista per il 1987. Voci dal passato IL LIBRO DI MALACHIA Il monaco primate d' Irlanda Il monaco cistercense Malachia visse tra il 1094 e il 1148. Vescovo e primate d' Irlanda, a lui si attribuisce il De summis pontificibus , una lista di 112 papi con altrettanti motti profetici. Nel 2026 la fine del mondo LE CENTURIE DI NOSTRADAMUS L' astrologo della regina Michel de Nostre Dame ( noto come Nostradamus, 1503 66), astrologo di Caterina de' Medici e medico di Carlo IX, scrisse le Centurie astrologiche , profezie in quartine che predicono il futuro fino al 3797 GLI ALTRI VATICINI Da Merlino a Stephen Skinner Sulla sorte della Chiesa in molti hanno azzardato profezie, da Merlino, con una raccolta apocrifa di cui si ha notizia nel XIII secolo, alle Millenium Prophecies di Stephen Skinner, pubblicate nel 1994 Motti in latino e quartine misteriose per il futuro della Chiesa La storia del papato dai testi dello pseudo Malachia alle Centurie scritte da Nostradamus
Nuova reply all'argomento:
«De gloria olivae»
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui












